giovedì 1 dicembre 2011

Levategli il vino.

“Togliete i libri alledonne: torneranno a far figli” è il titolo di un brillante articolo apparso su quel meraviglioso quotidiano chiamato Libero, a firma di Camillo Langone
 Rubo le parole alla mia amica Alessandra per una descrizione rapidissima del Langone: 
‎"Ma Camillo Langone che scrive su Libero l’articolo "Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli" (dibattito sulla natalità) è forse quell'insignificante pennivendolo che ha scritto "La vera religione spiegata alle ragazze" (12 lettere ad altrettante amiche dubbiose per spiegare l’importanza di indossare la croce, di battezzare i bambini, di allestire il presepe…) e poi "Manifesto della destra divina" (“Difendi, conserva, prega!”: una difesa in controtendenza dei doveri contro i diritti, dell’obbedienza e del rispetto contro l’individualismo sfrenato che regola la società odierna.) ? Ah ecco."
In effetti del Langone ricordo uno sproloquio sull’irresistibilità del “camerata”, che forse è stato da spunto per la maglietta di caccapound.

Vabbè, divago.

Insomma, l’articolo pubblicato lo scorso 30 novembre  vuole essere una “provocazione” in un dibattito sulla natalità con Selvaggia Lucarelli.

Leggendo, si trova ciò  che a Roma chiamiamo “’na marea de mmonnezza”: razzismo, xenofobia, sessismo, ovvero i tre grandi classici che stanno andando tanto di moda tra troppi giornalisti (uno per tutti: Massimo Fini, che però è da un po’ che non mi regala una delle sue meraviglie).

Diciamo che già il fatto che uno si descriva come “un sincero xenofobo” è una garanzia su quello che si andrà a leggere.

Comunque, cominciamo.

Culle vuote e barconi pieni sono fenomeni così strettamente legati che perfino un sincero xenofobo come me ha sbuffato, dopo la reazione leghista alla forzatura di Napolitano sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Io sono di destra perché sono realista: le ideologie e le utopie non me le bevo.
No, Camillo, secondo me non ci sei. 
I migranti non vengono qui perché noi italiane non figliamo: vengono perché fuggono da guerra, fame, miseria, morte. 
E se proprio non li vogliamo sul nostro prezioso suolo patrio, dovremmo cominciare a parlare seriamente di cooperazione e aiuti, senza paternalismi e senza continuare a sfruttare fino allo stremo le loro terre e poi lasciare che si ammazzino tra loro mentre noi mandiamo due euro con un sms di solidarietà.
E sì, sono certa che lo ius soli sia sintomo di civiltà, non di “invasione”, come piace tanto dire ai fascisti. 
La mia amica del liceo, M., per esempio, è figlia di un eritreo e di una somala (o il contrario? Non mi ricordo mai). Abitava a Tor Bella Monaca, andava al liceo a Monteverde con i miei amici C. e G. e parlava un romanaccio favoloso, pur essendo nerissima. 
Lei viveva la sua vita con noi, ma visto che non siamo un paese civile, non era Italiana. 
Credo che abbia avuto la cittadinanza da maggiorenne, tra schifezze burocratiche e roba simile. Purtroppo non la vedo da anni, altrimenti potrei chiederle delucidazioni.

Pensare che chi nasce e vive qui sia italiano come i figli di Langone, non è ideologia né utopia. 
È una cosa logica. Ma un “sincero xenofobo” in effetti non può arrivare a tanto.

Da troppo tempo la Lega abbaia ma non morde. Da troppo tempo i politici, di tutti i partiti, mica solo i bossiani, preferiscono i sogni alle statistiche. La natura non tollera vuoti, bisogna metterselo in testa: non è pensabile che una nazione si spopoli senza che alle nazioni vicine venga in mente di ripopolarla. Se in Italia il numero di figli per donna è 1,32, molto sotto la soglia di sostituzione che è poi la soglia dell’estinzione prossima ventura, ci vorrebbe altro che le dichiarazioni di Calderoli, ci vorrebbe un’atomica al giorno per impedire gli arrivi dalla Siria, dall’Egitto, dalla Libia, dove i figli per donna sono più di tre.
Questa cosa dell’atomica ricorda tanto le parole di Bossi e Maroni sullo “sparare ai barconi” e io non ne posso più di sentire certe esternazioni e non vederle mai punite. Insomma, se uno dice a Berlusconi “buffone fatti processare” gli prendono le generalità, ma se un “giornalista” dice di buttare “un’atomica al giorno per impedire gli arrivi” dei migranti allora va tutto bene.

Questo tizio, poi, parla di “figli per donna”, di “sostituzione” ed “estinzione” come se stesse vendendo le mele al mercato.
Non sembra chiedersi nemmeno per un momento -non ancora almeno- perché le donne italiane facciano meno figli che in passato. Una prima piccolissima risposta potrei dargliela: manca il lavoro, mancano i servizi sociali, mancano i soldi per una casa. Cose sulle quali quando hai intenzione di avere un figlio cominci a ragionare con più attenzione.
Ma questo vorrebbe dire mettere in discussione decenni di scellerate scelte politiche e non è per niente facile.
Ed ecco la xenofobia sincera in tutto il suo splendore:
[…] mi capita sempre più spesso di trovarmi completamente circondato da stranieri (alla stazione di Brescia, in viale IV Novembre a Reggio Emilia, sui regionali notturni in partenza da Bologna...) e mi sembra di vivere un incubo. […] bisogna convincere gli italiani a riaccettare il duro lavoro di padri e di madri.
Gli stranieri, Langone, non mordono. Cos’è che ti fa paura? La lingua diversa? La pelle scura? I cibi troppo speziati? Cos’è che ti fa venire gli incubi? 
No, perché il mio incubo è passare a via Napoleone III e sapere che il SindacoDegliAltri ha regalato parte dei miei soldi a gente che si dichiara “fascista del terzo millennio”. 
O vedere che in Parlamento ci sono persone dalle quali i miei mi avrebbero detto di tenermi alla larga.

Questione di punti di vista: tu sei un “sincero xenofobo” che non crede nelle ideologie, io una donna che vive nel mondo e crede ancora che “uguaglianza di diritti e doveri” non sia una parolaccia.

Come? Convertendoli all’islam? Non serve: il paese più prolifico del pianeta è il maomettano Niger (7,68 figli per donna) ma subito dopo, nella classifica della fecondità, si trova la cristiana Uganda. Quindi la religione conta poco o nulla, e a riprova ecco l’Iran, precipitato anch’esso sotto la soglia di sostituzione nonostante veli e ayatollah. Che allora convenga diventare induisti? Macché: in molte zone dell’India ancora all’apparenza prolifica il tasso di fecondità sta crollando. Oppure buddisti? Niente da fare: i thailandesi si vanno estinguendo a ritmi europei. Comunisti? Peggio che andar di notte, a Cuba si fanno meno figli che nella decadente Olanda. Se non è la religione, se non è l’ideologia, qual è il vero fattore fertilizzante?
Questa, lo ammetto, l’ho capita poco. La faccenda del “fattore fertilizzante” tende a sfuggirmi. Forse perché non credo che le donne siano piante da fertilizzare.

Ma ecco che finalmente Langone trova “La Ricetta”:

Io lo so ma l’ho tenuto per la fine dell’articolo perché non avevo fretta di farmi linciare. Ebbene, gli studi più recenti denunciano lo stretto legame tra scolarizzazione femminile e declino demografico. La Harvard Kennedy School of Government ha messo nero su bianco che «le donne con più educazione e più competenze sono più facilmente nubili rispetto a donne che non dispongono di quella educazione e di quelle competenze».
E il ministro conservatore inglese David Willets, ha avuto il coraggio di far notare che «più istruzione superiore femminile» si traduce in «meno famiglie e meno figli». Il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione e se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà.
Così dicono i numeri: non prendetevela con me.
Ecco qui. Bentornati al medioevo!

Tutte a casa! A fare la calzetta, a preparare i lauti pasti per il maschio che torna dal lavoro e porta i soldi a casa. Altro che leggere e studiare! Perdere tempo sui libri non si addice a una madre per bene.

Non lo sapete forse che scolarizzazione, educazione e cultura portano alla libertà e alla consapevolezza? 
Via quei brutti libri, al rogo! 
Non sia mai che qualche femmina possa cominciare a pensare a quella cosa orrenda che è l’indipendenza! Che nessuno mai più pronunci la parola “emancipazione”!

Eccolo in vero nodo della questione. 
Una donna colta, curiosa del mondo, consapevole di sé e di quello che ha intorno, è una donna libera, una donna che può e vuole scegliere. E questo evidentemente è ancora spiazzante per qualche maschio.

“Provocazione”, la chiama, ma come donna, come donna che legge (pensa, Langone, me l’ha insegnato mio padre!), come donna che vuole leggere ancora e ancora e che spera di poter leggere tantissimo per i figli che avrà, vedo solo un insulto.


Un insulto alle troppe donne cui è ancora negata la scolarizzazione e che quindi sono schiave, alle migranti che fuggono da miseria e guerra, alle donne di cultura, che in questo paese nel 2011 ancora fanno fatica a vedersi valorizzate.
È un insulto a tutte noi. 
Ed è un insulto a tutti quegli Uomini che Langone non nomina mai e che ci stanno accanto mentre leggiamo ogni giorno, che ci insegnano le parole scrivendole su grossi fogli bianchi, che ci spronano a migliorarci ogni giorno perché sanno che miglioreremo insieme alla faccia di xenofobi più o meno sinceri e di beceri sessisti.


E mentre Langone starà pensando a quanto sarebbe bello un mondo di donne analfabete, io mi godo la pausa pranzo.

8 commenti:

  1. Langone fuori dall'Italia!

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  2. Come vedete si sta alzando il livello dello scontro con la destra maschilista e xenofoba. Non è un caso che certe idee medievali tornino in auge proprio adesso, mentre noi donne stiamo con fatica cercando di riappropiarci del nostro ruolo nella società denunciando il sessismo becero che ci viene propinato dai media. Meditiamo approfonditamente sul perchè si fa sempre più violento l'attacco contro le donne, bisogna trovare delle contromosse efficaci. Se vogliono la guerra in chiave maschilista io non starò a guardare, io non ho paura, figuriamoci di chi sfoga le sue frustrazioni contro di noi: in assoluto, la persona più meschina e paurosa della società, basta un bel "BU" tutte in coro e vedrete come correranno a nascondersi!
    Gli uomini hanno paura della sorellanza, ricordiamocelo sempre!!! Simona delle De'Genere

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  3. Non fuori dall'Italia, dentro una galera per apologia di fascismo, che, fino a prova contraria, è ancora un reato.

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  4. Quoto Gap. Il fatto più grave è che con la scusa del "era solo una provocazione" gente come Langone o il citato Fini e non secondariamente i giornali che li pubblicano fanno passare alle persone il messaggio che è possibile sostenere le peggiori stronzate senza poi assumersi le colpe e affrontare le conseguenze di ciò che si è detto.

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  5. La Costituzione della Repubblica Italiana
    Principi fondamentali
    —–
    Articolo 3:
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    Articolo 4:
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

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  6. per uno del genere non ho parole... solo insulti.

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  7. Carissima Lola, domani è il compleanno di una mia amica e mi hai appena dato un'ideona per il regalo: "Leggere Lolita a Teheran" è un magnifico libro! Dato che l'amica in questione è mamma di due bimbi le dirò di non leggerlo in pubblico così non rischiamo di rovinare la puntuale cosmogonia del Langone. Sai, è pure laureata in economia; non vorrei mai... Rischiamo di far cascare la volta celeste in un sol colpo.

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  8. Due bimbi? Laureata? Legge?
    La tua amica è una strega!!
    (Bel libro, ha solo un difetto: ti fa venire voglia di leggere tutti quelli che cita.)

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