mercoledì 19 ottobre 2011

E dove lo mettono il mestolo?*

Ebbene sì, car* tutt*: anche le donne sono capaci di chinarsi, prendere un sampietrino e lanciarlo con forza.
Lo so che è la scoperta dell'acqua calda, ma dopo i fatti del 15 ottobre in moltissim* sembrano ignorarlo.
Particolarmente esplicativo l'articolo di Paola Di Caro su Il Corriere a proposito delle "ragazze violente" che comincia con un "non ce l'aspettavamo" e ora sui social networks (ci andrà la "S"?) c'è tutto uno stupirsi sulla presenza di donne negli scontri. Cielo, cielo, dove sono finite le donne di una volta?


Comunque, scrive Di Caro che in fondo un po' di casino ce lo aspettavamo, ma
quello che non ci aspettavamo è che, tra quei blocchi di felpe nere che avanzavano a falange, sotto quei cappucci che coprivano i volti, sotto i caschi integrali, spuntassero code di cavallo, mani affusolate, corpi inequivocabilmente giovani e femminili.
Un tono un po' romantico, in effetti, a tratti un po' troppo melenso, anche perché poi ci mette in mezzo una pacifista col fiore in bocca mentre viene portata via dalla polizia... vabbè, so' gusti.
Le chiama "sedicenti anarco-insurrezionaliste o combattenti per il comunismo. 
Vado a vedere al volo sul dizionario Hoepli on line, perché qualcosa mi disturba:
sedicente
[se-di-cèn-te]
agg. (pl. -ti)
spreg. Che dice di essere ciò che non è, che si attribuisce qualificazioni, meriti e sim. non rispondenti a verità
E perchè mai quei corpi inequivocabilmente giovani e femminili non dovrebbero essere davvero anarco insurrezionaliste o combattenti per il comunismo? 

Che è, se sei femmina il tuo ruolo di combattente non va preso sul serio come il tuo vicino di barricata, perché te lo sei attribuito da sola non meritandolo?

E' come se si dicesse che quelle ragazze, con le code di cavallo e le mani affusolate non sono veramente convinte e consapevoli di quello che stanno facendo, non possono esserlo. Che donne sarebbero altrimenti?

Bah.
Chissà, magari se andassi a fare una ricerca in emeroteca troverei articoli un po' datati che parlano di sedicenti partigiane, con le mani affusolate anche loro e le gambe lunghe per correre in bicicletta, ma che sarebbero state meglio con un fascio di ginestre al petto, piuttosto che con un fucile sulla spalla.


Scrive ancora Di Caro che 
c’è qualcosa di nuovo in questa generazione di ragazze – che spesso vediamo più come bambole perfette, aspiranti veline – pronte a spostare cassonetti, scavalcare transenne, dare alle fiamme macchine, scaraventare estintori, picchiare rischiando di essere picchiate in un corpo a corpo che, di colpo, cancella millenni di iconografie femminili.
Ecco, secondo me ad avere grossi problemi su cui dovremmo tutt* interrogarci è chi pensa che sia normale vedere nelle ragazze "bambole perfette" o "aspiranti vetrine" e soprattutto si dovrebbe spiegare che le iconografie sono -appunto- iconografie e fuori dalle figure mitizzate di donne eteree, dolci e amorevoli, c'è tutto un mondo.

Meno male che si stanno cancellando millenni di iconografie femminili! 
Mi fanno schifo queste iconografie millenarie!
Magari quando sarà distrutto anche l'ultimo mito, ci si accorgerà che non siamo solo mogli, madri, crocerossine, dolci esseri indifesi che amano fare dono di sé!

Io, poi, sono tutto tranne una bambola perfetta, dovreste vedermi. E me ne vanto! Ho idee, pensieri, ho rabbia, sentimenti, desideri. Bambola... una bella cosa immobile, silenziosa, senza pensiero, senza bisogni. Mi vengono i brividi.

Ebbene sì, car* tutt*, siamo spesso anche parecchio arrabbiate e sì, alcune di noi sono anarco insurrezionaliste, combattenti per il comunismo e sanno lanciare le pietre. Diciamo un sacco di parolacce, facciamo i rutti e le puzzette, urliamo spesso frasi irripetibili e a volte abbiamo degli scatti d'ira notevoli. Pare faccia parte dell'essere vivi.

Se davvero si volesse cercare di capire quale sia il ruolo delle donne nei movimenti, forse sarebbe il caso di smetterla di credere alle favole anni '50 o di pensare che la sola protesta "da donne" sia quella che mette fiori nei loro cannoni.

Un po' di foto di sedicenti degli anni passati, giusto per far notare ai più distratti che quelle di sabato di certo non sono state le prime code di cavallo con mani affusolate nella storia della contestazione del paese.


















*cit. Chiara, che risponde così al mio stato su faccialibro: oh no... e il mestolo dove lo appoggiano? -.-'

4 commenti:

  1. Cara, gli uomini ( e anche parecchie donne, ahimè!)sia a sinistra, che al centro, come a destra hanno uno stereotipo duro a morire!

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  2. Era stato allora che avevo sentito per l'ultima volta la mia ex, e quanto si arrabbiò per i miei sforzi per approvare le sue scelte di vita. "Non mi frega un cazzo che tu mi stimi, non sono mica un gioiello o un vestito. La stima la danno anche quei porci che tu disprezzi alle loro troie, la stima è un prezzo. Lo so quello che pensi di me, altrimenti non saremmo mai finiti a letto. Ma è più importante che tu l'abbia fatto perché mi hai voluto bene. Eppure continui a parlarmi con aria accondiscendente, come per volermi indirizzare, per voler apporre il tuo marchio su ciò che faccio, perché tu possa continuare a venerarmi. Non ho bisogno di venerazione, non ho bisogno del tuo marchio. Non ho bisogno della tua violenza." (cit.)

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  3. La Di Caro ha un grosso problema di natura storica e culturale.

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