venerdì 7 settembre 2012

Qualcosa è andato storto.

Cosa fai se on line trovi questa cosa?

E soprattutto, cosa fai se scopri che a crearla non è stato un adolescente brufoloso che non ha mai visto una donna nuda in vita sua, ma -da quello che si evince dai commenti- un paio di ragazzine che non arrivano a quindici anni?

Come fai a spiegare a quelle ragazzine che cos'è che ti manda in bestia, che ti fa rabbia e che quasi ti fa piangere?

Come fai ad affrontare su facebook i commenti divertiti delle ragazze, che sembrano trovare divertente che un uomo possa considerarle delle cagne?

Di nuovo vi chiedo quello che ho scritto poco fa: venite a dirmi che non abbiamo un problema, ma dimostratemelo e cercate di essere convincenti. 
Perché se una ragazzina di quindici anni ride se i suoi amici la chiamano puttana e anzi trova divertente mettersi una maglietta con scritto "stasera faccio la cagna", evidentemente qualcosa è andato storto.

7 commenti:

  1. sai come si fa a spiegare a una ragazzi di 15 anni che sta cosa ti manda in bestia?
    Con due schiaffoni!
    Poi le spieghi il concetto in modo chiaro a parole e se non lo capisce, schiaffoni!
    Perché una tale rincoglionita/e merita una bufera di schiaffoni!

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  2. Mi ricorda ciò di cui parla Ariel Levy in "Sporche femmine scioviniste", ovvero il fenomeno delle teenager statunitensi che per essere popolari fanno sesso con i coetanei (anche senza venire, non importa) e mettono in circolazione video in cui si masturbano.
    Ci siamo arrivate anche noi, infine.

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  3. ehm...le ragazze non dovrebbero essere costrette a schiaffi, sono le maglie che non dovrebbero essere prodotte, ma non con la censura, ma perchè l'idea che "cagna" = schiava sessuale sfogatoio sia sexy provocante o divertente non dovrebbe proprio risultare accattivante, perchè non lo è, a meno che non si trattasse di una linea con tutti gli animali..

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  4. Evidentemente un bel po' di genitori ha smarrito il senso della vita per correre dietro all'apparire invece che all'essere e ha messo al mondo ed "educato" dei mostri. E non mi si venga a dire che anche ai miei tempi c'erano ....

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  5. Non sono d'accordo con gli schiaffoni.
    Si educa parlando, confrontandosi, cercando e facendo propria una diversa rappresentazione di sé in questo mondo.
    Evidentemente il problema è a monte e viene in larga parte dalla rappresentazione del femminile nella società. Gli schiaffi di un genitore alla figlia (o al figlio, perché se parliamo di educazione mi pare chiaro che tocca pensare anche al ragazzo che si sente in diritto di dire di una donna che è una "cagna") non vanno minimamente a toccare la base del problema, semmai reprimono, spesso ottenendo un risultato diametralmente opposto all'intenzione.

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  6. Sì, il problema è a monte, ed è sempre lo stesso: le donne sono sempre state educate (dalla famiglia, dalla società, dalle amicizie, dalla cultura, insomma) all'imperativo di piacere agli uomini. E questo è uno dei modi contemporanei che alle donne viene proposto per piacere agli uomini: è più spudorato di tante diverse modalità passate, ma lo scopo è lo stesso. Quindi il problema è lo scopo, cioè la funzione che le donne imparano ad assegnare a sé stesse: piacere agli uomini.

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