lunedì 12 dicembre 2011

Circondati da imbecilli.

Tempo fa non mi ricordo chi (forse la mia cugina americana, o qualche amico di fuori) mi chiese quale fosse la storia dietro i lucchetti a Ponte Milvio, facendomi andare in bestia.
Sì, mi sono proprio arrabbiata, perché quello scempio non ha una storia, ma è una stronzata nata grazie a Moccia, quello dei tre metri sopra al cielo, della voglia che ho di te e roba simile, quello che il Rettore dell'Università La Sapienza di Roma invitò nell'Aula Magna per avvicinare i giovani studenti alla cultura, al cinema e alla letteratura italiani (ebbene, sì)

In pratica dopo aver visto Scamarcio che metteva 'sto benedetto lucchetto e buttava la chiave al fiume, decine di coppiette hanno pensato di non potersi dimostrare amore se  non andando a distruggere un monumento.
Il dramma, poi, è che l'imbecillità non ha limiti e ovunque ci sia una grata, c'è un cretino che ci mette il lucchetto.
Grazie all'imbecillità e all'amore adolescenziale, Moccia ha fatto i soldi veri.
Sul suo blog (ospitato sul sito feltrinellieditore, pace all'anima sua), qualche anno fa, rispondendo ad una ragazzina che voleva sapere se esistesse sul serio quella catena, Moccia scriveva:
[...]
Esiste quella catena? Forse sì...
Esiste per chi ci crede. Per chi sogna. Per chi ama il mare. Per chi ama il vento, e la moto che si piega, e stringersi forte alla persona davanti. Per chi piega la testa e un po' si vergogna. Ma poi ride e ti guarda di nuovo, stavolta più intensa, perchè... Perchè ha voglia di te... Per lei che non cambia, per lei che ride e corre, per lei che è ingenua, che ha un sorriso bellissimo, che guarda le stelle e che ogni tanto ha paura, che si stringe forte a te, che ha freddo, che si addormenta... Per lei che ride come una pazza ad una battuta, per lei che si arrabbia perchè si accorge che un 'altra invece non l'ha capita... Per lei che poi si mette a ridere di nuovo perchè comunque a quella battuta si è divertita un sacco. Per lei che mette il broncio ma che poi perdona perchè è buona, generosa, per lei che ama gli altri, per lei che non si risparmia e che ha coraggio e voglia di credere nelle cose. Per lei che discute e che quasi ci rimane male se ha detto troppo pur restando convinta delle sue idee, per lei che comunque qualunque cosa accada cambia anche idea ma continua a sognare. Ecco, per te che sei così. Per te che sogni, per te allora esiste la catena degli innamorati. Magari un giorno andrai lì a Roma su quel ponte, a Ponte Milvio, al terzo lampione, quello che sia ffaccia sul Tevere e che guarda il ponte di Corso Francia... E tu, quella catena, la troverai.
Io resto senza parole, quasi terrorizzata, lo ammetto.

Comunque, mentre scrittori discutibili, giovani attori bellocci e ferramenta si arricchivano, nel 2007 un lampione cede per colpa dei lucchetti di cui sopra e quindi chi avrebbe dovuto segare le mani dei vandali e fargli ripagare fino all'ultimo centesimo di danni, decide di mettere delle catene per facilitare tutta la faccenda.

Sono anni che si dice che quell'orrore andrebbe tolto, che quell'ammasso di ferraglia deturpa un'opera d'arte, anni che mi stratrompono le ovaie con "qual è la storia dei lucchetti di Ponte Milvio", ma adesso, finalmente, il Municipio ha preso una decisione.

Nonostante spaccature fratricide nel partito di maggioranza (PdL) manco si dovesse decidere di presentarsi in tribunale, tentativi di far mancare il numero legale manco si stessero votando i tagli ai vitalizi dei parlamentari e una lotta senza paura, il XX Municipio toglierà i lucchetti.

Non si pronuncia il piddì e manco il SindacoDegliAltri, che però tocca capirlo, ha i suoi problemi, tra una città che si allaga ogni volta che piove e pacchi sospetti informalmente anarchici.

Per me questa è l'ennesima conferma: siamo circondati da imbecilli.

Per completezza di informazione, vi segnalo l'intervista di Moccia, in risposta alla rimozione: "Politici contro i lucchetti, ma le baracche rimangono".
Da parte mia un solo piccolissimo appunto allo "scrittore": imbecille, Ponte Milvio è un'opera d'arte!

Aggiornamento 13/12/2011

Ebbene, il SindacoDegliAltri finalmente si pronuncia. I lucchetti sono una cosa troppo importante per non far sentire la propria voce:
dice di rispettare al decisione del XX Municipio, ma aggiunge: «Vorrei infatti avere il tempo di sentire Federico Moccia, per vedere se è possibile trovare un'alternativa a questa che è ormai diventata una usanza romana e non solo per gli innamorati».
Oh, era ora! Doveva pur prendere una posizione in merito! Un conto è sparare stronzate su buche, monnezza, tombini e diluvi universali, un altro sono i lucchetti dell'amore! Insomma, qui si tratta di togliere i sogni agli innamorati, mica -tanto per dire- decidere se costruire in un quartiere a rischio allagamento dove un paio di mesi fa un uomo è morto annegato in casa sua (sì, era cingalese, ma mo' il SindacoDegliAltri ha smesso ormai di fare certe distinzioni).


Le dichiarazioni più belle, comunque, restano quelle del poro Moccia:
 «Ponte Milvio - aggiunge lo scrittore - era priva di attrazione, i lucchetti hanno portato colore e poi c'è un problema di credibilità». Ossia? «I giovani hanno già perso fiducia nei politici, e una scelta del genere di certo non li incoraggia a credere nella politica che dovrebbe occuparsi dei problemi veri».
Un paio di cose al volo : Ponte Milvio (ponte Mollo, detto alla romana) è uno dei ponti più antichi di Roma.
Se ne parla in relazione alla seconda guerra punica, che per qualcuno una certa attrattiva la possiede.
Già prima di Cristo il vecchio ponte di legno venne rifatto in muratura, roba di antichi romani, che i ponti li sapevano fare bene.
Addirittura nel 321Costantino e Massenzio si so' menati proprio lassù e si dice che in battaglia Costantino avesse avuto la visione della croce (quella con scritto in hoc signo vinces, per intenderci.
È stato rimesso a posto negli anni, fino al 1800espicci, quando è intervenuto Valadier, cui non mi pare si possano associare con tanta facilità i termini "privo di attrazione".

Perfino Garibaldi l'ha trovato attraente, al punto di farlo saltare nel 1849, quando toccava prendere Roma.

Vabbè, poi io sono di parte, perché mia nonna E. viveva proprio lì e zia C. c'ha addirittura il bar in zona.

Il punto è che dire "è privo di attrattiva", oltre che malafede, è anche ignoranza crassa.

(Papà, se stai leggendo, una volta mi avevi parlato di un libro sui ponti o qualcosa del genere. Me lo sono sognato?)


8 commenti:

  1. Plaudo, alquanto sollevata di non dovermi più sentire una mentecatta.

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  2. No, credevo fossi l'unica a pensarla così...

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  3. Si, ma non in misura maggiore della media statisrtica solita. Quello che ci frega è che la penrcentuale solita di impbecilli nella popolazione è andata al potere in percentuali insolite. E quindi sono loro che decidono per il resto.

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  4. Ah, Mammamsterdam, tu hai ragione.
    Ma le stronzate di Moccia le leggono i ragazzini: stanno bruciando i neuroni di generazioni intere.

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  5. Il cattivo gusto è come l'erba cattiva, non muore mai.

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  6. condivido tutto, il punto è che nell'ignoranza collettiva un luogo storico venga vissuto non per la sua valorizzazione ma per una moda che non ha nulla a che fare con la storia, il territorio, la cultura, le tradizioni...
    Un solo appunto: non è vero che il PD tace, tuttaltro, ha presentato la mozione per la rimozione causando proprio la divisione nella maggioranza pdl dell XX°
    Duccio Pedercini

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