mercoledì 28 settembre 2011

Storia recente

Sto leggendo "a carte scoperte" della mia amica Milena Carone.
Mi piace soprattutto leggermelo in pausa pranzo, sul prato dietro l'ufficio.

 Vabbè, oggi sono arrivata al 2008 e si parla di  quanto accadde a una donna ricoverata al Policlinico di Napoli. Era febbraio e io avevo un vecchio blog che ormai è stato chiuso, ma che conserva la mia vita dal 7 novembre 2007 al 20 giugno 2008.

Io quel giorno di febbraio me lo ricordo bene e allora volevo dire a mac che quel san Valentino in marcia l'ho fatto anche io.







martedì, 12 febbraio 2008
Intimidazioni
Leggo sul Corriere che c’è stata un’irruzione della polizia al Policlinico di Napoli per presunto «feticidio».
Si trattava in realtà di «un aborto terapeutico alla quarta settimana, regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subìto l'intervento».
L'Unione delle Donne in Italia afferma: «Nel reparto di interruzioni volontarie di gravidanza, nella serata dell'11 febbraio, alcuni agenti del Commissariato Arenella hanno fatto irruzione, senza alcun mandato, motivando di aver notizia di reato di 'feticidio' […] si trattava di un aborto terapeutico alla IV settimana, regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subìto l'intervento, e che ha espulso, peraltro, un feto morto».
I medici, «di fronte ad un inedito agire della forza pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della paziente. Gli agenti hanno intimidito la vicina di letto della donna esortandola a testimoniare in quel momento, altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice».
L'associazione denuncia «il clima che sta montando contro le donne, nel nostro paese e nel caso specifico in Campania, che genera procedure ai limiti della legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni buon senso. La libertà femminile ha reso inevitabile l'agonia del patriarcato che, ottenebrato, mostra la sua faccia feroce, contrapponendosi alle donne con l'intimidazione».
Il direttore generale del Policlinico, Giovanni Canfora, ha avviato un'indagine interna. Il primario del reparto e direttore del Dipartimento di Ostetricia, prof. Carmine Nappi, ha scritto per la direzione una relazione sulle modalità di svolgimento dell'aborto. «Si è trattato di un aborto praticato nel secondo trimestre, alla ventunesima settimana di gravidanza, che è previsto dall'articolo 6 della legge 194/78, eseguito con un' iniezione di prostaglandine […] Il feto presentava un' alterazione cromosomica. Se la gravidanza fosse stata portata a termine ci sarebbe stato il 40% di possibilità di un deficit mentale. La donna ha presentato un certificato psichiatrico della stessa struttura universitaria sul rischio di 'grave danno alla salute psichica', che ha autorizzato l'intervento». Per la cronaca, Nappi è un obiettore.
Comincia la crociata. Tocca stare attenti, perché qui si mette male.
Spero che la sinistra e quello che ne resta non tacerà davanti ad un episodio tanto grave.


15 febbraio 2008
Le Streghe
Tremate, tremate, le streghe son tornate!
No, non è un anacronismo. Ieri davvero le "streghe", le donne che vogliono decidere sono tornate.
È stata una bella manifestazione.
Non credevo che saremmo state così tante. 5000 o 4000, non conta. Tutto è partito dalle donne, con gli sms e i passaparola.
Sono arrivata davanti al Ministero e lì c’erano ad aspettarmi Mamma e le Zie.
Il sit-in è diventato subito un blocco stradale, anche perché la piazzetta davanti al Ministero non ci poteva contenere tutte.
E quindi corteo.
Si voleva andare al Fatebenefratelli, ma eravamo troppe.
Siamo andate oltre, fino al Ministero di Grazia e Giustizia, dove ci hanno fermate per un po’. Ma non ci siamo disperse.
Ma alla fine siamo andate avanti, ci hanno lasciate passare e siamo arrivate a Largo Argentina.
Lì ci siamo fermate di nuovo, a gridare ancora.
Un po’ di tensione con la polizia che ci spingeva indietro, una manifestante è stata fermata.
Ma è stato bello vedere tante donne di età diverse che non sono arretrate davanti ai celerini coi caschi. E poi “le donne non si toccano neanche con un fiore!!”
Non ci siamo disperse. Abbiamo gridato “vergogna” e “giù le mani dal corpo delle donne”, con le mani alzate.
Mia ZiaA voleva andare dai celerini a dire “potremmo essere le vostre madri, fateci passare”, ma per fortuna si è limitata ad alzare il suo cartello “SCELGONO LE DONNE” e a gridare "vergogna".
Molte avevano un cartello con scritto “Silvana siamo tutte con te”.

C’erano donne che 30 anni fa urlavano gli stessi slogan e li urlavano per tutte noi. C’erano ragazze della mia età, che nel 1978 non erano nemmeno nate. Ma eravamo tutte lì a difendere il nostro diritto di scegliere e vivere la nostra vita senza costrizioni. E c'erano anche un sacco di uomini, con o senza compagne.

Una signora mi ha cazziato perché ho urlato "Ferrara ciccione", ma non importa.
Zia R ha urlato "l'utero è mio e lo gestisco io" e tre donne hanno gridato con lei, finché una loro amica ha risposto "non ci provare: Stai in menopausa!"
La risposta più bella agli attacchi di Ferrara e della chiesa sono state proprio le nostre risate.

Non ci fermiamo.
"L'unica lotta che si perde è quella che si abbandona."
Sono le parole che Massimo Carlotto fa pronunciare a Hebe de Bonafini ne "Le Irregolari". Sono le parole dure di una madre di plaza de Mayo, ma credo che siano adatte ad ogni lotta giusta.

Mi è arrivata una mail con preghiera di diffondere.
Io difendo e diffondo. Voi firmate e fate firmare.
http://www.firmiamo.it/liberadonna

 Avevo questa borsa qui, con i nomi della Amiche non erano potute venire con me

1 commento:

  1. mac commenta così: io ti amo a te. e sono senpre più felice di averti incontrata. milena a. carone

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