lunedì 3 dicembre 2012

Se questi sono gli uomini

Sono più di cento le donne uccise dall'inizio dell'anno, anche quest'anno.
 
C'è una parola per dirlo, femminicidio, ma a molti questa parola proprio non piace.
È cacofonica, brutta, fuorviante, un neologismo esterofilo che non esiste in italiano... scuse per non dire che più di cento donne dall'inizio dell'anno sono state ammazzate in quanto donne
Uccise nella maggioranza dei casi da mariti, fidanzati, ex compagni, padri. Uccise nelle loro case, nei posti di lavoro, nelle vie delle loro città.
 
Uccise da uomini che non hanno voluto accettare un "no" come risposta alla violenza e ad una vita d'inferno, da uomini che credono che una donna non abbia il diritto di chiudere una relazione, di cominciarne una nuova, di non accettare violenza, umiliazioni, soprusi, di voler vivere una vita diversa.

Iacona racconta alcune delle storie di questo 2012 e lo fa soffermandosi con attenzione sui contesti, sulle famiglie, sulle relazioni, sulle amicizie di quelle donne, dimostrandoci -se mai ce ne fosse ancora bisogno- che l'assassino non è un orco che viene da lontano, ma è il fidanzato, il marito, l'ex compagno, l'uomo che diceva di amarle.
 
Uomini che hanno trattato le donne con cui vivevano come oggetti di proprietà e che davanti alla possibilità di perdere il loro potere hanno reagito uccidendo, spesso senza risparmiare i figli, vittime anch'essi o testimoni del delitto.

L'indagine, però, non si ferma qui, ma chiede a chi la violenza sulle donne la combatte ogni giorno di cosa ci sia davvero bisogno, cos'è che manca in Italia perché si possa davvero vincere quella che lui chiama una "guerra". 

E allora ecco che esce fuori quello che tante chiedono a gran voce da anni: più risorse ai centri antiviolenza, più finanziamenti per aumentare il numero dei posti letto per le donne che lasciano la propria casa e non hanno un luogo sicuro dove andare, formazione di personale qualificato, che possa essere un primo fondamentale aiuto alle donne in difficoltà, dialogo con le ragazze e i ragazzi nelle scuole...

Non è difficile e si salverebbero decine e decine di vite. 

Eppure...

Eppure si tagliano i fondi, non ci sono spazi e i soldi per combattere la violenza sulle donne non ci sono mai, anche se, come ben spiegato nel libro, il risparmio a lungo termine dei costi sociali della violenza sarebbe enorme.

È come se nonostante una donna venga ammazzata ogni due giorni il problema non fosse ancora sentito come pressante dalla politica e dalle istituzioni.
 
Oh, certo, ci sono decine di articoli in merito, ci sono giornali che addirittura hanno la sezione "femminicidio" ben incastrata tra una tetta e un culo, ma quello che mi pare si eviti di affrontare davvero è esattamente quello che Iacona racconta nel libro: la mancanza di una rete davvero capillare per le donne in difficoltà, o meglio, le enormi difficoltà in cui si trova di chi combatte la violenza sulle donne nel far fronte alle mancanze e ai silenzi delle amministrazioni e dei governi.
Basta vedere l'elenco dei centri antiviolenza nelle ultime pagine.
Non bastano, non sono abbastanza, non tutti hanno posti letto per accogliere le donne e i loro figli.

Ho sentito Iacona presentare il suo libro nello spazio daSud e anche se su alcune cose proprio non ci capiamo ("le donne sono il sale della vita", per dire, mi ha mandata ai matti), penso che il fatto che un giornalista noto, apprezzato ed impegnato come lui abbia deciso di parlare apertamente di femminicidio, di metterci la faccia, di dire questa parola che a quanto pare fa paura e di dirla da uomo.
 
Che non è poco, visti i tempi.



3 commenti:

  1. Mi spiace che non ci sia nessun commento, in special modo degli uomini. La strada da fare è ancora molta.

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  2. Mi fa piacere che Iacona sia stato invitato a presentare il suo libro a SpaziodaSud, son certa che avrà trovato un contesto di partecipazione e di scambio di opinioni non inquinato da troppi riflettori. Quando sono andata alla sua prima presentazione ho trovato una folla straripante, nel senso letterale dell'espresione, e un clima di evento mondano che mi hanno lasciata un po' perplessa. Si vede che non si può avere tutto.

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