giovedì 28 aprile 2011

Eversione


Continuo a guardare il video della conferenza stampa congiunta Berlusconi/Sarkozy di qualche giorno fa.


Non credo di stare esagerando il significato delle parole di Berlusconi.
Lui ammette senza nessun problema che "se noi fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire" e soprattutto afferma che  "magari dopo un anno, dopo due anni, si possa ritornare ad avere un'opinione pubblica consapevole della necessità di ritornare all'energia nucleare".

La traduzione è: "visto che in Giappone è scoppiato quel macello e non è che gli italiani so' tutti cretini, nonostante io sia stato eletto un'altra volta, qua tocca chiudere tutto, bloccare il referendum (anche perché in mezzo ci sta quella storiaccia del legittimo impedimento e se quelli vanno a votare per me so' cazzi amari) e ricominciare piano piano con l'azione di lobotomia. Gli Italiani c'hanno poca memoria, quindi tra un paio d'anni gli facciamo la centrale nucleare sotto il naso con buona pace degli ecologisti di sinistra".
Berlusconi sta dicendo a chiare lettere e in pubblico, senza vergogna, che le elezioni che si potrebbero perdere, si possono semplicemente evitare.

Ora, al di là del profondo disprezzo che nutro per quest'individuo, una cosa mi preme dirla.
Questa, per me, è eversione.

Eversione non sono solo le bombe, è anche, per esempio, bloccare una consultazione elettorale per paura di perderla.

L'articolo 1 della Costituzione Italiana recita: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Tra le forme e i limiti della Costituzione ci sono appunto le consultazioni elettorali e il Referendum è proprio una consultazione elettorale, per lo più "diretta", che permette cioè agli elettori di fornire il proprio parere, o la propria decisione, su quanto in discussione, senza che ci siano intermediari.

Cancellare i referendum del 12 giugno è di una gravità enorme: si blocca la partecipazione diretta dei cittadini, si calpesta l'articolo 1 della Costituzione e si dimostra -ancora una volta- che il potere non ha nessun interesse al bene pubblico. Inoltre, si crea il precedente per cui, come ho detto, davanti ad una possibile sconfitta elettorale si possono semplicemente abolire le elezioni.


Forse esagero, ma per me questo è fascismo.

Io il 12 giugno voglio votare, pretendo di votare e spero di non essere la sola a vedere -mi ripeto- la portata eversiva delle affermazioni fatte in questo video.
 






http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf

mercoledì 27 aprile 2011

La più bella e importante festa del Popolo Italiano (questo, sì,maiuscolo!)


Bellissime le parole di Giovanna Marturano, così come sono state bellissime le parole della staffetta partigiana Luciana Romoli, che ha voluto sottolineare con forza l'importanza del lavoro svolto dalle Donne durante la Resistenza.
Entrambe mi hanno commossa.



[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Ln_IIPfRbH8]

martedì 26 aprile 2011

Le parole sono importanti


Sarà che ho appena finito di (ri)leggere "Se questo è un uomo", ma ieri quando dal palco di Porta San Paolo hanno accennato ad una scritta di ferro stile Auschwitz, saldata da parte a parte del ponte del Pigneto e la mia amica blogger Luz m'ha chiamata per dirmi che era proprio là davanti, mi sono stranita un bel po'.

Tornando a casa ieri sera e guardando la galleria fotografica sull'edizione romana di
Repubblica on line, sono rimasta basita non solo alla vista di quel "Work will make you free", che mi ha fatto rabbrividire, ma soprattutto dallo striscione che compariva sul medesimo ponte: "Basta morire uccisi dal lavoro e dall'indifferenza", firmato Comitato no morti lavoro.
Una provocazione da sinistra così pesante e proprio il giorno della Liberazione?

Oggi leggo su
Il Fatto Quotidiano che quella sarebbe stata davvero una provocazione, opera di un artista lucano trapiantato a Roma, che avrebbe voluto sensibilizzare la gente su -appunto- le morti sul lavoro e le disumane condizioni degli immigrati dentro e fuori i CIE.
Un ragazzo precario che vive al Pigneto, che non è iscritto a nessun partito, che non si dichiara di sinistra, ma solo uno che fa arte e che vuole portare il suo messaggio.
E', dice un'opera d'arte con un messaggio sottinteso "ironico" e si dice dispiaciuto che tale ironia non sia stata colta.


E' anche un caso che sia apparsa proprio il 25 aprile: aveva preso male le misure e quindi l'istallazione è stata posticipata.
Si aspettava una riflessione che potesse andare al di là della scritta e di quello che inevitabilmente quell'arco  in ferro, con quelle parole può riportare alla mente di molti, al di là dei "soliti schieramenti".
Cita Adorno e il diritto dell'arte di prendere a prestito anche l'orrore per far rilfettere.
E fino a qui va bene: compito dell'arte è comunicare, far riflettere, veicolare messaggi, anche politici.
Il punto, per me, è sempre il solito.
Le parole e le immagini hanno un significato potente e sinceramente non me la sento di accantonare questo episodio come la "provocazione" di un artista.
Ci sono cose di cui credo fermamente che si debba parlare con un certo rispetto.
Su certe cose, secondo me, non si scherza e -soprattutto- non si può cavarsela sempre con un "non sono stato capito", "se ho offeso qualcuno, chiedo scusa".
Mi dispiace, ma non basta.

Copio e incollo da http://nomortilavoro.noblogs.org/





Il Comitato no morti sul lavoro (nomortilavoro.noblogs.org) non ha nulla a che fare con l’istallazione della scritta “work will make you free”, nel quartiere  Pigneto a Roma, ieri 25 Aprile. Il comitato, impegnato nell’informazione e nella lotta  contro le morti sul lavoro, ritiene che questa provocazione, quest’atto politicamente ambiguo, proprio nella giornata del 25 aprile, sia lontano e contrario a quanto abbiamo fatto in questi tre anni di esistenza. Ogni volta che abbiamo organizzato delle iniziative, le abbiamo indicate e postate sul blog.
Il comitato è composto da persone, attiviste e attivisti che si riconoscono nella lotta contro il fascismo, vecchio o nuovo che sia. Mai avremmo potuto giocare con le parole terribili che riproducono l’ingresso di un lager  nazista.
Vorremmo chiarire  che lo striscione a firma del comitato ha invece  accompagnato i cittadini del quartiere nel togliere la scritta.



Il lavoro non rende liberi, ma sfrutta e uccide!!
Roma, 26 aprile 2011- comitato nomortilavoro






Quindi "l'artista" ha fatto tutto da solo e chi, come me, s'è informato tramite i giornali nazionali, è stato portato a credere che c'entrassero qualcosa con quell'orrore.
Mai aggiornamento fu più gradito.

In fondo è colpa mia


Non ho fatto nemmeno il pranzo di Pasqua: sono letteralmente scappata dal paesello.
Incazzata nera, ferita e con la profonda consapevolezza di non essere stata -ancora una volta- compresa. Ma soprattutto con una rabbia enorme che ancora non mi scrollo di dosso.
Io non sono una piagnona, ma stavolta, davvero non ce l'ho fatta, me ne sono dovuta andare per non scoppiare a piangere dalla rabbia e rovinarmi il fegato. E davvero, per farmela passare senza attaccare inutili pipponi a chi mi sta accanto, devo scriverne, mi devo sfogare in qualche modo.

Come al solito, tutto è nato da una sciocchezza (mio cugino, l'eroe della famiglia, mi manda affanculo quando gli faccio notare che quando si sforza troppo, alla mia cana si blocca una zampa, e mia madre che non so perché si associa al vaffanculo), ma essendo io una persona che rimugina, ogni volta che succedono cose simili, mi rivengono su tutte le volte che ho dovuto abbozzare.

Ma non è questo: quello che mi fa davvero rabbia è che non so nemmeno io perché continuo a prendermela tanto.
Insomma, dopo tanti anni dovrei sapere come va a finire.
La colpa, in sostanza, è mia che continuo ad essere quella che sono, a rispondere sempre a tono e a non voler accettare di essere trattata come una povera mentecatta.

E' buffo, io che non ho mai creduto molto nelle mie capacità e che invece vengo a volte apprezzata molto più di quanto io non creda di meritare da perfetti sconosciuti, spesso in famiglia vengo trattata come una demente.

In linea di massima questo accade quando mio cugino è presente e (ed è questo che fa male) a trattarmi nel peggiore dei modi, è mia madre, che di solito, invece, si mostra fiera di me e interessata a quello che dico e faccio. Lui parla e si pende dalle sua labbra, qualsiasi cosa dica. Io parlo e vengo zittita con delle specie di ringhi da parte di chi, di solito, sembra volermi ascoltare.
Boh, saranno rigurgiti di maschilismo che per quanto uno possa schifarli riescono a restare ben radicati anche nelle migliori famiglie.

La cosa bella e per me ogni volta quasi sconvolgente, è che a "difendermi" negli ultimi anni ci pensa mio padre. E' strano perché lui ha un carattere di merda, come me del resto, e negli anni dell'adolescenza abbiamo avuto non pochi scazzi.
Eppure quando mi si attacca sulla base del nulla, lui sta dalla mia parte, nel solo modo giusto che ci possa essere: mi fa parlare, mi ascolta e magari mi manda anche affanculo, ma non mi critica per partito preso. O, che è peggio, non mi liquida con un "si, vabbe. adesso però finiscila".

Comunque, ripeto, sbaglio io.
Me lo dico ogni volta: sorriso finto e non rispondere.
E soprattutto evitare quel paese come la peste. Fa male, malissimo. E' come se c'avesse qualcosa nell'aria che rende tutti un po' più stronzi.

domenica 24 aprile 2011

Antifascista sempre.


Finalmente torno alla civiltà dopo due giorni al paesello (meglio le capocciate contro gli angoli vivi che starci per più di 48 ore).

Comunque, me ne stavo lì, davanti al fuoco a leggere i giornali.

Ed ecco i fascisti in azione a Roma. 25 aprile, buona Pasquetta, con tanto di fasci littori e squadraccia in camionetta.

A Salerno ribaltano la storia: un pensiero speciale va al “sacrificio dei giovani soldati degli eserciti alleati, in particolare a quello del contingente statunitense”, alla faccia della Resistenza.

Il “responsabile” Giancarlo Lehner, parlamentare della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza e dal sacrificio dei Partigiani, osa dire “alto e forte” che lui si “vergogna dell’ANPI”.

E poi ancora il Primo Maggio scippato ai lavoratori dal Vaticano, che non è stato capace di trovare una data diversa per fare beato il papa polacco.

Domani alle 10 io sarò in piazza con l’ANPI, a Porta san Paolo, perché gli attacchi alla democrazia e all’antifascismo sono ogni giorni più volgari, beceri e pericolosi.

W LA RESISTENZA! W I PARTIGIANI!

venerdì 22 aprile 2011

Date Expo a un Paese civile

Copio e incollo paro paro da www.ilcorpodelledonne.net, che chiede di sottoscrivere e divulgare.


logoExpo2015


Anticipo copia della lettera che insieme a Marina Terragni intendo inviare al Bureau International des Expositions di Parigi, nonché rendere nota a media italiani e internazionali. Vi invito a sottoscriverla qui nel blog e a diffonderla.

Al Bureau International des Expositions di Parigi

e p. c

a Letizia Moratti, Commissaria Straordinaria Expo 2015

a Diana Bracco, Presidente Expo 2015

Gentili Signore, Gentili Signori,

apprendiamo con sorpresa che i 42 partecipanti ai 9 tavoli tematici per Expo 2015 sono tutti uomini, come da elenco che riportiamo in calce. Non un nome femminile, nemmeno per caso o per errore, tra quelli di tutti questi pur stimabilissimi signori. Questo male italiano -una politica machista, caparbiamente chiusa alla società femminile- è ormai noto in tutto il mondo, ma non si danno nemmeno timidi segni di guarigione.

Colpisce in particolare che il fatto che ai vertici di Expo 2015 siano state designate due donne, la Signora Moratti e la Signora Bracco,  ma nemmeno questo basti a produrre l’indispensabile cambiamento. Ci chiediamo peraltro come la Commissaria straordinaria e la Presidente non si siano rese conto della cosa, e se nella loro politica tengano conto del fatto di essere loro stesse donne.

In verità il machismo politico italiano è talmente consolidato da produrre una sostanziale cecità di fronte a episodi come questo. Nessuno se n’è accorto, né i vertici di Expo 2015, né i media che hanno riportato l’elenco dei partecipanti ai tavoli. Nel caso specifico di Expo 2015, la cosa può essere tradotta in questo modo: non vi è una sola donna a Milano e nel Paese che sia giudicata degna di partecipare a questo assise; paradossalmente i saperi e le competenze delle donne, nutrici del mondo, non sono ritenuti utili alla realizzazione di un Expo dedicato proprio al tema della Nutrizione del Pianeta.

Chiediamo ai responsabili del Bureau se in questo sconcertante episodio di cattiva organizzazione e nel fatto di escludere la grande competenza femminile in materia di nutrizione non intravedano una ragione per riconsiderare la candidatura di Milano a Expo 2015, e se non intendano cogliere l’occasione per sanzionare in modo efficace la classe politica del nostro Paese, vergognosamente sorda e cieca a fronte di una società sempre più femminile ma costretta a subirne l’arroganza e l’inefficacia.

Marina Terragni e Lorella Zanardo (seguono firme)

Qui l’elenco dei partecipanti ai tavoli tematici:

ACCOGLIENZA: Alessandro Rosso, Michele Perini, Antonio Intiglietta, Renato Borghi

INFRASTRUTTURE: Elio Catania, Claudio Artusi, Flavio Cattaneo, Claudio De Albertis

ENERGIA: Federico Falk, Giuliano Zuccoli, Umberto Quadrino, pietro Gnudi, Enrico Migliavacca

CREDITO: Corrado Passera, Massimo Ponzellini, Raffaele Jerusalmi, Francesco Micheli, Corrado Faissola, Bruno Ermolli

AGROALIMENTARE: Carlo Petrini, Giandomenico Auricchio, Paolo Cuccia, Giampiero Calzolari, Carlo Franciosi

SALUTE: Umberto Veronesi, Daniel Lepeyre, Silvio Garattini, Giuseppe Rotelli, Giancarlo Cesana, Massimo Ferlini

CULTURA: Piergaetano Marchetti, Sergio Escobar, Maurizio Costa, Stephane Lissner, Edoardo Valli

NON PROFIT: Giuseppe Guzzetti, don Colmegna, don Verzé, Marco Accornero

GIOVANI: Guido Jarach, Marco Alverà, Stefano Bianco

giovedì 21 aprile 2011

Rosico


Me ne stavo andando in ufficio in sella a IlPoderoso, quando mi viene incontro un gruppone di scooter con le bandiere di Roma al vento.

Volevo quasi salutare, visto che io 'sta città la amo e oggi compie 2764 anni, ma poi ho avuto una visione: i manifesti che i fascisti di Foro 753 hanno appeso in giro.
"Nasci anche tu" o qualche stronzata simile, con una specie di legionario che brandisce l'insegna di Roma.
Quindi non saluto e me ne vado per la mia strada. Io con certa gente non mi mischio.

Poi arrivo in ufficio, leggo il giornale e scopro che avevo ragione: era proprio
feccia.

Erano il SindacoDegliAltri e i suoi scagnozzi, che dall'alba girano in moto per regalare uova di Pasqua.

E io non l'ho riconosciuto! Si, avevano tutti  il casco, ma questo non mi giustifica.
Avrei potuto dirgli quello che penso di lui. Almeno gridare un "merda!", qualcosa... magari tirargli dietro l'uovo.
E invece niente.

Rosico, rosico moltissimo.

Ma giuro che se cade in una buca non mi lamenterò mai più per lo stato delle strade della città.

Intanto, il mio augurio per Roma, che possa liberarsi da tanto schifo.

martedì 19 aprile 2011

Di preferenziali, microcar e birra


Il traffico di Roma è una cosa che non si può capire se non ci si è vissuto dentro.
E' il panico, l'inferno. Gente incazzata, motorini che sfrecciano tra le macchine, pedoni che si tuffano in mezzo alla strada, automobilisti che si trasformano in potenziali serial killer.
Non scherzo, è il delirio più totale.
Puzza, rumore, bestemmie. La mattina esci di casa che già sei furibondo.
Quando piove è una cosa che a dirla non ci si crede: bastano tre gocce d'acqua e le strade si bloccano per magia, i mezzi pubblici scompaiono e noi poveri dementi che nonostante tutto giriamo sulle due ruote speriamo di non finire in qualche cratere ben nascosto dall'acqua o di non scivolare sui sampietrini ogni giorno più sconnessi.

Comunque, il SindacoDegliAltri sa benissimo come risolvere la questione.
Rendere le strade della città degne di un paese civile? No!
Incentivare l'uso dei mezzi pubblici? Illusi!
Metropolitana? Tram? Antichi!
NO!
La vera soluzione al traffico di Roma è senza dubbio alcuno l'apertura delle
corsie preferenziali a moto e motorini. Meno male che ci sono i comici che danno le idee giuste ai sindaci!
Il SindacoDegliAltri accoglie felice l'idea di Max Giusti (e osa affiancare il suo nome a quello di Albertone) e passato il primo maggio partiranno un paio di mesi di sperimentazione.

I
tassinari, che hanno avuto un ruolo fondamentale nell'elezione del SindacoDegliAltri, si sono rivoltati contro chi gli aveva promesso mari e monti. Dato il tenore delle loro dichiarazioni, aspetto a breve la marcia indietro del SindacoDegliAltri, un vero esperto in materia. Una cosa giusta, duole dirlo, l'hanno detta però: invece di far mettere i motorini sulla preferenziale, non sarebbe magari il caso di controllare che chi ci transita già possa effettivamente farlo?

Comunque, io guido il motorino dall'1 luglio 1994 e sulla corsia preferenziale ci sono passata più volte.
La paura delle multe (e della reazione dei miei all'arrivo della sanzione), mi ha resa più ligia e poi svicolo come una dea, sono campione del mondo di svicolamento nel traffico, quindi ho imparato a farne a meno.

Mettere i motorini sulla preferenziale non mi pare proprio un'idea geniale e risolutiva.
Comoda, sicuramente e anche io e IlPoderoso potremo beneficiarne, ma siamo sicuri che sia la soluzione definitiva?

Io non è che voglio sempre parlare male del SindacoDegliAltri e del suo modo di governare Roma, ma lui mi provoca!

Qua il punto non è la preferenziale.

Questa faccenda è un esempio lampante di come questa amministrazione stia governando la città: proclami, voce grossa, promesse e poi il nulla.

Vi ricordate la campagna elettorale?

Mai più buche e allagamenti!
Era l'aprile del 2008 e non è cambiato niente. "Non ci sono i soldi", dicevano, poi li hanno trovati:
103 milioni di euro. Di nuovo non è successo nulla e un paio di giorni fa il SindacoDegliAltrti ha dichiarato che "Stiamo cercando i 500 milioni che servono per guarire definitivamente le buche di Roma".
Li cercano. Consiglio di cercare nelle fogne: ne cadono a tonnellate di monetine nei tombini, signora mia.

Oppure la faccenda delle microcar.
Modificare un veicolo è illegale, lo sanno tutti. Quando andavo a scuola un mio amico era disperato perché gli avevano sequestrato il motorino e fatto una supermulta, visto che quella vespa 50 aveva su il motore del 125 e suo padre per punizione gli aveva proibito praticamente anche di respirare. Si sa che non si può fare e si sa che se lo fai vai bevuto.
Mo' è pieno di ragazzini con 'ste minicar con dei motori che si sente a orecchio che sono modificati e però c'è voluta una
consultazione coi meccanici per dire che non si fa.
Controlli a tappeto dei pizzardoni no, eh? Tavoli tecnici, albo del buon meccanico... E questo solo dopo che due ragazzine quasi si
ammazzano. Ci sono delle regole: fatele rispettare, così i ragazzini non si schiantano e noi tutti evitiamo di buttare al cesso i soldi del comune per fare le riunioni coi meccanici.

Identico il modo di affrontare il problema dei ragazzini che bevono  e che poi si picchiano il sabato sera: si
proibisce a tutti di bere.

Insomma, essendo palesemente incapace di governare la città, il SindacoDegliAltri va avanti a forza di ordinanze restrittive, nella speranza che il popolino s'ariconsoli co' l'ajetto, come si dice qua.

Provate a parlarne con i vostri amici: saranno tutti entusiasti di poter sfrecciare sulla preferenziale, ma incazzati perché non potranno godersi una bella birra ghiacciata seduti su un muretto in centro all'arrivo dei primi caldi.

E per me è esattamente questo il punto, è il modo di fare politica di una destra (per quanto a ordinanze imbecilli la sinistra si difenda più che bene) becera, ignorante e non all'altezza del ruolo che ricopre e soprattutto siamo noi (anzi, no: IO no, checcacchio!) che ci accontentiamo di quelle quattro briciole che ci danno per tenerci buoni e non siamo in grado di capire che anche la corsia preferenziale, a volte, è politica.

 

venerdì 15 aprile 2011

Restiamo Umani

Vik


Piango per un Uomo che non ho conosciuto, che parlava di pace e di diritti.
Piango per un Popolo che non conosce pace e che non ha diritti.
Restiamo Umani.
Ciao, Vik da Gaza City.

mercoledì 13 aprile 2011

Castelli & Speroni




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La Russa ci mette una pezza a modo suo: Castelli era a "Un giorno da pecora", che è una trasmissione "dal contesto scherzoso e ti fa dire cose strane".



Speroni, quello che disse "gli italiani fanno schifo e l'Italia fa schifo" (inutile chiedersi se gli facciano anche schifo i soldi italiani, visto che ne prende in abbondanza da anni), invece, parla su Radio 24, nota per le continue gag e il tono buffonesco e ridanciano delle sue trasmissioni.


Intanto, il clima fa così schifo, che oggi Luz racconta che pure alla COOP hanno deciso che gli immigrati devono levarsi dai coglioni.

Ah, in tutto questo sono morte annegate due donne a Pantelleria, stavano su uno dei barconi che Castelli e Speroni vorrebbero prendere a cannonate e stavano venendo qui per compiere attentati, rubarci il lavoro e passare avanti alle coppie italiane nelle graduatorie per gli asili nido.

mercoledì 6 aprile 2011

Istigazione al femminicidio.


Italia, aprile 2011. Rai 1, "Se a casa di Paola".


Si parla del delitto dell'Olgiata.
Qui il
link, vi consiglio di saltare direttamente a 01:08:40.
Trascrivo le parole di Giancarlo Magalli, presentatore "storico", nel senso che in Rai ci sta da decenni.

" Io penso anche a quei poveri uomini, che lasciati dalla donna che amavano disperatamente cercano il chiarimento non per ammazzarla, ma per ricucire un rapporto e magari si sentono dire 'io ti ho sempre tradito, perché tu sei uno scemo, impotente e mi fai schifo' e in quel momento perdono la brocca e l'ammazzano. E vabbè, che gli vuoi di'? [...] esiste l'attenuante della provocazione... tante volte questo crinale si supera non perché uno è cattivo, ma perché te ce portano e quindi poi quello paga il suo debito, per carità... lo paga... però..."

La donna è cattiva e "te ce porta". Se la uccidi la colpa è sua che t'ha tradito, che t'ha detto scemo e impotente, mentre tu, povero uomo ferito, cercavi solo un chiarimento.

Io non so se davvero vi rendete conto della pericolosità di simili affermazioni.
Con le sue parole, Magalli sta "normalizzando" il femminicidio. E lo sta facendo in televisione, in una giornata qualsiasi, da una posizione di privilegio.
Sta dando in diretta nazionale un'ulteriore scusa all'assassino, "l'attenuante della provocazione".

Magalli sta difendendo ogni singolo assassino, ogni uxoricida, ogni padre che ammazza la figlia, ogni compagno che ammazza la "sua" donna e che da sempre si nasconde dietro la gelosia, la depressione, il dolore per un rapporto finito. Guardate i titoli dei giornali: dramma della gelosia, uomo uccide compagna a martellate; disperato perché lasciato dalla moglie, la uccide. Dramma, disperazione, depressione, parole che in qualche modo vogliono rendere più "morbido" un omicidio. "Ce l'hanno portato", direbbe Magalli.
La vittima diventa causa della sua stessa morte, l'assassino un poveraccio triste e sconsolato che "ha perso la brocca".

Qui il sito di
Magalli, io gli scriverò esattamente queste parole.

A voi, di nuovo, segnalo il  terrificante lavoro delle sorelle di
Bollettino Di Guerra, dove di donne ammazzate perché "te ce portano" ce ne sono a centinaia.


Aggiornamento.
Alle ore 14.48 mi rispondono sia la Rai (La ringraziamo per aver espresso la Sua opinione. Grazie per averci contattato) e Magalli!

 


Cara Arguzia,





Mi rendo conto che quello che ho detto dalla Perego può essere sembrata una difesa di chi fa del male o uccide una persona alla fine di una storia d'amore, se provocato. Mi dispiace non essere riuscito ad essere chiaro, come in genere sono, e di non essere riuscito a spiegarmi, anche perchè assalito dalla virulenza della Boralevi. Il discorso era un altro: si discuteva del fatto se si può uccidere per amore. Sia io che lo psichiatra eravamo d'accordo che non si può: uccidere è una cosa così terribile che si può fare solo per follia. Il mio discorso era volto solo a dire che qualunque uomo (ma anche una donna) normale può superare il crinale della follia e diventare un omicida se provocato. Il che non lo giustifica affatto, o meglio non giustifica l'atto di follia, ma aiuta a capire perchè la follia sia scattata.




Mi dispiace essere stato poco chiaro, ma certamente non volevo nè giustificare nè difendere chi fa del male.




Cordiali saluti.






Giancarlo Magalli





Insomma, c'è stato tutto un fraintendimento pazzesco, lui non voleva dire quello che ha detto.
Come nella migliore italica tradizione, si possono dire le cose peggiori per poi giustificarsi con un "non mi sono spiegato".




Nelle fogne


Io il rigurgito antifascista ce l'ho sempre. E' una cosa che mi porto dentro, fa parte di me. E' ben radicato e non conosce cedimenti.

Ieri ne ho avuta una nuova conferma, anzi tre.

Quelle merde di cagapound hanno occupato una scuola proprio dietro casa di
Valerio Verbano, a pochi passi da Puzzle, occupazione abitativa vicina all'Horus Occupato.

Strana, stranissima coincidenza. Qualcuno parla di provocazione, altri dicono che quella scuola (elementare e media) era stata ristrutturata per poter tornare a svolgere il suo ruolo -appunto- di scuola.

Mentre ancora bestemmio contro questa feccia, mi cade l'occhio sul notizione:
Il Pdl contro il reato di apologia del fascismo. Schifani "esterrefato", l'ira dell'opposizione.

Quella bella norma che mi piace tanto, la XII norma transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista "sotto qualsiasi forma", ai fascisti berlusconiani proprio non va giù e quindi decidono che sarebbe meglio eliminarla.
Era transitoria, no?
E però a chi ora si indigna e pare cadere dalle nuvole, vorrei ricordare che qua del reato di apologia del fascismo ce ne ricordiamo in pochi. In nome di una pacificazione con la quale personalmente mi pulisco il culo, hanno deciso di "chiudere un occhio", di lasciar passare la peggior feccia. Chi non ha lottato contro ogni singolo rigurgito fascista è, per quanto mi riguarda, complice di chi oggi si permette di parlare di abrogazione della legge.

Comunque, vado avanti sennò non ne esco più, la brillante proposta (
Atto Senato n. 2651 XVI Legislatura) ha per protagonisti:

Cristano De Eccher - Da studente è stato responsabile triveneto di Avanguardia Nazionale (belle personcine, quelle), poi  presidente della Giovane Italia e dirigente del Movimento Sociale Italiano prima e di Alleanza Nazionale dopo.

Fabrizio Di Stefano - Attivo sin da giovanissimo nel Fronte della Gioventù e, successivamente, nel Fuan di cui diventa prima presidente provinciale quindi dirigente nazionale (fascista da sempre, un duro e puro), poi sempre Alleanza Nazionale, su chiamata diretta di Fini.

Francesco Bevilacqua - sempre in AN.

Giorgio Bornacin - sempre in AN.

Achille Totaro - fu consigliere AN in Toscana.

Egidio Digilio - ex Pdl, ora FLI. Pare abbia chiesto il permesso a Bocchino (!!!).

(da wikipedia)

Questi sei tizi sputano senza vergogna sulla Costituzione, sulla Resistenza e pure nel piatto in cui mangiano, visto che è proprio grazie a quelle due cosette da niente se anche delle merde come loro possono sedere in Parlamento.

Copio e incollo da Repubblica:

"Nessuna battaglia ideologica" ma invece la volontà di rendere coerente l'ordinamento che ha abolito i reati di opinione, ponendo fine a una norma costituzionale che il legislatore costituente stesso ha previsto come 'divieto temporaneo'. "Nessuno di noi - scrivono - ha mai pensato di avviare una battaglia di tipo ideologico fuori dal tempo e dalla storia. Il nostro ddl, infatti, si prefigge di intervenire su una norma transitoria che per sua stessa natura era quindi destinata, secondo la volontà dei padri costituenti, a valere per un tempo limitato. L'intendimento è semplicemente quello di intervenire su reati di opinione, tra l'altro non più attuali, in conformità a quanto già proposto da tanti parlamentari liberali e antifascisti in tempi nei quali le passioni ideologiche erano assai più vive di oggi".

Su una cosa, mi tocca ammetterlo, hanno ragione: la XII è una norma costituzionale che il legislatore costituente stesso ha previsto come 'divieto temporaneo'.
Vero, verissimo. Ma era "temporanea", brutte merde, perché dopo aver patito la fame, dopo la guerra, dopo le torture, dopo le morti per mano dei fascisti e dei loro servi, nessuno avrebbe mai potuto pensare di vivere in un Paese con così poca memoria e rispetto ('fanculo a te,
Migliore, la faccenda dell'amnistia non te la perdono, col dovuto rispetto).

Ma non è finita qui.
Smetto di smadonnare per cagapound, continuo con stemmerde e ricomincio col SindacoDegliAltri, che in un'intervista ha detto che l'impegno politico lo ha tenuto lontano dalla droga. "Mi sono ubriacato, ma non ho mai fumato spinelli".

"No, mai consumato droghe, fortunatamente. Lo sport e la militanza politica mi hanno aiutato e tenuto distante da queste sostanze".

Eh, correre con la spranga in mano, in effetti, tiene bene in forma.

Aggiornamento del 07/04/2011

Continuo a "bestemmiare in alamanno e in goto" (cit.) leggendo su
L'Espresso che Scilipoti (e qua sarebbe da aprire una parentesi su come l'IdV, che chiacchiera tanto si sceglie i candidati), ha scritto il manifesto del Movimento di Responsabilità Nazionale copiandolo paro paro da un altro manifesto, quello redatto da Gentile per gli intellettuali fascisti nel 1925.

Copio e incollo:

Dal
manifesto del Movimento di Responsabilità Nazionale di Domenico Scilipoti

Responsabilità Nazionale è il movimento recente ed antico dello spirito italiano, internamente connesso alla storia della Nazione Italiana. Responsabilità è politica morale.

Una politica che sappia coinvolgere l'individuo a un'idea in cui esso possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà, il suo futuro e ogni suo diritto.

Responsabilità di Patria è la riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà.

Responsabilità è concezione austera della vita, non incline al compromesso, ma duro sforzo per esprimere i propri convincimenti facendo sì che alle parole seguano le azioni.


Dal
manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile

Il Fascismo è un movimento recente ed antico dello spirito italiano, intimamente connesso alla storia della Nazione italiana, ma non privo di significato e interesse per tutte le altre. .... un'idea in cui l'individuo possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà e ogni suo diritto Codesta Patria è pure riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà, nel flusso e nella perennità delle tradizioni.

E' concezione austera della vita, è serietà religiosa [... ] ma è duro sforzo di idealizzare la vita ed esprimere i propri convincimenti nella stessa azione o con parole che siano esse stesse azioni.


Questi non hanno vergogna, tanto che è di oggi la notizia che cagapound ha sgomberato la scuola di cui parlavo all'inizio di questo post
in cambio di un palazzetto dell'Enel a Montesacro.
Il SindacoDegliAltri, che da anni blatera di occupazioni e della necessità di sgomberare tutto (passando all'azione, quando le occupazioni sono "nostre"), ovviamente non parla. Attendo con fiducia.

martedì 5 aprile 2011

Stavo solo scherzando


Forse ai non romani è sfuggito il battutone della Polverini sui tunisini.

La presidente (il minuscolo è chiaramente voluto,) della Regione Lazio, quella che saluta romanamente la vittoria (o faceva solo "ciao ciao" con la manina?), quella che imbocca Bossi, quella che va a cavalcioni in curva nord insieme a gente quantomeno discutibile, quella che viveva (mo' ci sta l'ex marito, dice) in una casa popolare a San Saba, uno dei quartieri più belli e cari di Roma per meno di  400€ al mese, è andata al Circolo Canottieri Lazio, per presentare il progetto Tevere Rangers (40 volontari che monitoreranno il Tevere).

Essendo lei sostanzialmente quello che qui da me si chiama "bora scatenata", non s'è saputa tenere ed ha tirato fuori il lato più becero e volgare della sua personalità: "Salutateci i Tunisini", ha detto.
E non è che è stata fraintesa, perché c'è il video: ha salutato col cappellino, s'è sistemata i capelli e sorridendo ha detto "salutateci i tunisini".

Ovviamente "stavamo solo scherzando, come fanno le persone normali".
Mi chiedo quale sia il concetto di "normale" nella testa della Polverini: razzista? Fascista?
Non c'è niente da fare, certa gente non riesce a nascondersi troppo a lungo.
Come cantavano i 99 Posse
"non ti fai vedere in faccia, non serve a niente
con la tua puzza di merda ti distinguo tra la gente
"






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venerdì 1 aprile 2011

"Momento magico"


Non riesco a capire come mai la cosa sia passata quasi sotto silenzio.


Dopo quindici anni finalmente questi ammettono che Berlusconi si fa le leggi per sfuggire alla giustizia.
Badate, non lo stanno dicendo dei comunisti cattivi: lo sta dicendo uno dei servi più fedeli.





[youtube http://www.youtube.com/watch?v=jA4YxVkaxmU&w=400&h=255]

"E' colpa delle donne che lo fanno"


L'obiezione che più spesso mi viene rivolta, in particolar modo dagli amici maschi, quando mi incazzo per le migliaia di immagini offensive e svilenti per le donne (e per gli uomini, santa pace! Ma come fate a non sentirvi anche voi umiliati dall'idea che certi pubblicitari/autori hanno del vostro essere "maschi"?) è: "va bene, ma la colpa è della modella che si fa fare le foto nuda e della velina che si lascia riprendere in posizioni ginecologiche".



La colpa, a conti fatti,  è delle donne e della televisione. Facile. Così si è data una risposta, ma non si è, forse, colto il problema.

Ora, il vero problema, a mio avviso, non è la modella e non è la velina.
Il problema è che immagini, parole e azioni veicolano messaggi.
E la televisione, più della carta stampata, porta questi messaggi in giro per il paese, raggiungendo la quasi totalità della popolazione ed è proprio per questo che “le femministe” si indignano, parlano, denunciano tanto spesso programmi e spot televisivi.

“Be’, ma basta spegnere la TV!”
Magari.
Chi non guarda la televisione per scelta è chi può permetterselo perché ha delle valide alternative: la musica, il teatro, il cinema, la lettura, lo sport, internet. Cose che costano e che quindi non sono alla portata di tutti.
"Spegnere la televisione è un atto elitario", scrive la Zanardo.
E quelli che possono farlo, guardano agli altri con un senso di superiorità misto a  disprezzo e commiserazione, incapace di chiedersi perché ci sia tanta gente che invece non fa il “grande gesto”: Io, ad esempio, non lo faccio semplicemente perché svaccarmi sul divano con birra e tv mi piace moltissimo: ad altri non viene in mente perché la tv fa compagnia, altri ancora perché non possono.

"La gente è rovinata dalla tivvù; la tivvù genera mostri; è tutta colpa della tivvù".
Ripeto, così è troppo facile, temo.

Io sono più che certa che questi trent'anni di televisione commerciale siano stati una (con)causa del declino culturale del paese, ma non sono convinta affatto che ignorarla o prendere per poveri cretini lobotomizzati quelli che la guardano/subiscono possa avere effetti positivi.


Quando io segnalo cose che trovo offensive o quando parlo con (troppa?) foga della mercificazione del corpo delle donne, non lo faccio perché sono una femminista arrabbiata, una bacchettona, una che si scandalizza se vede una tetta.
Quello che segnalo e che aborro è il messaggio che quelle immagini, quelle parole, quelle inquadrature veicolano.
Non è il corpo nudo che ci offende, non siamo mica sceme: ci offende quello che quel corpo nudo ed esposto in quel modo ci dice.
Le trasmissioni che inquadrano tette e culi in perfetto stile porno, non sono quindi semplicemente offensive: sono pericolose.

E il pericolo sta nel fatto che milioni di persone le vedono senza avere gli strumenti per potersi interrogare sul messaggio che esce da ciò che viene presentato.

Il risultato è che le donne sono pezzi di carne da guardare e da toccare, oche da prendere in giro, spesso da insultare, incapaci di altro che non sia spogliarsi per piacere al maschio al punto che una salumeria, una casa di profumi, di bevande,potrà considerarer normale usare un
pompino per farsi pubblicità (che manco le barzellette in terza media).