martedì 12 luglio 2011

Vademecum


Ho letto con attenzione il vademecum "Vivere sicuri si può" del Comune di Roma.

Dall'introduzione veniamo a sapere che queste poche pagine sono "uno strumento importante per tutte le donne che ci spinge a riflettere sui comportamenti più sicuri da adottare in situazioni a rischio, ad essere sempre informate su cosa fare o chi contattare in caso di pericolo, a chi rivolgersi per aiuto o assistenza".

Nelle intenzioni degli scriventi, questo opuscolo (chiamarlo "vademecum" mi pare un po' troppo presuntuoso, visti la forma - pare scritto per delle imbecilli- e il contenuto - pare che si rivolga a delle mentecatte-) "suggerisce atteggiamenti per affrontare situazioni a rischio se abitiamo da sole, se siamo vittime di stalking o se viviamo in famiglia situazioni insostenibili e a rischio per la nostra incolumità (la sottolineatura è mia ed ha una certa importanza), se viaggiamo da sole, se rientriamo tardi la sera o viviamo in quartieri isolati" .

Il primo moto di rabbia mi assale a pagina 4, dove "manifestazioni e cortei" e "immigrati di razze diverse" sembrano essere presentati come problemi di ordine pubblico. O meglio, visto che si parla di un vademecum per le donne, paiono essere messi in relazione con la violenza sulle donne.



Ma non mi lascio scoraggiare e vado spavaldamente avanti.

A pagina 8 troviamo qualche riga scritta dal SindacoDegliAltri, l'uomo della sicurezza, quello che piglia la
moto e gira la città di notte.
Il SindacoDegliAltri, presentando il vademecum, inserisce le donne tra "le fasce più deboli della popolazione" e io non posso impedire al citato "moto di rabbia" di aumentare: ancora con l'idea medievale della donna come un essere debole da proteggere.
Anni di parole e di battaglie non fanno ancora pensare alla possibilità che l'uomo sia un essere potenzialmente pericoloso da educare e che la donna non sia una cosa da mettere in una campana di vetro.
Molto meglio accettare che le femmine siano deboli piuttosto che entrare nelle scuole a parlare di differenza di genere e di rispetto.
Dopotutto, da una persona simile non posso aspettarmi altro: i fascisti vanno matti per il mito del maschio forte che salva la sua donna, una specie di deficiente che sarebbe persa e destinata a soccombere senza di lui.

Subito dopo Lavinia Mennuni, Delegato per il Sindaco alle Pari Opportunità, ci ricorda che "La violenza sulle donne è un fenomeno sempre più frequente, un reato che non conosce frontiere geografiche, limiti di età o stratificazioni sociali e che per questo merita una sempre crescente attenzione".

Tengo bene a mente le parole "non conosce frontiere geografiche" e faccio bene, perché a pagina 11, Fabrizio Santori, Presidente della Commissione consiliare speciale Politiche per la Sicurezza Urbana - Roma Capitale, scrive: " [...] in una società multietnica quale quella in cui oggi viviamo molto spesso ci accostiamo a modi di pensare e di agire nei confronti delle donne, arretrati e addirittura crudeli, indegni di un paese civile".
E le violenze che avvengono quotidianamente nelle italianissime famiglie?
Fanno centinaia di italianissime vittime per mano di italianissimi carnefici: sono forse meno gravi?

Lo stesso Santori blatera di "un'azione capillare di controllo da parte delle forze dell'ordine che sarà ulteriormente intensificata" e viene da sorridere ripensando allo sfogo in video del SindacoDegliAltri che lamenta proprio l'assenza di guardie in città.

Comunque, a pagina 12 comincia il vademecum vero e proprio e per quattro pagine ci si sofferma sullo stalking, il punto forte di un governo che per le donne non ha saputo/voluto fare altro.

La trattazione si articola in 6 suggerimenti e vale la pena soffermarsi sul quarto, nel quale si citano i consultori come luoghi cui chiedere aiuto. Gli stessi consultori che la
Tarzia vuole smantellare pezzo per pezzo.

Finalmente, nonostante lo sgomento per i toni usati (molteplici punti esclamativi, imperativi categorici che sembrano quei libri sull'autostima e parole a effetto scritte rigorosamente in maiuscolo) e per l'inutilità dei contenuti, arriviamo alle "10 regole d'oro per la tua sicurezza".

10 cose che ogni donna si sente ripetere da quando ha chiesto per la prima volta ai genitori di poter uscire e che tua madre continuerà a ripeterti fino alla fine: non camminare sola nelle strade buie; non fare bancomat quando sei sola e in culo al mondo; non dare il tuo indirizzo al primo che incontri e via così.

Seguono i quattro paragrafi conclusivi: "A piedi in un quartiere isolato", "In auto di notte", "In stazione, in metropolitana, in autobus o treno" e "A casa".

E ancora consigli preziosi,si come comportarsi: non andare nei parchi la notte "anche se dovessi fare strada in più", guardati intorno alla ricerca di "altre persone/locali o case nelle vicinanze, dove potenzialmente chiedere aiuto", "se hai già previsto di rientrare la sera da sola, non indossare abiti vistosi o gioielli".
Se sei in macchina, "viaggia sempre col la sicura abbassata", "non dare mai passaggi a persone sconosciute o che conosci poco", guarda bene dove si trovano "stazione di polizia, carabinieri e ospedale", prendi la targa dei veicoli sospetti.
Sul treno, cerca di non metterti negli scompartimenti isolati, chiama il controllore se devi viaggiare sola e "non indossare vestiti particolarmente appariscenti se prendi la metro di sera da sola e se puoi evita di portare con te la borsa".

Regole del buonsenso e il grande classico "non andartela a cercare".
E comunque mi hanno fatto salire un'ansia incredibile.

Ma eccolo il punto che aspettavo: "A casa", pagina 20:

Tieni sempre la porta chiusa a chiave e stai attenta a balconi e finestre lasciati aperti se vivi a piano terra o primo piano.
Non aprire agli sconosciuti né la porta di casa, né il portone del palazzo (questi sono in realtà due punti diversi, in uno si parla di campanello e spioncino, nell'altro di citofono, ma ho creduto di poterli unire in uno...).
Non fare entrare gli sconosciuti in casa se sei sola.
Guarda bene dallo spioncino chi è.
Repetita iuvant.

E io che ero certa si sarebbe parlato della violenza in famiglia!
Ma non è che sono pazza! Vi ricordate? A pagina 2 l'avevo sottolineato: "se viviamo in famiglia situazioni insostenibili e a rischio per la nostra incolumità ".

Evidentemente la sola cosa che ci protegge in casa sono una buona serratura e lo spioncino.
Il vademecum pare essersi dimenticato che troppo spesso lo stupratore e l'assassino hanno le chiavi di casa.

Pagina 21 ci ricorda i numeri utili e ci consiglia di salvarli come ICE- In case of Emergency- sulla rubrica del telefonino. Fa tanto ER l'acronimo anglofono, come non innamorarsene?

E infine: consigli per gli acquisti!

Alla modica cifra di 299.00 €, pagabili anche in comode rate, il Comune di Roma consiglia l'acquisto di
PeTra, per sentirci sicure "in ogni momento della giornata, per essere liberi di muoversi tranquillamente, per avere  la possibilità di chiedere aiuto con un semplice gesto".

Senza vergogna.

9 commenti:

  1. utente anonimo12 luglio 2011 17:00

    Innanzitutto complimenti per essere riuscita a completare la lettura, occorrono calma e sangue freddo, io evidentemente in questo periodo non ne ho abbastanza. Comunque lo leggerò, a piccole dosi magari.
    Ottima la tua analisi, mi è saltato agli occhi la frase sull'ansia che ti ha scatenato l'opuscolo; sai che anche io ho provato un senso di forte angoscia? D'altronde quella di generare paura è una tattica che ben conosciamo.
    Gli accenni di natura xenofoba purtroppo non mi stupiscono; sono fermamente convinta che sessismo e razzismo siano aspetti di un'unica entità.
    Non si tratta solo di mettere in atto piccoli accorgimenti di buon senso che dovrebbero essere noti a tutti. Qui si auspica una grave limitazione della libertà individuale e della privacy.
    A proposito di libertà, seppure per fini diversi, i dispositivi elettronici con localizzatore erano stati pensati per i detenuti, e adesso Alemanno vuole venderli alle donne, così magari recupera i fondi impiegati per questo miserrimo vademecum.
    Condivido pienamente l'ultima considerazione: senza vergogna.

    Smilla J.

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  2. Domandone da 100 punti: con i soldi di chi sono stati pagati questi opuscoli? Dubito fortemente con quelli del reclamizzato "sponsor" PeTra... che vomito.

    Ross

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  3. Complimenti per la costanza e per non aver vomitato. Ci sarebbe da dire qualcosa anche sui commenti e le cronache dei giornali. Per esempio:
    "Dunque un po’ come quei signori un po’ sbronzi che al bar dello sport pensano che se un donna viene molestata è perché se l’è cercata a causa del suo abbigliamento provocante."
    La giornalista, dunque donna, non sa che questa è una delle scuse principali addotte dai violentatori e dalle loro madri e dai loro amici/amiche. E' la consapevolezza delle donne che deve aumentare.
    Per alleggerire. Negli anni '70 si suggeriva di non stendere reggiseni e mutandine in bellavista, come se le vittime di violenza fossero solo le bellone maggiorate!!
    Ciao Gap

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  4. Oddio, Gap, questa non la sapevo! Ah, è bello frequentare gli anziani :)

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  5. Sono un signore e non ti rispondo, però puoi immaginarla la risposta.

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  6. utente anonimo13 luglio 2011 16:53

    ho bisogno di quel vademecum... sto per venire in vacanza a roma...
    altrimenti mi devo portare dietro mia nonna (che mi ripete le stesse cose da almeno vent'anni)... il vademecum però è più leggero... a parte gli scherzi... sai se esiste una versione on line del suddetto giornalino? ne avrei bisogno per un progetto contro la violenza degli uomini sulle donne che sto portando avanti da alcuni anni...
    ah, complimenti per il post e 
    grazie
    alessandra

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  7. utente anonimo13 luglio 2011 16:58

    pardon mi sono accorta solo ora del link... ma a volte leggere troppo c*****e rende ciechi 

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  8. Alessandra, spero che ti si apra il link: oggi L'Unità dice che il preziosissimo vademecumm non è più disponibile su precisa richiesta della sua autrice Anna DiLallo, presidente di Omniares, per ragioni di diritti d'autore. Lo staff dell'associazione lo aveva reso scaricabile per errore.

    Io l'ho stampato, quindi se vieni a RM fammi un fischio che ti faccio le fotocopie e sottolineo le cose importanti.

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  9. Forse ha fatto un giretto anche sui tacchi a spillo?

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