lunedì 27 giugno 2011

Ma che te sei femminista?





Più di una volta, parlando di tematiche di genere con persone più o meno interessate in modo più o meno serio, mi sono sentita porre La Domanda: "Ma che te sei femminista?"
La mia risposta standard è sempre la stessa: "Ma che c'entra?" e via coi bla bla bla.

Il fatto è che io non lo so.

Insomma, dirsi qualcosa, per me ha un valore e quel valore mi impedisce di dirmi femminista con leggerezza.

Non posso rispondere con semplicità con un sì o un no perché sono ignorante: c'è talmente tanto che ancora non so ,che non me la sento di rispondere "sì, sono femminista”.
Rispetto troppo il femminismo per prendermelo come un'etichetta senza averlo prima studiato, capito e fatto in qualche modo mio. Sono una cui vengono i brividi pensando alle manifestazioni, alle lotte, alle sorelle in tribunale durante i processi per stupro. Rispetto troppo quelle donne per dirmi una di loro senza rifletterci.

So che sono una donna che si interessa di cose di donne.
So che nella Costituzione del mio Paese c’è scritto “senza distinzioni di sesso” e so che quelle poche parole dicono tutto, lo dicono a me e sono scolpite nel mio stesso essere.
Mi interessano la politica delle donne e le donne nella politica.
So che credo che l'unione tra donne non possa non portare buoni frutti per una reale emancipazione e per il progresso non solo delle donne, ma dell’intera comunità.
So che credo che gli stereotipi sessisti vadano combattuti sempre, con forza e da qualsiasi parte provengano, anzi, forse soprattutto se vengono da parte "amica".
So che non credo in una comoda e banale “uguaglianza tra i sessi”, perché io sono diversa da un uomo e la mia diversità voglio coltivarla per prenderne il meglio, per realizzarmi e conoscermi in quanto donna.
So che quando sono stata tra donne, lo scorso 28 maggio, sono tornata a casa con una strana sensazione dentro: voglia di fare, di conoscere, di esprimermi. E quella sensazione è nata dall’incontro con altre donne, dallo stare insieme, dall'ascoltare e dall'essere ascoltata, dalla condivisione di sensazioni e pensieri.

Il femminismo ha inizio quando la donna cerca la risonanza di sé nell’autenticità di un’altra donna perché capisce che il suo unico modo di ritrovare se stessa è nella sua specie, scriveva Carla Lonzi.

E io sto cercandomi nelle altre donne. Sto cercando nelle altre quello che è simile a me, quello che mi fa essere davvero me stessa. Quello che voglio ottenere e i modi con cui ottenerlo.

Io non so se questo faccia di me una femminista, ma questa sarà la mia nuova risposta standard.

 

7 commenti:

  1. utente anonimo27 giugno 2011 22:26

    Quando ho saputo che esisteva il femminismo non sono stata neanche lì a informarmi su cos'era: sono una donna, dunque faccio il femminismo. Non pensavo alle conseguenze, non sono mai stata così su di giri in vita mia,· sempre stanca morta e con il cervello che faceva girandola. Scaricare l'uomo dalle mie spalle, trovarmi con tante possibili amiche, simili,·alleate nella stessa barca, con un destino comune, era il massimo della vitalità che avessi mai raggiunto. Intanto traboccava la voglia di uscire dalla prigione e di sbeffeggiare il nostro carceriere. Il mio sdegno saliva alle stelle, ma anche la mia felicità perché finalmente esprimevo senza sensi di colpa né complessi di inferiorità la mia voglia di esistere, la mia presenza.
    Carla Lonzi, Taci, anzi parla. Diario di una femminista, p. 209

    Cara Lorenza, grazie per questa tua riflessione. Mi sembra un'ottima nuova risposta standard, e mi sembra anche un frutto molto promettente del nostro incontro romano.
    Grazie ancora,
    lucia

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  2. io penso che di strada dobbiamo farne tanta, e mi sento parte di una casta di oppressori

    e penso che quello che dobbiamo fare più di ogni altra cosa è restare umani, come disse qualcuno più coraggioso di me. io punto a quello, prima di tutto.

    saluti
    la Volpe

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  3. utente anonimo27 giugno 2011 23:54

    ciao....qui trovi la mia idea di femminismo moderno http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/06/11/femminismo-ma-cose/ magari ti è di aiuto... :-P
    Pina

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  4. utente anonimo28 giugno 2011 00:04

    bella riflessione, che va al cuore del tema, te lo dice una che per motivi storico-anagrafico-culturali non può non dirsi femminista (l'ha già detta qualcuno una cosa simile?) :)

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  5. Mi capita di trovarmi a fare simili riflessioni e spiegazioni quando mi chiedono se sono comunista.  Questi -ismi sono concetti di identità ancora un po' troppo grandi per la mia esperienza.

    (OT ma anche no: novità su "Io guido con Manal"?)

    Ross

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  6. Lucia, se potessi t'abbraccerei :)

    Pina, mo' leggo. Ho notato da una rapida occhiata che Paolo1984 sta pure da te: fortunella!

    Ross, io però so dire perché sono comunista. Oddio, ho molto da imparare ancora, ma le basi le ho scolpite dentro. Su Manal. Ho parlato con una giornalista araba ed entrambe abbiamo paura che scrivere all'ambasciata potrebbe in realtà essere controproducente. Lei dice di fare pressione sui nostri governi per chiedere all'Arabia Saudita maggiori diritti per le donne. Entrambe conveniamo che farlo attraverso Berlusconi sia, come dire, inutile... ma continuiamo a tenerci in contatto.

    Volpe, che ti devo dire... certe volte penso che il solo fatto di essere nata donna mi faccia vedere tutto da una prospettiva differente.

    Anonimo #4, non so se l'hanno detto, ma mi piace ugualmente.

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  7. utente anonimo28 giugno 2011 23:40

    eh già..diciamo che spesso non riusciamo a capirci... :-

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