giovedì 6 ottobre 2011

Io e Steve. Questioni di priorità.

Le Signorine di Val
Lo ammetto, anche se questo -forse- mi procurerà qualche commentaccio: a me Steve Jobs non è mai stato particolarmente simpatico, con la sua aria da santone del nuovo millennio. 
Per carità, ne riconosco il genio, ma tutta l'isteria attorno alle uscite della Apple mi ha sempre fatta ridere. I suoi fan, poi, mi paiono una setta. Gente che si scanna perché X ha osato dire che l'ICoso non va bene per questo e quello e Y che tratta noi stronzi che un Mac non ce lo siamo mai comprato come dei poveri dementi fermi all'età della pietra. Gente che dorme per strada, in terra, pur di avere un coso che useranno proprio come io uso il mio stupido cellulare.

Oggi, poi, le mie sensazioni si sono amplificate.
Ho scoperto decine e decine di insospettabili invasati, gente distrutta, mele ovunque. 
Gente che lo piange nemmeno fosse stato il padre. 
Roba che manco io quando sono morti Kurt Cobain o Joe Strummer (che riposino in pace).

Ma alla fine tutti questi anni buttati in rete mi hanno fatto capire che siamo tutti un po' così (mia cugina mi ricorda quello che ho fatto su faccialibro quando è morto Patrick Swayze), quindi a parte il fastidio non sono scossa più di tanto.

Solo che oggi è un giorno importante e tragico.
Oggi si celebrano i funerali di Giovanna, Matilde, Tina, Antonella e Maria e vedere sui giornali on line le notizie relative a quanto successo a Barletta scendere sempre più in basso, mi ha fatto andare il sangue al cervello.

Questioni di priorità, probabilmente.
Economiche, sicuramente.

Vorrei dire altro, ma non avrebbe alcun senso.
Come fai a spiegare che la morte di cinque donne normali, lavoratrici, ti sconvolge e ti tocca molto di più dell'inventore del Mac? 
Come fai a spiegare che la morte di un ricco imprenditore, per quanto -mi ripeto- geniale, che ha fatto esattamente quello che voleva, con gioia e guadagnando fantastilioni, per me sarà sempre meno dolorosa della morte di cinque donne massacrate per pochi spicci sotto le macerie?

Sì, sono evidentemente strafatta di ideologia.

20 commenti:

  1. mac con la minuscola (perchè minuscolo è meglio ;-) dice che non sei affatto ideologica. ecco.

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  2. stu scemu (però forse sono stata scema io) dice che sono stat anonimo. anonimo sta....

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  3. Premesso che non ho manco un auricolare Apple, e Jobs non ha mai goduto delle mie simpatie, trovo che il tuo post sia intriso di retorica. In buona fede, ma retorica.

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  4. Dopotutto io quello ho studiato: Poetica e Retorica.

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  5. Ma "retorico" è perché vorrei che si parlasse di quanto è successo a Barletta o cosa?

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  6. Perché è troppo ovvio accostare la morte di Jobs a quella delle poverette di Barletta. E' vincere facile. E' fare della retorica ovvia.

    La morte delle 5 donne a Barletta è un fatto che ci fa indignare a livello pubblico per lo stato pietoso in cui versano il paese e la legalità, ma non ha nulla a che vedere con la scomparsa di un genio dell'informatica (e del marketing, sopratutto) che ha cambiato la tecnologia moderna. Sono proprio due cose distinte.

    A me dispiace molto di più, a livello personale, sia morto Steve Jobs che una donna che nemmeno conosco e che nella mia vita non avrebbe mai apportato nulla. Ma mentre della morte di Jobs, da cittadino, non mi frega un cazzo, ma proprio nulla, la morte delle 5 miserabili, perché da miserabili le hanno uccise, mi indigna. Mi fa vomitare. Mi provoca ribrezzo nei confronti dello stato, del sindaco di Barletta che oggi ha detto della atrocità, nei confronti di tutta l'Italia.

    Ma sono due cose, totalmente distinte. Per questo metterle insieme in un post è fare, secondo me, della retorica un po' trita. Quando è morto Saramago, a me è dispiaciuto molto di più di quando è morto il mio vicino di casa.

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  7. Anche se ti sembrerà strano, sono completamente d'accordo con te. E, non me ne voglia Davenne, non ci trovo nemmeno un'oncia di retorica. Sicuramente non sarà il suo caso, ma ormai quando si dice qualcosa che richiama i sacri doveri e ideali l'accusa più facile da ricevere è appunto quella di essere retorici. Retorici sulla Resistenza, sul lavoro, sui morti di/per lavoro, sulle donne, sui diritti in genere. Si è retorici anche quando si denuncia l'ormai prossimo regime, se vogliamo democratico anche se sembra una contraddizione. E qui mi fermo.

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  8. Mentre scrivevo Davenne replicava, quindi, non fosse altro che per buona educazione, intervengo di nuovo.
    Si puoi avere ragione se parli con persone con coscienza, e non solo di classe. Per la grande massa le cinque donne morte contano meno di niente ed è per questo che ripeto che non ci vedo retorica. Il tuo è un discorso tra "sapienti", cosa che ormai non è più.

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  9. tu hai notato "insospettabili, invasati, gente distrutta e mele ovunque", mentre a me è capitato di leggere altrettanti post di persone che hanno utilizzato questa notizia, per dare peso ad un evento, oggettivamente o soggettivamente, più significativo, trattato, ingiustamente e con dolo, poco dai media in un modo simile al tuo, anche se non con la stessa "arguzia" ed eleganza. C'è chi ha rivendicato la condizione lavorativa delle masse nei paesi orientali, chi ci ha ricordato che mentre si perde tempo a piangere per un capitalista della SIlicon Valley in Italia vogliono mettere il bavaglio anche a wikipedia, chi si è affrettato a dire che in vita sua non ha mai avuto un mac e neanche un ipod o un iphone perché ci sono macchine che fanno le stesse cose e costano un terzo, e quindi è stata confermata quella vecchia legge della fisica per la quale ad ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria. Io ho avuto l'approccio al mondo mac a casa di Paolo Barone, prima ancora che ci conoscessimo (brutta cosa la vecchiaia), e devo dire che ho sempre avuto la sensazione di riuscire a fare, grazie ai prodotti apple che ho avuto, le stesse cose che avrei potuto fare con un pc in maniera più rapida e più semplice. Non dovevo impazzire con virus e antivirus, non dovevo andare a caccia di codec, plug-in e aggiornamenti di sistema e se dvevo collegare una stampante o una qualsiasi periferica, i miei mac, hanno sempre fatto tutto da loro. Il paradiso per un dummy come il sottoscritto. E oggi mi dispiace che sia scomparso, tra le altre cose, l'uomo senza il quale la Pixar, per andare oltre alla mela col morso, non sarebbe mai nata. Tutto ciò, però, non mi priva di una coscienza civile e della intonsa inclinazione all'indignazione. Tutto qui. So che capirai, un abbraccio, ciro

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  10. La scomparsa di un genio dell'informatica non ha nulla a che vedere con la morte delle 5 donne a Barletta; giusto. Bisogna distinguere le morti così come i fatti, bisogna smetterla di fare retorica, bisogna parlare da cittadini e poi all'occorrenza a livello personale. E poi, per finire, dare ogni tanto il giusto nome alle cose e guardare quelle stesse cose che si nominano per intero, in capo soprattutto alla legalità e alle rivoluzioni moderne:

    http://it.peacereporter.net/videogallery/video/12427

    ovviamente anche questo video è retorico e non c'è nessun collegamento con quel che faceva Jobs nella sua vita creativa che, come il sindaco di Barletta e come quei datori di lavoro, non si è mai preso le proprie responsabilità. Me ne rendo conto.

    Nulla scalfisca il suo genio ma, santo cielo, cosa c'è di meglio che andarsene via felici di aver realizzato tutto ciò che si desiderava?
    C'è bisogno di ulteriori commemorazioni e di ricordare bulimicamente pure i suoi "aforismi"? Lui, Jobs, è andato via felice e consapevole di essere arrivato al capoliena del suo brutto male, la vita è stata generosissima con lui, non è certo stato colto alla sprovvista dal ricatto della miseria, a Barletta come in Cina.

    Però: siate affamati e siate folli, amen.

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  11. Ecco, forse una cosa non è chiara di quello che ho scritto. Evidentemente non sono stata capace di farla uscire con forza: il punto non sono i fan di Jobs che piangono, si disperano (e corrono a comprare un altro gadget). Il punto per me è La Repubblica -ad esempio- che per oltre mezza homepage parla solo di quello. Fotogallerie di gente in lacrime. Fotogalleria della moglie (tra l'altro, se io fossi stata al posto suo mi sarei incazzata moltissimo), audiocommenti noiosi e quelli sì davvero intrisi di retorica.
    E il tutto PROPRIO durante QUEI funerali. PROPRIO mentre il presidente del consiglio scherzava sulla "gnocca" e un parlamentare della Repubblica Italiana invitava una collega della parte avversa a "farsi scopare".

    Ora, se per qualcuno questo è retorica, va benissimo così. Per me, ripeto, sono questioni di priorità.

    Davenne, io sinceramente mi sono stancata di sentirmi accusare di "retorica" ogni volta che, come scrive Gap, si dice qualcosa che "richiama i sacri doveri e ideali".

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  12. La retorica sarebbe rivendicare che si ritiene più importante pensare a delle donne uccise da incuria e menefreghismo invece di pensare alla scomparsa di una persona ricca e famosa ammalata?
    Ma fatemi capire, era amico vostro? Perchè il mondo deve piangerlo ossessivamente? Ho capito l'omaggio, il pensiero, ossessionati come siamo dal culto della personalità verso le persone famose, ma qui si esagera.
    Lo scrivo anche qui:
    'E' morto un uomo famoso, ok, bravo nel suo campo, ovviamente, ed essendo morto acquista ancora più popolarità per motivi che mi sfuggono...ma dal momento che di cancro muoiono tantissime persone, che a volte non hanno i mezzi per curarsi, il mio è un dispiacere generico che si presenta ogni volta vengo a sapere che muore qualcuno, per una mia personale empatia.
    Non era mio amico. Perchè dovrei versare lacrime?
    Ma quando invece muore qualcuno perchè un' altra persona decide di strappargli la vita, o perchè la speculazione impedisce di controllare l'effettiva sicurezza dei posti dove si vive e si lavora, lì mi incazzo, e lì è il caso di ricordare, per evitare che succeda di nuovo.
    Invece la massa ricorda le persone famose perchè, checchè se ne dica, tutti abbiamo il culto della personalità.'
    Retorica?
    A me sembra buon senso.
    Barbara

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  13. @arguzia

    La retorica non consiste nel parlare di 5 poveracce morte per cause ben precise e non per fatalità, ma nel cercare un confronto, un paragone, un'assonanza con quella di un miliardario che aveva 8 miliardi di di euro di patrimonio e si era costruito una vita da privilegiato.

    E' la stessa cosa di quando si parla dei lavoratori in cassa integrazione e si dice che i calciatori guadagnano milioni: non c'entra nulla e serve solo a scaldare il popolino.

    la mancanza di attenzione, e di vera pubblica indignazione civile sui fatti di Barletta c'è stata a prescindere dalla morte di Jobs.

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  14. MA IO NON LO CERCO IL CONFRONTO! Dove leggi che io confronto le cose?
    Io parlo dell'attenzione che i media NAZIONALI hanno dato all'uno rispetto alle altre.

    Me ne frego dell'indignazione civile, con quella non ci si fa niente.
    MA SONO CONVINTA che un giornale NAZIONALE avrebbe dovuto portare una maggiore attenzione a Barletta e che i nostri politici, destra e sinistra, avrebbero dovuto mostrare meno ansia da prestazione per il cordoglio a Jobs e sprecare qualche parola per le cinque donne morte ammazzate (ti prego, evita di chiamarle "poveracce" o "miserabili", almeno qui da me: mi manda ai matti).

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  15. nella mia vita non avrebbe mai apportato nulla.
    Ecco questa tua affermazione meriterebbe una gigantesca palla di sterco sulla tua testa.
    Qelle donne cucivano le scarpe e le borse che indossi, pirla!

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  16. @val graphic il tuo linguaggio ti qualifica. credo sia inutile ribattere alcunché.

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  17. Brava! Le tue parole sono le mie! E se il senso di umanità è retorica allora qualcuno ha perso davvero...ed è l'essere umano stesso. Io di questa retorica ci morirei, anche perché ho una rabbia in corpo smisurata per la degenerazione di questo Paese, ormai sotto ogni punto di vista. Scriverne sarebbe troppo lungo.
    Ma per fortuna ci sono persone, come alcune di quelle che leggono questo blog e che ne scrivono altri che continuano a tracciare il sentiero verso l'utopia, perché diventi realtà...e se poi così non sarà la strada intanto è segnata e i nostri passi saranno seguiti da altri.
    Riccioli Neri

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  18. Ah, Riccioli Neri, io sono innamorata della *nostra* retorica!

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  19. Penso che il tuo messaggio fosse fraintendibile, e se avessi voluto fare un accostamento "retorico" fra le due cose sarebbe stato, appunto, un po' qualunquista; ma a me pare che il tuo messaggio fosse sul ruolo osceno dei media, e su questo lo condivido in toto.

    Oh ma se io mi fossi accorto che eri passata su blogspot prima?

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  20. Ti pare bene, Volpe.

    Sei ottenebrato dalle nevi nordiche e non ti accorgi delle cose.

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