venerdì 19 agosto 2011

Di tagli e statue.


La meravigliosa manovra del governo contro la crisi peserà soprattutto su di noi.

E per "noi" intendo i lavoratori dipendenti, quelli che le tasse le pagano sempre tutte, perché lo Stato se le prende direttamente dalla busta paga e perché c'è qualcun altro che invece non le paga, nonostante le pubblicità progresso di un governo che "combatte" l'evasione a suon di condoni. E soprattutto perché è giusto così e in un mondo ideale ognuno pagherebbe secondo quanto ha e quanto può e non in base a quanto rubano gli altri.

La pagheranno i lavoratori tutti, che si vedono davanti lo spettro della "Facilità di licenziare", come la chiama Tremonti. La morte, di fatto. Perché senza lavoro non ci sono soldi e senza i soldi non si mangia e senza mangiare non si campa e perché lavorare è un diritto sancito dalla nostra Costituzione: L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.

La pagheremo noi donne, che ci vedremo alzare l'età pensionabile senza alcuna "controparte", che consisterebbe in quel minimo di servizi che uno stato civile dovrebbe garantire a tutti.
Andremo in pensione più tardi e dovremo comunque continuare a badare alla prole, agli anziani, alla casa e via discorrendo. Certo, gli uomini devono fare, e in molti fanno, la loro parte, ma diciamo che in Italia certe cose continuano ad essere considerate cose di donne, come ci ha ampiamente insegnato il caso delle lavoratrici
MaVib

La pagheremo noi giovani (sì, fanculo, ho superato i trenta, ma sono ggiovane lo stesso), che non vedremo mai la pensione, che continueremo ad affogare nel precariato e nel lavoro nero.
Qualcuno se ne andrà altrove, altri, come me, resteranno qui, mettendo da parte i sogni di gloria per un lavoro che possa permettere una vita decente e che però non era quello che sognavi, quello per cui hai studiato.

La pagheranno le famiglie, che si vedranno tagliare le mense negli asili e i ragazzi con handicap, cui si continuano a togliere le ore di sostegno nelle scuole pubbliche.
Già adesso un municipio romano fa sapere che "entro metà ottobre il municipio X non potrà più far fronte al sostegno per i bambini disabili della scuola dell'obbligo, così come di assicurare i pasti ai bambini dei nidi del territorio: in pratica, 287 alunni e alunne con handicap lasciati a se stessi e mille piccini dei nidi digiuni "

A Roma si parla di "paralisi dei servizi sociali".

"Chiusi alcuni centri anziani diurni. Bloccato il servizio di trasporto a chiamata per i disabili e lo scuolabus a piedi per i più piccoli. Stop ai centri estivi per i bambini come alle gite per gli over 70." (da
Repubblica on line)

Dove andranno quei vecchi? E i bambini? Non tutti possono permettersi tate e badanti.

Quindi ecco già le prime vittime: le madri di quei bambini, le figlie di quei vecchi.
E non raccontiamoci balle: quanti uomini conoscete che hanno lasciato il lavoro per dedicarsi alla famiglia? Ben pochi.
Tante, troppe sono invece le donne che lasciano il lavoro per restare in casa.
Sia chiaro, non contesto la scelta di farlo, io contesto che sia sempre una scelta.
Siamo talmente intrisi di una cultura che vede nel maschio quello che "porta il pane in tavola" che nemmeno riusciamo ad immaginare il contrario.
Insomma, invece di pagare una baby sitter o una badante è molto meglio risparmiare restando a casa, no?
Una bella mossa per lo stato e per le aziende: lo stato non dovrà spendere soldi per i servizi sociali e un'azienda non dovrà farsi carico, magari, di una maternità o di un part time.

E mentre qui si continua a parlare di servizi essenziali che scompaiono, mentre la sanità sta andando a rotoli, il lavoro manca e la scuola è continuamente sotto attacco, quelli che stanno in Campidoglio, tanto al governo quanto all'opposizione, litigano su cosa fare dell'orrida
statua del papa.
Come se Roma non avesse altre priorità.
Come se non fossimo abbastanza nella merda per cominciare a cercare un modo per uscirne, che magari non preveda l'abolizione del 25 aprile, del 1 maggio e del 2 giugno, la facoltà di cacciare i lavoratori a calci in culo da un giorno all'altro e di chiudere in casa le donne.

2 commenti:

  1. Sulla statua una mano posso dargliela io: facciano un bel pisciatoio, no?
    Su tutto il resto, fuorchè che sei giovane (e come no, e io son fanciulletto), vuoi vedere che il popolo bue subirà un'altra volta (manifestazione di rito compresa giusto per mondarsi la coscienza) e avanti così?

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