lunedì 20 giugno 2011

Non me ne dispiaccio.


Chi mi conosce o ha letto questo blog, sa che a me Concita De Gregorio piace quanto un temporale mentre sono in spiaggia.

Trovo il suo blog su L'Unità noioso, banale e atrocemente autoreferenziale, come se fosse la sola persona al mondo ad avere dei pensieri.
La sinistra radical chic, poi, ha contribuito alla crescita del suo ego e alla sua pretesa di "anticipare le istanze della società civile", come si
legge nel comunicato congiunto e io proprio  non riesco a capacitarmi di tutti quelli che le urlano brava fino a perdere la voce.

In ogni caso, non voglio entrare nel merito della questione del come e del perché non sarà più direttore 
O meglio, non posso entrarci, perché non so effettivamente come siano andate le cose: non c'ero, semplicemente.
C'è chi dice che Soru abbia cacciato De Gregorio su indicazione di D'Alema in cambio di una nuova candidatura.
C'è chi dice che al PD l'antiberlusconismo esasperato (!!!) de L'Unità stia dando fastidio.
Qualcuno mette in mezzo la P4.

Certo, i modi dell'uscita della De Gregorio puzzano parecchio, ma io non sono decisamente tra quelli che stanno urlando "Concita non si tocca".

Non l'ho mai amata. La trovo una noiosa, pedante, paracula maestrina.

Da lettrice, posso dire che ho smesso di comprare L'Unità quotidianamente da quando lei ne è il direttore.
Trovo che il giornale abbia perso molto col passare del tempo.
Poche inchieste davvero scomode e portate fino in fondo, poca cultura, poca "rabbia", pochi articoli forti sul territorio.
Vi immaginate andarlo a distribuire nelle periferie o fuori dalle fabbriche come negli anni '70? Secondo me la gente ti sputerebbe.

Il formato, poi, parla da sé. E se è vero che l'abito non fa il monaco e che non si giudica un libro dalla copertina, non posso negare che già quel nuovo orrido formato da free press mi aveva lasciata perplessa al primo sguardo. E poi la campagna per il lancio. Una cosa come due milioni e mezzo dati a Toscani per fare la foto a un culo in minigonna. Povero, povero Antonio Gramsci.

E le pagine dedicate alle città?
Scomparse, lasciando -almeno in me- un vuoto.
Insomma, qua c'abbiamo un (ex) picchiatore fascista per sindaco, ci sarebbero tonnellate di cose da scrivere per sputtanarlo in ogni sua uscita e le pagine dedicate alla città vengono eliminate.
I soldi, pare.

Comunque, la cosa che mi ha fatto più rabbia, sono stati i paraculissimi appelli alle donne, dopo avere volutamente ignorato tutto quello che le donne stavano facendo a livello locale e nazionale.
Ok, capisco che non si voglia parlare della realtà dei movimenti, ma lì è stata ignorata l'UDI!
Sul giornale di Gramsci si è arrivati a scrivere che l'UDI s'era sciolta! Al di là del mio personale interesse per l'argomento, la cosa è indicativa di come vanno avanti certe cose, credo. Proprio mentre si portava avanti la Staffetta, su L'Unità correva voce che l'UDI si fosse sciolta.
Insomma, in quel momento faceva comodo parlare di "silenzio delle donne", quindi perché non ignorare ancora una volta il lavoro delle donne in attesa di poterlo sfruttare "meglio"?

E lo scorso Febbraio di nuovo il "silenzio delle donne "e  tutti  quelli che sulle donne hanno  sempre e coscientemente taciuto, che hanno ignorato le battaglie e le iniziative di tanti gruppi di donne,  si sono messi a urlare commossi: "
chebbravaconcita! Si, le donne stanno zitte, andiamo a piazza del Popolo!"

E ora le cose scritte negli ultimi giorni.

Prima "
La verità e il fango": non me ne vado! Dagospia ora che Bisignani sta agli arresti se la prende con noi perché siamo scomodi! Bla bla bla. A noi la verità ad altri il fango!

Dopo pochissimo, il comunicato congiunto; poi la nota su Facebook...

Eddai, queste sono prese per il culo.

E ora mi toccherà spendere un sacco di soldi in dvd, perché già so che quest'inverno sarà ospite fissa in qualche talk show e io in qualche modo devo sopravvivere. Punto molto su Ballarò.

4 commenti:

  1. utente anonimo20 giugno 2011 17:32

    Chapeaux!

    Concordo in pieno, ma così va l'Itaglia

    E' la sindrome del vittimismo...ecco gli ultimi "ricoveri ospedalieri"

    Berlusconi è vittima della magistratura
    lele Mora sostiene che  vittima di Emilio Fede
    Emilio Fede sostiene che è vittima di Lele Mora
    La Minetti sostiene che è vittima di Emilio Fede
    Ruby sostiene che è vittima di Lele Mora, Emilio Fede e la MInetti.
    La Prestigiacomo sostiene cvhe è vittima di Bisignani.
    Michele Santoro sostiene che è vittima della Rai.
    Il direttore generale della Rai, Lei, sostiene che la Rai è vittima di Santoro.
    Conchita de Gregorio è solo l'ultima vittima

    ne avremo altre: fa audience, fa visibilità, e i gonzi accorrono...........

    la de Gregorio avrebbe fatto meglio a ricordarsi di pagare i collaboratori e di aprire il suo quotidiano ai professionisti invece di privilegiare i suoi piagnucolosi amici (confessione inconsapevole della de Gregorio: "è così bello fare un giornale circondata da amici che lavorano x te") quale sarebbe la differenza tra l'omertà degli antagonisti e questa?


    bravissima

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  2. Guarda cosa scrive a proposito della direzione della De Gregorio una collaboratrice dell'Unità, togliendosi più di un sassolino dalle scarpe:
    http://valeriacalicchio.blogspot.com/2011/06/se-la-direttora-va-via.html.

    Sarebbe bene vederci chiaro su questo cambio (che da qualche parte sembra forzato) di guardia, ma nemmeno io piangerò.

    Ross

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  3. Al tuo post rispondo con un sonoro ahahahahahahahahahahahaha
    al commento di Ross rispondo con un a frase fatta: non è tutto oro quel che luce.

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  4. In che senso "ahahahahahahahahahahahaha", Gap?
    Ross, comunque leggiti i suoi post a riguardo, ne vale la pena.

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