mercoledì 5 ottobre 2011

Tre euro e novantacinque centesimi.

da Mac
Cinque donne sono morte nel crollo di una palazzina a Barletta.
Stavano lavorando.
Stavano lavorando in nero.
Stavano lavorando in nero per tre euro e novantacinque centesimi l'ora.

Cinque giovani donne hanno perso la vita per meno di un pacchetto di sigarette.
Cinque giovani donne sono morte sotto le macerie perché una ruspa ha buttato a terra un architrave che invece doveva rimanere in piedi.
Cinque giovani donne non torneranno a casa perché lavoravano per tre euro e novantacinque centesimi per un'azienda che pare fosse sconosciuta all'INPS. 

Giovanna
Matilde
Tina
Antonella
Maria

Cinque donne sono state uccise da uno Stato che straparla di lavoro, ma che del lavoro se ne frega.
Dallo stesso Stato che chiedeva loro di lavorare qualche anno di più per il bene di tutti, ma senza tutele, senza servizi sociali, senza controlli.

Lo Stato è complice.
Lo Stato è sporco del sangue delle mie cinque sorelle.

E il sindaco di Barletta, Nicola Maffei, dovrebbe avere il buon gusto di tacere, se le sole parole che riesce a dire sono: "Non mi sento di criminalizzare chi, in un momento di crisi come questo viola la legge assicurando, però, lavoro sarebbe un paradosso se i titolari della maglieria che si trovava nel palazzo crollato, dopo avere perso una figlia e il lavoro, venissero anche denunciati" per rispondere a chi invoca "controlli a tappeto".

Perché di Giovanna, Matilde, Tina, Antonella e Maria che muoiono così noi  non ne vogliamo più.



Aggiornamento del 5 ottobre 2011, ore 19.28
Sono andata a cercare il comunicato stampa sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Mi accoglie la loro campagna per la sicurezza sul lavoro: la pretende chi si vuole bene. Evidentemente Giovanna, Matilde, Tina, Antonella e Maria dovevano odiarsi molto.

Lo riporto qui, perché voglio sapere se sono la sola ad avere un moto di dolore, odio e rabbia:

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Ufficio stampa

Morti sul lavoro:
Dichiarazione del Sottosegretario Luca Bellotti
“La lunga sequela di morti sul lavoro che ha recentemente colpito può, ma soprattutto deve, essere fermata. Solo con l’impegno costante di tutti gli operatori del settore e con l’aiuto dei datori di lavori e dei lavoratori si potrà bloccare quella che, nonostante i numeri in calo, è una vera e propria tragedia sociale.

Il mio maggiore impegno, come Sottosegretario al Ministero del Lavoro, è quello di incrementare al massimo le risorse da destinare alla prevenzione ed alla sicurezza sui luoghi di lavoro, proprio per prevenire il verificarsi di tali eventi luttuosi, e di creare un effettivo e reale coordinamento tra le diverse forze impegnate sul territorio in tale delicata attività.

Voglio però partecipare il mio personale dolore, come cittadino e come rappresentante del Governo, alle famiglie dei lavoratori deceduti".

Roma, 4 ottobre 2011

2 commenti:

  1. in un paese normale queste cose non succederebbero... in un paese normale.

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  2. parole forti e chiare. brava

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