giovedì 19 maggio 2011

Sessismo, pubblicità e rivoluzione.


Ieri su Femminismo A Sud ho letto della campagna pubblicitaria (l'ennesima, stanno diventando monotoni, oltre che rimanere stronzi) di un'azienda che vende abbigliamento on line.
La foto che campeggia(va) in homepage ritrae una ragazza in terra che urla e un uomo che la tiene per i capelli.

Ormai davanti a certe cose vado in automatico, quindi ho scritto all'azienda e poi allo IAP.

Salve, ho visto con orrore l'immagine che apre il vostro sito:
una ragazza in terra, che sembra urlare, e un uomo che la tiene per i capelli,
novello Fred Flintstone.

Non mi dilungherò sull'orrore che provo vedendo così sdoganata, minimizzata e
ridicolizzata la violenza maschile sulle donne: non credo avrebbe molto senso.
Quello che mi preme sapere "perché".
Cosa rende appetibile ai vostri occhi la violenza?
Cosa vi fa credere che sia normale e legittimo usare un'immagine simile
per fare pubblicità a un paio di pantaloni?
Immagino che nella vostra azienda lavorino delle donne.
Cosa pensano loro di un uomo che picchia una donna?
Cosa hanno pensato vedendo quell'immagine?
Credete forse che la violenza vada bene se serve a far fatturare un po' di più?

Da parte mia, ovviamente, non comprerò mai nessun vostro prodotto e mi impegnerò
per sensibilizzare quante più persone possibile al boicottaggio
della vostra azienda.
E segnalerò la vostra campagna pubblicitaria allo IAP, che spero vorrà prendere
provvedimenti.

Siamo al 18 maggio, dall'inizio dell'anno sono state ammazzate in Italia più di
cinquanta donne.
Forse dovreste pensarci e ragionare sul perché quella campagna è violenta,
offensiva, misogina e disgustosa.

Saluti.



Stamani mi arriva la loro risposta.

Siamo molto spiacenti di aver urtato la vostra sensibilità, non era nostra
intenzione offendere nessuno, infatti la foto che abbiamo scelto è stata
scattata in un momento di gioco e scherzo tra nostri due carissimi amici,
fra l'altro fidanzati, ed è proprio per questo motivo che l'abbiamo
scelta...in totale buona fede, con la massima serenità e a quanto pare con
un pò troppo di ingenuità...
Comunque l'immagine del sito è stata cambiata per evitare ulteriori
spiacevoli equivoci.
Sicuri di essere capiti e nella più totale serenità di coscenza, vi
porgiamo le nostre più sentite scuse.
Lo staff di Ambrosia Abbigliamento.




Ora, voglio dare a questa gente una possibilità e decido di  credere alla loro buona fede.

Il punto, però, resta lo stesso e forse è più grave ancora se davvero quella foto è stata sceltra "con la massima serenità e a quanto pare con un po' troppo di ingenuità".

E' grave, perché è un'ulteriore conferma di come in questo paese il
sessismo e la violenza di genere siano considerate come un qualcosa su cui si possa scherzare in tranquillità, qualcosa che non valga la pena denunciare con forza, qualcosa di cui ci si occupa solo quando serve, qualcosa che viene relegata negli ambienti delle "femministe".

E quindi scherziamo sulle donne della tv, che possono venire appese a un gancio come un prosciutto; ridiamo perché la ragazza che balla in tv è senza mutande e il suo collega ammicca ; sorridiamo perché la valletta viene umiliata dal conduttore; taciamo se un conduttore famoso dice che dobbiamo avere comprensione per chi uccide una donna, perché quella "
te ce porta".
Ridiamo e taciamo, le cose importanti sono altre.


E intanto ci ammazzano: più di cinquanta donne dall'inizio dell'anno sono state ammazzate.

Ma noi siamo in buona fede, quei due sono "peraltro fidanzati" (e qui se io fossi una rompipalle seria allegherei le staristiche che ci insegnano che le donne vengono ammazzate proprio da (ex)mariti, (ex)fidanzati, (ex)amanti, amici, parenti...), siamo stati ingenui, ma chiediamo scusa.

Siamo talmente abituati a questo tipo di rappresentazione del rapporto tra uomini e donne che se qualcuno ci fa notare che c'è qualcosa che quel messaggio veicola e che va oltre il primo impatto dell'immagine, lo prendiamo per un pazzo, per un bacchettone, una frigida, una femminista (uuuhhh!! Tremate!) o nel migliore dei casi -e io davvero voglio credere nella buona fede di chi mi ha scritto- cadiamo dalle nuvole. Oh, cielo! Esiste la violenza di genere? Mioddio! Pubblicità sessista? Ma io non lo sapevo!

Questi ragazzi non hanno fatto niente di innovativo. Guardate le foto di "moda" sui giornali: è pieno di richiami alla violenza ed è quindi  "normale" che una piccola azienda abbia scelto quel tipo di foto come presentazione.

E' questo che io combatto ogni giorno, spesso esagerando: voglio combattere l'assuefazione alla violenza, allo stereotipo, al sessismo strisciante che della tua collega un po' stronza ti porta a dire che è "una troia" .
Voglio combattere non solo chi sceglie quella foto per fare pubblicità ai jeans, ,ma anche -forse soprattutto- chi non la capisce o la liquida come una cosa "di cattivo gusto".

E comincio cercando di educare me stessa. Educarmi a un linguaggio nuovo e a vedere sempre oltre l'immagine che mi viene messa davanti.

Si parla tanto di battaglie e rivoluzioni. Ecco, la lotta al sessismo è per me una rivoluzione.




1 commento:

Sproloquia pure tu.