martedì 11 ottobre 2011

Imbecillità al potere

Nonna E. abita da sola e fa tutto per i fatti suoi. 
Solo quando ci sono da compilare cose strane o fare reclami chiede aiuto a me o alle figlie, ma in linea di massima è una Nonnetta indipendente. 
È solo un po' ansiosa, un'ansia che le deriva da una precisione quasi maniacale da ArchivistaPerfetta, quindi quando le cose sono un po' più complicate preferisce farsi dare una mano.

Comunque, qualche tempo fa il Comune di Roma decide che il suo indirizzo non andava più bene e quindi ha cambiato d'ufficio la residenza a lei e ad altre decine di famiglie che abitano nella sua stessa via.

È arrivata la comunicazione ufficiale, col timbrone di Roma Capitale e poi tanti saluti a tutti: fate quello che dovete e tante care cose.

Quindi tutta quella gente s'è trovata di punto in bianco a dover aggiornare documenti, attaccarsi ai numeri verdi di luce, acqua e gas per farsi arrivare le bollette, chiamare banche, assicurazioni e via così.

Alcune di queste cose -evviva la tecnologia- si possono fare solo on line, cosa che per una signora nata nel 1932, che un computer non l'ha mai acceso manco per sbaglio è perfetto.

Insomma, appena il simpatico SindacoDegliAltri le ha comunicato che non avrebbe più abitato in via XXX numero tot, ma nella nuova meravigliosa via YYY numero tot+1, mi ha chiamata per farsi dare una mano e ho cominciato a chiamare qua e là, dividendomi il compito con la dirimpettaia, che l'ha accompagnata dove la presenza era strettamente necessaria.

Ho chiamato ACEA, ENI, Telecom, quelli-che-le-pagano-la-pensione e via discorrendo. 
Ho mandato fax ed email, passato ore a cercare numeri verdi, codici cliente, numeri di fatture.

Era estate.

Ieri Nonnetta mi chiama tutta agitata: le bollette del gas continuano ad arrivare al vecchio indirizzo e dobbiamo ringraziare il postino che serve la zona da anni che sa dove imbucare cosa.
E se il postino cambia? E se poi non mi arrivano le bollette e mi staccano il gas? E poi noi l'avevamo fatto il cambio?
No problema, Nonnetta, ci penso io, tranquilla.
Mi prendo tutti i dati e chiamo l'ENI.
Per modificare il contratto, digiti 4.
Ok.
Operatore: ah, ma questi dati li avevamo già
Io: eh, in effetti ve li avevo già comunicati, ma le bollette continuano ad arrivare in via XXX
Operatore: sì, li avevamo, ma non sono stati impostati come indirizzo cui mandare la fattura.
Io: ... (imbecilli)
Operatore: non si preoccupi, signora, ora è tutto a posto.
Io: grazie, gentilissimo (imbecilli)

Detto questo, io mi chiedo come sia possibile che un comune decida dalla mattina alla sera di cambiarti residenza e poi ti dica: ok, ora sono cazzi tuoi, cambia tutti i tuoi dati ovunque da solo, sti cazzi se sei un ottantenne, problema tuo.

Perché Nonnetta è una signora sveglia e c'ha la fortuna di avere figlie, nipoti e generi che si sbattono per lei quando ne ha bisogno, ma una vecchia signora sola come avrebbe fatto?

Perché in questo paese tutto è atrocemente complicato?

Ecco, questo mi fa venire in mente la genialata dei centri raccolta dell'AMA.
Faccio il trasloco, devo buttare un televisore e un vecchio banco di scuola, poi un po' di roba che fu tecnologica e schifezze varie.
Che culo! Vicino casa c'è un centro raccolta dell'AMA! E a differenza di altri, prende tutti i materiali.
Andiamo!

Solo che PriscillaLaReginaDelDeserto è una 600 e tutto quanto non c'entra.

E vabbè, cheppalle, faremo due viaggi.

E invece no: si può andare con la macchina solo una volta al giorno. 
Quindi, se hai un Iveco o un Hummer puoi caricare il mondo, ma se hai una 600 t'attacchi.

Mo', non è per fare sempre la polemica, ma a voi pare normale?

Se fosse un problema di quantità di materiale consegnato, allora potrei capirlo, ma non è questo il caso.

Perché tutto deve essere reso così difficile?
Perché se voglio portare i miei rifiuti ingombranti con la mia macchinetta non posso farlo che una volta al giorno e se invece ho un pullmino posso caricarlo fino all'orlo?
Perché per fare la differenziata devo sbattermi a staccare fino all'ultimo briciolino di carta dalle bottiglie di vetro o dalle lattine di pomodoro e nessuno invece pensa di obbligare le case produttrici a fare in un altro modo per rendermi la vita meno complicata?

Siamo ridicoli.

3 commenti:

  1. sai quanto mi trovo concorde

    Lo sai

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  2. Ah, lo so eccome, cara Punzy.

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  3. Argù, ma quanto rompi er c....
    Manco fossi comunista!

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