mercoledì 7 settembre 2011

DIMETTITI!



Un ministro della Repubblica Italiana pur di minimizzare le proteste del più grande sindacato del paese si prende gioco di milioni di donne stuprate, le insulta, riapre le ferite con una barzelletta alla festa dei giovani camerati romani.
Sul sito del Senato c'è la sua mail. Scriviamogli in massa per spiegargli perché ci fa tanto schifo. E scriviamo al Presidente della Repubblica per denunciare queste parole.

Io ho appena inviato la mail a Sacconi, a Napolitano e alla Carfagna.
Ora comincia l'attesa.


Signor ministro Sacconi,
ho avuto il piacere di ascoltare la simpatica barzelletta sulle suore stuprate, raccontata alla platea di Atreju qualche giorno fa.
Le allego il video, perché non ho nessuna intenzione di accettare come risposta il solito "sono stato frainteso".

http://tv.repubblica.it/dossier/crisi-italia-2011/sacconi-le-suore-violentate-per-spiegare-la-manovra/75589?video=&ref=HREA-1

Forse, ministro, il mio essere donna mi rende particolarmente sensibile al tema della violenza sessuale, ma so per certo che centinaia di Uomini ascoltando le sue parole hanno sentito lo stesso orrore e lo stesso dolore che ancora non mi abbandona.

Lei, signor Sacconi, forse non sa che la prima difesa di ogni stupratore che si rispetti è che in fondo "lei lo voleva", che quel "no" non era abbastanza convincente, che lei lo aveva "provocato".

Vede, signor Sacconi, anche io la disprezzo come lei disprezza il mio sindacato, le mie idee politiche ed, evidentemente, la mia identità sessuale, ma di certo riuscirei ad esprimere il mio pensiero senza insultare le migliaia di vittime di violenza sessuale.
Tra l'altro, signor Sacconi, essendo lei un Ministro della Repubblica Italiana, dovrebbe quantomeno essere in grado di misurare le parole e capire che non tutte le barzellette sono divertenti e raccontabili.

Sa, signor Sacconi, dal primo di Gennaio sono state ammazzate quasi cento donne e gli stupri non si contano, perché troppe donne hanno ancora paura di denunciare. Paura magari di trovarsi davanti qualcuno che, come lei, ride della violenza sessuale, la trova un oggetto da barzelletta, qualcosa che possa essere minimizzato impunemente.

Lei, signor Sacconi, dovrebbe chiedere pubblicamente scusa a tutte le donne. A quelle molestate, a quelle stuprate, a quelle picchiate a morte per aver detto "no", come la suora della sua barzelletta.

Scrivo per conoscenza anche al Presidente Napolitano, che sulle questioni della violenza di genere si è spesso espresso con parole forti e condivisibili, certa che anche lui vorrà esortarla a scusarsi con tutte e tutti noi, e alla Ministra Carfagna, che spero vorrà prendere pubblicamente posizione.

Se lei avesse senso civico, buon gusto e vergogna, si dimetterebbe domani stesso, ma non sono un'ingenua e non oso sperare tanto.

In attesa di una sua risposta e soprattutto delle sue pubbliche scuse, le invio i miei saluti.

8 commenti:

  1. Io penso seriamente che quest'uomo sia malato.

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  2. Copi e incollo il commento fatto dal Russo.
    Ma cosa volete che dicano? Gasparri in Senato ha "parlato" di democrazia!
    D'altronde il luogo del dibattito era la festa link nazionale della Giovane Italia che ha per slogan "fate largo all'Italia che avanza".
    Appunto giovani italiani avanzano. Doveva essere l'argomento del prossimo post, ma, per rimanere in tema, me ne frego di questi stronzi e di coloro che parteciperanno ai dibattiti, Pd compresi, e agli spettacoli.

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  3. "Giovane Italia"? Ah, ci risiamo, un altro esempio di appropriazione mistificatoria dei simboli: dal nazional-"socialismo" di Hitler (non sto facendo equazioni, s'intende) all'"Ordine Nuovo" con cui i neofascisti degli anni '70 si erano appropriati del nome della rivista fondata da Gramsci.

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  4. Ottima lettera,complimenti! Se lui fosse in un altro paese (diciamo più civile e meno maschilista! ), non dovrebbe dare la suo dimissione, ma sarebbe stato licenziato ( e probabilmente linciato ) dal pubblico! La tristezza rimane, pero, che esiste troppe uomini ( e forse anche alcune donne politiche senza carattere nè voce ) che pensano così in italia. Poveri giovane che devono crescere con questi valori storte! Scusa per i miei errore grammaticale,sono straniera.
    Dolores

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  5. Che nausea!che gente che ci rappresenta!
    Sara

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