venerdì 8 luglio 2011

Di culi e lobotomie.


Il premio "uso-le-donne-nude-per-vendere-di-più" di oggi va al Corriere della Calabria, settimanale -appunto- calabrese.
Il direttore, Paolo Pollichieni, è "già capo servizio della redazione di Reggio Calabria della Gazzetta del Sud e direttore del quotidiano Calabria Ora" (
qui).

Comunque, parlando di mare pulito e delle false promesse della politica, il settimanale, che nelle intenzioni del direttore vuole “caratterizzarsi per il rispetto del contratto di lavoro giornalistico e dei principi etici e deontologici della professione giornalistica”, non trova idea migliore di mettere un bel culo tangato in copertina.

Come al solito, alle critiche di tanti, donne e uomini (ha cominciato
Un Altro Genere di Comunicazione stamani e subito Vita da Streghe ha rilanciato l'appello su facebook),  la risposta di molti è stata: "siete esagerate", "è una provocazione", "una battuta innocente".

Sempre le stesse ridicole giustificazioni.
Sempre la solita derisione per la nostra rabbia.
Sempre le solite pericolose battute.

Il sessismo in questo paese pare diventato sinonimo di "provocazione", "freschezza" e "simpatia".
Ci sono riusciti: vi hanno lobotomizzati.
Io mi chiamo fuori.

Gli stessi che hanno applaudito il 13 febbraio, quelli che sono sconvolti all'idea di avere "un puttaniere" al governo, non credono che questo sia un problema reale.

Per me il sessismo è un problema gravissimo.

E' il problema per cui l'Italia scende continuamente nelle classifiche sul
gender gap, sotto paesi che nei discorsi da bar vengono usati come esempio di povertà e arretrate.
E' il motivo per cui si sente il bisogno di una specie di gabbia come le quote rosa perché ci sia parità tra maschi e femmine.
E' il motivo per cui le ragazzine sognano di zompettare seminude in televisione e i loro amici maschi credono che sia legittimo
usarle come un oggetto sessuale.
E' il motivo per cui ti fanno firmare le dimissioni in bianco, ché poi magari mi rimani incinta e io non posso mica perdere i miei soldi con te.
E' il motivo per cui un'azienda decide di
licenziare
solo le donne.
E' il motivo per cui una donna guadagna meno del suo collega uomo.

Sì, ci stanno riuscendo, il paese corre veloce sulla strada della totale lobotomia, dell'indifferenza, dell'ignoranza.

5 commenti:

  1. utente anonimo8 luglio 2011 15:57

    è il motivo per cui non ci si sente valide quanto lui.
    è il motivo per cui si giustifica la violenza in famiglia.
    è il motivo per cui sta a te occuparti di figli, casa, spesa e pulizie.
    è il motivo per cui nonostante tu sia stata più capace a scuola, lui che una laurea non ce l'ha guadagna più di te...

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  2. Chiunque tu sia, sì.
    Cacchio, l'elenco potrebbe andare avanti all'infinito...

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  3. utente anonimo8 luglio 2011 21:35

    Però non generalizziamo sulle ragazzine. Io da ragazzina ero l'opposto di quella che potrebbe essere interessata a far la velina, eppure crescendo mi son pure resa conto di una mia rigidità dovuta al bisogno di distinguermi; cosa tipica degli adolescenti indipendentemente dall'argomento.

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  4. utente anonimo18 luglio 2011 13:14

    Ma le donne che mostrano tette e culi sui giornali, sono costrette a farlo con la pistola alla tempia ?

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