mercoledì 27 giugno 2012

Di minigonne e "giornalismo".


Hollande ha vinto le elezioni e il suo governo ha ben diciassette donne su trentaquattro ministeri. 
Il che, calcolatrice alla mano, vuol dire 50E50, mentre qui ancora si discute di quote rosa.

Logico quindi che la notizia venga riportata dai media italiani: da noi una cosa del genere non solo non s'è  mai vista, ma pare fantascienza, se pensiamo che una giunta regionale è stata appena dichiarata illegittima proprio per l'assenza di parità di genere.

Solo che ai nostri giornalisti non interessano i curricula o le esperienze delle ministre: quello che conta è se sono gnocche, se hanno il marito ricco, se sono lesbiche (e qui so' cinquanta punti e almeno un articolo a settimana coi dettagli zozzi) e quanto è lunga la loro gonna.
Capita così che il quotidiano più importante del paese (quello più venduto, non il migliore, è chiaro), decida di regalarci una galleria fotografica sul vestiario delle ministre in questione, svilendone la professionalità e ridicolizzandone il ruolo.

Hollandette, le chiama, avvicinandole così a veline, letterine e quant'altro, tanto per ribadire che una donna di potere deve avere un uomo alle spalle, deve essere la -dette di qualcuno.
E "in gamba", tanto per non dimenticare che l'Italia su queste questioni è rimasta agli anni '50.



2 commenti:

  1. "Quello più venduto, non il migliore, chiaro." Ti adoro.

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  2. Brava, grande.
    Fanculo a tutto questo giornalismo spazzatura.

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