mercoledì 14 dicembre 2011

Fascista, non pazzo.

Gianluca Casseri non era semplicemente un pazzo: era un fascista frequentatore di Casa Pound.
E non era nemmeno un frequentatore occasionale e silenzioso come ci dicono, se è vero che sul loro sito c'era addirittura una sezione dedicata ai suoi scritti (Senza Soste e Femminismo a Sud sono ben precisi in merito).

Far passare un assassino razzista per uno "solitario" e "un po' strano" vuol dire credere alle storielle di Iannone su quanto sono bravi i fascisti del terzo millennio, che fanno volontariato, sport e aiutano tanta povera gente.

Lo sdoganamento di questa gente ormai galoppa veloce, il mese scorso ne abbiamo avuto un'ulteriore conferma, con l'ennesimo viscido tentativo di far passare in secondo piano il fascismo,  il razzismo, l'omofobia, l'antisemitismo e la violenza che li caratterizza.
Questi personaggi sono coccolati e tollerati da troppe amministrazioni comunali, che magari investono i nostri soldi per l'opera di democraticizzazione di facciata.

Nell'assassinio dei ragazzi a Firenze la "follia" non c'entra.

Quelle morti pesano sulla coscienza di chi tollera, sovvenziona, paga e offre spazi più o meno istituzionali -che siano un'ospitata in una radio locale o un posto in qualche consiglio comunale, o magari in Parlamento- ai fascisti, di qualsiasi millennio dicano di essere.

Rubo le parole a Baruda

Fate più schifo dei fascisti, di chi l’ha sostenuti dal primo giorno (eh Alema’?!), di chi li legittima come interlocutori, fate ancora più schifo voi della carta stampata, perchè appoggiate e foraggiate questo fascismo, che ogni tanto “esagera”, quindi diventa “pazzo”, “scheggia impazzita”, perché siete collusi in tutto.
Ora spero solo che non rimanga nulla di CasaPound e delle sue sedi lustrate coi soldi delle amministrazioni comunali.

Antifascista sempre ☭

5 commenti:

  1. Io ho il vomito vedendo come ancora una volta la stampa stia descrivendo i fatti in un modo volto a rendere abitudinario e "amico" il linguaggio del razzismo. Dopo aver sentito questa aberrante intervista di Lucia Annunziata che salva la faccia a Iannone, ancora di più.

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  2. Ross, io invece non credo che la Annunziata gli abbia salvato la faccia, anzi.
    Ha continuato a dire che la faccenda del volontariato è una balla, che sono violenti, li ha praticamente accusati di essere i mandanti delle bombe ad Equitalia.

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  3. Quando Iannone le spiega per la seconda volta trattandola come una bambina lenta a capire che Casapound non è un gruppo di destra nè eversivo, e che anzi si basa sulla solidarietà e fa cultura d'avanguardia, facendo bere al pubblico la solita filastrocca e dipingendo la bella faccia pulita che usano per giustificare la loro esistenza, non ho sentito replica. Gli chiede se credono di avere indirettamente (!) un ruolo nel fomentare certe violenze nel paese e alla risposta ovvia "No, non cerchiamo scontri razziali, siamo dispiaciuti per queste vite spezzate (vomito) e Casapound non c'entra niente" l'unica cosa che ha da dire è "va bene", cambiando poi interlocutore.
    La responsabilità delle menzogne che ha detto Iannone sarà di Iannone, ma la responsabilità di non avergli domandato a bruciapelo "siete razzisti?", "siete sessisti?", "siete fascisti?" (cosa che rivendicano), sbattendogli in faccia i dovuti esempi, le aggressioni nelle università, le discussioni naziste sui loro forum, gli scontri del Blocco Studentesco in Piazza Navona nel 2008, o anche solo la questione delle loro sedi e delle loro iniziative ospitate anche a spese nostre in palazzi pubblici (tu che stai nella Roma di Alemanno lo sai meglio di me), è sua.
    L'impressione che ho avuto è che l'Annunziata conosca poco o nulla di Casapound, e che per questo non abbia saputo tenere testa a Iannone; oppure che, se la conosce meglio di come ha mostrato, non abbia voluto insistere. In ogni caso il risultato è lo stesso: se fosse stata la prima volta che la sentivo nominare da questa intervista Casapound mi sarebbe apparsa un'organizzazione magari con idee "particolari" ma non peggiore di altre anche di sinistra e comunque non anticostituzionale, e non certo il covo di nazifascisti che è.

    P.S. Non ho niente di personale contro Lucia Annunziata, ma ti faccio presente che è la stessa che nel 2005 nella sua trasmissione aveva Pisanu a delirare a ruota libera di anarco-insurrezionalisti e quest'anno ha presentato Marine Le Pen quasi come una straordinaria femminista.

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  4. Ah, io invece non la reggo proprio, ma, ripeto, non mi è parsa affatto male stavolta.

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