mercoledì 28 marzo 2012

Lettera aperta a Lorella, Lidia, Caterina e Giovanna.

Questo è un testo che io e Lorenzo su Questo Uomo No abbiamo deciso di scrivere insieme e di diffondere insieme sui nostri blog, per email, e sui nostri profili Facebook.

Ci rivolgiamo a Lorella Zanardo, Lidia Ravera, Caterina Soffici e Giovanna Cosenza.

Voi quattro avete un blog nello spazio web de "Il Fatto Quotidiano", come anche Massimo Fini. A suo nome è apparso sul cartaceo, il 24 marzo, questo articolo che certamente avete letto - o di cui senz'altro avete avuto notizia. Sul sito l'articolo è visibile per i soli abbonati: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/lossessione-per-la-donna/199753/ .
Sul contenuto non ci esprimeremo, perché com'è solito di Fini c'è tutto il suo campionario: sessismo, violenza, approssimazione, disinformazione, ipocrisia, ignoranza, razzismo. Basta leggere.

Non racconteremo ancora, e di nuovo, lo scontato gioco delle tre carte messo in campo dai direttori de "Il Fatto Quotidiano" Gomez e Padellaro, per il cartaceo e l'online. L'uno e l'altro, in tempi e occasioni diverse, ci hanno già risposto col consueto mucchio di ipocrisie tipiche dei dirigenti di media italiani: non l'ho pubblicato io, c'è la libertà di opinione, il suo è umorismo che può non piacere, predisporremo uno spazio per parlare di violenza dal punto di vista delle donne... la solita fuffa. Oppure il silenzio, indifferente e quindi complice di quelle parole di Fini.

Io e Lola abbiamo già detto in più occasioni che qui non si tratta di libertà di opinione o d'espressione, né di umorismo greve. Si tratta di non superare un limite, che dev'essere difeso esplicitamente e pubblicamente.

Questo limite, che ha varie forme, oggi per noi sta nel dissociarsi pubblicamente da chi senza rispetto per chi è morta, per chi è sopravvissuta segnata per sempre da un orribile violenza subita, arriva a scrivere, tra le altre nefandezze, anche queste infami parole:

...troppo spesso le ragazze di oggi si comportano da 'vispe terese'. Citerò, per tutti, il caso, di qualche anno fa, di tre donzelle che, sulle montagne di Abruzzo, passarono tutte sculettanti davanti a un pastore di pecore macedone che, non sapendo né leggere né scrivere, ma riconoscendo solo i propri istinti, le inchiappettò.
Noi chiediamo che chi come voi è accomunato da una stessa testata giornalistica a questo individuo, a queste sue oscene parole, se ne dissoci apertamente e si dissoci dalla condotta della testata che - nell'ipocrita disegno "democratico" della supposta libertà d'espressione - si gode lo spettacolo di pubblicare tutto e il contrario di tutto, in omaggio alla qualunquistica ricerca del consenso numericamente più ampio possibile.

Lo chiediamo a voi soprattutto per aver apprezzato, anche altrove, il vostro lavoro e la vostra attività. Queste parole di Massimo Fini - come molte altre di molti altri che comunque non ci stanchiamo di segnalare, ricordare, decostruire, denunciare - non possono essere lasciate libere di circolare come ne niente fosse. Come se niente fosse.

Lola, donna e Lorenzo Gasparrini, uomo.

22 commenti:

  1. Scusate se mi permetto di ribadire alla vostra foga di donne inviperite che urlano al maschio sodomizzatore (a parole) e mostrano altrettanta voglia di sodomia:

    "nell'ipocrita disegno "democratico" della supposta libertà d'espressione - si gode lo spettacolo di pubblicare tutto e il contrario di tutto, in omaggio alla qualunquistica ricerca del consenso numericamente più ampio possibile."

    La democrazia per voi è avere una VOSTRA idea, ritenerla giusta e ovvia e impedire agli altri di esprimere la loro.
    Mi sembra geniale.
    Comunque vi comportate come i peggiori giornalisti faziosi, troncando il paragrafo per prendere lo stralcio che supporta la VOSTRA tesi, il testo completo è:
    Infine, anche se il campo è minatissimo perchè attiene proprio alla libertà individuale, troppo spesso le ragazze di oggi si comportano da 'vispe terese'. Citerò, per tutti, il caso, di qualche anno fa, di tre donzelle che, sulle montagne di Abruzzo, passarono tutte sculettanti davanti a un pastore di pecore macedone che, non sapendo né leggere né scrivere, ma riconoscendo solo i propri istinti, le inchiappettò. Girare al largo dei 'pastori macedoni', pieni di alcol e coca, con i freni inibitori abbassati come le loro brache, che circolano nelle zone d'ombra intorno alle discoteche, non è pruderie moralistica, ma elementare prudenza.

    Scusate, cosa c'è di sbagliato nel consigliare prudenza? Purtroppo NOI donne siamo per natura "penetrabili" e soggette a stupro. Cerchiamo di evitarlo, no? O vogliamo spiegare al macedone ubriaco la NOSTRA opinione con le cosce al vento?
    La differenza di cultura va rispettata e non provocata per poi piagnucolare nell'angolo.

    PS
    Sono donna e non mi piace Fini, ma mi sembrate un tantino esagerate e assolutamente lontano da un concetto sano di democrazia.

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    1. Il testo completo della dotta citazione si poteva leggerere nel post precedente o cliccando su "questo articolo", che porta dritti dritti al blog di Fini.

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    2. Scusa, è un paragone improprio e probabilmente non lo scriverei in altra sede, tuttavia, secondo il tuo ragionamento i ragazzini di Tolosa se la sono cercata ostinandosi a frequentare una scuola ebraica, con tanto di kippà in testa (se maschi), e ignorando le elementari regole di prudenza le quali consiglierebbero alle minoranze di andarsi a nascondere in un buco invece di pretendere rispetto. La misoginia, come l'antisemitismo, l'omofobia e il razzismo sono problemi dei misogini, degli antisemiti e dei razzisti ma le conseguenze le pagano i gruppi oggetto d'odio. Fini è un misogino (non un maschilista attenzione) e le testate giornalistiche non dovrebbero dargli spazio. Punto.

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    3. Il post sopra è il mio: barbara

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Che meraviglioso profumo di troll che ha questo commento. anonima, visto che io faccio fatica a parlare con chi non ci mette la facciam, o almeno un nome e cognome, o almeno un nick, ti posso chiamare Massimo?

    Massimo, caruccio, l' episodio di cronaca citato è andato diversamente. Ora a te pare piaccia parlare e immaginare e concupire sodomie, allora posso dirlo di cuore? ma vaaaai a pascere, vai.

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    1. Mi dispiace doverti fare rendere conto che esiste chi ha una opinione diversa dalla tua..
      Io non metto il nome e cognome perchè semplicemente voglio poter dire la mia opinione senza che il mio profilo google o facebook faccia il giro del mondo.
      Preferirei un confronto invece di queste risposte. Ma che trama sempre dietro tutto non riesce a confrontarsi, ma solo a vedere tranelli.
      Mi dispiace.

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    2. Sempre ad uso di chi legge

      Come si vede anche da qui, il commentatore anonimo ha buon gioco a spiegare il perché dell'anonimato con una generica difesa della propria privacy - senza pensare che del suo profilo non se impipa proprio nessuno, tenuto conto che non stiamo certo parlando in un luogo virtuale ai vertici delle classifiche. Detto ciò, l'invito al confronto è solo una scusa ridicola: se non metti manco un link o una email, dove lo facciamo il confronto? E su cosa, che finora non hai detto niente?
      Il discredito su un blog lo si fa anche così: fingendo che gli autori del blog non "accettino il confronto", senza far notare che chi lo ha proposto lo ha reso preventivamente impossibile. Facile anche questo, no?
      P.S. Infatti, chi parla sempre di "tranelli"? Fateci caso...

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  4. è per gente come Fini che la stra grande maggioranza degli stupri non viene denunciata: le donne già vittime di violenza, non vogliono subire anche il pubblico sberleffo...

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  5. Una risposta per chi legge, non certo per l'anonima commentatrice sedicente tale.

    Questo sopra è il classico commento che servirebbe a innescare un inutile e banale "flame". Come potete leggere facilmente, noi non abbiamo troncato nulla perché abbiamo lasciato il link al testo completo di Fini, e non abbiamo certo chiesto (o impedito!) a chicchessia di esprimersi. Com'è facile leggere, abbiamo chiesto di non lasciare nell'indifferenza e nell'ipocrisia quelle parole e dir endersi conto esplicitamente che quelle parole vanno contrastate, per tanti motivi che non ripeterò qui. Quindi, a noi preme proprio il contrario: che si esprima bene chi non condivide quelle parole di Massimo Fini.
    C'è, come spesso capita nei commenti filomaschilisti, il solito passaggio sulla condotta sbagliata, provocatoria e imprudente delle donne, tanto cara alla retorica cattolica e machista in genere; la "prudenza" consistebbe quindi nella limitazione della propria libertà. Il bello è che il commento qui sopra dice che noi, Lorenzo e Lola, vorremmo limitare delle libertà. Complimenti per l'attenta lettura. Ah, anche della cosiddetta "differenza di cultura" ha parlato Fini e non noi - ce ne guardiamo bene dal sobillare razzismi d'ogni tipo.
    Insomma questo sopra è il classico commento inutile, provocatorio e ipocrita che fa tanto scuola sui blog antisessisti e femministi in genere. Grazie per averci dato l'opportunità di non lasciare indifferenti i nostri lettori anche su questo argomento.
    P.S. Non sono una donna. Sarebbe bastato cliccare sui link per capirlo, e anche pensare al nome "Lorenzo". Ma non sempre i frettolosi commentatori anonimi, nella fregola di essere primi, possono badare ai particolari.

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    1. avevo letto che eri un uomo, con foga di donne inviperite intendo il vostro appello alle donne blogger del fatto. Perchè non AI blogger? Mah.
      Comunque ho provato mille volte a confrontarmi con persone come voi che sanno solo "urlare" e offendere ma poi getto la spugna, non riuscite a capire chi ha idee diverse e può portarvi una visione diversa dalla vostra. Le opinioni sono belle se si intrecciano e se ne nascono poi, appunto, nuove visioni.
      Comunque sì io penso che ci sia una differenza di cultura che mi sento di dire sia palpabile.
      Se sono davanti a una persona che proviene da una realtà dove le donne sono corpi da penetrare me ne guarderò bene dal presentarmi "provocante" e questa non è una limitazione di libertà è semplicemente comprensione.

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    2. Già.
      Dovremmo cominciare a predisporre nei nostri armadi un "lato antistupro", così se mai ci incontreremo con una "persona che proviene da una realtà dove le donne sono corpi da penetrare me ne guarderò bene dal presentarmi "provocante" "
      Inutile chiedere all'anonimo commentatore / anonima commentatrice come si possa essere poco provocanti durante una scampagnata. Se mi pongo la domanda è perché sono una di quelle donne "inviperite che urlano al maschio sodomizzatore (a parole) e mostrano altrettanta voglia di sodomia". Cosa voglia dire non l'ho capito, ma per non provocare metto le mani avanti.

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    3. Chi non ha concetti da esporre guarda la grammatica. Claro ;)
      Adios ragazz* è stato bello!

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    4. Grammatica? Dici? Oddio, c'è qualche errore che io non ho visto? Cielo, perdo colpi!

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    5. Continua la "guida al trolling" per chi legge.

      Come si vede dallo scambio qui sopra, il commentatore continua la sua azione di disturbo non rispondendo agli argomenti né, ovviamente, alle parole dette. Evita di legarsi a cose precise e rimane sul vago, in modo da non permettere mai del tutto che venga né smascherato come troll né smentito dai suoi errori. La vaghezza, in questo caso, serve molto allo scopo di disturbare, in modo che ci si possa sempre ritirare adducendo - come fatto - il motivo della "incomprensione". A ciò il nostro qui sopra aggiunge il tocco di classe della superiorità.
      Basta rileggere il suo primo intervento e questo scambio per acocrgersi che, di fatto, il nostro anonimo commentatore non ha detto niente. E quel poco che ha detto, nel nostro post originale, non c'è.
      Facile, no? Non si può smentire una cosa che non esiste. Vecchia tecnica retorica sempre molto in voga.
      P.S: "Adios"... ma ci credete? :D

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  6. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/massacri-nostra-elite-culturale/200654/

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  7. Anonimo, non si tratta di manifestare un'opinione, si tratta di offendere e infangare la memoria delle vittime incolpevoli di una strage. Non so se cogli la differenza. Evidentemente no. le donne inviperite non c'entrano niente, c'entra l'onestà intellettuale d eil rispetto non solo dei morti ma anche della realtà dei fatti. E scappa pure ...Adiuex anonimo

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  8. Sarà pur vero che con il supporto della forza degli argomenti si può sostenere tutto e il contrario di tutto, ma in tutta onestà come si può dare torto a lola e lorenzo...
    uno stupratore è un deviato, un pervertito, un porco, giustificarne le azioni sulla base di pretese colpe femminile equivale a fare un passo indietro culturale di almeno 50 anni. Che colpa ne ha una donna se piace a noi uomini?? La sua bellezza sta anche nella sua forza seduttiva.
    L'uomo ne viene affascinato e rapito, la bestia ne è ossessionato fino a pretenderla come sua ad ogni costo, anche con la violenza.
    L'invito alla prudenza che fa l'autore del fatto quotidiano è senza dubbio gravemente offensivo per le donne e lo è anche per gli uomini , perchè ci assimila a bestie incapaci di controllare le più elementari pulsioni sessuali.
    Ora può darsi anche l'autore dell'articolo sia dotato di una grande e sofisticata ironia, ma personalmente ritengo che se a una prima lettura mi può anche far ridere, alla seconda lettura mi fa incazzare (anche per la sua banalità...).
    Federico

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  9. Amore mio, sai come la penso sia sul tema, sia su Fini (un nome una garanzia) e anche sugli anonimi. Invocare l'anonimato per poter essere più liberi, se non fosse tragico ci sarebbe da ridere.

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    1. Dai, devi ammettere che questo è stato un colpo da maestro. Il tuo anonimo è mai arrivato a tanto?

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  10. I trolls vanno ignorati e basta, sono semplicemente ridicoli.
    Ottimo appello, spero che le dirette interessate l'abbiano letto. Lorella si è già dissocciata riguardo all'articolo di Fini sullo stupro di tre ragazze in vacanza in Abruzzo. Addirittura Fini si è scusato con i lettori, quando ha saputo che una delle "donzelle" è stata uccisa. Delle scuse veramente ipocrite. Ho scritto una lettera a Padellaro al riguardo ma non mi ha nemmeno risposto.

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    1. Non è un troll, purtroppo.
      Gomez e Padellaro non rispondono mai, non è la prima volta.
      Se leggi più sopra, ci sono gli aggiornamenti.

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