lunedì 19 settembre 2011

Di escort, pecore, madri vendute e un piccolo ripasso di Estetica.

Non è per niente facile per me provare a scrivere questo post.
Insomma, torno da una Scuola Politca di tre giorni, che ho passato ascoltando, cercando di capire il significato di rappresentazione e rappresentanza, delle relazioni tra donne, della politica di donne e ora mi trovo assolutamente spiazzata e muta davanti alle parole di Terry De Nicolò.
Provo a ragionare così come mi viene, senza seguire un nesso logico, perché davvero, non ci riesco.
Quindi provo a commentare alcune sue frasi, quelle che più di altre mi comunicano questa sensazione di disagio.
Comincio con quella facile, giusto per scaldarmi un po': Se chiedi a qualunque donna di andare da Silvio, quella "ci va a piedi. E di corsa, anche!"
Questa è semplice: no, grazie.
Io sono una donna qualunque e se mi chiedi di andare da Silvio prima ti domando chi organizza il corteo, se devo portare lo striscione e se siamo autorizzati ad arrivare a Palazzo Grazioli.
No, Terry. Grazie al cielo è strapieno di donne che "da Silvio" non ci andrebbero. 

"Se sei bella e ti vuoi vendere, devi poterlo fare". 
Vero. Devi poterlo fare. 
Ora, io non sono una studiosa della prostituzione, ma da qualche parte ho letto che ci sono donne che vendono il proprio corpo per libera scelta e io certo non le condanno. 
Vorrei interrogarle, semmai, cercare di capire, confrontarmi, conoscere la loro esperienza di vita, ma non le condanno in nessun modo: 'sta faccenda puttana/per bene non mi appartiene e non mi piace.

"Come dice Sgarbi, la bellezza è un valore. Se tu sei racchia e fai schifo te ne devi stare a casa", perché "la bellezza è un valore che non tutti hanno e che deve essere pagato".
Sì, la bellezza in qualche modo è un valore. Non posso negare che vorrei essere più bella, più alta, più magra, con le gambe più lunghe, le sise più grosse e un viso perfetto: mentirei.
Ci ho messo anni a piacermi così come sono e mi vado benissimo. Peraltro non sono manco male, ma  sto divagando e per me ora non è questo il punto.
De Nicolò parla di sé come di una cosa, una bellissima cosa che si vende e si compra in virtù della sua bellezza e ci dice che solo quella bellezza è degna di stare al mondo: ti compri un vestito di Prada, mica uno straccetto alla bancarella.
Noi, racchie che facciamo schifo, dobbiamo restarcene a casa. 
Noi non abbiamo diritto di uscire, diritto di vivere, diritto alla visibilità.
 
Il sesso, la sessualità non mi pare che abbiano niente a che fare col suo discorso. 
Quando esce fuori "l'idea moralista della sinistra" non si parla di sesso, ma di soldi: la sinistra è moralista perché pensa che tutti debbano guadagnare duemila euro (magari...)
 
"Venditi tua madre", "passa sui cadaveri".
Anche qui il sesso non c'entra niente: qui c'è un'idea folle di società. Io ascolto e sento parlare una donna convinta che racchie e cessi debbano essere rinchiusi, che se sei pecora ti accontenti di duemila euro , ma se vuoi essere un grande, se vuoi ventimila euro al mese, allora devi metterti sul campo e venderti tua madre.

Dopo aver sentito le parole di Terry De Nicolò ho pensato che in questo paese il problema fondamentale è sempre Berlusconi, non solo perché riempie i Palazzi di gente dalla dubbia moralità (e qui decisamente non parlo di escort o veline...), ma anche e forse soprattutto perché ha creato un paese in cui uno che guadagna onestamente i suoi soldi è una "pecora" e il furbo è quello che "passa sui cadaveri".

Leggo diversi commenti alle parole di questa donna e -se escludiamo gli insulti, quasi sempre rivolti solo a lei e non a chi la paga o a chi la accompagna- c'è il terrore che le quindicenni prendano esempio da lei: è una puttana. 
Eppure quello che mi spaventa di più delle sue parole non è l'accenno al sesso, ma tutto quello che le circonda: soldi, potere, spregiudicatezza.
Ma quello che lei dice passa in secondo piano rispetto a quello che lei fa. Potrebbe parlarci per ore di fisica quantistica o di letteratura medievale: è una escort e quindi non importa quello che sta dicendo.
Mi pare che tutti si stiano fermando troppo sul "cosa fa" e niente sul "cosa ci sta dicendo", sul messaggio sociale e in qualche modo politico che sta portando e che io credo che vada al di là della sua vita sessuale.

Come ho detto all'inizio, questo post per me è molto difficile: ho il terrore di non venire compresa.
Non voglio passare -ancora una volta- per un'invidiosa bacchettona, per una moralista, per una che vive nel mondo diviso tra ragazze-per-bene vs puttane e quindi prima di pubblicare ho chiesto un parere a un amico Filosofo che mi fa notare una cosa fondamentale, cui in effetti non avevo pensato:

Non sono d'accordo solo su una cosa: lei non sta parlando di bellezza, e la bellezza non è un valore. Lei sta parlando di moda: il suo corpo ha un prezzo perché attualmente risponde a dei canoni, creati e imposti da un sistema politicoeconomicomediatico che ne trae vantaggi. Questo si chiama moda, la bellezza non c'entra nulla. La bellezza è una relazione, ed il sentimento di quella relazione, tra un essere senziente e un altro soggetto (senziente o no); relazione/sentimento che può essere oggetto di condivisione, di comprensione, e anche di con-passione, ma certo non è un valore. Essa non "vale" nulla, non è "utile" a niente, è del tutto disinteressata e non può esserci "equivalente" con altri sentimenti - tanto è vero che la si può provare da sola o insieme ad altri sentimenti e sensazioni, come l'amore e/o la paura, l'estasi e/o il disgusto.

3 commenti:

  1. Non credo si debba scomodare la filosofia per dire ed una semplice cosa: per quanto i canoni attuali indichino queste donne come belle, per me sono persone di un brutto da far schifo.

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  2. Il tuo post è chiarissimo, la pensiamo allo stesso modo, solo che io non so scrivere e quindi non lo faccio.
    La riflessione estetica invece mi è aliena, non ci avevo mai pensato ma è vero.
    Conosco benissimo il discorso 'sei racchia devi nasconderti' perchè sono parole che mi sono state rivolte in passato. E' una mentalità condivisa da molti uomini (ovviamente) ma anche, purtroppo, da moltissime donne.
    Ti riduce davvero a un oggetto, una cosa avariata che non ha diritto di vivere e accampare richieste in quanto inutile perchè non scopabile.
    Arrivata a una certa età ed essendo esteta, mi piace la bellezza in sè, ma se una persona bella è marcia, beh, ti assicuro che per me la bellezza esteriore scompare, viene sminuita e marcisce di fronte al disgusto che provoca l'essenza di quella persona.
    Invece se qualcuno è bello dentro, ma bello davvero, si vede all'esterno, perchè si ripercuote su tutta la persona, perchè ti fa stare bene, perchè ti dà gioia.
    Miseri coloro che non riescono a vedere la differenza, mi fanno veramente pena, soprattutto quando accusano chi gli fa notare la loro miseria di 'invidia/perbenismo/altre stronzate simili'.
    Barbara

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  3. Solo una piccola annotazione,la venditrice di madre e cioè Terry si dimentica che la bellezza fisica, il più delle volte "capita", nel senso che non te la crei o la progetti a tavolino, alcune persone appaiono esteriormente belle secondo criteri estetici che cambiano nel corso dei secoli, essere belli è un caso o una fortuna, nessun bello può vantarsi di essere bello, non è frutto di alcun lavoro, ci si nasce belli, o no? (a parte quella al silicone che è frutto di soldi e chirurgia).Quindi non mi pare il caso di parlare della bellezza fisica come del frutto di una fatica o di un impegno,come fa la venditrice di madre, e ovviamente il "bello" o la "bella" non hanno merito, non possono chiedere nulla in cambio di nulla.Essere belli non comporta un premio in denaro. Ed essere brutti non è certo una colpa da espiare.E' andata così e basta. Rassegnamoci.

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