lunedì 26 marzo 2012

L'ossessione di Massimo

Erano giorni che aspettavo, poi oggi, mentre guardo Friends, un post su faccialibro finalmente mi porta il tanto atteso dono: Massimo Fini è tornato!

Già il titolo mi emoziona.
Mollo tutto e mi accingo alla lettura, certa che anche questa volta non sarò delusa. Voglio merda e so che merda avrò.

L'articolo è stato ispirato al nostro adorato dalla partecipazione ad una puntata di Agorà, insieme a Carfagna, Rosa Calipari (moglie di) Pd (sic), e il sociologo Ferrarotti. 
Tema della puntata, la violenza sulle donne.

Massimo parte citando Lawrence e il suo "La verga di Aronne", che non conosco:
“Quasi tutti gli uomini, nel momento stesso in cui impongono i loro egoistici diritti di maschi padroni, tacitamente accettano il fatto della superiorità della donna come apportatrice di vita. Tacitamente credono nel culto di ciò che è femminile. E per quanto possano reagire contro questa credenza, detestando le loro donne, ricorrendo alle prostitute, all'alcol e a qualsiasi altra cosa, in ribellione contro questo grande dogma ignominioso della sacra superiorità della donna, pure non fanno ancor sempre che profanare il dio della loro vera fede. Profanando la donna essi continuano, per quanto negativamente, a concederle il loro culto”
Insomma, a quanto pare, se un uomo ti stupra, è perché in realtà ti venera e ha intimamente paura della tua superiorità "come apportatrice di vita".
Diciamo che il fatto che queste parole siano citate da uno che sostiene che in quanto donna non sei altro che una "razza nemica" e che conviene masturbarsi dietro una siepe piuttosto che avere a che fare con te, mi irrita non poco e mi fa passare la voglia di andarmi a leggere Lawrence.

Comunque, Massimo continua l'esegesi del testo:
Insomma l'aggressività dell'uomo nei confronti della donna dipende da un incoffessato e inconfessabile 'inferiority complex'
 Certo, Lawrence scrive 
ai primi del Novecento e si riferisce agli uomini dell'aristocrazia e dell'alta borghesia e alle loro modalità per umiliare la donna, ma il discorso vale per qualsiasi ceto anche se le modalità sono meno sottili, più dirette e brutali.
Prima c'era tutta una filosofia dietro lo stupro e la violenza sulle donne, mica come adesso, che manca tutta quella sottigliezza. Adesso ti ammazzano e basta, non ci stanno troppo a filosofeggiare intorno.

Secondo Massimo il vero problema è che 
oggi l'uomo, privato della possibilità di esercitare il suo ruolo virile (non può più provarsi in guerra, sostituito dalle macchine, non c'è più il servizio militare né il nazionalismo passionale, la forza fisica, con tecnologia, non conta più nulla) sente in modo particolarmente acuto questa sua inadeguatezza nei confronti della donna che un ruolo, quello di procreare, comunque lo conserva, anche se non ne fa più lo scopo della sua vita, e questo può far scattare, per contraccolpo, un surplus di aggressività.
Sì, lo so che lo avete già letto. 
Questa cosa dell'impossibilità di andare in guerra ad ammazzare i suoi simili per Massimo Fini è un problema immenso, l'origine di quasi tutti i mali. Almeno di quelli che non derivano dalle donne.

In pratica, non potendo andare in guerra o fare volate eroiche come D'Annunzio, l'uomo non è in grado di sfogare il dolore che prova sentendosi inferiore alle donne e quindi tende a picchiarle, stuprarle, ucciderle.

Ma non è colpa sua. E' colpa di chi ha pensato bene di togliere la naja obbligatoria. A saperlo avrei fatto una petizione per mantenerla e anzi portarla ad almeno tre anni.

La donna ha un ruolo, quello di procreare e nessuno può toglierglielo per decreto legge. 
Poveri uomini, come non capire il loro dramma?
Togliendoli dalle trincee li abbiamo evirati, farci massacrare è il minimo: in fondo noi possiamo pur sempre partorire.
Stronze egoiste che non siamo altro.

A lui, comunque, certe stronzate non parevano un discorso contro la donna. Al contrario.
Sostenere che il solo ruolo che spetta ad una donna è quello di procreare e che questa sua capacità possa essere vista dall'uomo come una specie di "provocazione" non è un discorso contro la donna. Al contrario.
Dire che se un uomo ti massacra (fatevi un giro su Bollettino di Guerra, tanto per avere un'idea di cosa si stia parlando) è perché in fondo ha un incoffessato e inconfessabile 'inferiority complex, non è un discorso contro la donna. Al contrario.

Povero Massimo, non riesce a capire perché
La Carfagna e la Calipari mi hanno accusato di 'giustificazionismo'. Mi ha colpito il tono di sufficienza della Calipari (“le tesi di Fini non mi interessano”) eppure se oggi è parlamentare non lo deve di certo alle sue preclare virtù, ma a quelle, virili, di suo marito che le portò fino alle estreme conseguenze.
Leggetelo bene questo periodo, perché c'è tutto.
C'è il disprezzo per la donna, che non vale niente se non in quanto moglie di un uomo virile, che è morto per salvare proprio una donna, peraltro.

Scomoda addirittura il fascismo, proprio lui, che della retorica fascista è pieno fino al midollo e la puzza la sento fin qui.

Dice: 

La Carfagna, dimentica, fra l'altro, che l'avevo difesa da un attacco realmente maschilista del suo collega in Pdl, l'inguardabile Paolo Guzzanti, riferendosi a un mio ormai famoso articolo pubblicato sul Fatto (“Le donne sono una razza nemica”, ha affermato che “le parole sono pietre” e che istigavo alla violenza sulle donne. Ho obbiettato che la pretesa di eliminare tutte le opinioni eterodosse è una pratica fascista anche se oggi si chiama democrazia. Stuart Mill, che era un liberale un po' più consistente di sora Carfagna, scrive “E' necessario anche proteggersi dalla tirannia dell'opinione e del sentimento predominanti” 'Sulla libertà' ).
Eccerto. 
Per Massimo Fini scrivere cose come: 
"Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe."
e lo scritto "Sulla libertà" di Mill  sono la medesima cosa. 
A Massimo sfugge, tra l'altro, il ruolo fondamentale di Harriet Taylor sulla stesura di Sulla Libertà e sul lavoro di Mill in generale.

E anche se tra me e Carfagna non c'è nulla in comune se non il genere e sebbene io non riesca (e non voglia) a trovare in lei nulla che ci possa avvicinare, chiamarla "sora Carfagna" in questo contesto è di per sé un giudizio che trasuda sessismo. 

Ma eccolo il vero Massimo Fini. Altro che Mill, Lawrence e verga di Aronne:
 Infine, anche se il campo è minatissimo perchè attiene proprio alla libertà individuale, troppo spesso le ragazze di oggi si comportano da 'vispe terese'. Citerò, per tutti, il caso, di qualche anno fa, di tre donzelle* che, sulle montagne di Abruzzo, passarono tutte sculettanti davanti a un pastore di pecore macedone che, non sapendo né leggere né scrivere, ma riconoscendo solo i propri istinti, le inchiappettò. Girare al largo dei 'pastori macedoni', pieni di alcol e coca, con i freni inibitori abbassati come le loro brache, che circolano nelle zone d'ombra intorno alle discoteche**, non è pruderie moralistica, ma elementare prudenza. Altrimenti si finisce come quei due idioti che sono andati a provocare in Orissa.
Le inchiappettò.
Loro erano "vispe terese" in minigonna e quindi lui le inchiappettò.
La ragazza stuprata fuori dalla discoteca di Pizzoli non è stata prudente. E quindi lui l'ha devastata.

Se ti stuprano è perché tu non sei prudente.
Se ti stuprano è perché tu sei una mignotta in minigonna.
Se ti stuprano è perché tu te lo meriti.

Massimo Fini dovrebbe quantomeno avere le palle per dire che secondo lui lo stupro è colpa della troia che non è stata prudente. E non nascondersi dietro citazioni più o meno colte.

E Il Fatto Quotidiano dovrebbe smetterla di ospitare certa merda.

Perché questo non è giornalismo. Non è provocazione. 
E' solo MERDA.


* le "tre donzelle": due uccise, una stuprata, una salva per miracolo.

** fuori dalla discoteca una ragazza è stata stuprata con un oggetto che le ha causato lesioni anche all'apparato digerente e poi lasciata in mezzo alla neve in una pozza di sangue.

22 commenti:

  1. Il problema è che costui si pone come il sedicente sociologo (con tutte quelle maronate sulla perduta virilità maschia) di un'odio che in realtà non riesce nemmeno a gestire.. e infatti ci scappa sempre l'inevitabile commento sulle minigonne e lo sculettamento. E tra l'altro il commento sul macedone trasuda razzismo, oltre che sessismo.

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  2. Massimo Fini è semplicemente un grande!

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    1. Aaaahhhh, tu devi essere uno degli stupratori sopra citati..

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    2. Ti auguro di essere inchiappettato da un pastore macedone e che Massimo Fini ti dica "è stata colpa tua"

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    3. Se non altro lui ci mette nome e faccia. Tu sei solo uno stronzo anonimo.

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    4. si un grande idiota come peraltro chi lo ammira!!!

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  3. Il motivo per cui non leggo il Fatto, non compro il Fatto, non mi abbono al fatto ha un nome e cognome, quello che citi tu qui sopra. Io non so chi sia e da dove venga costui, ma se le citazioni che hai messo corrispondono questo non ha solo un grosso problema con se stesso. Ne ha 8-10 che richiederebbero uno bravo. Ma bravo bravo, eh.

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  4. Che poi, MF, se proprio ci tieni tanto alla "virile" prova della guerra, accomodati pure: di conflitti in giro per il mondo ce ne sono tanti, puoi approfittarne quando vuoi.
    Questo articolo del Guardian calza alla perfezione secondo me: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/feb/24/sexual-violence-women-cult-masculinity

    @Valentina, il problema di MF è che è convinto nel più profondo di essere un prode guerriero che difende i bastioni della "vera virilità"® e degli "antichi valori"® dalla mollezza insana causata dalla civiltà delle macchine e dalla feminilizzazione dei maschi. Insomma, prima di tutte queste diavolerie moderne si stava meglio e il mondo era perfetto, prima del computer, delle biotecnologie, della lavatrice, della macchina a vapore, della staffa, della ruota, delle amigdale di selce, e così via... In fondo, è semplicemente un fascista che vorrebbe un mondo dove lui non rischia di perdere i suoi privilegi di maschio, bianco ed eterosessuale.
    Il commento razzista, poi, è molto interessante, mi pare il giusto coronamento a tante idiozie sessiste.

    @Anonimo, contento tu, a me stimola solo la motilità intestinale.

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  5. C'è gente che è veramente uscita fuori di capoccia. Da Massimo Fini a Paolo Barnard, ce n'era di gente con un cervello e un'intelligenza. Ma negli ultimi anni si sono involuti in maniera terribile, prigionieri delle loro idee sempre più assurde. Mi fanno pena, tristezza, e mi sono di monito.

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  6. E non si rende neanche conto, poveraccio, che sta dando dei decerebrati senza controllo agli uomini, preda e schiavi delle loro pulsioni ormonali, alla faccia del tanto decantato raziocinio maschile. Che se sui monti dell'Abruzzo ci fosse passato lui in lederhosen, l'eremita macedone se lo sarebbe inchiappettato senza fare un plissè, primo perchè uomo, poi perchè ignorante pastore, e pure macedone.

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  7. Il problema è che c'è qualcuno che pubblica questa merda.

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  8. da quel primo "articolo" avevo giurato che non avrei mai più letto il fatto quotidiano. in effetti non l'ho mai comprato e mai lo comprerò, ma qualche volta è capitato di leggere alcune pagine online di autori che mi piacciono. credo che farò a meno anche di quelle. non capisco perchè continuare a pubblicare sproloqui di questo tipo. non è libertà di stampa, e non è libertà di opiniuone perchè sulla violenza di genere non c'è opinione, ma solo dati di fatto. quest'uomo dovrebbe solo vergognarsi ed essere emarginato dal giornalismo italiano. eppure ha ancora spazio in un gironale che si definisce "di sinistra".

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  9. Non conoscevo finora le opinioni di Massimo Fini e francamente vivevo molto meglio. Non mi stupiscono le divagazioni sessiste-deliranti (purtroppo in rete e in TV ce ne sono a iosa) mi stupisce che sia ospitato su un quotidiano e che continui a divulgare odio in nome della libertà di pensiero. Un conto è uno squilibrato che inveisce contro le donne dalla sua solitaria pagina FB, un conto è un tizio che scrive in un giornale e parla in TV, come se non avessimo già in giro abbastanza odio misogino da doverlo alimentare tramite stampa e televisione. Possibile che non si possa far nulla?

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  10. Fini è inquietante; non trovo altre parole. Non mi sembra che affermi che le donne hanno nella procreazione il SOLO valore, ma semmai che in questo valore si crea una distanza che surclassa e spiazza il genere maschile. E' disarmante - e fa cadere le braccia - che prenda posizione dall'assunto che per definizione tutto il genere maschile ha sempre negato e la cultura maschilista negherebbe fino alla morte, per poi giungere a dire cose ingiustificabili e pericolose.

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  11. Leggere l'articolo di Fini mi ha fatto venire voglia di vomitare. Hai ragione: non è giornalismo, nè provocazione,è solo merda che dimostra totale mancanza di empatia verso le vittime e simpatia verso i carnefici (che il Fini soffra di un malcelato desiderio di emulazione?!). Avete fatto bene a scrivere una lettera a Lorella, Lidia, Caterina a Giovanna. Il fatto deve smetterla di pubblicare questa roba.

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  12. Massimo Fini come giornalista è sempre stato ottimo,purtroppo certe volte delira e insulta a destra e manca(contro le donne e i cani sopratutto)sarà per via di problemi personali(?),che poi tra l'altro ha un'aspetto tutt'altro che virile,è ebreo ma certe volte fa dichiarazioni filonaziste ecc ecc.Credo che molti dei suoi deliri siano più che altro ciniche provocazioni andate a male.Insomma,meglio che parli di politica invece di imbattersi in pseudosociologia,ne saranno graditi in molti.

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  13. Dal sito di Massimo Fini "Chiedo scusa ai lettori"

    "Quando uno commette un errore, oltretutto assai grave, deve avere il coraggio e l’umiltà di ammetterlo. Non sapevo, o non ricordavo, che due delle tre ragazze d’Abruzzo di cui parlavo nella mia rubrica di sabato, oltre a essere state violentate, furono poi uccise dal pastore di pecore macedone. La sostanza non cambia perché lo stupro è un fatto già in sé gravissimo (per le conseguenze psicologiche che ha sulla vittima fino a determinarne, in seguito, l’intera sessualità), ma l’omicidio lo rende ancora più infame. Così il riferimento al “pastore macedone”, probabilmente già sgradevole e comunque equivocabile, diventa sgradevolissimo. Nella chiusa del mio articolo volevo solo invitare donne e uomini (per questo l’accenno ai turisti del folklore in Orissa) a una elementare prudenza, perché l’uomo non è quello che, illuministicamente e astrattamente, vorremmo che fosse, ma resta, nel concreto, quello che è sempre stato. Ma l’ho fatto nel peggiore dei modi e, per soprammercato, con una punta di arroganza in cui, in genere, non mi riconosco. Chiedo scusa ai lettori del Fatto e del blog e, soprattutto, a chi ebbe e ha care le vittime di quel lontano misfatto." http://www.massimofini.it/articoli/chiedo-scusa-ai-lettori

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    1. Ho risposto sopra alle "scuse".

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  14. Un commento interessante preso dal web "Mi stupisce sempre il fatto che non ci siano donne a difendere le volutamente crude e provocatorie parole di Fini. Da donna, convinta del valore della donna, più in quanto femmina che in quanto “uoma”, mi stupisce che nessuna alzi mai la testa per andare oltre il tono – ripeto, volutamente provocatorio- e riflettere su quale sia veramente la critica. Il libro di Fini “Di(zion)ario erotico – Manuale contro la donna a favore della femmina” è uno dei libri più significativi che io abbia mai letto (molti, veramente molti) sul rapporto uomo-donna. Quando Fini “difende” lo stupro, in realtà dice altro e io che ho letto tutto, ma proprio tutto quello che ha scritto (compreso “l’elogio della guerra”: prima di parlare, leggete!!) mi sono resa conto che le cosiddette femministe contemporanee non elogiano mai, ma proprio mai alcunchè di “femminile”, mentre fini stronca tutti gli atteggiamenti aggressivi, prevaricatori e mascolini che in nome dell’”uguaglianza dei sessi” le femministe contemporanee hanno assunto: come dire “faccio l’uomo meglio di te… facciamo a braccio di ferro?” Fatemi la cortesia di leggere attentemente, di riflettere su quali siano le critiche reali e quali le provocazioni, di chiedervi se forse non c’è qualcosa di importante che Fini sta dicendo: i rapporti tra i sessi si sono totalmente stravolti e, invece di fare di tutto per dimostrare che la femmina (il femmineo, quello che rende una donna speciale, chiamatelo come volete!!) vale quanto un uomo, ci siamo sostituite ai maschi, facciamo le stesse cose e passiamo il tempo a sminuirli e a farli sentire inutili. Noi lavoriamo, mandiamo avanti le case e facciamo i figli… loro? Ridotti a contenitori di sperma, bambinoni da accudire, se non ci fossero sarebbe tutto più semplice! Lavoro in campo educativo da 15 anni, vedo le famiglie dall’interno: di mariti soddisfatti pochissimi! Di donne saccenti, aggressive, sminuenti, presuntuose: decine! Abbiamo perso la capacità di accogliere e accudire l’altro: impresa eroica, l’avevamo nel dna. Abbiamo perso la grazia e il pudore. Siamo diventate maschi con le tette! Grazie a tutte per l’impegno profuso!
    "

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  15. @Anonimo
    Dire che le donne sono saccenti, aggressive e castranti è vero, ma solo tanto quanto lo è dire che gli uomini sono maschilisti, attaccati al loro privilegio di uomo etero bianco, sessisti, etc...ovvero cliché! Le donne seriamente convinte della uguaglianza tra uomo e donna e dotate di un minimo di capacità di analisi e di obiettività (quindi non vittime di nuovi stereotipi e polarizzazioni inutili) non pensano a fare la guerra agli uomini, ma a cercarne la collaborazione:si chiama postfemminismo!Siamo entrate in una nuova fase del movimento delle donne,perchè vogliamo continuare a tirar fuori posizioni ed atteggiamenti di persone ignoranti ed insicure, che fortunatamente stanno scomparendo? Forse perchè fa comodo vedere ancora le donne come frigide femministe antiuomini a priori? E' finito il tempo del "non mi depilo per andare contro gli uomini"...gli uomini dovrebber solo prendere spunto da quello che le donne stanno cercando di costruire per sè stesse e rimettersi in discussione in una società cambiatissima da un secolo a questa parte!

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  16. le donne sono moralmente e intellettualmente pari agli uomini nel bene come nel male, gli uomini come le donne possono comportarsi in maniera più o meno buona o più o meno cattiva (ma davvero c'è bisogno di dirlo?)
    Un consiglio: leggete Lawrence se volete, e lasciate perdere Massimo Fini

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