lunedì 30 maggio 2011

Una Giornata Particolare


Sabato è stata per me una giornata particolare.
Per colpa di Sud De-Genere ho rinunciato alla classica giornata al mare e sono andata a conoscerla (anche perché temo che altrimenti mi avrebbe tolto il saluto).

Alla faccia di chi dice che internet è la fine dei rapporti sociali, la rete spesso ti porta a parlare di cose importanti e a volte persino intime, con gente di cui non conosci nemmeno il colore degli occhi e che però senti affine e che quindi prima o poi senti che la  devi guardare in faccia, devi almeno una volta sentirne il suono della voce.
E quindi siamo andate al Pigneto (e chi mi conosce sa bene quanto io non riesca a sopportare quel quartiere e potrà quindi capire la mia voglia di fare quello che ho fatto) nella sede di Donne DaSud.
E c'erano pure Alessandra & Lucia di Collettiva_Femminista Sassari, Irene, Valentina (si, sono una cretina che non si scrive le cose pur sapendo di essere rincoglionita, ma non mi voglio sbagliare coi nomi, quindi metto i puntini e prima o poi completerò l'elenco)...

Quelle ore passate seduta con loro mi hanno emozionata.
Sono arrivata a casa euforica, ho mille idee che mi girano ancora in testa, ho voglia di fare un sacco di cose, di continuare a sentire, leggere, imparare.

E soprattutto, sono ancora più felice di essere nata donna e di poter godere della presenza di Donne così.

venerdì 27 maggio 2011

Concorsi



CartaMentre ieri stavo facendo le mie cose in bagno, mi è caduto l'occhio sul consorso organizzato da una nota marca di carta igienica.
Il concorso è per le scuole primarie e secondarie.
Il premio sono 1050 € di carta igienica.

Le nostre scuole stanno messe così male ed è talmente chiaro a tutti, che una ditta decide di mettere in palio la carta igienica.

Non sembra anche a voi indicativo dello stato del Paese?
Ma soprattutto, non vi prudono le mani a pensare che nelle scuole manchi perfino la carta da culo?

giovedì 26 maggio 2011

Invidia


Mai, mai, mai avrei pensato di invidiare un milanese.


Insomma, siamo seri, vivo in una città fin troppo bella, dove la carbonara la sanno fare quasi tutti e se sono triste c'è l'Isola Tiberina per rimettermi in pace col mondo. In mezz'ora da casa arrivo al mare, che sarà pure brutto, ma c'è. E poi Villa Pamphilij è un paradiso e posso arrivarci a piedi.
Vivo in una città che dove ti giri vedi meraviglie da lasciarti con gli occhi pieni e la bocca aperta, anche se la guardi da una vita. Dove ogni scorcio è una sorpresa e il barista dopo la seconda volta che ti vede già ha imparato come vuoi il caffè.

Ma alle ultime elezioni io mi sono trovata a dover scegliere tra Rutelli (!!) e il SindacoDegliAltri.
Mi hanno obbligata ad andare a votare e scegliere tra uno che è passato dalle canne co' Pannella al cilicio con la Binetti e uno che andava in giro a picchiare la gente.

I Milanesi magari c'hanno davvero solo la nebbia, io non lo so, non ci sono mai stata a casa loro, ma adesso possono scegliere tra una brava persona di sinistra e la Moratti.
I Milanesi non c'hanno il Colosseo né Fontana di Trevi, ma possono votare Pisapia.
E si, li invidio, perché mentre quelli stanno facendo una campagna elettorale più vergognosa, volgare e violenta del solito, loro mettono su
blog, fanno fotomontaggi, battute, bicilettate... loro sono felici di andare a votare, perché possono davvero cambiare la città (che poi si dice che quello che capita a Milano poi si ripercuote sul resto del paese...), non come quando a votare ci sono andata io, che ho bestemmiato per giorni contro tutto e tutti e per di più mi ritrovo un fascista incompetente in Campidoglio.

Mai avrei pensato di poter dire "beati voi".

Daje Milano, Daje Pisapia!

lunedì 23 maggio 2011

Ridicoli


Emblematica dell'amministrazione del SindacoDegliAltri è la storia della statua di Giovanni Paolo II.


Il bozzetto era stato bocciato!
No, era tutto in regola!
Non l'ho visto!
L'ho approvato!
L'ho fatta io!
C'era un concorso!
Ce l'hanno regalata!

Il risultato è una scultura quantomeno discutibile a piazza dei Cinquecento (con sfratto delle rose, che pare siano diminuite per fare spazio al papa beato) che sta mettendo in imbarazzo una giunta comunale imbarazzante già di suo.

Alla gente la statua ricorda nel migliore dei casi un vespasiano e qualcuno ha notato una certa somiglianza del polacco con Mussolini. Battute abbastanza pesanti sul fatto che la statua sia aperta, una specie di campana, a simboleggiare l'apertura di GPII al mondo: con la faccenda di Don Seppia lascio immaginare quello che è uscito fuori.

I papa-boys pare siano incazzatissimi.
C'è chi parla di blasfemia e offesa ai cristiani. Casini dice che l'opera non è degna di Roma e che il SindacoDegliAltri farebbe bene a toglierla di lì. Qualcuno ha detto di metterla in periferia, come se non avessimo già i nostri problemi.
C'è chi rinfaccia al SindacoDegliAltri di aver osato parlare della teca di Meier all'Ara Pacis e poi di essere stato capace di approvare un simile scempio.

E quindi il SindacoDegliAltri ha detto che la toglie.
No, che la sposta.
No, che la lascia lì.
No, che facciamo il referendum on line (subito il sottosegretario ai Beni Culturali ha detto "mi pare che i cittadini si siano espressi abbastanza", per evitare un'ulteriore figura di merda).
No, che mo' aspettate un attimo che qualcosa ci inventiamo.

A Roma ormai è così: proclami, dietrofront, smentite, dietrofront, smentite del proclama smentito facendo dietrofront.

Se questi non sono in grado gestire una cosa simile, non è difficile capire perché la monnezza non viene raccolta, le strade sono piene di buche, i monumenti cadono a pezzi, le scuole sono allo sfascio, i mezzi pubblici indecorosi.

Fantastica, comunque, è la spiegazione della scultura da parte di Rainaldi (l'artista), che mi ricorda tanto le cose che dicevo agli esami quando non sapevo più come arrampicarmi sugli specchi.


Nella scultura il corpo è assente: un corpo metafisico prende il posto di un corpo fisico, a sottolineare la capacità che ha avuto quest’uomo di offrire se stesso annullandosi, favorendo così l’azione dello Spirito: «Non sono più io che vivo ma Tu che vivi in me».

A noi blasfemi illetterati e digiuni di arte contemporanea è venuto in mente qualcosa di molto più prosaico.

venerdì 20 maggio 2011

E vaffanculo pure a Travaglio


Non voglio commentare, non ne posso più. Voglio solo farvi notare che non è solo Travaglio che crede che si possa giocare con lo stupro. C'era gente che ha riso. C'erano uomini e donne nel pubblico che hanno permesso che quest'uomo insultasse ogni donna vittima di violenza.  Gente che non ha pensato che sarebbe stato il caso di alzarsi a protestare.

Io odio Berlusconi con tutta l'anima, ma MAI useri lo stupro per raccontare quanto mi fa schifo.

E con questo, con Travaglio ho chiuso




.




[youtube http://www.youtube.com/watch?v=dzE-e9-T-Hc&w=500&h=349]

Di violenza, potere e complotti


Io non lo so se Strauss Kahn sia o meno colpevole di violenza sessuale. Lo sanno solo lui e la cameriera che lo accusa.
Quello che so, è che istintivamente io sto dalla parte delle donne.
Se poi dovesse risultare innocente, allora ci sarà da chiedere parecchie volte scusa a lui e provare a spiegare a lei il motivo per cui la sua accusa risulta doppiamente odiosa. Odiosa per la sua falsità e odiosa perché la violenza sulle donne è un dramma con cui nessuno può permettersi di giocare o usare per secondi fini.

Fino a quando la storia non avrà una fine, io potrò solo valutare la notizia  per quello che è: un uomo potente (molto) è accusato da una cameriera di violenza sessuale.

Quello che mi sconvolge completamente sono le reazioni che ho potuto osservare tra i miei contatti: è un complotto; lo hanno incastrato perché è un socialista e guida del FMI;  le elezioni in Francia sono vicine; la dinamica è strana; avrebbe potuto pagare una prostituta, non aveva bisogno di violentare una cameriera e via così.

Cito:

"un uomo ricco e potente può pagarsi una prostituta oppure ci si aspetta che violenti una donna abusando della sua posizione di potere. Invece questo si è comportato come un bruto qualsiasi, per di più in un sorvegliatissimo albergo... insomma è strano"

"il personaggio era scomodo a molti, diciamo"

"resto convinto che tendenzialmente un potente di quel livello non si comporta come un criminale da quattro soldi.. ha troppo da perdere e troppo poco da guadagnare"

"io, inizialmente, non ho avuto nessun problema a classificare l'ormai ex direttore dell'fmi come un possibile stupratore. il fatto che fosse ricco e potente non ha significato nulla nel momento della registrazione dell'informazione. poi ho letto qualcosa, ho parlato con chi ne sapeva più di me, ed ho cominciato ad avere dei dubbi. uno, in ragione della dinamica del crimine, due, in ragione della dinamica dell'arresto, tre, in ragione della considerazione di una più ampia prospettiva sugli annessi e connessi della vicenda. Detto ciò, Khan può essere uno stupratore e può aver fatto ciò di cui lo si accusa. Andrà dimostrato ma, nel frattempo, la guida del fmi è in palio e rischia di finire nelle mani di qualcuno maggiormente "ortodosso"."

Non una parola per una donna che dichiara di essere stata assalita.

La violenza su una donna da parte di un personaggio simile non è considerata reale o quantomeno
verosimile, come scrive Andrea Inglese (che non so chi sia, ma quello che ha scritto m'è piaciuto).

C'è qualcosa che continua a far credere a troppe persone che a violentarci siano stranieri, balordi, criminali sbandati, pazzi.

Ma lo stupro ha un solo colpevole e quel colpevole ha una sola caratteristica: è maschio.

E non importa quale sia  il suo lavoro, quale la sua estrazione sociale, quali le sue idee politiche o il suo ruolo istituzionale.

In questo tentativo di trovare il marcio, si passa sotto silenzio, o si considera nel migliore dei casi una denuncia opportunistica, anche la storia di
Tristane Banon, giornalista francese che nel 2007 aveva raccontato del tentato stupro da parte di Strauss Khan durante un'intervista poicensurata e riportata da AgoraVox nel 2008 prima di cadere nel dimenticatoio.

Una denuncia con tanto ritardo non può che puzzare, come nei migliori telefilm polizieschi.

Di nuovo, non si vuole prendere in considerazione il fatto che un uomo ricco, potente, di sinistra, possa essere uno stupratore qualsiasi. Non si vuole accettare che lo stupratore possa essere una persona "per bene", che un "filo europeista, attivo nella rifondazione del fmi in senso più egualitario e meno liberista, inviso agli usa" possa essere colpevole di un crimine tra i peggiori.
Eppure sono stupratori anche bravi padri di famiglia, preti, professionisti stimati.

Il complotto deve esserci o al massimo la cameriera ci stava e poi magari ha cambiato idea, si sa come sono le donne.

Io non lo so come andrà a finire questa storia, ma provo dolore nel leggere commenti come quelli che ho citato sopra.
Dolore, perché la violenza sulle donne ci riguarda tutte e ogni volta che viene nascosta, coperta, minimizzata è come se ci dessero una pugnalata.
Dolore, perché se gente che io considero superiore alla media sottovaluta in tal modo la violenza maschile sulle donne, allora vuol dire che la strada è davvero lunga.

Nel frattempo, continuo a leggere, aspettando la fine di questa brutta faccenda, con particolare disgusto per il modo in cui anche i media nazionali "di sinistra" la stanno gestendo. Guardatevi il
video  di Merlo su Repubblica. E' agghiacciante.


E scusate, siete certi che la cosa sarebbe stata gestita allo stesso modo se si fosse trattato di un qualsiasi esponente della destra italiana (e chi mi conosce o legge, sa benissimo che per me la destra è buona solo per scrivere)?


Allo schifo non c'è fine: per gli stomaci forti un altro articolo di Repubblica, a firma di Federico Rampini
QUI.
Con che coraggio ci chiederanno la prossima foto per le loro
ipocrite gallerie?
 

giovedì 19 maggio 2011

Sessismo, pubblicità e rivoluzione.


Ieri su Femminismo A Sud ho letto della campagna pubblicitaria (l'ennesima, stanno diventando monotoni, oltre che rimanere stronzi) di un'azienda che vende abbigliamento on line.
La foto che campeggia(va) in homepage ritrae una ragazza in terra che urla e un uomo che la tiene per i capelli.

Ormai davanti a certe cose vado in automatico, quindi ho scritto all'azienda e poi allo IAP.

Salve, ho visto con orrore l'immagine che apre il vostro sito:
una ragazza in terra, che sembra urlare, e un uomo che la tiene per i capelli,
novello Fred Flintstone.

Non mi dilungherò sull'orrore che provo vedendo così sdoganata, minimizzata e
ridicolizzata la violenza maschile sulle donne: non credo avrebbe molto senso.
Quello che mi preme sapere "perché".
Cosa rende appetibile ai vostri occhi la violenza?
Cosa vi fa credere che sia normale e legittimo usare un'immagine simile
per fare pubblicità a un paio di pantaloni?
Immagino che nella vostra azienda lavorino delle donne.
Cosa pensano loro di un uomo che picchia una donna?
Cosa hanno pensato vedendo quell'immagine?
Credete forse che la violenza vada bene se serve a far fatturare un po' di più?

Da parte mia, ovviamente, non comprerò mai nessun vostro prodotto e mi impegnerò
per sensibilizzare quante più persone possibile al boicottaggio
della vostra azienda.
E segnalerò la vostra campagna pubblicitaria allo IAP, che spero vorrà prendere
provvedimenti.

Siamo al 18 maggio, dall'inizio dell'anno sono state ammazzate in Italia più di
cinquanta donne.
Forse dovreste pensarci e ragionare sul perché quella campagna è violenta,
offensiva, misogina e disgustosa.

Saluti.



Stamani mi arriva la loro risposta.

Siamo molto spiacenti di aver urtato la vostra sensibilità, non era nostra
intenzione offendere nessuno, infatti la foto che abbiamo scelto è stata
scattata in un momento di gioco e scherzo tra nostri due carissimi amici,
fra l'altro fidanzati, ed è proprio per questo motivo che l'abbiamo
scelta...in totale buona fede, con la massima serenità e a quanto pare con
un pò troppo di ingenuità...
Comunque l'immagine del sito è stata cambiata per evitare ulteriori
spiacevoli equivoci.
Sicuri di essere capiti e nella più totale serenità di coscenza, vi
porgiamo le nostre più sentite scuse.
Lo staff di Ambrosia Abbigliamento.




Ora, voglio dare a questa gente una possibilità e decido di  credere alla loro buona fede.

Il punto, però, resta lo stesso e forse è più grave ancora se davvero quella foto è stata sceltra "con la massima serenità e a quanto pare con un po' troppo di ingenuità".

E' grave, perché è un'ulteriore conferma di come in questo paese il
sessismo e la violenza di genere siano considerate come un qualcosa su cui si possa scherzare in tranquillità, qualcosa che non valga la pena denunciare con forza, qualcosa di cui ci si occupa solo quando serve, qualcosa che viene relegata negli ambienti delle "femministe".

E quindi scherziamo sulle donne della tv, che possono venire appese a un gancio come un prosciutto; ridiamo perché la ragazza che balla in tv è senza mutande e il suo collega ammicca ; sorridiamo perché la valletta viene umiliata dal conduttore; taciamo se un conduttore famoso dice che dobbiamo avere comprensione per chi uccide una donna, perché quella "
te ce porta".
Ridiamo e taciamo, le cose importanti sono altre.


E intanto ci ammazzano: più di cinquanta donne dall'inizio dell'anno sono state ammazzate.

Ma noi siamo in buona fede, quei due sono "peraltro fidanzati" (e qui se io fossi una rompipalle seria allegherei le staristiche che ci insegnano che le donne vengono ammazzate proprio da (ex)mariti, (ex)fidanzati, (ex)amanti, amici, parenti...), siamo stati ingenui, ma chiediamo scusa.

Siamo talmente abituati a questo tipo di rappresentazione del rapporto tra uomini e donne che se qualcuno ci fa notare che c'è qualcosa che quel messaggio veicola e che va oltre il primo impatto dell'immagine, lo prendiamo per un pazzo, per un bacchettone, una frigida, una femminista (uuuhhh!! Tremate!) o nel migliore dei casi -e io davvero voglio credere nella buona fede di chi mi ha scritto- cadiamo dalle nuvole. Oh, cielo! Esiste la violenza di genere? Mioddio! Pubblicità sessista? Ma io non lo sapevo!

Questi ragazzi non hanno fatto niente di innovativo. Guardate le foto di "moda" sui giornali: è pieno di richiami alla violenza ed è quindi  "normale" che una piccola azienda abbia scelto quel tipo di foto come presentazione.

E' questo che io combatto ogni giorno, spesso esagerando: voglio combattere l'assuefazione alla violenza, allo stereotipo, al sessismo strisciante che della tua collega un po' stronza ti porta a dire che è "una troia" .
Voglio combattere non solo chi sceglie quella foto per fare pubblicità ai jeans, ,ma anche -forse soprattutto- chi non la capisce o la liquida come una cosa "di cattivo gusto".

E comincio cercando di educare me stessa. Educarmi a un linguaggio nuovo e a vedere sempre oltre l'immagine che mi viene messa davanti.

Si parla tanto di battaglie e rivoluzioni. Ecco, la lotta al sessismo è per me una rivoluzione.




lunedì 16 maggio 2011

Palestina Libera!





Cose notevoli del corteo di sabato 14 maggio 2011 in sostegno della Freedom Flotilla 2:
- piazza dell'Esquilino che cambia nome
- ragazzine che urlano slogan in arabo e che me li traducono in un romanaccio degno della miglior periferia
- un ragazzo ormai uomo profugo in Siria, che racconta di quando era poco più che bambino e prendeva in giro suo padre che gli diceva continuamente: "tornerai nella tua terra, tornerai in Palestina" e che quando riesce ad entrare in Patria prende un sasso della propria terra da portare al padre (e "qualcuno" che si commuove)
- la bandiera Palestinese che svetta alta davanti al Vittoriano tra gli applausi e le grida gioiose del corteo tutto
- il bambino in testa al corteo con un manifesto colorato, che dopo essere stato fotografato va dal fratello maggiore (molto più fico, lui teneva lo striscione e pure la bandiera!) e indicandomi gli dice: "Io sono stato fotografato da quella bella giornalista là"
- la signora col velo che mi chiede dove sta la metro e che poi mi dice "grazie". "si figuri". "No, grazie che siete qui"

venerdì 13 maggio 2011

Con la Freedom Flotilla!


Domani, 14 maggio 2011, tutti alle 14.30 a piazza della Repubblica a Roma con la Freedom Flotilla per la fine dell'assedio a Gaza.

Alla faccia della Santanchè!




 




[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Fvy04P-kipY?rel=0&w=425&h=349]

Fuori da Roma!


Fuori!

Mentre Roma sprofonda nelle buche e viene invasa dalla monnezza, mentre il suo patrimonio artistico è umiliato ogni giorno, mentre mancano le case, i mezzi pubblici sono indegni di una capitale europea, le scuole sono a pezzi, mentre ci si lamenta della mancanza di soldi per la cultura, per il territorio e bla bla bla, il SindacoDegliAltri si ritrova in tasca 11,8 milioni di euro e non sapendo come usarli decide di comprarsi Casapound.


Ora il punto è che in quei quasi 12 milioni ci sono anche i miei spiccioli e non riesco a capire in base a cosa IO dovrei dare i MIEI soldi a dei fascisti picchiatori.

A Roma si stanno moltiplicando le aggressioni per mano di fascisti e il SindacoDegliAltri non fa che ripetere che "dobbiamo fermare la violenza ad ogni costo".
Mi sfugge il nesso con l'acquisto del palazzo di Via Napoleone III, occupato dalla feccia fascista, con quanto dichiarato dopo l'ennesima aggressione:  "Nessuna tolleranza nei confronti della violenza politica, e massima reattività perché, lo ribadisco, non vogliamo tornare agli anni di piombo".

mercoledì 11 maggio 2011

Di buche, monnezza e cellulari con la fotocamera.


Sapete tutti della mia passione per le foto di buche&monnezza.

C'ho pure l'account su flickr.
Le foto c
he ci metto su sono spesso mosse o con un'esposizione "a cazzo di cane", visto che di solito le faccio scendendo al volo da IlPoderoso, ma io ci tengo tanto ugualmente.
Il punto è che c'è un gruppo su
Roma Futura che si chiama city-watchers dove ci sono altri appassionati come me, che condividono immagini di quello che non va a Roma ed io sono qui a consigliarvi caldamente di aderire e fotografare.

Guardate che sputtanare il SindacoDegliAltri è facile e divertente.
Possono farlo tutti!
Basta uscire, girare per Roma e tenere a portata di mano un telefono cellulare con la fotocamera. I più fichi possono addirittura usare una macchina fotografica vera e creare così delle piccole opere d'arte.

"Ho fatto un giro in moto ed è tuttapposto!", dice lui.
"A cazzaro!", rispondo io.
E come diceva non so chi, un'immagine vale più di mille parole.


Viale Castrense
Se poi non c'avete voglia di iscrivervi al sito, potete pur sempre mandare il vostro lavoro alla cara Arguzia, che non aspetta altro.













lunedì 9 maggio 2011

Non voglio ignorare.


La battuta è stantia, noiosa, scontata e sentita mille volte, ma resta un cavallo di battaglia per una larga parte del PdL, a cominciare da Berlusconi.

La Russa non riesce a trattenersi e ribadisce che le donne di sinistra sono delle cozze, mica come quelle di destra, che sono bonissime.

Il livello è, ancora una volta, infimo, così come lo è quello delle risposte che ho letto on line (
L’Unità ne offre un esempio)

Ma non è la becera volgarità di La Russa ad interessarmi.
Di nuovo, quello che mi interessa sono le reazioni dei miei contatti, degli amici, dei colleghi, dei parenti.

C’è chi, come me, si imbufalisce e trova che l’uscita del ministro sia non solo volgare, ma anche grave.
C’è chi dice che dovrebbe stare zitto perché lui è un cesso clamoroso e dovrebbe prima guardarsi allo specchio.
C'è chi ci invita ad ignorare.

Di nuovo, decine di inviti ad ignorare.

Ignoriamo le pubblicità lesive dell’immagine della donna.
Ignoriamo il bombardamento di stereotipi sul femminile.
Ignoriamo le battute da bar.
Ignoriamo le campagne pubblicitarie che ci vendono a pezzi.
Ignoriamo chi ci offende, chi ci umilia, chi ci vuole ancora ben dentro lo stereotipo del "donna schiava zitta e lava".
Facciamo finta di niente, non diamogli importanza.

Ma si può sapere quanto ancora volete ignorare prima di porvi il problema?
Davvero credete che denunciare quotidianamente questo orrore sia soltanto un modo per regalargli una visibilità che altrimenti non avrebbe?

Possibile che ci siano così tante persone, spesso le stesse che quando ci sono state le chiamate alle armi hanno urlato la loro attenzione alle problematiche di genere (finché è durata la moda ovviamente), che non si rendono conto che se un Ministro della Repubblica Italiana dice che “le donne di sinistra sono brutte”, non sta semplicemente facendo una battuta divertente e innocua?

Possibile che non si riesca a capire che  ogni parola  che viene detta da un personaggio pubblico, a maggior ragione da un membro del Governo,  inev itabilmente avrà una forte eco sui media nazionali e porta un messaggio?
 
 Possibile che sia tanto difficile capire che quel messaggio, di fatto, entrerà nelle case, nelle scuole, nei posti di lavoro, nei bar e chiunque si sentirà autorizzato a continuare con battute volgari e sessiste?

Se non ci arrivate, continuate a farvi le foto per dire “basta” e ad indignarvi a comando, ma poi non voglio sentire un fiato sulla questione femminile.

Lasciate certe cose a chi ancora non ha imparato ad ignorare.

E quando arriva lo sciopero, a scioperar!


MeMedesimaVenerdì è stato il mio primo sciopero.
Cioè, io gli scioperi me si sono sempre fatti praticamente tutti, ma  prima mi prendevo le ferie, perché lavoravo per gente, come dire... "poco comprensiva". Gente che vota piddì e poi tratta i dipendenti peggio della cacca.
Invece stavolta ho proprio detto "Io domani sciopero".

Cose notevoli del corteo:

- bella, bellissima gente
- mio padre, la sua zoppia e una maglietta troppo gialla e mia madre che se lo perde perché lui va in giro
- salire sul carro e fare le foto alla piazza
- una canetta microscopica che quasi non stava in piedi
- il coglione che in macchina vuole passare per forza, la vecchia che gli entra nel finestrino per dirgli che non si disturba il corteo; i manifestanti che gli urlano di togliersi di mezzo, lui che risponde "ma io sto a lavorà" e un ometto pelato e incazzatissimo che urla: "'o vòi sapè che fine devono da fa' i crumiri? 'o sai che fine fanno i crumiri? LEVETE! Oggi è sciopero!"
- A. e i suoi colleghi, che più che manifestanti incazzati (le meraviglie del contratto collettivo del commercio...) sembravano i Village People
- un signore che mi fotografa e che stamani mi manda memedesima come aveva promesso.


 

sabato 7 maggio 2011

Campagna Elettorale


Qua da me non si vota, ma a Milano si. E tra i miei adoratissimi lettori ce ne sta qualcuno che sarà chiamato alle urne.
Quindi seguo il consiglio della Cuggia e faccio campagna elettorale.

SEL è un bel partito.
Il Leoncavallo è il Leoncavallo.
E poi Mimmi (il ragazzo della Cuggia) dice che questo è un bravo ragazzetto e ne vale la pena.

Leggo "Vogliamo portare in comune l'antiproibizionismo, il diritto di tutti alla cultura, alla casa, a un reddito minimo garantito" e penso che io non avrei dubbi e che non vedo l'ora di poter votare di nuovo.

Amici Padani, fateci un pensiero, pure perché si dice che quello che succede a Milano poi si ripercuote nel resto del paese. E io dei fascisti al comune non ne posso più.
FACE