giovedì 20 ottobre 2011

Lettera al SindacoDegliAltri

Signor SindacoDegliAltri, 
le scrivo per chiederle di firmarmi la giustificazione per il ritardo di oggi.

Le racconto come sono andate le cose, perché non si pensi che me ne approfitto.
Come ogni mattina la sveglia ha suonato alle 06.30 e tra una parolaccia e uno sbadiglio mi sono alzata, lavata, vestita e pure truccata. Mentre prendevo il caffè ho visto che stava piovendo più di quanto immaginassi. Letteralmente un muro d'acqua alla mia finestra.

Essendo io molto furba e anche molto invecchiata, ho deciso di non prendere il motorino, ma di uscire un po' prima per andare in macchina.

Alle 07.24 il motore è acceso.

Via del Monte delle Capre è completamente bloccata, tra le macchine che, come al solito sono parcheggiate in divieto, e un fiume d'acqua. 
Non è colpa sua, mi dirà, ma se i tombini non lasciano defluire l'acqua, allora la colpa è di chi non predispone delle pulizie. 
E fino a prova contraria è lei che governa la città. 
Quindi, sì, è colpa sua se quella strada era allagata. Lo ammetto, il primo pensiero cattivo della mattina è stato tutto per lei.

In ogni caso non demordo e decido di fare il giro largo, passando per via Portuense. 
 
Più o meno quarantacinque minuti fino a largo La Loggia, ma capisco che piove, ci sono più macchine in giro e via discorrendo.
Certo, tutta quell'acqua che corre stile fiume in piena, mi fa pensare che forse anche lì nessuno ha detto a chi di dovere di andare a pulire i tombini. 

Eppure sono giorni che ci dicono che "verso la fine della settimana sono previsti temporali".
Eppure è autunno e in autunno spesso piove.

Ma sono solo le 08, non posso arrabbiarmi ora, non ho nemmeno preso il secondo caffè.

Decido di girare su via Ramazzini e imboccare la circonvallazione Gianicolense, perché via Portuense verso piazzale della Radio si allaga sempre sotto ponte bianco, da quando ne ho memoria (più o meno dal 1986, quando con mamma e il pandino bianco 750 rischiavamo di restare ferme ad ogni goccia di pioggia), ma anche lì acqua, traffico e asfalto distrutto. 
Divertente, visto che i lavori di rifacimento del manto stradale sono terminati solo un paio di settimane fa.

La Gianicolense è il panico: traffico, acqua, gente che non sa come attraversare la strada, ma vado spavalda avanti verso viale Trastevere, ponte Testaccio e Lungotevere Testaccio.

E da qui, Lungotevere Aventino... faccio quella strada almeno dal 1994, quando papà mi ha regalato l'adorato Pino, un SH50 che ho amato alla follia, e ci sono buche che potrei chiamare per nome talmente le conosco bene.

Signor SindacoDegliAltri, io ho avuto paura. 

L'acqua arrivava ai finestrini della mia piccola 600 e non immagina il terrore che provavo ad ogni buca, nonostante una velocità di crociera praticamente inesistente.

Davanti a me una 600 ferma circondata dall'acqua con le quattro frecce, che spavento!
Mi sono vista nei titoli del TGR: giovane romana, blogger anti SindacoDegliAltri, sedicente femminista, muore annegata nella sua auto.

Finalmente esco dal fiume, ma non potevo certo immaginare che sarei rimasta ferma per un'ora su via del Circo Massimo davanti a un muro di autobus. 
Non avevo mai visto tanti 628 in vita mia. 
Giuro, ne ho contati almeno sei davanti alla FAO, mi sembravano le stanghette del Tetris.

Una sola vigilessa vs delirio totale, ovviamente.

Quindi lei dirigeva noi, ma da tutti i lati continuava a venire gente avvelenata, perché a quanto pare non c'era nessuno che dirigesse il traffico nelle vie limitrofe. Poveretta, sarà una delle giornate più brutte della sua carriera, potrei scommetterci.

Superata la FAO, avrei dovuto svoltare verso le Terme di Caracalla, per arrivare a piazzale Numa Pompilio e da lì proseguire verso viale Castrense, ma tra bus turistici, autobus e macchine incastrate, ho pensato che sarebbe stato più intelligente salire verso il Colle Oppio per poi prendere via Labicana: allungo, ma dalla mia postazione pare ci sia meno caos.

Oh, cosa non ho visto. 
Acqua ovunque, il Colosseo sembrava emergere dalle acque come l'isola del lago di Bolsena. 
Gente in motorino che abbandonava il mezzo, moto in terra, due auto in panne in mezzo alla carreggiata, turisti sconvolti, pedoni incapaci di muovere un passo. E un solo pizzardone (o poliziotto di Roma Capitale, non lo so come si deve dire ora) che non sapeva cosa fare, con l'acqua che gli arrivava al cavallo dei pantaloni.

Arrivo su via Labicana alle 10.01 (mi permetta una piccola nota di colore: le ho registrato un messaggio sul cellulare, perché non avevo carta e penna).
Panico totale anche qui, sento sirene e fischietti, ma non mi pare di vedere grossi controlli, almeno a giudicare dalla disposizione delle automobili che continuano ad incastrarsi nei modi più idioti, tra bestemmie e clacson.

E finalmente imbocco via Emanuele Filiberto, sono quasi arrivata.

Anche qui, il Tetris, le buche, pezzi di asfalto che si muovono qua e là e tanta, tanta acqua, niente di nuovo. Nessun vigile, questo sì. L'unico che ho visto era all'incrocio con viale Manzoni e l'altra subito dopo gli archi di san Giovanni.

Sono entrata in ufficio alle 10.47.


SindacoDegliAltri, io non le sto dando la colpa della pioggia, quella capita, ma credo in tutta sincerità che sia SUA la colpa dei disagi che io e i miei concittadini abbiamo vissuto oggi.

Perché i tombini e le fogne non vengono ripuliti?
Perché l'asfalto si sgretola alle prime pioggie?
Perché i semafori vanno in tilt?
Perché si allagano le stazioni di metro e treni?
Perché si rompono bus e tram?

Ecco, le racconto la mia giornata perché vorrei che lei preparasse una lettera di giustificazione al mio capo, come ho scritto su, perché qualcuno dovrà pur prendersi qualche responsabilità per quanto accaduto e certo non posso essere io, né Veltroni, che non ha mai brillato nella lotta alle buche, ma almeno ha avuto il buon senso di non fare una campagna elettorale come la sua (allego a tale proposito la foto di uno dei suoi manifesti dell'epoca).

Un'altra cosa, SindacoDegliAltri, invece di delirare su fantomatici divieti di manifestare, vada a farsi un giro a vedere in quali condizioni pietose è ridotta questa città.

Saluti.

10 commenti:

  1. stavo guardando proprio ora le immagini... nn ho parole.

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  2. Ho letto il tuo post e da anni continuo a farmi una domanda: ma com'è che ogni volta che viene un temporale da quelle parti state messi peggio di Venezia? Hai voglia a dire i tombini non tirano, viene da pensare che lì manco ci sono a vedere le immagini...

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  3. Il commento tecnico potrebbe essere: sono pieni di merda pluriennale.

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  4. Oddio! Pensavo di essere sul blog di Punzy!!!!
    Per fortuna abito ai Castelli....
    Bacio, bella mora.

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  5. WOW! Questo sì che è un complimento!
    Comunque, io la mail l'ho mandata. Sono in attesa di risposte.

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  6. Sei mai rimasta impantanata nelle campagne di Trigoria (comune di Roma)? Non ti lamentare, ti è andata bene. Povero sindacuccio!!!

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  7. Tranquilla Arguzia!!! il sindaco degli altri ha detto che per un mese non pioverà più e se la pioggia vuole venire per forza a Roma allora dovrà pagare una fideiussione
    ora vedrai, andrà tutto bene

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  8. @Punzy: hanno trovato le soluzioni e anche i colpevoli, li ha individuati Stefano Esposito (dis-onorevole del Pd e accanito sì Tav): "i temporali si sono allenati quest'estate in Val di Susa".

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