venerdì 28 ottobre 2011

Di scontrini, luoghi comuni e antipolitica anticasta.

Succede che su facebook inizia a girare la foto di uno scontrino della mensa del Senato.
Succede che i prezzi sono ridicoli e che la gente comincia la condivisione della foto con i commenti di rito, giustamente incazzata. Parole durissime di condanna anche da gente insospettabile, miei contatti che non hanno mai parlato di politica, che sembra che non aprano mai un giornale.
Tutti d'accordo nell'indignazione totale e completa, senza se e senza ma.
A ragione, mi dicevo. Cacchio, un piatto di pasta a 0.87€ è effettivamente allucinante calcolando lo stipendio medio di un Senatore della Repubblica Italiana.

Succede poi che stamani leggo su L'Unità che pare che quello scontrino non appartenga ad un Senatore, ma a un dipendente e che dopo il casino estivo ad Agosto lo stesso ristorante ha alzato i prezzi per i pasti dei Senatori, rendendoli in alcuni casi addirittura superiori a quelli della zonan e sfiorando la presa per il culo opposta, tipo la cicoria a 10€.

Come è successo con il TG1 riguardo la faccenda del ringraziamento a Berlusconi da parte di un ribelle libico, pare che pure stavolta ci siamo sbagliati.
O come è successo col cronista de Il Tempo, cui Repubblica on line ha dato la caccia per giorni, con un incredibile seguito in rete, che dura ancora nonostante le smentite (e ora liquida il tutto con due righe sotto la foto... lasciamo stare.)
O come la foto dei poliziotti canadesi che si picchiano tra loro, che rispunta fuori ad ogni manifestazione spacciata per polizia nostrana infiltrata nei cortei, nonostante sia abbastanza chiaro che quelle divise non sono italiane.

Non sono una complottista, ma a volte non posso non chiedermi se roba come questa non accada per una ragione specifica e per il volere di qualcuno.

Come dissi altrove, è nostro dovere attaccare i servi e i loro padroni, ma nel farlo, dobbiamo essere certi di essere assolutamente inattaccabili.

AGGIORNAMENTO 29 ottobre 2011
Sempre L'Unità pubblica un nuovo articolo sullo scontrino della vergogna e stavolta mette due foto a confronto: lo scontrino di un dipendente e quello di un Senatore.  

 Ora, se vogliamo attaccare i privilegi dei politici, facciamolo su basi serie e non in base ad un'indignazione che non può portarci a nulla.
Ripeto, se ci attacchiamo solo a queste cose e non ci domandiamo mai se siano o meno vere, poi non possiamo non aspettarci di essere credibili.

Tra l'altro, il totale del pasto dello scontrino della mensa, senza il costo del servizio, è esattamente l'importo di un buono pasto che la mia azienda da a ciascun dipendente (cercherò di capire se li danno anche ai contratti a termine e ai collaboratoi) per ogni giornata di lavoro. E io non sono né una parassita né una ladra privilegiata.
 

mercoledì 26 ottobre 2011

Di prese per il culo: Marchionne, Luca e Paolo.

Marchionne è uno schifoso sfruttatore, l'esempio più lampante del "porco padrone", per citare, ma è un genio.

È riuscito con pochissime difficoltà dove altri hanno fallito in tutti questi anni: distruggere in modo praticamente irreparabile l'unità sindacale, già messa a dura prova dai servi di CISL e UIL e pulirsi i piedi con lo Statuto dei Lavoratori con tanti applausi del pubblico.

Poi ha deciso che FIAT sarebbe uscita da Confindustria, perché è meglio essere avvoltoio solitario, almeno non devi dividere le carcasse con gli altri.

Ha deciso che gli operai devono lavorare di più, con meno garanzie e che se non gli sta bene possono anche andare a casa.
Tanta è stata l'indifferenza a "sinistra" fino all'ultimo momento, quando si voleva "far ragionare" la FIOM, che addirittura qualche mio amico -che ora negherà o ritratterà in qualche modo, lo so- mi disse che "gli operai hanno troppi diritti, sono supertutelati. Lavorano sei ore al giorno per 2000€ al mese e la catena di montaggio non esiste più da anni". Stanno una favola, gli operai. Cazzo, come mai non sono in catena anche io?
Mentre la FIOM era trattata come un covo di pericolosi sovversivi che non hanno voglia né bisogno di lavorare, Marchionne ha obbligato dei lavoratori a scegliere se morire di fame da disoccupati o se morire sul posto di lavoro, da operai.

Non contento, ora ha deciso anche di ridere di tutti noi. 
Di prenderci per il culo. Di farci sapere quanto ci disprezza.
Anzi, ha deciso di farci apertamente sapere cosa ne pensa di noi, delle nostre lotte, delle nostre proteste, dei problemi che dobbiamo affrontare ogni giorno.

E quindi ecco le nuove pubblicità della Panda, quelle con Luca e Paolo, che evidentemente non si vergognano di prendere i soldi da una persona simile. Avranno il mutuo da pagare anche loro, presumo.

Contro i privilegi.
Contro la casta (la sto odiando 'sta parola: quando la sento mi viene l'orticaria).
Contro la politica, il clientelismo, contro i baroni, contro le auto blu.

Ma non vi sentite tutti presi per il culo?
Non vi viene voglia di dare fuoco ad ogni Panda che incontrate?

E penso a mia madre, che m'ha comprato una Fiat 600 perché si era in piena crisi a Termini Imerese e lei -beata ingenuità- credeva che comprare FIAT potesse essere in qualche modo un aiuto, un segno.

E penso che prima o poi quello stemma dal cofano lo tolgo e lo rendo a Marchionne.
E Luca e Paolo hanno perso un'ottima occasione per non sembrare dei servi che aspettano il loro turno per partecipare al banchetto dei padroni.

martedì 25 ottobre 2011

Io e la Plagiante. Ovvero Lorenza e l'UDI*

A molti di voi il pilotto è stato attaccato tempo addietro, pure dal vivo, ma non me ne importa niente e quindi ricomincio. Sappiate che potete saltare il post, non mi offendo e comprendo.

Io l'UDI sapevo cos'era perché me lo aveva detto la Maestra Laura alle elementari (e io ho una memoria selettiva fantastica), solo che non l'avevo mai incontrata dal vivo.

Poi, visto che la Delegata Nazionale, Pina Nuzzo, diceva che era ora che le donne più giovani incontrassero la politica delle donne, mi sono accollata alle Sorelle della Sede Nazionale tramite web.
Per capire dove sono le ragazze, dobbiamo restituire alla nostra politica anche la dimensione della socialità perché ci rimette in gioco, non solo tra noi che abbiamo una certa età e tanta storia alle spalle, ma perché consente alle più giovani attraverso rapporti vissuti di entrare a far parte di una storia che sembra tanto lontana.
Così diceva Pina. 
E allora ecco il web, che mi aiuta ad andare fisicamente in via dell'Arco di Parma ad incontrare mac ed em.

Che poi Pina ce l'ha proprio con 'sta faccenda del web, cosa che a qualcuna proprio non è mai andata giù. L'ha ridetto pure al Congresso:
Attraverso il web, la comunicazione da donna a donna, l’Udi ha fatto camminare parole che ogni donna poteva fare sue, che risuonavano e davano voce a quello che non si riesce a dire.
Mica scema 'sta qui. Ha capito che il web è una cosa che se la usi bene aiuta anche la politica. Dov'è che è già successo?

Ed ecco che arriviamo proprio noi, le gggiovani con tre G, le plagiate, quelle che sono state chiamate indegne, che hanno una tessera (la mia è la 2935) che conta di meno delle tessere delle sessantenni, a sentire qualcuna:
... quelle che partecipano alle mail bombing, quelle che lottano per i consultori, quelle diversamente occupate, quelle che nate altrove vivono nel nostro paese, le nate di donna.
Eh, lo so. Deve sembrare proprio strano leggere parole del genere a chi vuole tornare indietro di una ventina di anni (1982, per l'esattezza), quando l'UDI era nei partiti e non una cosa a sè, capace di  muoversi e lottare per le donne e con le donne. Gratis. Spiazzante, immagino. E pure spaventoso.

Pina Nuzzo, come Delegata Nazionale, ha saputo parlarci e ascoltarci, indirizzandoci, ma senza interferire mai con le nostre idee. I modi. Quelli sì. Quelli ce li ha insegnati.
Quando avremmo voluto rispondere a male parole, lei ci ha spiegato come si potessero dire le medesime cose forti senza sembrare delle esagitate. E mica è poco. Per una come me, poi... 

Dopo l'ultimo incontro in Sede Pina m'ha dato perfino i compiti per casa: "pensaci tu. Trova le scuole, quelle che vuoi, ma vai e parla. Magari di Immagini Amiche. Io faccio solo la parte ufficiale come Delegata, poi ci pensi tu. E' roba tua".

Questo ha dato fastidio a qualcuna: l'aver permesso a noi di fare qualcosa. Aver detto alle ultime arrivate (chi per anagrafica, chi -come me- per altri motivi), andate e fate, io sono con voi.

Mi ha addirittura fatta tesserare. O meglio, quando ha visto che mi stavo tesserando mi ha sorriso e ha detto "ma come? io pensavo che la tessera ce l'avessi già".
Tanto per dire... non mi ha plagiata, come hanno insinuato, semmai mi ha accolta e convinta coi fatti.

Roba che nel portafogli l'unica tessera che ho è quella del supermercato. Tesserata io... roba dell'altro mondo!

Tutto il fango che le hanno buttato addosso, incapaci di dire il loro vero pensiero e forse anche vergognandosi dei loro pensieri, me l'ha fatta amare ancora di più.

E allora ieri l'ho chiamata, per dirle che se servo, io ci sono.

E lei con la voce sorridente m'ha detto "noi andiamo avanti, noi continuiamo a lavorare. Semmai, siamo ancora più libere adesso. E poi tu c'hai quella cosa delle scuole."
E si è ricordata di quanto le ho raccontato di mio padre -uomo meraviglioso, tocca ammetterlo- che quando gli ho detto "Oh, papà! Domani vado all'UDI", da vecchio MarxistaLeninistaComunistaNonSoChe ha risposto: "Ahoccheppalle! Ancora quelle dell'UDI?!" Ma lo vedevo che era contento.

Mi ha detto Pina, sorridendo all'altro capo del telefono: "Non fosse altro che per non darla vinta a tuo padre, noi  non ci fermiamo!"

Ecco. L'UDIchesiamo è un'altra cosa da quella che ci hanno fatto vedere certe donne al Congresso.
Io quell'UDI lì la voglio ancora. E allora ripenso a Vania (Chiurlotto, per dire, mica l'ultima scema...) che mi dice "rimboccati le maniche, fai. Fate. Voi. Le giovani."


 *stavolta niente nick: Lorenza, che poi so' io.



lunedì 24 ottobre 2011

Udi che siamo

Sono andata al XV Congresso dell'UDI.
Andate QUI per leggere cosa è successo.
Io mi sono portata a casa parecchia rabbia, che però si è trasformata subito in un'incredibile voglia di fare.

Il Campidoglio risponde

Mi è arrivata una risposta dal Campidoglio, firmata da tale Luca Panariello, dell'Ufficio Staff del Sindaco e Responsabile dei rapporti con i Cittadini e le Associazioni.
La riporto qui, con qualche commento tra parentesi.

Gentile Arguzia,

porterò il Sindaco a conoscenza della sua lettera e delle disfunzioni che ha denunciato; nel contempo, però, non si può non sottolineare l’eccezionalità degli eventi atmosferici che ieri hanno colpito la Capitale, dov’è caduta una quantità d’acqua come non era mai accaduto da cinquant’anni. [BUM! Li adoro: ogni volta che succede qualcosa, è un incredibile evento straordinario che non si verificava da mezzo secolo. Quanto ancora credono di poter utilizzare questa scusa?]

Non starò qui a sottolineare le carenze strutturali della nostra Città che potrebbero essere risolte con una progettazione ed una programmazione d’interventi che richiederebbero investimenti che appaiono impensabili in questa particolare congiuntura economica, nazionale ed internazionale, che ha determinato, tra l’altro, pesanti tagli per gli enti locali.
[No, invece sottolineiamole: ho parlato altrove dell'Elephant, macchina sturafogne delle meraviglie che nel 2009 abbiamo pagato DUE MILIONI DI EURO. Come è stata usata? Chi ne ha il controllo? E se è stata usata, dati i risultati, evidentemente non vale niente, quindi il compratore, ovvero il SindacoDegliAltri, dovrebbe risponderne ai cittadini che l'hanno pagata]

In particolare, come ha ricordato l’Assessore Ghera, la rete delle fognature non riesce a sopportare tante ore di pioggia ininterrotta. Negli ultimi anni questa amministrazione ha incrementato gli interventi di manutenzione delle 400 mila caditoie che sono presenti a Roma. Ad esempio, solo negli ultimi sei mesi, ne sono state ripulite e ricostruite oltre 16 mila. Inoltre, si sta lavorando per potenziare la rete fognaria proprio in quelle zone periferiche dov’è maggiore tale carenza, con un investimento complessivo di oltre 70 milioni di euro.
[Tre ore. Ha piovuto tre ore, non di più. Famo tre e mezza così arrotondiamo.]

Per quanto concerne i danni subiti dalle famiglie e dalle imprese, come certamente saprà, il Sindaco ha già chiesto alla Regione Lazio ed al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Questo consentirà di poter risarcire chi ha subito una remissione economica e giustificherà chi non si è potuto recare al proprio posto di lavoro a causa del maltempo.
[Lo stato di calamità lo pago comunque io, lo pagano le famiglie e lo pagano le imprese. Ed è vergognoso che lo si chieda ad ogni problema. Se si chiama "calamità" ci sarà un motivo, perdio! E poi la giustificazione la voglio subito, che il mese è praticamente finito e risulta che ho lavorato tre ore in meno.]

Mi è dispiaciuto leggere delle situazioni che ha affrontato, in particolare quando ha affermato di aver avuto paura. Ovviamente chiederò di verificare quanto scrive riguardo l’assenza di vigili urbani anche se credo giusto sottolineare che sin dalle prime ore della giornata di ieri la Polizia di Roma Capitale ha collaborato con i gli oltre 400 tra volontari ed operatori della Protezione civile capitolina che sono intervenuti in tutta la città per far fronte al nubifragio.
[Oh, sì, lo so che a voi piace tanto pensare alle pulzelle in pericolo, ma per la cronaca, ogni attimo di paura era una maledizione a voi, incompetenti e incapaci che uccidete la mia Città.]

Ribadisco l’impegno del Sindaco e di tutta l’amministrazione ad operare proficuamente affinché si pongano in essere tutte le soluzioni necessarie ed utili per migliorare la vivibilità di Roma e la qualità della vita dei romani, soprattutto in occasione di eventi eccezionali e drammatici come quelli di ieri.
[AHAHAHHAHHAHAHHAHAHHAHAHHAHAHAHAHHAHAHHAHAHAH!]

Un saluto [romano?]

 Che odio.

venerdì 21 ottobre 2011

Di fogne, aggressioni fasciste e fuffa.

Il profilo facebook del SindacoDegliAltri è da qualche giorno popolato da soggetti pericolosi e sovversivi che vogliono ricordargli il suo passato da "leader studentesco" proprio mentre in nome della pace universale decide di vietare cortei e manifestazioni a Roma.
C'è tutto un copia&incolla di vecchie notizie ansa, tipo quella del 20 novembre 1981, accuse, ricordi, FATTI...
Poi il diluvio di ieri. E allora qualcuno va sulla sua simpatica bacheca a fare domande scomode, del tipo: "ma pulire i tombini?"
Perfino il PD dice cose al limite dell'eversione, ricordando ai distratti che il SindacoDegliAltri un paio di anni fa aveva speso una cosa come due milioni di euro per la mitica macchina stura-fogne Elephant, che però dato quanto accaduto ieri non deve aver fatto una gran carriera dal 2009 ad oggi.

Ma il SindacoDegliAltri si giustifica dicendo che in realtà la colpa è di quei bleccheblocchevalsususininopontenotavcomunistiziopaperinocipecioppe che hanno detto che sarebbe piovuto e non che ci sarebbe stato il diluvio. Stemmerde l'hanno preso in giro, pora stella.

Comunque, ecco a voi la splendida risposta pubblicata sulla sua bacheca fb: solo a me pare un'immensa presa per il culo traducibile nel solito "bla bla bla" piagnucoloso che gli riesce tanto bene?

Quasi quasi era meglio quando faceva il "leader studentesco". Almeno si sforzava di più per rendersi credibile.

La prima Fuffa postata ieri 20/10/2011

La seconda Fuffa postata sempre ieri 20/10/2011




giovedì 20 ottobre 2011

Lettera al SindacoDegliAltri

Signor SindacoDegliAltri, 
le scrivo per chiederle di firmarmi la giustificazione per il ritardo di oggi.

Le racconto come sono andate le cose, perché non si pensi che me ne approfitto.
Come ogni mattina la sveglia ha suonato alle 06.30 e tra una parolaccia e uno sbadiglio mi sono alzata, lavata, vestita e pure truccata. Mentre prendevo il caffè ho visto che stava piovendo più di quanto immaginassi. Letteralmente un muro d'acqua alla mia finestra.

Essendo io molto furba e anche molto invecchiata, ho deciso di non prendere il motorino, ma di uscire un po' prima per andare in macchina.

Alle 07.24 il motore è acceso.

Via del Monte delle Capre è completamente bloccata, tra le macchine che, come al solito sono parcheggiate in divieto, e un fiume d'acqua. 
Non è colpa sua, mi dirà, ma se i tombini non lasciano defluire l'acqua, allora la colpa è di chi non predispone delle pulizie. 
E fino a prova contraria è lei che governa la città. 
Quindi, sì, è colpa sua se quella strada era allagata. Lo ammetto, il primo pensiero cattivo della mattina è stato tutto per lei.

In ogni caso non demordo e decido di fare il giro largo, passando per via Portuense. 
 
Più o meno quarantacinque minuti fino a largo La Loggia, ma capisco che piove, ci sono più macchine in giro e via discorrendo.
Certo, tutta quell'acqua che corre stile fiume in piena, mi fa pensare che forse anche lì nessuno ha detto a chi di dovere di andare a pulire i tombini. 

Eppure sono giorni che ci dicono che "verso la fine della settimana sono previsti temporali".
Eppure è autunno e in autunno spesso piove.

Ma sono solo le 08, non posso arrabbiarmi ora, non ho nemmeno preso il secondo caffè.

Decido di girare su via Ramazzini e imboccare la circonvallazione Gianicolense, perché via Portuense verso piazzale della Radio si allaga sempre sotto ponte bianco, da quando ne ho memoria (più o meno dal 1986, quando con mamma e il pandino bianco 750 rischiavamo di restare ferme ad ogni goccia di pioggia), ma anche lì acqua, traffico e asfalto distrutto. 
Divertente, visto che i lavori di rifacimento del manto stradale sono terminati solo un paio di settimane fa.

La Gianicolense è il panico: traffico, acqua, gente che non sa come attraversare la strada, ma vado spavalda avanti verso viale Trastevere, ponte Testaccio e Lungotevere Testaccio.

E da qui, Lungotevere Aventino... faccio quella strada almeno dal 1994, quando papà mi ha regalato l'adorato Pino, un SH50 che ho amato alla follia, e ci sono buche che potrei chiamare per nome talmente le conosco bene.

Signor SindacoDegliAltri, io ho avuto paura. 

L'acqua arrivava ai finestrini della mia piccola 600 e non immagina il terrore che provavo ad ogni buca, nonostante una velocità di crociera praticamente inesistente.

Davanti a me una 600 ferma circondata dall'acqua con le quattro frecce, che spavento!
Mi sono vista nei titoli del TGR: giovane romana, blogger anti SindacoDegliAltri, sedicente femminista, muore annegata nella sua auto.

Finalmente esco dal fiume, ma non potevo certo immaginare che sarei rimasta ferma per un'ora su via del Circo Massimo davanti a un muro di autobus. 
Non avevo mai visto tanti 628 in vita mia. 
Giuro, ne ho contati almeno sei davanti alla FAO, mi sembravano le stanghette del Tetris.

Una sola vigilessa vs delirio totale, ovviamente.

Quindi lei dirigeva noi, ma da tutti i lati continuava a venire gente avvelenata, perché a quanto pare non c'era nessuno che dirigesse il traffico nelle vie limitrofe. Poveretta, sarà una delle giornate più brutte della sua carriera, potrei scommetterci.

Superata la FAO, avrei dovuto svoltare verso le Terme di Caracalla, per arrivare a piazzale Numa Pompilio e da lì proseguire verso viale Castrense, ma tra bus turistici, autobus e macchine incastrate, ho pensato che sarebbe stato più intelligente salire verso il Colle Oppio per poi prendere via Labicana: allungo, ma dalla mia postazione pare ci sia meno caos.

Oh, cosa non ho visto. 
Acqua ovunque, il Colosseo sembrava emergere dalle acque come l'isola del lago di Bolsena. 
Gente in motorino che abbandonava il mezzo, moto in terra, due auto in panne in mezzo alla carreggiata, turisti sconvolti, pedoni incapaci di muovere un passo. E un solo pizzardone (o poliziotto di Roma Capitale, non lo so come si deve dire ora) che non sapeva cosa fare, con l'acqua che gli arrivava al cavallo dei pantaloni.

Arrivo su via Labicana alle 10.01 (mi permetta una piccola nota di colore: le ho registrato un messaggio sul cellulare, perché non avevo carta e penna).
Panico totale anche qui, sento sirene e fischietti, ma non mi pare di vedere grossi controlli, almeno a giudicare dalla disposizione delle automobili che continuano ad incastrarsi nei modi più idioti, tra bestemmie e clacson.

E finalmente imbocco via Emanuele Filiberto, sono quasi arrivata.

Anche qui, il Tetris, le buche, pezzi di asfalto che si muovono qua e là e tanta, tanta acqua, niente di nuovo. Nessun vigile, questo sì. L'unico che ho visto era all'incrocio con viale Manzoni e l'altra subito dopo gli archi di san Giovanni.

Sono entrata in ufficio alle 10.47.


SindacoDegliAltri, io non le sto dando la colpa della pioggia, quella capita, ma credo in tutta sincerità che sia SUA la colpa dei disagi che io e i miei concittadini abbiamo vissuto oggi.

Perché i tombini e le fogne non vengono ripuliti?
Perché l'asfalto si sgretola alle prime pioggie?
Perché i semafori vanno in tilt?
Perché si allagano le stazioni di metro e treni?
Perché si rompono bus e tram?

Ecco, le racconto la mia giornata perché vorrei che lei preparasse una lettera di giustificazione al mio capo, come ho scritto su, perché qualcuno dovrà pur prendersi qualche responsabilità per quanto accaduto e certo non posso essere io, né Veltroni, che non ha mai brillato nella lotta alle buche, ma almeno ha avuto il buon senso di non fare una campagna elettorale come la sua (allego a tale proposito la foto di uno dei suoi manifesti dell'epoca).

Un'altra cosa, SindacoDegliAltri, invece di delirare su fantomatici divieti di manifestare, vada a farsi un giro a vedere in quali condizioni pietose è ridotta questa città.

Saluti.

mercoledì 19 ottobre 2011

E dove lo mettono il mestolo?*

Ebbene sì, car* tutt*: anche le donne sono capaci di chinarsi, prendere un sampietrino e lanciarlo con forza.
Lo so che è la scoperta dell'acqua calda, ma dopo i fatti del 15 ottobre in moltissim* sembrano ignorarlo.
Particolarmente esplicativo l'articolo di Paola Di Caro su Il Corriere a proposito delle "ragazze violente" che comincia con un "non ce l'aspettavamo" e ora sui social networks (ci andrà la "S"?) c'è tutto uno stupirsi sulla presenza di donne negli scontri. Cielo, cielo, dove sono finite le donne di una volta?


Comunque, scrive Di Caro che in fondo un po' di casino ce lo aspettavamo, ma
quello che non ci aspettavamo è che, tra quei blocchi di felpe nere che avanzavano a falange, sotto quei cappucci che coprivano i volti, sotto i caschi integrali, spuntassero code di cavallo, mani affusolate, corpi inequivocabilmente giovani e femminili.
Un tono un po' romantico, in effetti, a tratti un po' troppo melenso, anche perché poi ci mette in mezzo una pacifista col fiore in bocca mentre viene portata via dalla polizia... vabbè, so' gusti.
Le chiama "sedicenti anarco-insurrezionaliste o combattenti per il comunismo. 
Vado a vedere al volo sul dizionario Hoepli on line, perché qualcosa mi disturba:
sedicente
[se-di-cèn-te]
agg. (pl. -ti)
spreg. Che dice di essere ciò che non è, che si attribuisce qualificazioni, meriti e sim. non rispondenti a verità
E perchè mai quei corpi inequivocabilmente giovani e femminili non dovrebbero essere davvero anarco insurrezionaliste o combattenti per il comunismo? 

Che è, se sei femmina il tuo ruolo di combattente non va preso sul serio come il tuo vicino di barricata, perché te lo sei attribuito da sola non meritandolo?

E' come se si dicesse che quelle ragazze, con le code di cavallo e le mani affusolate non sono veramente convinte e consapevoli di quello che stanno facendo, non possono esserlo. Che donne sarebbero altrimenti?

Bah.
Chissà, magari se andassi a fare una ricerca in emeroteca troverei articoli un po' datati che parlano di sedicenti partigiane, con le mani affusolate anche loro e le gambe lunghe per correre in bicicletta, ma che sarebbero state meglio con un fascio di ginestre al petto, piuttosto che con un fucile sulla spalla.


Scrive ancora Di Caro che 
c’è qualcosa di nuovo in questa generazione di ragazze – che spesso vediamo più come bambole perfette, aspiranti veline – pronte a spostare cassonetti, scavalcare transenne, dare alle fiamme macchine, scaraventare estintori, picchiare rischiando di essere picchiate in un corpo a corpo che, di colpo, cancella millenni di iconografie femminili.
Ecco, secondo me ad avere grossi problemi su cui dovremmo tutt* interrogarci è chi pensa che sia normale vedere nelle ragazze "bambole perfette" o "aspiranti vetrine" e soprattutto si dovrebbe spiegare che le iconografie sono -appunto- iconografie e fuori dalle figure mitizzate di donne eteree, dolci e amorevoli, c'è tutto un mondo.

Meno male che si stanno cancellando millenni di iconografie femminili! 
Mi fanno schifo queste iconografie millenarie!
Magari quando sarà distrutto anche l'ultimo mito, ci si accorgerà che non siamo solo mogli, madri, crocerossine, dolci esseri indifesi che amano fare dono di sé!

Io, poi, sono tutto tranne una bambola perfetta, dovreste vedermi. E me ne vanto! Ho idee, pensieri, ho rabbia, sentimenti, desideri. Bambola... una bella cosa immobile, silenziosa, senza pensiero, senza bisogni. Mi vengono i brividi.

Ebbene sì, car* tutt*, siamo spesso anche parecchio arrabbiate e sì, alcune di noi sono anarco insurrezionaliste, combattenti per il comunismo e sanno lanciare le pietre. Diciamo un sacco di parolacce, facciamo i rutti e le puzzette, urliamo spesso frasi irripetibili e a volte abbiamo degli scatti d'ira notevoli. Pare faccia parte dell'essere vivi.

Se davvero si volesse cercare di capire quale sia il ruolo delle donne nei movimenti, forse sarebbe il caso di smetterla di credere alle favole anni '50 o di pensare che la sola protesta "da donne" sia quella che mette fiori nei loro cannoni.

Un po' di foto di sedicenti degli anni passati, giusto per far notare ai più distratti che quelle di sabato di certo non sono state le prime code di cavallo con mani affusolate nella storia della contestazione del paese.


















*cit. Chiara, che risponde così al mio stato su faccialibro: oh no... e il mestolo dove lo appoggiano? -.-'

martedì 18 ottobre 2011

Denuncio!

La Repubblica, Il Giornale, Il Corriere della Sera (che quando ero piccola proprio non capivo perché lo si comprasse la mattina) e pure L'Unità: uniti a caccia dei terribili bleccheblocche.

Bene, faccio la mia parte. DelatriceQuesturinaIndignataForcaiola.
Mentre Di Pietro invoca la legge Reale, Maroni gongola e il SindacoDegliAltri vieta i cortei a Roma, io voglio segnalare pericolosi individui. Dicono che fa tanto cittadina per bene.

Questa a Repubblica piacerebbe molto: BleccheBlocches pomicioni

BleccaBlocca che non si vergogna di essere "sempre sulla cattiva strada". Pare abbia delle figlie. BlecchesBlocches, ovviamente.
Tre terribili BlecchesBlocches FEMMINE armate di tutto punto.

BleccheBlocche Leninista, che fa finta di avere mal di schiena per sviare i sospetti. Furrrbo!

lunedì 17 ottobre 2011

Violenza

Allora.
Io non so se sono capace di spiegare quello che ho in testa, ma ci provo ugualmente.

Io non sono una non violenta, per niente. 
E non sono nemmeno solita distruggere vetrine o dare fuoco alle macchine.

Ma, parafrasando Luz, il problema è che la violenza di sabato era assolutamente insensata:  per quanto mi riguarda non si buttano le bombe carta tra i manifestanti. 

In qualche modo la violenza durante una manifestazione la immagino fornita di un significato politico.
E penso allo scorso 14 dicembre, quando gli studenti hanno provato ad assaltare i palazzi del potere, andando fin sotto il Parlamento. 
Quella violenza è stata comprensibile e sì, forse perfino giustificabile.

Sono stata più di una volta in manifestazioni dalle quali sono dovuta scappare, con la bocca e gli occhi pieni di lacrimogeni (qua andrebbe aperta una parentesi sui lacrimogeni in dotazione alle forze di polizia di questo paese: il CS non si può usare. E' illegale.) e mi è capitato di aver urlato con una rabbia che non credevo di poter ospitare contro il cordone di polizia, di aver pensato "basta, mo' reagisco pure io", ma ormai non mi va più: come dice la mia AmicaDiCorteo, ho già dato.

Questo per dire che un pochino so quello che scrivo. Magari lo scrivo male, ma con cognizione.

Erano settimane che tutti sapevamo che quella del 15 sarebbe stata una manifestazione a rischio.

Sono almeno dieci anni che ogni manifestazione è potenzialmente a rischio. 

La faccenda degli infiltrati, poi, non sarebbe nemmeno una novità, quindi anche di questa andrebbe tenuto conto quando si decide di organizzare una dimostrazione di quelle proporzioni.

Anche su questo, non ci si è presi la briga di pensare ad una strategia, se mi passate il termine.

Non rendersi conto di tutti questi fattori è, secondo me, quantomeno un'immensa, incredibile, colpevole ingenuità.

Non aver predisposto un servizio d'ordine in nome di una resistenza passiva non violenta è stata una mancanza che sento di annoverare tra le con-cause del delirio di sabato.

L'ho già detto: non si va in piazza sensa sapere cosa si sta facendo. 
È pericoloso, semplicemente.

Mi ricorda le occupazioni al liceo, con i quartini che erano sempre i primi a prenderle se entravano i fascisti o se il preside decideva di farci sgomberare, mentre i più scafati sapevano benissimo come comportarsi e si dileguavano al momento opportuno.

Non si può improvvisare una piazza del genere, siamo seri, per favore. 
Non si deve permettere che si improvvisi una piazza del genere.

Piangere perché i blecchebloccheinfiltratibrigatistiviolentinotavziopaperinoecip&ciop c'hanno rovinato la festa è stupido e insensato.

Lo sapevamo. 

Io me ne sono andata al momento opportuno perché "ho già dato", altri hanno preso le pietre, ma gli "organizzatori" dovrebbero oggi parlare delle loro mancanze e non (solo) della cattiveria dei "teppisti" e mandare foto segnaletiche a Repubblica, che non sa distinguere tra un "testimone impassibile" e un giornalista (de Il Tempo, che fa pure un po' senso, ma pur sempre giornalista).

Se non altro per evitare i prossimi scontri. 
Per essere eventualmente preparati.

E sia chiaro che mi rode tantissimo per come è andata a finire, perché io volevo fare foto, incontrare gente, continuare a scazzare con chi inneggia all'apartitismo e magari ribeccare quanti mi ero persa a via Cavour.

15 ottobre

Presunti infiltrati che poi sono giornalisti e allora perché non hanno fatto niente?
Black block valsusinichepperòsiaddestranoinGrecia e ti dicono anche il numero di casa.
Le BR che sfondano i Compro Oro di via Cavour insieme ai No Tav, ai No Ponte e a zio Paperino e Cip&Ciop.
Il celerino che voleva tanto andare al corteo e invece accidenti era in servizio e chissà magari era lui ad accarezzare la ragazza.
E poi gli aspiranti delatori: ecco le foto, chi sono questi bruti? Segnalate.
E poi le foto di Canada 2007 che rispuntano fuori e cazzo c'ho messo una sera intera a far capire a qualcuno che quelle non erano guardie nostrane.

E bla bla bla bla.
Scusate, ma mi pare che tutto si stia trasformando in un'enorme stronzata.

Io sono andata in piazza nonostante parecchie perplessità, legate soprattutto a quelli che sarebbero stati i miei compagni di sfilata, gente che sembra non saper dire altro che "puttana", "ladro" e "tutti uguali tutti a casa", che se ha un progetto politico reale se lo tiene ben nascosto e non ce lo vuole proprio dire.
"Grillo presidente". Da accapponare la pelle.
"Popolo unito, però senza partito", così almeno in primavera Berlusconi rivince le elezioni e tante care cose a tutti.

Sono scesa dalla metro insieme a ragazzine di fuori Roma venute al loro primo corteo, ho visto ragazze e ragazzi di  altre città che non sapevano nemmeno dove stavano (cazzo, scaricarsi una mappa da internet no, eh?) e quando sono cominciate "le brutte" si sono trovati completamente spaesati.

Eppure è da parecchio tempo che stavamo tutti a riempirci la bocca con i vari "è pericoloso, c'è rischio di scontri".
In piazza ci si deve "saper stare".
Magari pensare a un servizio d'ordine quantomeno capace di dire a chi stava ancora ballando contento a via Cavour quello che stava succedendo a San Giovanni. Non servivano i Katanga, per carità, ma qualcosa che sapesse gestire la faccenda forse sarebbe stato utile, no?

E mentre attraversavo gli archi di piazza San Giovanni arrivavano gli idranti proprio dove avevo appena salutato i Compagni, perché come ci ha detto l'uomo che c'ha accompagnati passo passo e quasi per mano,  "Ora è pericolosa. Consideratevi sciolti." e quel pullmino che ci ha fatto da appoggio mo' mi sa che è una carcassa.

E poi torni a casa e devi subire i racconti di chi non c'era e però ha visto la diretta su Rai news, quindi sa meglio di te e quelli che schifano i partiti e però i partiti dove stanno? 
E i giri di messaggi, telefonate e quel cretino che non risponde ai sms e chissà se va tutto bene.

Basta, davvero, per oggi voglio, devo pensare ad altro. 
Basta coi complotti, basta coi bleccheblocche, gli infiltrati, i cappucci, i questuruni.
Basta.

Del 15 ottobre mi tengo solo le cose belle, tipo la signora che ci racconta di quella volta che il SindacoDegliAltri era ancora fascista e l'ha mandata all'ospedale a sprangate.

domenica 16 ottobre 2011

Vaffanculo

Questa è la vergognosa prima pagina de L'Unità di questa mattina.

Sarebbero bastate una maggiore professionalità e un dizionario dei sinonimi e contrari per evitare di usare questa parola per descrivere il casino di ieri.

Io vorrei sapere chi ha pensato il geniale titolo e chi è stato l'incapace che l'ha approvato e ne ha deciso la pubblicazione.

"Violentati". 
No, Unità, per fortuna ieri non siamo stati "violentati". 
E forse dovreste tutti imparare ad usare la lingua italiana, perché usare proprio questa parola per dire altro da ciò che essa significa è una cosa schifosa.

Ah, tocca però dare atto a quello che resta del giornale di Gramsci che non sono certo gli unici ad aver deciso di dare un nuovo significato a questo termine.
Ormai è una moda.

Mi fate schifo.


 Gli ho scritto: direttore@unita.it lettere@unita.it
Gentile Direttore,
dopo il corteo di ieri, che mi ha lasciata, come può immaginare, piena di rabbia e di domande, stamani esco col cane per andare a comprare L'Unità.
Non può immaginare il moto di rabbia, disgusto e dolore che mi ha assalito leggendo il titolo in prima pagina: "VIOLENTATI".

Direttore, per fortuna ieri non siamo stati violentati.
Siamo stati magari picchiati, siamo stati messi da parte dai violenti, ma VIOLENTATI no.

Vede, direttore, quel termine ha un significato ben preciso, un significato terribile e doloroso e indica un avvenimento ben specifico.
Essere violentati vuol dire essere presi con la forza e costretti a un atto sessuale non consenziente.
Violentare una persona significa altro da quello che avete scritto sul giornale che fu di Gramsci.

Dovreste chiedere quantomeno scusa alle persone che vengono violentate ogni giorno e forse dovreste interrogarvi su come usare certi termini quasi fossero sinonimi di altro ne svilisca il significato.
"Violentare" non è una bella parola da usare ad ogni occasione, direttore. E sarebbero bastati buon senso, professionalità e un dizionario dei sinonimi per carpirlo.

Credevo che il fondo si fosse toccato con la minigonna di Toscani, ma evidentemente ero troppo ottimista.

Cordiali saluti,
Arguzia, una lettrice che evidentemente L'Unità vuole perdere.

Aggiornamento delle 18.19
L'Unità mi risponde a firma del Direttore e questo fa guadagnare qualche punto alla nuova direzione (scusate la ridondanza): chi c'era prima non ha praticamente mai giudicato degno di risposta o di spazio chiunque osasse criticare.

Gentile Arguzia, ti ringrazio per il tuo messaggio, benché contenga una critica. Non abbiamo fatto quel titolo ieri a cuor leggero. Sapevamo che avrebbe avuto un impatto forte, ma volevamo esprimere esattamente il carattere eccezionale di una violenza subita da un movimento non consenziente. Una violenza inaudita, come dimostra la circostanza che in ogni piazza del mondo le manifestazioni di sabato sono state pacifiche. Una violenza umiliante, perché incide sulle speranze e le aspettative di tante persone, che si raccoglievano per la prima volta attorno a temi nuovi. Volevamo difendere la buona fede e l'innocenza di chi è stato in piazza con la voglia di cambiare e ha visto violare il proprio diritto da gruppi di delinquenti, che svolgono nei fatti una funzione reazionaria. Mi dispiace che ciò abbia urtato la tua sensibilità. Se potessi scegliere in astratto preferirei essere criticato per un eccesso di prudenza che non per un eccesso di sfrontatezza. Di certo, non vogliamo perderti come lettrice.

Apprezzo moltissimo l'assenza dei vari "siamo stati fraintesi", davvero.

giovedì 13 ottobre 2011

Ricevo e Diffondo, in vista del 15 ottobre

Non sono mai stata un'allarmista, ma visto che il SindacoDegliAltri pare aver deciso che ad ogni moto di dissenso si deve rispondere chiamando le guardie in nome dei terribili problemi al traffico di Roma, io il numero me lo segno.

IL NUMERO DEL LEGAL TEAM PER IL 15 OTTOBRE A CUI POSSONO RIVOLGERSI TUTTE LE PERSONE PER ASSISTENZA LEGALE E'

Casa dei diritti sociali, 06 49 15 63

COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI E DEL LEGAL TEAM ITALIA

Il 15 ottobre a Roma confluiranno in piazza migliaia di lavoratori, studenti, precari, uomini e donne che manifesteranno da Piazza della Repubblica a Piazza S. Giovanni, contro lo strapotere delle banche e delle finanziarie, che ha portato all’attuale crisi mondiale.
Il governo italiano, con le manovre "anticrisi", supporta tale potere, imponendo il taglio delle risorse alle amministrazioni, l’incremento di tariffe e tasse, il taglio dei servizi della Sanità pubblica, la privatizzazione dei servizi sociali, la vendita di beni comuni, come energia e trasporti pubblici, nonostante il disaccordo dei cittadini espresso nei recenti referendum.
Il fronte di opposizione a tutto questo coinvolge i giuristi e gli avvocati i quali, oltre a condividere la giusta protesta che sta ormai coinvolgendo l'intero pianeta dopo aver suscitato i noti moti di rivolta nei paesi arabi, e pur certi che la manifestazione sarà un evento pacifico e largamente partecipato, vogliono garantire anche nella piazza di Roma, in adesione alle richieste giunte da importanti settori del movimento, la tutela della serena agibilità e libertà di manifestare, con la presenza visibile e la partecipazione diretta e immediata, anche per vigilare ed evitare ogni possibile intervento esterno che tenda ad una degenerazione della manifestazione democratica e di massa.

Gli avvocati delle due associazioni saranno presenti a fianco delle cittadine e dei cittadini che scenderanno in piazza il 15 ottobre, per partecipare alla protesta e proseguire nella costruzione di obbiettivi comuni, insieme ai protagonisti dei movimenti di lotta mobilitati da tutta Italia. 
Sarà perciò a disposizione di chiunque ritenesse di averne necessità, il numero telefonico reso disponibile dalla Casa dei diritti sociali, 06 49 15 63, la quale provvederà a contattare i legali presenti al corteo.

Associazione nazionale Giuristi Democratici     Legal Team Italia

http://www.legalteamitalia.it/new/




Buone notizie

Vi ricordate il "giornalista" che sosteneva che l'elezione di Miss Trans fosse un problema di ordine pubblico e che si rifiutava di mandare in onda le immagini del concorso?
Sull'onda della rabbia qualcuno di noi scrisse all'Ordine dei Giornalisti della Toscana un esposto nei suoi confronti.

Be', ieri sera mi arriva una mail che mi informa dell' "apertura di un procedimento disciplinare".

Questo sarà l'esempio che farò ogni volta che qualcuno verrà a dirmi "ma che scrivi a fare, ma perché ti incazzi, tanto non serve a niente".

E ora aspettiamo il verdetto.

mercoledì 12 ottobre 2011

Perché non mi volete?

Come molti, anche io mi sto rodendo nell'indecisione: 15 ottobre sì o no?

Non ho mai amato le grandi, improvvise, chiamate all'adunata, fatte di realtà spesso in stridente contrasto tra loro, ma allo stesso tempo amo la piazza. 
Mi piacciono le sensazioni che ti da camminare tutti insieme, gridare slogan, portare striscioni e cartelli. 
Adoro da sempre la dimensione corteo, mi incanto a guardare le facce di chi è accanto a me, fermarmi a parlare con gli altri, trovare cose in comune o discutere delle nostre differenze.

Certo, il qualunquismo tra le adesioni al 15 ottobre regna sovrano e incontrastato, con i vari "sono tutti uguali", "tutti ladri", "tutti a casa", "morte alla politica", "niente bandiere".

Sarà che io della politica ho un'idea diversa e continuo a crederla qualcosa di alto.

Solo che quando mi dico che no, resterò a casa e magari porterò Nina a Villa Pamphilij, penso che quel giorno verranno a Roma amici che non vedo da tempo e altri che conosco solo virtualmente e sarebbe bello finalmente conoscerci e marciare insieme e decido che invece andrò. 
Che porterò in piazza il mio pensiero.

Poi però Femminismo a Sud mi fa vedere il video della "chiamata".
Si nota immediatamente che è tutto al maschile: la voce si rivolge solo a un "amico mio" e già la cosa mi disturba non poco. E non ditemi che è semplicemente una questione di linguaggio.

Comunque, vado avanti nonostante un principio di orticaria da luogo comune e finalmente arrivo al minuto 2.24.
Due le immagini di donna presenti: zoccola e mano-cucchiaiomunita-che-nutre-prole.
"[...] vanno a zoccole (sic.) mentre tu non sai se riuscirai a dare da mangiare a tua moglie domani..."
Dare da magiare a tua moglie? E che è, il tuo animale domestico?

Zoccola, moglie, madre: pare il family day?
Manca decisamente qualcosa.
E le precarie? Ci sono anche precarie donne, lo sanno questo?
E le lavoratrici? Oh, sì, lavoriamo pure noi, spesso per uno stipendio inferiore dei nostri colleghi maschi e quasi mai facendo la loro stessa folgorante carriera.
E le disoccupate? Ce ne sono a pacchi in Italia.
E le single? Ebbene, ci sono donne che decidono di vivere sole e di mantenersi col proprio lavoro.
E le lesbiche? Perché dove me le metti ora le lesbiche in quel video? Tra le zoccole o tra le mogli? Bel dlilemma... eppure, cari miei, le lesbiche ci stanno eccome.
Le madri sole? No, perché esistono anche quelle, che magari fanno tre lavori per dare da mangiare ai figli, senza mariti e padri pronti ad aprire il portafoglio con maschia benevolenza.

Dove sono le DONNE in questa manifestazione?
Dove sono IO?

Non sono una moglie, non sono una zoccola, tantomeno mi faccio mantenere da qualcuno: sono anni che non dipendo più dai miei, figuriamoci da un marito.

Perché non mi vogliono in piazza il 15 ottobre?

Non esistiamo per lo stato, che ci sfrutta fino all'osso e in cambio non sa fare altro che aumentare la nostra età pensionabile e ora non esistiamo nemmeno per chi sostiene di voler cambiare le cose?
Un gran prezzo da pagare, per la rivoluzione.

Hanno ragione le sorelle di FaS: si può essere rivoluzionari e anche sessisti?

martedì 11 ottobre 2011

Imbecillità al potere

Nonna E. abita da sola e fa tutto per i fatti suoi. 
Solo quando ci sono da compilare cose strane o fare reclami chiede aiuto a me o alle figlie, ma in linea di massima è una Nonnetta indipendente. 
È solo un po' ansiosa, un'ansia che le deriva da una precisione quasi maniacale da ArchivistaPerfetta, quindi quando le cose sono un po' più complicate preferisce farsi dare una mano.

Comunque, qualche tempo fa il Comune di Roma decide che il suo indirizzo non andava più bene e quindi ha cambiato d'ufficio la residenza a lei e ad altre decine di famiglie che abitano nella sua stessa via.

È arrivata la comunicazione ufficiale, col timbrone di Roma Capitale e poi tanti saluti a tutti: fate quello che dovete e tante care cose.

Quindi tutta quella gente s'è trovata di punto in bianco a dover aggiornare documenti, attaccarsi ai numeri verdi di luce, acqua e gas per farsi arrivare le bollette, chiamare banche, assicurazioni e via così.

Alcune di queste cose -evviva la tecnologia- si possono fare solo on line, cosa che per una signora nata nel 1932, che un computer non l'ha mai acceso manco per sbaglio è perfetto.

Insomma, appena il simpatico SindacoDegliAltri le ha comunicato che non avrebbe più abitato in via XXX numero tot, ma nella nuova meravigliosa via YYY numero tot+1, mi ha chiamata per farsi dare una mano e ho cominciato a chiamare qua e là, dividendomi il compito con la dirimpettaia, che l'ha accompagnata dove la presenza era strettamente necessaria.

Ho chiamato ACEA, ENI, Telecom, quelli-che-le-pagano-la-pensione e via discorrendo. 
Ho mandato fax ed email, passato ore a cercare numeri verdi, codici cliente, numeri di fatture.

Era estate.

Ieri Nonnetta mi chiama tutta agitata: le bollette del gas continuano ad arrivare al vecchio indirizzo e dobbiamo ringraziare il postino che serve la zona da anni che sa dove imbucare cosa.
E se il postino cambia? E se poi non mi arrivano le bollette e mi staccano il gas? E poi noi l'avevamo fatto il cambio?
No problema, Nonnetta, ci penso io, tranquilla.
Mi prendo tutti i dati e chiamo l'ENI.
Per modificare il contratto, digiti 4.
Ok.
Operatore: ah, ma questi dati li avevamo già
Io: eh, in effetti ve li avevo già comunicati, ma le bollette continuano ad arrivare in via XXX
Operatore: sì, li avevamo, ma non sono stati impostati come indirizzo cui mandare la fattura.
Io: ... (imbecilli)
Operatore: non si preoccupi, signora, ora è tutto a posto.
Io: grazie, gentilissimo (imbecilli)

Detto questo, io mi chiedo come sia possibile che un comune decida dalla mattina alla sera di cambiarti residenza e poi ti dica: ok, ora sono cazzi tuoi, cambia tutti i tuoi dati ovunque da solo, sti cazzi se sei un ottantenne, problema tuo.

Perché Nonnetta è una signora sveglia e c'ha la fortuna di avere figlie, nipoti e generi che si sbattono per lei quando ne ha bisogno, ma una vecchia signora sola come avrebbe fatto?

Perché in questo paese tutto è atrocemente complicato?

Ecco, questo mi fa venire in mente la genialata dei centri raccolta dell'AMA.
Faccio il trasloco, devo buttare un televisore e un vecchio banco di scuola, poi un po' di roba che fu tecnologica e schifezze varie.
Che culo! Vicino casa c'è un centro raccolta dell'AMA! E a differenza di altri, prende tutti i materiali.
Andiamo!

Solo che PriscillaLaReginaDelDeserto è una 600 e tutto quanto non c'entra.

E vabbè, cheppalle, faremo due viaggi.

E invece no: si può andare con la macchina solo una volta al giorno. 
Quindi, se hai un Iveco o un Hummer puoi caricare il mondo, ma se hai una 600 t'attacchi.

Mo', non è per fare sempre la polemica, ma a voi pare normale?

Se fosse un problema di quantità di materiale consegnato, allora potrei capirlo, ma non è questo il caso.

Perché tutto deve essere reso così difficile?
Perché se voglio portare i miei rifiuti ingombranti con la mia macchinetta non posso farlo che una volta al giorno e se invece ho un pullmino posso caricarlo fino all'orlo?
Perché per fare la differenziata devo sbattermi a staccare fino all'ultimo briciolino di carta dalle bottiglie di vetro o dalle lattine di pomodoro e nessuno invece pensa di obbligare le case produttrici a fare in un altro modo per rendermi la vita meno complicata?

Siamo ridicoli.

domenica 9 ottobre 2011

CGIL 08 ottobre 2011

Diciamo che quando Susanna Camusso ha detto che "anche noi dobbiamo usare un nuovo linguaggio" deve aver sentito un "brava" un po' più forte degli altri venire dalla piazza.

Ah, ODIO il percorso che ormai il SindacoDegliAltri ci impone ai cortei.
Io voglio passare nelle strade trafficate, io voglio bloccare Roma.

venerdì 7 ottobre 2011

Istigazione al femminicidio bis.

Qualche tempo fa Magalli durante "Se a casa di Paola" su Rai 1 disse: 
" Io penso anche a quei poveri uomini, che lasciati dalla donna che amavano disperatamente cercano il chiarimento non per ammazzarla, ma per ricucire un rapporto e magari si sentono dire 'io ti ho sempre tradito, perché tu sei uno scemo, impotente e mi fai schifo' e in quel momento perdono la brocca e l'ammazzano. E vabbè, che gli vuoi di'? [...] esiste l'attenuante della provocazione... tante volte questo crinale si supera non perché uno è cattivo, ma perché te ce portano e quindi poi quello paga il suo debito, per carità... lo paga... però..."
Insieme a molte altre donne e uomini gli scrissi per cercare di fargli almeno intuire la pericolosità e la violenza delle sue parole, anche perché pronunciate in quella sede.
Rispose la stessa cosa a tutt*: avevamo frainteso.

Oggi Mediaset sembra non voler essere da meno e durante un'altra favolosa puntata di Forum Rita Dalla Chiesa (quella stessa che lasciò che si prendessero per il culo i terremotati e i morti de L'Aquila, per intenderci) ci fa sapere che se tu tradisci tuo marito (nel caso specifico con tuo cognato) e lui poi ti picchia, le botte che ti prendi non sono poi molto rispetto all'umiliazione che lui ha subito:

"Due schiaffi a lei in confronto al danno morale che ha provato lui non sono niente"

Te la sei cercata.
Te lo sei meritato.
L'hai provocato.
Gonna troppo corta.
Maglietta troppo attillata.
Condotta non irreprensibile.
Gelosia.
Raptus.

Vi ricorda niente?

No, perché a me vengono in mente le centinaia di donne maltrattate, umiliate, picchiate, stuprate, uccise da chi evidentemente credeva che il proprio personalissimo "danno morale" fosse più importante di due ceffoni.
E intanto, ad ora, siamo a centonove (1 0 9) donne morte ammazzate dall'inizio dell'anno.



Comunque, io ho scritto a Forum (scriviaritaforum@mediaset.it):

"Due schiaffi a lei in confronto al danno morale che ha provato lui non sono niente"
Forse Rita Dalla Chiesa non sa che sono morte ammazzate CENTONOVE donne dall'inizio dell'anno.
Uccise da chi credeva che due schiaffi non fossero niente.
Chiedo immediate e pubbliche scuse, quantomeno per un senso di vergogna che dovrebbe pervadervi tutti.
Saluti,
Arguzia.


AGGIORNAMENTO
Sul Corriere della Sera c'è la risposta di Dalla Chiesa.
Vale la pena leggerla tutta.

Gli schiaffi mai. Nè a un uomo né a una donna. Si litiga, ci si sbrana, ci si urlano in faccia le cose più forti, più cattive, quelle che magari non abbiamo mai pensato…. Ma lo schiaffo, no. E’ segno di impotenza intellettuale, di debolezza. Questo è quello che normalmente ci diciamo fra amici quando si parla di corna e tradimenti.
A Forum, però, l’altro giorno è arrivata una signora che accusava il marito di averle dato due violente sberle. L’aveva trovata, tornando a casa, a letto con suo fratello. Di lui. E lì sono partiti gli insulti e gli schiaffoni a tutti e due.
Per tutta la puntata ho cercato di rimanere sulla mia posizione iniziale, della serie che le donne non si toccano mai, nemmeno con un fiore. E che la violenza è roba da coatti, e che ci sono parole o silenzi che fanno molto più male. Poi, arriva il giudice che respinge la richiesta di risarcimento da parte della signora.
E, allora, quasi liberata dal mio senso di responsabilità mediatica, dico che forse… quei due schiaffi sono stati niente rispetto al tradimento subìto dal marito. Tua moglie che ti tradisce con tuo fratello è qualcosa che ti marchia a vita.
E’ un danno psicologico gravissimo che risulta indigesto anche a chi, come me e tanti altri, ha sempre detto “parliamone” in modo civile.
Anche se, nel tradimento, c’è sempre molto poco di civile……

"Liberata dal senso di responsabilità mediatica"?
Come si dice qui da me, la sta buttando in caciara, ponendo l'accento sul dolore che causa un tradimento e dimostrando di non aver minimamente capito perché tante persone abbiano trovato violente e vergognose quelle sue parole.

La violenza, Rita mia, non è semplicemente "roba da coatti". La violenza è una cosa orrenda che esiste anche nelle "famiglie per bene", quelle con le mogli col filo di perle e i mariti in giacca e cravatta. Nelle famiglie con le lauree e i master. Nelle famiglie di ricchi professionisti stimati e affermati.

Questo continuo minimizzare, giustificare, cercare scappatoie è colpevole quanto la mano che picchia.

E se pensate che sono esagerata, pensate a quante volte avete sentito una donna picchiata dal marito/compagno/fidanzato dire "eh, ma è anche colpa mia, perché io ho fatto questo e quello".

È anche grazie a queste minimizzazioni che troppe donne ancora restano nella casa del loro aguzzino e hanno paura di denunciare o peggio pensano di meritarsi quella violenza.

Penso che fino a quando non si arriverà a capire che le parole hanno un peso, che sono importanti e che vanno sempre ben ponderate, soprattutto da chi, come Dalla Chiesa, ha un "ruolo" pubblico, allora cambiare le cose sarà sempre più difficile.

giovedì 6 ottobre 2011

Io e Steve. Questioni di priorità.

Le Signorine di Val
Lo ammetto, anche se questo -forse- mi procurerà qualche commentaccio: a me Steve Jobs non è mai stato particolarmente simpatico, con la sua aria da santone del nuovo millennio. 
Per carità, ne riconosco il genio, ma tutta l'isteria attorno alle uscite della Apple mi ha sempre fatta ridere. I suoi fan, poi, mi paiono una setta. Gente che si scanna perché X ha osato dire che l'ICoso non va bene per questo e quello e Y che tratta noi stronzi che un Mac non ce lo siamo mai comprato come dei poveri dementi fermi all'età della pietra. Gente che dorme per strada, in terra, pur di avere un coso che useranno proprio come io uso il mio stupido cellulare.

Oggi, poi, le mie sensazioni si sono amplificate.
Ho scoperto decine e decine di insospettabili invasati, gente distrutta, mele ovunque. 
Gente che lo piange nemmeno fosse stato il padre. 
Roba che manco io quando sono morti Kurt Cobain o Joe Strummer (che riposino in pace).

Ma alla fine tutti questi anni buttati in rete mi hanno fatto capire che siamo tutti un po' così (mia cugina mi ricorda quello che ho fatto su faccialibro quando è morto Patrick Swayze), quindi a parte il fastidio non sono scossa più di tanto.

Solo che oggi è un giorno importante e tragico.
Oggi si celebrano i funerali di Giovanna, Matilde, Tina, Antonella e Maria e vedere sui giornali on line le notizie relative a quanto successo a Barletta scendere sempre più in basso, mi ha fatto andare il sangue al cervello.

Questioni di priorità, probabilmente.
Economiche, sicuramente.

Vorrei dire altro, ma non avrebbe alcun senso.
Come fai a spiegare che la morte di cinque donne normali, lavoratrici, ti sconvolge e ti tocca molto di più dell'inventore del Mac? 
Come fai a spiegare che la morte di un ricco imprenditore, per quanto -mi ripeto- geniale, che ha fatto esattamente quello che voleva, con gioia e guadagnando fantastilioni, per me sarà sempre meno dolorosa della morte di cinque donne massacrate per pochi spicci sotto le macerie?

Sì, sono evidentemente strafatta di ideologia.

Di bellezza, morte e gnocca.

Ovviamente non ho alcuna intenzione di entrare nel merito del processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, né tantomeno ho qualcosa da dire sullo svolgersi delle indagini successive all’omicidio di Meredith Kercher: non sono avvocata, non sono poliziotta e non ero lì durante il delitto.

Mi scuso se qualcuno sarà urtato dal mio cinismo, ma ne ho bisogno per dire quello che mi gira in testa da un paio di giorni.

Il problema è che in queste ore mi pare di essere circondata di gente che sa benissimo chi sono i colpevoli, chi è innocente e come sono andate le cose. 

Lo sanno molti miei contatti su facebook, lo sa la vicina di casa, lo sa il pescivendolo, la cassiera del PIM e il barista. L’interesse mediatico su questo processo non ha precedenti nella mia mente. Forse il processo di Cogne, ma lì c’erano mamma e figlio, quindi era già “invitante” per i protagonisti della vicenda e poi è stato il debutto dei plastici di Vespa.

Se Amanda Knox fosse stata una grassoccia ragazza di borgata e Raffaele Sollecito un bulletto mezzo pelato e con i denti marci avrebbero davvero avuto la stessa esposizione mediatica? Se invece di essere due ricchi ragazzi bianchi fossero stati anche loro ivoriani come Rudy Guede, accusato di concorso in omicidio per quello stesso orrendo delitto e attualmente in carcere, sarebbero stati fatti oggetto della stessa morbosa attenzione? Uhm, forse il paragone con Guede non vale, la storiaccia dell'Uomo Nero brutto e cattivo qui va sempre di moda.

L’Italia si è divisa immediatamente dopo la notizia dell’omicidio della Kercher in fan esaltati quasi fosse una gara e fuori dal tribunale ho sentito grida da stadio manco fosse stato il derby.

Amanda e Meredith, entrambe carine, entrambe giovani, una americana, l'altra inglese. 
Foto sorridenti che hanno invaso tutti i media, i social networks, i blog, i telegiornali, i quotidiani: guarda le foto di Amanda a scuola; galleria: Amanda bambina; clicca qui: Meredith in vacanza coi genitori.
Quella che è stata accusata di omicidio in un primo tempo, è ora accolta come una star, si parla di film, libri, contratti. 
Ma sarebbe stato lo stesso se non fosse stata una bellissima ragazza che leggeva la Bibbia? 
È come se la si volesse colpevole o innocente esclusivamente in virtù del suo aspetto, del suo essere bella, sorridente, disperata.

Troppo bella per essere colpevole.
Troppo bella per essere innocente.

La morte di una ragazza passa in secondo piano: prima devono essere sfruttate fino all'osso le immagini dei due accusati. Facce pulite, carine, giovani.

Per la presunta assassina di Sarah Scazzi non c’è stato il medesimo innamoramento, se mi passate il termine. Lei è stata giudicata colpevole subito, senza esitazioni, perché invidiosa della bellezza della vittima. Invidiosa di un ragazzo, dei capelli più belli, degli occhi più chiari.

Di Amanda Knox, come già successo tempo fa con Erika De Nardo, finita in carcere per aver ammazzato la madre e il fratellino insieme al fidanzato di allora, Omar Favaro, si è parlato di bellezza, di sorrisi, di voglia di ricominciare.
Non per Sabrina Misseri. Di lei sul Corriere della Sera Goffredo Buccini scrisse parole offensive e vergognose, per le quali nessuno ha mai pensato di doversi scusare: Lei è la ragazza del dopo mezzanotte, grassottella, collo taurino, braccia da camallo, quella con cui non ti faresti mai vedere in pizzeria ma che dopo la terza birra a ora tarda non ti dispiace più come prima.
 
Come se colpevolezza e innocenza in Italia fossero stabilite dall’aspetto fisico.

Ma in fondo non dovrei stupirmi: il paese è diventato esattamente questo.

Siamo arrivati ad un punto in cui è vincente il più bello, il più ricco, il più accattivante, il più fotogenico, quello che viene meglio in video. 
Simpatia, attrattiva, fascino, potere e denaro.
Sembra che queste siano le sole qualità degne di essere possedute e se uno non le ha, allora è automaticamente cattivo, colpevole, perdente. O deve “stare a casa”, come da intervista di Terry De Nicolò.

Magari esagero, ma il fatto è che questi ultimi giorni, con le sentenze in diretta nazionale, i tribunali che sono diventati arene sportive, vittime e colpevoli che non hanno più alcuna dignità che non passi dall’immagine, mi fanno paura.

Ma sì, di che voglio stupirmi, se vivo in un paese il cui Presidente del Consiglio dice che il prossimo partito lo chiamerà “forza gnocca” proprio il giorno in cui piangiamo rabbiosamente cinque nostre sorelle morte ammazzate per nemmeno quattro euro l’ora?

mercoledì 5 ottobre 2011

Luoghi comuni sulle Femministe -post in continua costruzione-

Ho deciso di raccogliere i millemila luoghi comuni sulle femministe che sento in giro più o meno ogni giorno.

Vado in ordine di apparizione nella mia testa man mano che scrivo e vi chiedo di aiutarmi con quello che avete sentito o che vi hanno detto.

Le femministe odiano gli uomini.
Le femministe non scopano.
Le femministe sono troie (e tutti i sinonimi)
Le femministe sono frigide.
Le femministe non si depilano.
Le femministe sono lesbiche.
Le femministe odiano le donne.
Le femministe sono nemiche delle donne.
Le femministe sono brutte (e tutti i sinonimi).
Le femministe sono invidiose.
Le femministe sono bacchettone.
Le femministe sono violente.
Le femministe sono delle sfigate che non se le scopa nessuno.
Se una femminista scopasse non sarebbe più femminista.
Se una femminista trovasse "l'uomo giusto" non sarebbe più femminista.
Ma come mai sei femminista? Eppure hai un uomo!
L'uomo di una femminista è frocio.
L'uomo di una femminista è uno sfigato.
L'uomo di una femminista è impotente.
Le femministe sono stronze.
Le femministe hanno studiato troppo.
Le femministe sono vecchie, il femminismo è roba vecchia.
Il femminismo è la stessa cosa del maschilismo, solo il contrario.
Le femministe non capiscono l'ironia.
Le femministe sono bigotte radical chic
Le femministe sono contro la vita.
Le femministe puzzano.
Le femministe non hanno un cazzo da fare o non sarebbero femministe.
Le femministe imparassero a cucinare, invece di dire agli altri come ci si comporta.
Le femministe non vogliono la parità fra i sessi ma la supremazia della donna sull'uomo.
Le femministe vogliono evirare la cultura maschile.
Le femministe bruciavano i reggiseni e mo si scandalizzano per il bunga-bunga.
Le femministe non sanno scopare/non scoperanno mai.
Le femministe sono le peggiori nemiche delle donne.
Quella delle femministe è solo invidia penis.
Il nazifemminismo ha fatto più morti di Hitler e un complotto plutogiudaicofemministacomunistadellafuffamondiale le ha coperte
Le femministe non sono buone madri.
Le femministe odiano i loro figli
Le femministe trascurano i loro figli
Le femministe odiano i padri dei loro figli e se si separano plagiano i bambini per non farli stare col papà
Le femministe sono sempre incazzate
.
Le femministe sono piccolo-borghesi e coi soldi si comprano libri che non li capisce nessuno (luogo comune operaista anni settanta)

Sei femminista!? e com'è che ti vesti così elegante?
Le femministe si vestono come gli scaricatori di porto e sputano per terra!!
Sei femminista? E com'è che cucini e stiri così bene?
Le femministe sono uomini mancati, nella testa e nell'aspetto.
Le femministe sono donne mancate, nella testa e nell'aspetto.
Il femminismo è anacronistico, perché oggi non ci sono più problemi delle donne ma problemi sociali.
Le femminste vogliono comandare sugli uomini e non vogliono la parità dei sessi.
Le femministe sono solo quelle degli anni 70 adesso non esistono più.
Le femminste fanno sentire impotenti gli uomini.
Le femministe vogliono essere uomini e rifiutano la loro femminilità.
Le femministe sono semplici.
Le femministe sono ingenue.
Le femministe sono senza sfumature.
Le femministe non si mettono il rossetto rosso.
Tu non sei femminista.
Tu sei troppo femminista.
Le femministe non sanno amare.
Le femministe credono alla poesia.
Le femministe sono isteriche.
Le femministe muoiono sole e vengono mangiate dal loro cane/gatto.
Le femministe parlano tanto, ma per un milione di euro darebbero il culo proprio come tutte le altre (sic.)
Le femministe so' le peggio troie (e sinonimi).
La nostra società è profondamente Misandrica.
Le femministe sono le peggiori razziste del mondo.
Femminismo è la più grande merda della Storia (queste ultime tre le ho appena lette su un gruppo di Facebook, "Basta femminismo". C'è un sacco di materiale...)
Il femminismo è solo un volgare sessismo autorizzato, una forma lecita di razzismo, un odio irrazionale e becero che non ha nulla a che vedere con la giustizia e la parità fra le persone. E' anche uno sfregio alla costituzione italiana. L'occidente sarà molto più "civile" quando avrà reso illegale il femminismo e lo saprà sanzionare come e più del razzismo. (ibidem)Le femministe si ribellano alle ingiustizie in maniera esagerata, perchè sono arroganti e presuntuose.
Il Femminismo deve ancora nascere.
Il femminismo ha fatto solo danni.
Il femminismo in Italia non ha mai fatto niente.
Le femministe ci hanno rovinate.
Il femminismo non esiste.
Le femministe vogliono gli uomini zerbini, sottomessi e pentiti.
Le femministe sono "ossessionate" o "affette da disturbo ossessivo" (grazie a Jo).
Le femministe non sanno scherzare sul corpo perché sono delle cozze.
Le femministe sono contro i valori della famiglia tradizionale.
Le femministe sono scollegate dalla realtà.
Le femministe sono negazioniste patologiche.
Le femministe sprecano i nostri (sic) soldi, mentre la gente muore di fame.
Le rivendicazioni (si parla di emancipazione femminile) vengono solo da donne frustrate)
Le femministe sono ossessive.
Solo una donna frustrata può essere femminista.
I problemi sono ben altri e alle femministe non interessano.
Tu sei troppo femmina per abbassarti ad essere femminista.
Le femministe mi fanno vergognare di essere donna.
Le femministe sono delle disadattate.

Le femministe sono delle povere donne tarde.
Le femministe sono noiose e non sanno "tenersi" un uomo.
[Le femministe sono] in tutta evidenza persone disturbate, che disturbano e nuocciono alla causa della ribellione. Ci auguriamo per loro che si pacifichino.
Il femminismo è un'ideologia folle ed insensata. Una deformazione tra le tante, del pensiero umano.
Io nn mi sento discriminata, nn sn femminista old style (dove l estremismo.faceva ridere x nn dire peggio), sn solo.realista. (si parlava di violenza sulle donne, partendo dal simpatico articolo di Massimo Fini. Non so se ridere o scappare urlando terrorizzata.)
Il femminismo aveva una ragion d’essere quando la donna occidentale era davvero succube degli uomini, anche i più mediocri. Oggi invece è soltanto rivendicazione di privilegi (quote rosa docet) e, ribadisco, solo misandria maldestramente celata.


Di seguito, citazioni varie sul femminismo che non possono andare perse.
Per la maggior parte sono prese dalle mille pagine fake su facebook o dai deliranti blog maschilisti.
Ricordati del femminismo quando ti sentirai di non essere all'altezza delle vincenti -ma finte- donnine del cinema e della tv.

Tu, donna reale puoi essere schiacciata dall'idealismo femminista. Devi essere perfetta, superiuiore agli uomini o sarai una mezza cartuccia di donna. Una mezza cartuccia che non riesce nemmeno a superare gli uomini. Sii perfetta o il femminismo non ti perdonerà.

Il femminismo fa male alle donne vere, poco meno di quanto ne fa a noi uomini reali, che siamo dipinti di regola come stupratori, folli, violenti, stupidi, cattivi, pessimi padri e pessimi compagni.
In fondo è questione di tempo e di esperienza, non di analisi storica e politica. A meno che tu non sia nè voglia essere nè madre nè sposa... (sempre dal gruppo su faccialibro.)

Questa non è propriamente sulle femministe, ma l'ho appena letta sullo stato di un mio contatto su faccialibro e non posso non condividerla con voi. La copio così com'è:
IN DIFESA DEI MIEI AMICI SPOSATI,,,,,,,,,,,,,,,,fondamentalmente le donne odiano se stesse e odiano le altre donne... profondamente visceralmente sin dai tempi ancestrali...all'improvviso pero' questo odio atavico sparisce o meglio cambia obbiettivo..esattamente un secondo dopo il "si lo voglio" il neo marito diventa il bersaglio da odiare...questo finche' il matrimonio non si interrompe ... e solo allora tutto torna alla naturale condizione... cioe' la donna odia se stessa e le altre donne... perpetuando il loro stato nei secoli dei secoli........ora se solo per un secondo potessimo raffigurare tutto l'odio femminile in una sorta di luce rosa ad intermittenza vedremmo il nostro pianeta pulsare di bagliori rosei... e a noi uomini sembrerebbe di vivere su una pista da discoteca anni 70"...CON SINCERO AFFETTO...

Le femministe non hanno più niente da dire e sono ferme agli anni '70. I loro testi non hanno niente a che vedere con l'attualità e non fanno più presa sulle giovani donne.
Questa l'ho trovata come commento ad un video (QUI): Il Femminismo, qui in Italia, si è dimostrato la stessa identica cosa del Maschilismo. Violento, Ipocrita, strumentalmente reso un fenomeno conformista nell'anticonformismo. In questa forma, ha creato solo danni alla società, rendendola presunta emancipata dalle egemonie ipocritoclericali, infami, in realtà solo mezzo di ascesa al potere di certe correnti politiche che di politico, hanno il nulla. La nostra cultura, ha bisogno di revisione, equilibrata, seria, equidistante.
Sempre dal gruppo misogino fascista sessista su facebook: Il nazifemminismo può essere definito in un solo modo: sessismo razzista, qualunquista, interclassista e reazionario. E’ necessario impegnare tutte le nostre forze affinchè questa ideologia, abilmente camuffata come “progressista” e di “sinistra” venga espulsa e totalmente eradicata dal tessuto sociale di quella che una volta veniva appunto chiamata “Sinistra” (con la S maiuscola). Prima lo si fa e meglio è per tutto il popolo della Sinistra e non solo.
Il buonismo ed il femminismo servono a fottere soldi a chi lavora.

Di nuovo su facebook, una delle migliori in assoluto
: Fascismo e femminismo fecero cose buone per poi macchiarsi di ignominie. Il fascismo ha dato spazio all'odio razziale ed al nazismo, e ormai ha questo marchio indelebile. Il femminismo ha dato spazio all'odio di genere ed alle calunniatrici e ormai ha questo marchio indelebile. Due ideologie ormai consegnate irrevocabilmente alla spazzatura della storia.

Il femminismo è odio di genere.

Combatto il femminismo perchè è semplicemente un ideologia sessista e quindi fa un razzismo di genere 
(copiata e incollata così  com'è: l'apostrofo non sono stata io a dimenticarlo)

[...] lo stereotipo della donna acida, spesso affetta da schizzofrenia, con la sabbia nella figa e che tenta di rivalersi sull'intero genere maschile perchè l'unico in grado di sopportarla è il Signor Fallo di Gomma. (fantastco!)

Dallo stesso autore: tu e altri 4 esaltati che nel 2012 ancora vanno appresso a ste stronzate di mettere le manine e a forma di figa e gridare slogan anacronistici del tipo "l'utero e mio e me lo gestisco io". Ma chi cazzo vi caga!

E ancora lui: Sto femminismo si basa su una colossale fesseria...che tutti gli uomini maltrattano tutte le donne. Sì, amico, proprio su questo...

Più forte è l'antifemminismo, più forte è la società . Più numerosi sono gli antifemministi, più giusta sarà la società.
"io nn sono femminista, mai stata. Anzi sono iscritta al WWF, all'UNICEF e sostengo anche i diritti del maschio"  (grazie a Ellen che ce la segnala da facebook)

Le femministe mangiano i bambini, propri e altrui!!!
Le femministe evirano/vogliono evirare i loro uomini (Lorena Bobbit docet).
(Grazie a Giulia, che ieri si sentiva ispirata)

Barzelletta dal gruppo misogino, razzista, fascista, sessista su fb (anche l'Italiano stentato è roba loro): Marito e moglie stanno divorziando. Si trovano davanti al giudice per l’affidamento del loro unico figlio. La moglie si alza in piedi e si rivolge al giudice: “Sono stata io che per nove mesi ho portato in grembo nostro figlio, sono stata io che per prima lo ho custodito, quindi e’ naturale che l’affidamento venga fatto a me”. Al che il marito che voleva anche lui fortemente l’affidamento, si alza per parlare: “Signor Giudice, quando metto una monetina nel distributore di caramelle e scende la caramella, questa appartiene a me o alla macchina?”.

Ok, questo non è un luogo comune, ma non posso non condividerlo con il mondo. E' sulla falsa pagina No alla Violenza sulle Donne su facebook e su uno dei loro siti preferiti. Godetevela come me la sono goduta io: è tra le migliori cose che leggerete in tutta la vostra vita:
Secondo la follia femminista ai tempi del Titanic il patriarcato opprimeva le donne. Nella realtà, quando nel 1912 il Titanic affondò fra i ghiacci, gli uomini si sacrificarono al grido di “prima le donne ed i bambini”. Morirono più uomini e bambini che donne, morirono più uomini in 1a classe che donne in ultima classe (segue screenshot con i numeri dei morti n.d.r.)
Solo J. Bruce Ismay rifiutò di cedere il posto ad una donna, si salvò, e venne additato come un mostro. Nel 1955 Rosa Parks, una donna nera, rifiutò di cedere il posto sul bus riservato ai bianchi, e venne considerata come un’eroina dei diritti civili. Le discriminazioni basate sulla razza sono considerate ingiuste, quelle basate sul genere sono considerate giuste.

combattere il femminismo degenerato in nazifemminismo, non significa negare i diritti femminili ma cercare di recuperare riferimenti culturali stupidamente gettati come se fossero inutili.(!!!)


Il femminismo è stato una piaga sociale. Ma non v'è dubbio che sia gia' condannato a morte dalla storia. 2+2 fa 4 (W l'aritmetica!)
fra qualche generazione avremo una maggioranza mussulmana in Europa. Neanche questo è un attacco contro la Chiesa, ma è una logica conseguenza della attuale situazione, della guerra femminista contro famiglia e Chiesa.

Le femministe pretendono di parlare a nome delle donne per impadronirsi delle loro tematiche.


Ogni Donna dovrebbe sentirsi indignata e dovrebbe essere ostile verso il femminismo perpetrato da donne, poiché è grazie a questi esseri che veniamo quotidianamente denigrate.
Basta col vittimismo, basta con l'onniscenza uterina, basta con questa divinità materna, basta con le ripicche di stampo sessista-femminista, basta con questo senso di schiavitù... Non siete vittime, non siete divinità... Siete solo pigre, egoiste e sterilmente polemiche.
Basta con questi luoghi comuni sui padri che se ne fregano, come se fosse sano dormire nello stesso letto col proprio figlio fino ad 11 anni! Non lamentiamoci poi se a 35 anni i figli sono ancora a casa e non sanno farsi un piatto di pasta da soli.
Ho convenuto con il mio compagno che quando avrò bisogno di un baby sitter lo voglio uomo. Non lo voglio mettere in mano ad una regina della mestruazione.


Forse il femminismo non è ideologia ma solo disturbo mentale; sicuramente è odio contro gli uomini, calunnie contro i papà, abusi sui bambini

Le femministe parlando amano definirsi come " Donne con le palle", organo parte dell'apparato genitale propriamente maschile, quindi che mai  avranno

Le femministe si vestono in abiti il più possibile simili a quelli maschili.


Le femministe raggiungono posti di potere grazie allo sfruttamento del loro corpo, all'ossessione autoindotta di bellezza, che curano sino all'anoressia e bulimia o a parenti uomini compiacenti, ma si definiscono le uniche vere fautrici di politiche meritocratiche. (fa-vo-lo-sa!)

il femminismo in concreto opera e ha sempre operato per la disparità a favore della donna ponedola in posizione di ingiusta supremazia grazie a strumenti quali la legge e le corti compiacenti dei tribunali; per la violazione dei diritti umani, in senso di emanare leggi e decisioni contro il ruolo dell'uomo nella società, accanedosi (sic) prima di tutto sui padri che vengono umiliati, resi poveri mendicanti e impossibilitati a vedere i loro figli; contro la meritocrazia privilegiando negli ambienti di potere che reggono lo stato, il genere femminile in quanto tale, grazie a quote rosa e incentivi scandalosi in materia di lavoro. (No, davvero, questi stanno malissimo.)
Le femministe si distruggono con un solo metodo: la gioia e l'uniione spirituale fra parte maschile e parte femminile. Ergo, una femminista è tale perchè dentro è un coacervo di morte e di dualismo. (coacervo di morte e dualismo è fenomenale)

... vi siete accorte che alcune donne, soprattutto nei gruppi femministi, sono amare come il veleno? Cosa si potrebbe fare per aiutarle?
..

Questa è sulle donne in generale e ovviamente appare sulla falsa pagina facebook contro la violenza sulle donne
Le incontriamo ogni giorno...in auto...in ufficio...o ce le ritroviamo vicino..LE DONNE ACIDE!!! Il peggior genere umano...Io ho quattro amiche così e sono giunta alla conclusione: la donna acida è la donna che non fa sesso o lo fa per accontentare il compagno concedendo ogni tanto un Ahhhh..si....chiaramente finto!!! Il livello delle mie amiche è pazzesco...vorrebbero un uomo ma non rivolgono la parola a nessuno..figurati se si concedono..l'acidità porta acidità...
E sulla stessa pagina, come commento ad un post delirante su un test anti misandria (sic), un coso che chiaramente non usa il suo vero nome, ma si fa chiamare comoe un robottone anni '80, scrive una simpatica esortazione al femminicidio: "Dato un calcio ad un uomo che ti apriva la porta?"ci manca solo che un esserino debole come una donna mi dia un calcio perchè gli tengo aperta la porta. Per la serie anche le pulci nel loro piccolo si incaxxano, per il resto possono farsi chiamare sorelle o sorelline, bruciare reggiseni e mutandine, possono criticare tutto da come mi vesto a come mangio, come dormo o come respiro tanto io ci rido sopra, fino a quando non sono direttamente fastidiose io credo rientri nel giusto diritto di ogni essere vivente di vivere libero, altro discorso se creano problemi reali come false accuse o cose simili, in quel caso le campagne sono piene di pozzi dove nessuno le andrebbe mai a cercare, ci sono caverne così profonde da non aver mai visto la luce,e al bambino dico semplicemente "mamma non ti torna più perché non ti vuole bene, siamo rimasti solo noi due" problema femminista risolto senza manco troppo casino, questo è il vantaggio di essere il sesso dominante della razza dominante di questo mondo e il motivo per cui le femministe non sono e non saranno mai un problema per chi è consapevole della propria forza

Il femminismo non è altro che comunismo rosa.(!!!)

Il femminismo è diventato nazismo. Non resta che prenderne atto.

Il femminismo è stato spesso, oltre che odio, anche incitamento alla violenza.
Che cosa strana il femminismo. Dice di voler difendere le donne ma se non c'è lo "spettro" del maschio violento le donne possono pure essere massacrate. Il femminismo non è contro la violenza è contro il maschile. E stop.
Fra loro si strappano i capelli, si odiano, ma per dare addosso all'uomo hanno quella forza di capacità di sodalizzare fra loro pur di ferire per qualsiasi cosa, anche piccola, l'uomo.

[Perla immortale della solita pagina falsa contro la violenza sulle donne su facebook]Quello che viene chiamato nazifemminismo, in sostanza, si basa su due punti:
1) banalizzazione della violenza femminile
2) criminalizzazione esasperata della violenza maschile
Ed è lo stesso identico principio del nazismo quando tutti i tedeschi erano buoni e tutti gli ebrei cattivi.

[Questo è un commento al mio post L'ossessione di Massimo, che è stato pubblicato da InformarexResistere. Giuro, merita.]

senti STERCO, si tu che hai pubblicato il post, signora cloro! sei la solita sessista che ammorba questa pagina, sei il solito letame zanardiano che uccide ogni discorso con le sue permalosità da vecchia isterica! HAI ROTTO I COGLIONI! lo capisci vero? c’è una pagina si chiama IL CORPO DELLE DONNE, parla solo di femmine dalla mattina alla sera, bene va li a scrivere con le tue degne colleghe da water e lascia in pace la gente che ha voglia di informarsi! se sei una lesbica repressa non rompere i coglioni agli uomini in questa pagina che si sforza tra mille difficoltà di portare un po’ di luce nell’informazione italiana! informazione ridotta a una lattrina a causa di quelle come te la zanardo e tutto il gineceo ambulante! sparisci sterco!

[e questo è un altro]
Il femminismo è odio contro l’uomo, a parti invertite è senza dubbio sinonimo di maschilismo e misoginia. Basta leggere gli articoli deliranti di alcune illustri post-femministe per capirlo. Scrivono certe cose sugli uomini che se lo facesse un giornalista uomo nei confronti delle donne in generale, si beccherebbe una denuncia su due piedi.
Quando voi femministe la finirete di considerare l’uomo come un “nato per stuprare”, e la donna come una povera deficiente incapace di intendere e di volere che va difesa sempre e comunque, anche quando si inventa di sana pianta stupri mai subìti, allora forse sarà possibile un dialogo. Prima di allora solo disprezzo.
Venendo all’articolo (anzi: agli articoli) di Fini, basta una lettura superficiale per capire che egli nn si è mai sognato di considerare la donna come un essere inferiore: tutt’altro, è quasi vero il contrario! (Io da uomo mi stavo quasi incavolando appena ho letto la prima parte dell’articolo). Fini semplicemente, usando uno stile provocatorio, invita la gente a riflettere sul disastroso rapporto uomo-donna figlio della nostra epoca. Un rapporto fatto di frustrazioni, di impossibilità di dialogo che spesso sfociano in tragedia.
E’ un peccato che i vostri preconcetti ideologici figli del peggior post-femminismo vi impediscano di capirlo.
Le femministe sono ossessionate dal sessismo.
Il femminismo ripete ossessivamente un copione consolidato senza essere capace di preoccuparsi delle cose veramente urgenti e di uscire dalla trappola in cui il sistema lo ha confinato. Le cose urgenti tipo, ne dico una a caso, la nostra sopravvivenza di lavoratori.
Le battaglie del femminismo moderno sono inappropriate alla situazione di emergenza che stiamo vivendo.
Il femminismo è un'ideologia omologata ed omologante.Le femministe si autoghettizzano.Le femministe sono quelle che dicono che le donne sono come gli uomini.EH! andate a mettere l'asfalto sull'aurelia,o a dcaricare le cassette di frutta ai mercati generali! [Grazie, Je]
[Da Virginia] Questo è parte di un commento che ho ricevuto al post contro Langone su Linkiesta..mi è rimasto impresso :D
"e vorrei chiudere con un pensiero che forse non c'entra qui ma che mi sta sullo stomaco: fatemi il piacere, voi donne che chiamate langone "misogino": le prime misogine al mondo siete voi, mettete al mondo figli maschi e non insegnate loro il rispetto per le altre donne, siete in competizione l'una con l'altra, se potete vi mettete i bastoni fra le ruote in tutto, per voi le ragazze violentate "se la sono cercata" e quelle che arrivano ad uccidere i propri bimbi per chissà quale disperazione, sono povere pazze indegne di perdono"
(Commentando un post su facebook condiviso da un uomo) le tue amichette tanto femministe da sembrare tanto monachelle.
(Commentando un mio post su facebook):
tanto ti leggono solo donne con la tua stessa rabbia nei confronti del sesso maschile.
Le donne di sinistra non sfuggono alla fiera dello stereotipo, di cui ci offre un ampio assaggio un articolo de Il Foglio su Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati. Com’erano le donne di sinistra prima della magnifica Laura Boldrini? O erano selvagge e imbruttite dall’ideologia, dal ghigno femminista delle disprezzatrici d’uomini (e di donne), o avevano l’aria petulante dell’intellettuale, o erano compromesse dalla frivolezza radical chic.

"Le femministe di oggi sono maschiliste inconsapevoli. Difendono il particolarismo di genere per un insano bisogno di autoemarginazione." [Marco Cubeddu, quello ossessionato dagli shorts delle quartine.]
io non dico che non ci siano maltrattate da uomini bestia ma battere il chiodo sempre e solo su questi temi mentre c'è gente che si suicida, gente alla disperazione per la disoccupazione mi pare che manchi proprio il buon senso. [...] A me darebbe molto fastidio vedere mio marito che fa l ometto di casa. ....lui lo fa ma solo quando ho bisogno di una mano. Mio marito non è un doneto! Mi fanno pena gli uomini che fanno i lavapiatti e altri lavoretti solo per questioni di principoi. La lavori di casa li gestisco io e guai se mi prende il posto! !! [Una donna a commento delle parole di Boldrini]

Femministe immonde ed ignobili che rendono onore a Margaret Thatcher! Borghesi da salotto e radical chic, alternative sì ma solo alla decenza. Siete la jattura, la lebbra e la vergogna della nostra classe. Estinguetevi! Se non ora quando? [Su facebook, profilo "comunista rivoluzionario" che commenta un orrendo vecchio articolo de la 27ora su Il Corriere della Sera]

Le femministe non sanno scopare.
Le femministe mascolinizzano le donne e femminilizzano gli uomini.
Chiedere gli stessi diritti degli uomini è mancanza di fantasia e ambizione.

[Nel femminismo] non c'è nulla di costruttivo, è solo un essere contro a tutti i costi e a favore del proprio genere, un (auto) ghettizzarsi, un atteggiamento "mafioso" e complice tra pari e simili. 
Come ogni ideologia semplificatrice che crea stereotipi ai quali ridurre le persone reali, il Femminismo crea certezze e rende facile e univoco il pensiero dei suoi adepti. E' difficile per essi abbandonare questa rassicurante comodità.
Purtroppo, per queste sue caratteristiche fondamentali il Femminismo è anche vagamente fascistoide.
[Commento apparso QUI]

Il femminismo degli ultimi tempi sta portando avanti ideologie umilianti, separatiste, aggressive. Non verrà nulla di buono da questo femminismo volgare. E siamo solo all’inizio. [Da un commento a La FilosofiA MaschiA, blog da straleggere.]

Le femministe credono che tutti gli uomini siano mostri misogini che pensano che le donne siano solo pezzi di carne in cui infilare l'uccello.

[...] l'obbiettivo del movimento [femminista, N.d.R.] NON era quello dell'uguaglianza sociale ma del creare discriminazioni opposte per vendicarsi del passato.

La parola "femminismo" è infatti etimologicamente lo specchio della parola "maschilismo". 
[...] femminismo che come ripeto è un movimento che sostanzialmente e magari non dichiaratamente sottende la sopraffazione dell'uomo da parte della donna esattamente come il maschilismo sottende la sopraffazione della donna da parte dell'uomo, le parole hanno un senso chiaro, maschilismo e femminismo significano questo. Poi chiaramente molti sbagliano ad utilizzarle anche in buona fede, questo deve essere probabilmente accaduto alla Watson [Si commentava il mio post "Di corpi nudi, minacce e femminismo"]

Il problema della parola femminismo comunque non è che sia "roba vecchia" ma che è un termine intrinsecamente violento esattamente come "maschilismo".
[...] è abbastanza normale per i movimenti femministi applicare "discriminazioni di genere".
La filosofia che è alla base del femminismo è quella della contrapposizione poi per motivi tattici non sempre ( anzi quasi mai ) viene dichiarata, ma è quella.


I movimenti femministi, legittimamente rappresentano le rivendicazioni sessiste delle donne, gli organismi dirigenti sono composti prevalentemente ( spesso totalmente ) da donne, la maggior parte delle aderenti sono donne , la presenza degli uomini è generalmente " ammessa" ma non sempre e quasi mai fondamentale. [Parlando della Casa Internazionale delle Donne di Roma.]

Da donna dico no alla parità. Non voglio essere uguale ad un uomo e quindi rinunciare ai benefit dell’essere donna: maternità, allattamento, permessi per i figli, non voglio trattamenti di favore solo perchè sono donna, non voglio le quote rosa. Sono tutte buffonate inventate dalle femministe che vorrebbero non lavorare e avere uno stipendio d’oro e tutto il tempo libero per sè. [Una lettrice commenta l'articolo de La 27 ora sul Global Gender Gap. Grazie a Silvia che legge e mi pensa.]

69esimo posto..agghiacciante!Nel frattempo le femministe "lottano" per il diritto di poter avere le gambe pelose come quelle dei maschi. [Ancora a proposito del Global Gender Gap.]
C'avete fatto caso che gli unici capolavori letterari realizzati da donne risalgono a prima del femminismo, ovvero prima degli anni sessanta del ventesimo secolo? E che dopo la nascita del femminismo, voluta e finanziata dalla CIA, i libri scritti da donne sono stati, nella grande maggioranza dei casi, utili come surrogati della carta igienica? [commento letto sulla pagina della La Stampa a proposito delle 50 sfumature] [Anonimo commentatore a questo post.]

grazie sorelle dalle lunghe chiome ascellari, avete dimostrato una volta in più la vostra totale inutilità nella storia. [commento alla vittoria di Raggi al Comune di Roma.]