lunedì 16 gennaio 2012

Di "omicidi di donne" e della "questione di genere"

Questo post non dovrei nemmeno scriverlo, non sono all'altezza, non ho le competenze per farlo.
Per scrivere questo post ci vorrebbero criminolog*, sociolog*, antropolog*, qualche -olog* che possa portare statistiche, letteratura, esempi, storie e tutto il resto, per avvalorare tesi e ipotesi.

Solo che oggi è successa una cosa. 
Una cosa non particolarmente "grave", in realtà. 
Anzi, è il grande classico che tutte noi, ogni volta che parliamo di femminicidio, ci troviamo davanti.
Dovrei esserci abituata, ma il fatto che sia successo proprio oggi, mentre un gruppo di maschilisti misogini stronzi (non ho altre parole, scusate la povertà di linguaggio) ha sporcato della sua merda il nome di una donna ammazzata da un ex fidanzato, arrivando a fare andare in bestia un padre che probabilmente in questo momento ha ben altri pensieri , mi ha fatto andare il sangue al cervello (su Femminismo a Sud c'è tutta la storia, con tanto di screenshot e rimandi interessanti).

Insomma, su FB ho postato l'ennesimo link di Bollettino di Guerra, il #12, quello che ci parla di Enza, uccisa dal marito.
Un mio contatto, uomo, lo rilancia immediatamente, scrivendo le mie stesse parole: "DODICI donne morte ammazzate in quindici giorni."
Io lo ringrazio. Sì, lo so che è una cosa assurda, ma davvero sento il bisogno di ringraziarlo per aver rilanciato quel post:  Grazie P. Grazie perché il silenzio davanti ai femminicidi è scandaloso. Lo scorso anno sono morte ammazzate 137 donne nell'indifferenza generale.

Pochi minuti, qualche "mi piace" e poi un commento di un altro mio contatto, anche stavolta uomo, che già altre volte aveva riso della mia "deriva femminista":  chissà quanti uomini sò morti nell'indifferenza generale...il femminicidio non l'avevo mai sentito...

Lo ammetto. Sono andata completamente fuori di testa.  Ho dato una rispostaccia acida, ho postato un paio di cose su cosa è il femminicidio e poi mi sono chiamata fuori: non avrei potuto reggere quella discussione. 
Non oggi. 
Non con chi ride di queste cose.
Non dopo aver letto la disperazione del papà di Stefania. 
Non dopo aver letto del marito di Enza, che l'ha uccisa e poi ha mentito per cavarsela.
O di Rosetta, strangolata e buttata per le scale da suo marito. 
O dei sette, otto colpi di pistola che hanno ucciso Grazyna
...
Oggi no, non potevo fermarmi a spiegare che il femminicidio è quella cosa che gli uomini ti uccidono in quanto sei donna.
Non ti uccidono perché hai rubato, perché sei una criminale, per difendersi da te: ti uccidono perché sei nata femmina. 
Ti uccidono perché sei e devi rimanere una cosa che deve stare al suo posto.
Donna schiava zitta e chiava, insomma.


Il concetto di femmicidio si estende aldila' della definizione giuridica di assassinio ed include quelle situazioni in cui la morte della donna rappresenta l'esito/la conseguenza di atteggiamenti o pratiche sociali misogine.”
Femminicidio (feminicidio) è per Marcela Lagarde «La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine -maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale- che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia».
(QUI)
Cosa non è chiaro? 
Quante donne ancora dovranno essere ammazzate perché si inizi a pensare che la violenza di genere non è una strana fissazione femminista? 
Quanto ci vorrà perché un amico che conosco da una vita intera non scriva MAI PIU' una stronzata come "Sabato sera mi stavano per ammazzare, ma mi son salvato. Evitato il maschicidio. I forbiti parlano di tentato ceracidio [ gioco di parole col soprannome]" mentre si parla di donne uccise? Mentre si dice a gente evidentemente ignorante in materia che la prima causa di morte per noi donne è un uomo che ci ammazza?
Come può questa gente, di cultura superiore alla media, di sinistra, che si informa, trovare che l'uccisione di dodici donne in sedici giorni sia un argomento di cui si può ridere? 
Come si può non capire che il sessismo, il machismo, una certa rappresentazione del femminile siano concause di ogni femminicidio?
Possibile che sia tanto complicato capire che se un maschio cresce in un mondo in cui la sola rappresentazione del femminile è quella di una cosa seminuda che si può prendere, toccare, usare e abusare, il suo rapporto con le donne sarà probabilmente viziato da quelle immagini e che lo stesso sarà per una donna, abituata fin da bambina a dover essere bella, disponibile e un po' cretina?
A volte mi chiedo se il mio sia davvero femminismo o semplice buonsenso.

6 commenti:

  1. Si, è complicato, a volte è complicato spiegarlo alle donne stesse, tu lo saprai meglio di me, figuriamoci ad un uomo, anche se di sinistra e "acculturato". Ci sono uomini di sinistra, che hanno studiato, che sono amici, ma che purtroppo sono il degno frutto della società nella quale sono cresciuti, che è la stessa che ha abituato quella donna a dover essere bella, disponibile e un po' cretina. E' la stessa società che cresce i maschi non solo con l'idea che la donna si "possa" usare e abusare ma che si "debba", perché se non lo fai non sei abbastanza "uomo".

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  2. Io comunque prima gli spiegherei e poi gli toglierei il saluto a un contatto così, Ma sono punti di vista. Che uno non sappia, passi. Che non voglia capire, invece, è grave.

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  3. Smilla Elisabetta17 gennaio 2012 11:36

    Ottimo post. Credo che dovremmo continuare a chiamare la realtà con il proprio nome: violenza di genere, femminicidio.
    Tra l'altro, ma questa è una mia opinione, ritengo che anche molti uomini possano essere vittime di femminicidio: come i bambini che vengono uccisi negli ambiti delle stragi famigliari, e poi parenti o nuovi compagni/mariti delle donne. Ad esempio credo che il nonno di Stefania Noce sia vittima collaterale di un femminicidio.

    Riguardo i commenti dei tuoi contatti, farei una distinzione: chi si pone davanti a fatti talmente tragici in posizione di ascolto, interlocutoria, con la volontà di analizzare e capire di più (grazie anche magari a donne o uomini che di questi temi si occupano da tempo, e con fatica) di solito riceve tutta la mia disponibilità a dare informazioni e stimolare riflessioni.
    Chi davanti ad uno stupro od un assassinio si lascia andare alla risatina, all'alzata di spalle con occhiata d'intesa con l'altro maschio presente (mi capitò in ufficio quando uscì la notizia dell'aggressione a Giovanna Reggiani, me lo ricordo come fosse ieri), al commento superficiale e becero da scusare con la solita sòlfa dell'ironia (che di solito il soggetto in questione manco sa dove sta di casa) semplicemente si merita di rimanere nella sua povertà intellettuale e morale; io a quel livello non mi sento di scendere.
    C'è chi ha abbastanza stomaco per farlo.

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  4. Hai tutta la mia solidarietà, tra reale ignoranza e realissima malafede, certe volte viene il sangue amaro, ma non sei sola :)

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  5. potrei scrivere che chiedo scusa io per quello che ha scritto ma non basterebbe e allora ti dico continua a fare il lavoro che fai, informa noi e gli altri su quello che accade, quello che non emerge nei grandi giornali. Te ne siamo grati, e in fondo tutto questo servirà, forse in minima parte ma importantissima, a evitare altre tragedie e ad aprire gli occhi agli stupidi.
    Grazie.

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  6. E' solo e semplicemente ignoranza, fin dall'antichità l'uomo ha sempre cercato di sottomettere la donna, ma non perchè pensasse davvero che fosse un essere inferiore o un oggetto, ma semplicemente per paura.
    In base a ciò che ho letto sulle credenze degli indiani d'america e altri, la donna ha sempre rappresentato una forma spirituale molto importante per la vita di un uomo.
    La donna è destinata a divenire madre, e agli occhi di un bambino la madre è Dio, tutti i suoi insegnamenti formeranno nel tempo ciò che dovrebbe diventare un uomo.
    Insegnano ad essere coraggiosi, ad affrontare la vita con forza, a non arrendersi mai e a rispettare il prossimo che sia un maschio o una femmina, ad aiutarsi a vicenda...
    Alla fine la donna rappresenta la colonna portante dell'umanità.
    E secondo voi all'uomo va bene??
    Ed ecco che allora si inizia a sminuirla o meglio a distruggerla
    sia nell'abito religioso, sociale e privato.
    La società forma delle donne gallina, in questo modo non saranno più in grado di insegnare ai propri figli principi che abbiano valore. Nella religione la donna Papessa? Per carità rappresenta il peccato... E nell'ambito privato? L'uomo non ha principi, non capisce più ciò che è giusto o sbagliato, nessuno gli ha insegnato il rispetto sia per la donna che per l'uomo, è insicuro di sè, non ha più la forza di rialzarsi quando sbatte la testa e allora....uccide il suo problema.
    E un circolo vizioso, non è colpa di nessuno se ti scrivono questi commenti, ma la colpa è solo e UNICAMENTE della società.
    Distruggendo la donna, ha distrutto anche l'uomo e continuerà a farlo finchè non cambierà, ma sapete quele la cosa triste?? Non cambierà mai!! Ci si arrabbia, quando si leggono o si sento queste cose, si lotta per farsi rispettare ed è giusto!!!! Non bisogna mai arrendersi! Ma da quello che vedo io tutti i giorni, la faccenda peggiora sempre di più, e per quanto una persona possa urlare, è soltanto un eco destinato a diventare silenzio!

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