giovedì 31 marzo 2011

Complimenti


Voglio sottolineare quello che dice Franceschini, traducendolo.


Se il signor X, incensurato, stupra la signorina Y, potrà usufruire della PRESCRIZIONE BREVE.
Insomma, pur di salvare il capo, questi sono disposti a lasciare perdere, ad esempio, uno stupratore.
Il governo della sicurezza preferisce uno stupratore comodo in poltrona che il capo al gabbio.

I miei vivissimi complimenti vanno non solo al governo, ma soprattutto a chi ha permesso, col proprio voto, una cosa del genere. Perché la prima volta ci può anche stare il voto a cazzo di cane, ma dopo un po' io comincio a pensare che ci sia del dolo.






[youtube http://www.youtube.com/watch?v=GnKRcCgOPb8&w=480&h=390]

mercoledì 30 marzo 2011

Di vasche e censure


Vi ricordate tutta la faccenda della vasca?
Oggi ho saputo che il mio post di allora è stato eliminato per violazione della privacy del tizio. Che poi i suoi "dati sensibili" erano on line sul suo sito, quindi tanto sensibili e privati non dovevano essere.
Comunque, da quello che ho letto in giro, pare che lui con la faccenda della foto porno e delle mail volgari e piene di insulti alle tante donne che gli avevano scritte indignate non c'entri nulla. O meglio, dicono (per suo conto) che lui era ignaro del tutto.
Ne prendo atto, ma rosico da morire perché quel post mi piaceva e mi ero impegnata parecchio a scriverlo.
Mi serva da lezione: SEMPRE fare una copia dei post da salvare sul pc.


Alè.

 

giovedì 24 marzo 2011

Arguzia va in banca


Vado in banca a pagare salatissime tasse universitarie.
Davanti a me un tizio sui quaranta e l'omino (molto) strabico suo coetaneo allo sportello.
Un tizio straniero resta tra le due porte automatiche e io avverto l'omino strabico.

Lui: Eh, qua usiamo anche il gas
Io: O_O
Lui: Ahahahahah! Abbiamo anche i bocchettoni del gas!
Io: Be', non è proprio una bella cosa da dire.
Lui: Sono bravissimo a sdrammatizzare.
Io: Uhm... su certe cose, mi scusi, non si sdrammatizza, Lo sa che oggi nel 1944 hanno ammazzato 335 persone?
Lui: Ma io scherzavo... cioè... [rivolto al tizio] mi sa che ho beccato una facinorosa...
Tizio: E meno male.
Lui: si, si... parliamo del pane che viene buttato ogni giorno, allora! O della Gioconda! Perché sta in Francia? E Parmalat? E' perché noi non siamo capaci a fare niente.
Tizio: Soprattutto non siamo capaci di non votare Berlusconi alle elezioni.
Io: Ecco, appunto.

mercoledì 23 marzo 2011

Fuorisede


Pausa pranzo, sole, libro, panchina.

Sulla panchina davanti a me c'è un operaio che dormicchia, su quella accanto, quattro ventenni del Sud che discutono della loro futura casa romana.

"Ma quella non è una stanza! Sono due metri per uno! Era lo sgabuzzino, capito? Io non ci sto nello sgabuzzino!"
"Eh, ma costa poco"
"Si, dove la trovi una singola a 350€ in questo periodo?"

Zona: San Giovanni-Casilina*




* per chi non fosse di Roma, fatevi un giro su maps.google.


Poi ci sono quelli che sono fortunati e hanno la
casa popolare a San Saba.

mercoledì 16 marzo 2011

Festeggio?


Non lo so se io il 150° dell'Unità d'Italia lo voglio festeggiare.
Io l'Unità d'Italia l'ho studiata alle elementari, poi alle medie, al liceo e pure all'Università. La mia tesina per l'esame di Terza era su Garibaldi e mi ricordo che da bambina mio padre mi raccontava dell'eroe dei due mondi e della sua coraggiosa e forte compagna Anita. Mi piaceva Anita. Sarà la statua di lei a cavallo, sarà che a quel tempo vedevo Lady Oscar e l'immagine di una donna vera che combatteva per la libertà non poteva non affascinarmi.

E' che per me l'Italia unita è un fatto, una cosa che c'è grazie al sacrificio di tanti giovani, una cosa che è così E BASTA, con buona pace dei leghisti e sinceramente i modi e i toni usati in questi ultimi mesi sui festeggiamenti mi fanno pensare a una retorica fascistoide che non può non allontanarmi. Insomma, La Russa che diventa tutto rosso e con la sua faccia tale e quale a Rasputin abbaia qualcosa sull'Unità, a me fa rabbrividire. Sarà che so chi è e da dove viene.

A Roma, poi, il numero del Comune (
060606) a chi chiede come poter avere un tricolore da esporre domani, risponde di andare nella sede della Lista Civica del SindacoDegliAltri a ritirarlo gratuitamente. Il COMUNE, che teoricamente è di tutti, anche di chi, come me, quell'individuo lo schifa.

Se proprio devo fare gli auguri a un paese che nonostante tutto io amo molto, glieli faccio così



 

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Y27o-7U13OA&w=480&h=390]

No, Grazie (e vaffanculo)

Nucleare

Mi ricordo di Chernobyl. Era il 1986, andavo alle elementari. A mensa non ci davano più verdura cruda e si aveva paura per il latte. Io ne ero quasi contenta, perché mi sarei evitata il latte caldo a colazione.


Purtroppo, le mie maestre ci spiegarono bene cosa era successo. E non c'ho messo molto a capire che sarebbe stato meglio tutto il latte caldo del mondo.

Mi ricordo che Zia R. portava a casa i volantini col Sole Che Ride e a me piaceva tanto, avevo anche una spilletta che forse è ancora da qualche parte a casa di Nonnetta, che non butta niente.
Mi ricordo anche il referendum. A qualche manifestazione partecipai anche io.

E mi ricordo "L'Illustrazione dei Piccoli", che mi comprava papà e che dedicò uno speciale all'esplosione. Le foto dei miei coetanei deformi, malati, morenti, giuro che non me le sono mai dimenticate.

 

Di ipocrisia, volgarità e pupazzi rossi.


A casa mia la televisione s'è sempre vista.
Siamo una di quelle famiglie che cena col televisore acceso.

Quando ero piccola vedevamo tutti insieme i cartoni delle 20 (tranne Milly un giorno dopo l'altro, che papà trovava -a ragione- eccessivamente palloso), poi io venivo mandata a letto e uno dei miei ricordi  più cari è la musica di
Lunedì Film, che ascoltavo dalla mia stanza e che per me era la musica che accompagnava chissà quali meraviglie.

Ora si cena guardando  Blob  e Un Posto Al Sole (siamo orfani  di Friends).

Ai tempi delle elementari il pomeriggio, se non andavo in piscina o ai giardinetti con qualche amico, potevo vedere Bim Bum Bam e mi sbudellavo dalle risate vedendo Paolo Bonolis (Piolo) che doveva fare lo spot per la Caciotta Fetecchia (che piace tanto alla vecchia).

Da quando vivo da sola mi accorgo di tenere quell'aggeggio acceso spesso molto più del dovuto.
Mi capita di accenderlo mentre lavo i piatti o mentre cucino, spesso quando mi sveglio la mattina, per il meteo e la rassegna stampa su La7.
Spesso mi rendo conto di accenderlo più per la pigrizia di collegare il pc allo stereo e scegliere la musica che per altro.

Sono comunque una che la tv la guarda anche  perché le piace farlo.
Sarò una sfigata, ma dopo una giornata passata al lavoro mi piace tornare a casa, levarmi le scarpe, mettere la tuta e svaccarmi sul divano con una birra e la tv.

Ovviamente guardo i tg (si, ok, lo ammetto solo il Tg3 e quello su Cielo) , Annozero e Ballarò. Guardo volentieri Presa Diretta e Report. E poi adoro i telefilm, sono una specie di tossica e se mi capita non mi perdo i cartoni animati.
Mi piacciono i programmi di cucina (Hell's Kitchen e Cuochi e Fiamme), quelli imbecilli sui giovani americani di MTV e se trovo SOS Tata non riesco a staccarmi dallo schermo.

Questo per dire che di tv ne vedo parecchia e non necessariamente "impegnata", visto che qua pare che se lo fai sei una specie di cerebroleso.
Il Dio Del Telecomando mi viene in aiuto quando c’è solo merda, internet è un’ottima scappatoia e poi c’ho i dvd e una libreria strapiena.

Purtroppo so che una larghissima fetta di popolazione subisce i palinsesti, anche perché internet e dvd sono un lusso e non tutti credono che leggere sia una valida alternativa.

Da anni mi incazzo quando vedo come le donne vengono rappresentate in tv.
E non è solo il fatto che siano praticamente sempre nude. È la continua umiliazione, sono le battute acide e feroci su chi è fuori dai “canoni”, è la presunzione del presentatore maschio di mezza età  alla Teo Mammuccari di essere migliore di tutte le donne che lo circondano (è entrato nella mia lista dell'odio dalla porta principale) e che quindi si sente autorizzato ad insultare, sghignazzare, umiliare.

Ho iniziato a leggere Il Corpo Delle Donne di Lorella Zanardo e lei si pone (in modo decisamente migliore) le  mie stesse domande: cosa veicolano queste immagini? Cosa pensa una bambina/ragazzina vedendo che le sole donne che sembrano avere successo sono imbecilli, oche e possibilmente pettorute e col tanga? E cosa pensa un bambino/ragazzino vedendo che un uomo può umiliare, offendere, toccare una donna senza che né lei né nessun’altro faccia alcuna obiezione?
Ieri Blob ha fatto vedere una signora dell’età di Nonnetta che si dimenava seminuda e truccatissima su una musica techno, mentre il pubblico rideva di lei. Cosa insegnano quelle immagini? Qual è il messaggio che vogliono mandare?

Quando ho visto il documentario
Il Corpo Delle Donne, ho pensato che quello era esattamente quello che pensavo io.
Il palese disagio degli autori davanti alle immagini di donne offerte dalla televisione (Rai o Mediaset, molto democraticamente e senza differenze) era anche il mio, il loro chiedersi se e cosa insegni la televisione agli spettatori era la mia stessa domanda.

Ho continuato a sentirmi indignata e offesa, ma allo stesso tempo ho fatto come Lorella Zanardo che
apre i finestrini dell’autobus: ho cominciato a reagire.

Non essendo io una famiglia Auditel, non mi basta cambiare canale o spegnere l’apparecchio, quindi ho cominciato a mandare mail e mi sono accorta che intorno a me ci sono centinaia di persone, donne e uomini, che vivono lo stesso disagio e che reagiscono nel solo modo che abbiamo: comunicando.

E quindi ho conosciuto decine di nuovi blog e grazie a facebook decine e decine di persone che non si nascondono dietro al “be’, se è così è perché la gente lo vuole”.
Sono convinta che la gente vorrebbe di meglio, solo che c'è qualcosa che le impedisce di aprire il finestrino.

Io comunque non sono tra quelli che danno tutta la colpa al "velinismo" o alle maggiorate di Drive In. In un certo senso sarebbe meglio: eliminato quello, finito il problema, ma noto che la faccenda è ben più complicata.
Certo è un fatto che la televisione commerciale, con le sue bellissime donne sempre in mostra, sempre giovani, sempre seminude, ha contribuito ad abbassare di parecchio il livello di quella che -almeno a vedere dagli archivi e dai vecchi filmati su youtube- era una televisione niente male.
Ma il problema è perché.
Chi ha deciso e in base a cosa, che una televisione volgare e inutile potesse essere migliore di una televisione in grado di insegnare? Insomma, milioni di italiani hanno imparato a parlare in italiano e non più solo in dialetto grazie alla tv; il maestro Manzi ha insegnato alla gente a
scrivere in una trasmissione televisiva!

Quindi quando Antonio Ricci ha cominciato ad attaccare il lavoro della Zanardo, mi sono spaventata.
Si, spaventata. Perché credo che denigrare qualcosa sia un passo fondamentale per lasciare che venga accantonata e dimenticata.


Denigrando e irridendo Il Corpo delle Donne, Ricci sta tentando di salvarsi la faccia e di salvare chi gli riempie il piatto: io metto le donnine seminude perché il gruppo L’Espresso fa la stessa cosa e con le mie veline intendo farne parodia.

Insomma, secondo Ricci due poco più che adolescenti inginocchiate davanti a due sessantenni, con una telecamera che insiste su seni e glutei è fare parodia. Due giovanissime che si fanno la doccia ammiccando e i due sessantenni che fanno smorfie e battutine degne del peggior Alvaro Vitali sono parodia e condanna.


Davanti al documentario, Ricci fa quello che fa solitamente il suo padrone: è colpa della sinistra.
Le veline esistono perché L’Espresso mette le donne nude in copertina e La Repubblica c’ha l’inserto D il sabato.
La mercificazione del corpo femminile in televisione va bene perché c’è anche in pubblicità e sui giornali progressisti.

Addirittura Striscia la Notizia (programma che aborro da sempre) ormai dedica  uno spazio giornaliero alle donne sulla stampa di sinistra.
Tutto viene trattato con le solite risatine in studio, con battute da commedia sexy e col muto sorriso delle veline.

Un discorso serio, che riguarda sì le donne, ma anche il paese intero, diventa in questo modo  farsa, perdendo di significato.
Purtroppo milioni di persone continuano a credere che Striscia la Notizia faccia informazione e che il Gabibbo sia una specie di eroe del popolo contro quello che non va.
E Ricci questo lo sa benissimo, quindi sa anche come far cessare l’indignazione, come renderla vuota, come farla sembrare bigotta e incoerente.

Una delle obiezioni che mi sono state fatte dopo la risposta di Ricci, Il Corpo delle Donne 2, è stato: aho, ma pure te ce l'hai conm La Repubblica e le sue gallerie con le donne nude!

SI E' VERO.

Ma ogni volta che rompo le palle al prossimo con i miei attacchi ai giornali è perché voglio reagire a qualcosa che mi offende, perché credo che il problema vada posto ogni volta che si presenta e non certo per assolvere alri.
Quando io attacco La Repubblica (e per quanto mi riguarda continuerò a farlo se ce ne sarà bisogno) è perché pretendo coerenza.
Ricci, invece, attacca il gruppo L'Espresso per assolvere sé stesso e il suo modo di fare televisione, come dice giustamente
Giovanna Cosenza.

Subdolamente e paraculamente, attacca la stampa progressista per denigrarne il lavoro, per minarne la credibilità (è un caso che tutto sia nato dopo Ruby? Chiedo giusto perché il video della Zanardo è del 2009...).
E allo stesso modo attacca il lavoro della Zanardo, per giustificare un modo volgare di fare televisione, che vuole renderci tutti un po' più succubi e ignoranti.

E a proposito di reazioni, su facebook parte la mail bombing.

mercoledì 2 marzo 2011

Il sessismo non è un problema


Un'altra esilarante uscita di Toscani, il genio, il provocatore, quello che fotografa fiche da conciare al vegetale e che -come dice un'amica grafica- "è un vecchio uomo che ha perso la propria creatività e quindi usa la vagina senza una ragione".

L'intervista è delirante e spacciarla per una "provocazione" è quantomeno esagerato, visto che il tenore della stessa è di una volgarità e misoginia che nemmeno nei peggiori bar: "tutte troie, mi fate schifo. Avete le ascelle pelose, il culo basso e le gambe corte".
Pare lo sfogo di uno di quei vecchi arrabbiati con la vita che si sta inesorabilmente allontanando e c'è da chiedersi cosa mai abbiano fatto le donne a Toscani (oltre a farlo arricchire) per averlo fatto diventare tanto astioso.

Parlando di queste cose su facebook ho constatato una volta di più che il sessismo e le discriminazioni di genere non sono un problema per la stragrande maggioranza delle persone, anche per quelle che riconoscevo come simili a me.

So per certo che se Toscani avesse detto "gli ebrei sono tutti usurai, i negri puzzano e i rumeni sono tutti ubriachi stupratori", decine e decine di persone avrebbero gridato allo scandalo, al razzismo, al nazismo. Avrebbero tirato fuori l'olocausto, la segregazione razziale e il razzismo più becero.

Per le donne no. Le donne si possono insultare.

Non è considerato un problema leggere parole come "le donne sono tutte troie": è solo la provocazione di un genio della comunicazione.

Qualcuno è arrivato a dirmi che "in qualche modo" con quelle parole Toscani stesse parlando della condizione femminile e che sono io che voglio vederci il marcio, perché a dire che le donne sono tutte troie pelose col culo basso è stato "un pubblicitario e non un politico", come se il mestiere che uno fa potesse giustificare il sessismo e gli insulti misogini. Insomma, se a dirti che sei una puttana è un pubblicitario va bene, mica sta in Parlamento, no? Solo che io mi incazzo anche se me lo dice il mio vicino di semaforo e non mi è mai capitato di chiedere "scusi, lei che mi ha detto bocchinara perché non le piace come guido, mi dice cortesemente che lavoro fa?"

Ovviamente l'argomento più gettonato è il grande classico: "è pieno di mignotte ed è colpa loro se le donne sono discriminate".

Cito: "se oggi manca il rispetto per voi donne è colpa di quelle vostre illustri colleghe che per soldi se farebbero fa tutto.... e non funziona solo nelle alti classi sociali pure in quelle medie... te pensi davvero che prendi una de quelle femministe accanite je dai 5 000 000 di euro e quella se fa bandiera della donna moderna rifiutandosi??? è la competizione tra di voi che vi fotte.... non l uomo.... " (ovviamente "una di quelle femministe accanite" si riferisce alle compagne di
Femminismo A Sud)

Incapaci e soprattutto poco interessati a vedere quello che c'è dietro, è ben più comodo dare la colpa alle "zoccole" che si "farebbero fare tutto" anche per uno stipendio da commessa piuttosto che interrogarsi sui modi di comunicazione e sulla società in cui viviamo.
E ovviamente io non ragiono col mio cervello, sono ottenebrata dal femminismo e non sono capace di vedere quante troie ci sono in giro.

A parte il fatto che -ebbene si- il mio cervello lo faccio lavorare parecchio, con risultati altalenanti e spesso discutibili senza dubbio, non riesco a capire questo terrore per il Femminismo, che pare stia sostituendo Barbablù e l'Uomo Nero nelle minacce ai bambini.

"Mangia la verdura, sennò viene la Femminista e ti porta via!"
"IIIIHHHHH! Quella brutta coi peli sotto le ascelle che odia i maschi e gli vorrebbe tagliare il pistolino? Si, mamma, ora finisco gli spinaci, anzi dammene ancora!"

Ma soprattutto non riesco a capire (e ad accettare) che il sessismo, le discriminazioni di genere e i generali insulti alle Donne siano non solo tollerati, ma non siano sentiti come indice di un problema generale.

Gli insulti sessisti non sono un problema.
L'uso e l'abuso del corpo delle donne è un problema solo per quattro femministe cozze.
Noi che ci indignamo non ragioniamo col nostro cervello e non capiamo le provocazioni.

Insomma, dire di una donna che è "una troia", che "fa schifo", che "non vale un cazzo", che "
se viene stuprata se l'è cercata" va bene, non è un problema.
Non c'è sessismo, non c'è discriminazione, non c'è insulto.
Cristo, manco quando siamo discriminate e insultate ci mettono sullo stesso piano dei nostri colleghi maschi!


 


[Update:
Mi ero scordata di dire che mentre Toscani dice che le donne sono tutte troie, tanto lui è un pubblicitario, non un politico e quindi può insultare le donne come meglio crede,
Dior manda affanculo Galliano, il suo direttore creativo, reo di aver pronunciato frasi antisemite. Non è un politico, ma lo mandano a casa uguale. Nei paesi civili si usa così. Vi ricordate i commentatori sportivi che perculavano la guardalinee donna perché si sa che le femmine non capiscono il fuorigioco? A casa pure quelli. Deve essere da brivido vivere in posti del genere...]