martedì 24 gennaio 2012

Boicotta OMSA

 Copio e incollo l'APPELLO PER UNA SOLIDARIETA' CONCRETA nei confronti delle lavoratrici OMSA pubblicato dal laboratorio Sguardi sui generis.
Per aderire è sufficiente inviare una mail a sguardisuigeneris@gmail.com.

Dal 2010 ormai prosegue la vertenza delle operaie dello stabilimento della Omsa di Faenza, minacciate di perdere il lavoro per una delocalizzazione della produzione che nulla ha a che vedere con la crisi e tutto ha a che fare con il profitto; la vigilia di Capodanno il gruppo GoldenLady ha comunicato alle 239 lavoratrici ancora occupate che il 12 marzo 2012, alla fine della cassa integrazione, saranno licenziate.
La perdita di qualsiasi scrupolo da parte dell'azienda ha sollevato la giusta  indignazione di molti/e, decis* a solidarizzare con la lotta di queste lavoratrici. Da tempo è partita una campagna di boicottaggio dei prodotti del gruppo che, anche grazie ai social media, sta raggiungendo un notevole livello di diffusione.
Come donne, collettivi e realtà autorganizzate vogliamo diffondere un appello per un'iniziativa congiunta in tutte le città italiane Sabato 28 Gennaio.
Con volantinaggi, striscioni, musica, presidi, flash mob ed ogni altro strumento utile, proponiamo una giornata di informazione e boicottaggio attivo di fronte ai punti vendita del gruppo GoldenLady (Golden Point).
Nel pieno dei saldi, quando all'azienda farebbe gola vendere il più possibile, vogliamo stare nelle strade per ricordare a chi pensa solo al proprio profitto che le scelte di produzione non possono passare sopra le nostre vite.
Diffondiamo questo appello a tutte le realtà organizzate, femministe e non, e alle singole persone che desiderano impegnarsi per dimostrare solidarietà concreta a questa lotta.

Piuttosto che vestire sfruttamento, 
le calze ce le disegneremo sul corpo!
 
 

lunedì 23 gennaio 2012

Di concerti, consolati e cadute dal pero.

Lo ammetto, quando sabato, appena tornata dal bellissimo incontro alla Casa Internazionale delle Donne ho sentito che a Che Tempo Che Fa ci sarebbe stato il SindacoDegliAltri, la mia prima reazione è stata di urlare ad A. di cambiare immediatamente canale e lasciarmi andare con lui al turpiloquio.

Poi però ci siamo detti che dovevamo essere persone mature, che quel coso è pur sempre quello che dovrebbe amministrare Roma e così abbiamo provato ad ascoltare, ma abbiamo resistito solo pochi minuti.

Oggi però volevo scrivere una cosa sul simpatico console fascista e canterino e non potevo non andare a vedere la puntata in questione.

A tale proposito, se qualcuno che lavora in Rai per qualche via traversa dovesse passare qui, vorrei che chiedesse a quelli di Che Tempo Che Fa di  pubblicare sul sito le trascrizioni delle puntate, perché giuro che per me è troppo difficile riuscire a sopportare la faccia del SindacoDegliAltri e i balbettii di Fazio insieme. Giuro, ci sto male.

Dunque, l'esordio del balbettante non è stato nemmeno male, tanto che io ed A. ci siamo guardati stupiti e increduli.
Fazio ricorda al SindacoDegliAltri i 35 omicidi, le gambizzazioni e le sparatorie varie dell'ultimo periodo (e il SindacoDegliAltri è strepitoso quando dice che la colpa è della crisi economica e se prima certe cose "finivano in una scazzottata", adesso ci sono le pistole) e pone una tra le domande più sensate della sua carriera.
Cito:
... in questo senso c'è stato un atteggiamento un po' superficiale nelle varie campagne elettorlali nell'accollare sempre a quelli che in quel momento governavano la responsabilitià di quel momento: città violenta perché la giunta [...]
...se si togliesse dalle campagne elettorali il tema della sicurezza per imputarlo agli altri...
Davvero, sentite queste parole io e A. siamo rimasti senza fiato.
Anvedi Fazio che ogni tanto è capace di dire qualcosa di "scomodo"!

Il SindacoDegliAltri ha cominciato a respirare affannosamente.
Il suo maschio petto patriota continuava a gonfiarsi, le braccia virilmente conserte, lo sguardo truce.

Credo che quei comunisti di Rai3 abbiano sabotato la sua poltrona, perché continuava a muoversi come se gli stesse andando a fuoco il didietro.

Ma il SindacoDegliAltri non è certo uno che si lascia abbattere così. È un combattente, lui, un camerata vecchio stile!
... be'... guardi, questo... cioè... non toglierlo per rimuoverlo, ma...
[...]
Nel 2008 (quando lui usò le violenze sessuali e lo stupro e poi l'omicidio di Giovanna Reggiani per vincere le elezioni) c'era un tema quasi a volerlo rimuovere (sic)
A questo punto noi ci aspettavamo l'affondo di Fazio.
Insomma, il SindacoDegliAltri è lì, ferito, morente, indifendibile: finiscilo, no?!
E invece no, niente. Sorrisi e balbettii, come da tradizione.
Tra un "vaffanculo" e un "servo" cambiamo canale.

Solo così ho perso, appunto, proprio il pezzo in cui il SindacoDegliAltri deve parlare di Vattani, che fu suo consigliere per le relazioni internazionali sia al Ministero dell'Agricoltura, sia in Campidoglio.

Le domande di Fazio, al solito, sono corrosive e scomode:
È ammissibile che nel 2012 ancora si cantino le cose di Salò? Cioè.. qua... quando finirà questa storia?
Il SindacoDegliAltri non esita:
Sia chiaro che Vattani è un diplomatico, cioè è una persona in carriera della Farnesina, quindi non è che me lo sono inventato io... ha fatto questa brutta performance (forse il SindacoDegliAltri preferisce la cinghiamattanza di Iannone?), adesso la Farnesina ha aperto un procedimento disciplinare e quindi credo che debba esserci (sic) delle sanzioni... non è ammissibile, questa è la mia risposta... tutte queste cose... basta.
Il nostalgismo adesso è una delle tante cose... va archiviato definitivamente

Ora, Fazio, io non posso insegnarti il mestiere, è ovvio, perché te stai alla Rai da anni e guadagni l'ira di dio, mentre io sto in un ufficio con uno stipendio di merda, ma una cosa sola vorrei dirtela.

Quando uno che permette che nella città che dovrebbe amministrare ci siano fascisti che scorazzano allegri e addirittura gli compra casa e casale ti dice che "il nostalgismo" deve essere archiviato, forse sarebbe il caso di fargli qualche domanda seria, no?
Chiedigli per esempio se è vero che il Comune di Roma, cioè IO, spende dei soldi per i fascisti del terzo millennio.
Chiedigli come sia possibile che un'associazione che si dichiara fascista possa prendere il 5 x 1000 in un paese la cui Costituzione ripudia il fascismo.
Chiedigli perché a questa gente verrà concesso di manifestare il prossimo febbraio quando in Italia esiste il reato di apologia del fascismo e agli studenti medi in corteo si risponde coi manganelli.

Avoja a chiede, Fabbiè...
Perché è tanto bello esse tutti amici e volemose bene ché semo romani (che poi quello lì a Roma c'è venuto a dodici anni quindi basta co' sta storia che è romano e basta che quando lo imitate parlate romano: lui non c'è manco bòno), ma se poi quelli che lui difende sono picchiatori e assassini, non è pensabile credere alla favoletta che il poro Vattani nessuno lo sapeva che cantava co' Iannone a CasademmerdaPound, no?

Non serve essere fini giornalisti: ci stanno le foto.

Osservatorio Repressione

LINKIESTA

domenica 22 gennaio 2012

La vita siamo noi.

Sabato 21 gennaio la Casa Internazionale delle Donne di Roma ha ospitato l’incontro “La vita siamo noi”, organizzato dall'Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia per parlare della situazione dei nostri consultori e delle decine di tentativi da parte delle varie amministrazioni comunali e regionali di distruggerli e di impedire di fatto alle donne di interrompere una gravidanza, come appunto succede nel Lazio con la "nostra" Tarzia.

All'incontro hanno partecipato diverse realtà locali, perché, come ha sottolineato l'Assemlea, non è solo nel Lazio che si sta portando avanti un attacco continuo e ripetuto all'autodeterminazione delle donne: dalle compagne del collettivo Medea, ad esempio, sappiamo che in Piemonte la giunta Cota con il suo "Patto per la vita e la famiglia", sta di fatto decidendo la sparizione dei consultori. In molte altre regioni italiane, poi, i tagli ai finanziamenti significano carenze sempre più gravi e quindi problemi sempre maggiori per le donne che si rivolgono ai consultori. Ovunque, simili proposte sono un attacco indiscriminato alla legge 194.

Tutto questo nonostante i dati ci dicano che gli aborti sono in calo e che questo calo è dovuto anche al lavoro delle operatrici e degli operatori dei consultori, che non sono degli "abortifici", come qualcuno vuole credere, ma luoghi di ascolto, cura e insegnamento.

Le testimonianze dai territori mostrano più o meno le medesime criticità: le nuove proposte di legge non parlano più di una reale promozione della salute, di una seria educazione sessuale, di contraccezione, come se queste non fossero le basi per la prevenzione dell'aborto.

Interessante (ma quasi una conferma, almeno per me) è stato sentire dalle compagne di regioni diverse che questi attacchi non sono un'esclusiva delle destre. Anche in regioni storicamente "rosse" e attualmente governate dal centrosinistra, la situazione, a parte qualche oasi felice, non è affatto tranquillizzante.

Dopo un'assemblea plenaria stracolma, sono iniziati i lavori dei tre tavoli: CORPO, DIRITTI, SERVIZI.

Il Tavolo Corpo ci ha presentato tre punti fondamentali dai quali non possiamo prescindere:
- Sessualità: dobbiamo chiederci quale sia il livello di informazione delle donne riguardo sessualità, corpo e diritti. Sembra che ci sia una diffusa paura della sessualità femminile, che ancora nel 2012 deve essere in qualche modo "addomesticata". Noi donne per prime dobbiamo opporci alla rappresentazione che altri danno di noi con i nostri corpi reali. E soprattutto è necessaria un'educazione sessuale che insegni alle più giovani come è fatto il loro corpo.
- Consultori, 194, obiezione di coscienza: è necessario riappropriarci del nostro corpo e della nostra soggettività. Dobbiamo reinventare i consultori, tendendo il buono e pretendendo il meglio: le donne devono rientrare nei consultori con i loro problemi, le domande, le richieste.
E dobbiamo lottare contro l'obiezione di coscienza, ormai una facile scelta di comodo che aiuta a fare carriera.
- Medicalizzazione e maternità: qui è in gioco non solo la nostra autodeterminazione, ma anche la nostra vita. Una ragazza di diciannove anni è morta per un parto cesareo e questo non è accettabile in un paese che si dice civile. Il fatto che in Italia il parto sia sempre più affrontato come una "malattia" la dice lunga (consiglio la lettura di Madri cattive. Una riflessione su bioetica e gravidanza ,Caterina Botti, Il Saggiatore, 2007)

Il Tavolo Servizi è sembrato un tavolo più "tecnico", data la maggioranza di addette ai lavori presenti, ma ha portato alla luce problematiche che si sono rivelate comuni agli altri tavoli. E' stato sottolineato come solo il servizio pubblico garantisca laicità ed ascolto per tutte (e tutti, se è vero, come hanno detto le sociologhe della SOIS, che nei consultori ci vanno anche i maschi). Quindi è fondamentale che il pubblico sia finanziato sempre di più e che sia sempre più connesso con i territori e con le realtà che in questi operano, come i centri antiviolenza.
Tra le proposte più interessanti, quella di entrare nelle facoltà di medicina, perché chi studia ginecologia deve sapere che si troverà a dover affrontare delle interruzioni di gravidanza (e se proprio non gli piace, andasse a fare l'otorino).
Anche da questo tavolo è emersa la necessità di avere una lista dei medici obiettori, magari non pubblica (per evitare polemiche sulla privacy), ma almeno consultabile dagli addetti ai lavori per poter indirizzare le donne che intendono abortire o che hanno bisogno della pillola del giorno dopo (che molte di noi vorrebbero diventasse un farmaco da banco, come in larga parte del mondo civile).
Inoltre, più donne hanno ribadito che chi obietta non può in nessun modo fare la diagnosi prenatale.

Anche il Tavolo Diritti ha ribadito l'attacco alla nostra autodeterminazione, sottolineando come l'attacco alle donne vada oltre, come possiamo vedere ogni giorno in ciò che accade sul lavoro, dove i diritti acquisiti vengono continuamente ridefiniti e ristretti soprattutto sulla pelle delle donne. Diventa allora fondamentale la difesa e la tutela di tutti quei diritti che noi, "come donne bianche, più o meno colte e di ceto medio", stiamo dando per scontati.

L'assemblea plenaria si è sciolta con il desiderio e la promessa di incontrarsi di nuovo e di portare avanti azioni di lotta per i diritti di tutte.

Qualche link utile:
Legge 22 maggio 1978, n.194: Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza.

mercoledì 18 gennaio 2012

Di naufragi, turpiloquio e imbecillità diffusa.

Succede che una nave da crociera va a fondo.
Succede che ad ora sono stati recuperati 11 cadaveri, che non devono avere avuto una bella morte.
Succede che ci sarà anche un disastro ambientale.
Succede che ci sono le registrazioni delle telefonate tra un capitano che pare un imbecille e uno della guardia costiera che gli ordina di fare qualcosa dicendo "cazzo".
Succede che pare che ci siano delle magliette "vada a bordo cazzo", pensate mentre ancora si cercano corpi in mare.
Succede che su facebook qualche imbecille ha aperto una pagina, Le scuse di Capitan Schettino per non stare sulla nave e che migliaia di persone si stiano divertendo a condividerla. E come questa c'è tanta altra merda simile. 
Evidentemente la gente trova impossibile non ridere sentendo la parola "cazzo" associata a undici morti e una trentina di dispersi. Il fascino del turpiloquio.

Due giorni fa due miei amici pensavano che si potesse ridere del femminicidio, fare battute idiote sulle donne morte ammazzate.
Oggi, tutti trovano irresistibile dire "vada a bordo cazzo".

Questo paese merita di affondare.



http://video.repubblica.it/rubriche/la-fotografia/de-falco-troppo-facile-chiamarlo-eroe/86060?video

Qui La Fotografia di Merlo, che non sempre mi piace, ma che stavolta mi trova abbastanza d'accordo.

La marcia su Roma

Alla fine ce l'hanno fatta.
Giornalisti, scrittori, speakers, "opinionisti" (che poi che cavolo di lavoro è "l'opinionista" io non l'ho mai capito), che da anni si battono per dirci che i fascisti sono bravi ragazzi, che se anche prendono a sprangate, picchiano, ammazzano, in fondo sono persone come  noi e hanno il diritto a manifestare nelle nostre città, hanno vinto: l'opera di sdoganamento sta arrivando rapida alla sua conclusione. 

La legittimazione del fascismo, nel 2012, è finalmente avvenuta.

In fondo tra opere di ripulitura e riverginazioni c'eravamo quasi (valga per tutti l'esempio di Fini, da delfino di Almirante che diceva "Mussolini è stato il più grande statista del secolo e i froci non possono insegnare alle elementari" a paladino della democrazia parlamentare), ma ci si era concentrati troppo sulla parte istituzionale e poco su quella di strada.

Insomma, chi avrebbe mai potuto immaginare fino a qualche anno fa, che un picchiatore fascista avrebbe potuto presentarsi alle elezioni di un paese che nella Costituzione stessa condanna il fascismo?

Alle prossime elezioni comunali CasademmerdaPound ha deciso di candidarsi
C'hanno pure i manifesti, che si muovono tra il loro classico vittimismo piagnone, con la citazione delle brutte parole che hanno detto su di loro quei bruti di Zingaretti, Polverini e SindacoDegliAltri, e la loro maschia spavalderia fascista, che comunque, come dice Cr., son fatti bene (d'altra parte, lo erano anche quelli di Goebbels).

Il vicepresidente della casa del fascio, Simone Di Stefano, ha detto
 «E' nostra intenzione candidarci alle prossime elezioni del Comune di Roma con una lista e un nostro candidato a sindaco per il 2013. Lista che non avrà vicinanza con nessuno, neanche con Alemanno». 

Ingrati.

Che altro volete dal SindacoDegliAltri, la casa al mare? 
Quella in campagna che vi ha appena regalato per quando vi stancate di quella che vi ha comprato in città non vi basta più? 
Ingordi e irriconoscenti, ecco cosa siete.

Per quanto riguarda il candidato sindaco (cristosanto, mi viene da vomitare, giuro) dicono: «Stiamo lavorando sul nostro candidato sindaco, vogliamo coinvolgere qualcuno della società civile» e di nuovo cito il mio amico Cr., che si pone sempre delle domande di un certo livello: Una volta che hanno trovato 'sto poraccio tra la società civile, poi che fanno? Lo gambizzano?

Meritano, come sempre, le parole del SindacoDegliAltri in merito alla candidatura di CasademmerdaPound alle comunali 2013 (Maya, mi raccomando):
«Il fatto che Casapound abbia dichiarato di voler creare una lista per il 2013, con un proprio candidato sindaco, è la logica conseguenza della posizione che hanno sempre avuto e che non è affatto vicina al centrodestra» 

Poverino, non lo percepite anche voi il dolore di un uomo offeso? 
Dopo tutto quello che ha fatto per i fascisti del terzo millennio, questi si candidano per dimostrare di non essere affatto vicini al centrodestra. 
Certa gente non si merita proprio niente.
«Noi abbiamo sempre tenuto la stessa identica posizione di equilibrio sia nei confronti di forme antagoniste di sinistra che di destra, purché ci sia rispetto delle leggi e rifiuto di ogni forma di violenza. La nostra linea non si è affatto modificata rispetto a quella tenuta dal sindaco Veltroni nei confronti di Casapound».
Allora. SindacoDegliAltri. Checcazzostaiadì?

Sì, la storia di Veltroni è vera e infatti di vaffanculo se ne è presi a tonnellate, ma 'sta storia della "stessa identica posizione di equilibrio" è un'immensa stronzata.
Vallo a raccontare davanti all'Horus.
O magari a quei ragazzini che sono stati presi a sprangate dai tuoi amici camerati a piazza Navona.
Non è proprio "la stessa identica posizione. 
Ma magari sono io che cerco il marcio.

Comunque, davvero, il mio più sentito ringraziamento a tutti quelli che da anni ci raccontano le favolette su CasademmerdaPound e che però non c'hanno manco il coraggio di dichiararsi amici dei fascisti.

Ah, gira una voce a Roma: dice che il piddì candiderebbe Concita De Gregorio.
Perfetto.
Vogliono farmi abbandonare la città, mi pare chiaro.



lunedì 16 gennaio 2012

Di "omicidi di donne" e della "questione di genere"

Questo post non dovrei nemmeno scriverlo, non sono all'altezza, non ho le competenze per farlo.
Per scrivere questo post ci vorrebbero criminolog*, sociolog*, antropolog*, qualche -olog* che possa portare statistiche, letteratura, esempi, storie e tutto il resto, per avvalorare tesi e ipotesi.

Solo che oggi è successa una cosa. 
Una cosa non particolarmente "grave", in realtà. 
Anzi, è il grande classico che tutte noi, ogni volta che parliamo di femminicidio, ci troviamo davanti.
Dovrei esserci abituata, ma il fatto che sia successo proprio oggi, mentre un gruppo di maschilisti misogini stronzi (non ho altre parole, scusate la povertà di linguaggio) ha sporcato della sua merda il nome di una donna ammazzata da un ex fidanzato, arrivando a fare andare in bestia un padre che probabilmente in questo momento ha ben altri pensieri , mi ha fatto andare il sangue al cervello (su Femminismo a Sud c'è tutta la storia, con tanto di screenshot e rimandi interessanti).

Insomma, su FB ho postato l'ennesimo link di Bollettino di Guerra, il #12, quello che ci parla di Enza, uccisa dal marito.
Un mio contatto, uomo, lo rilancia immediatamente, scrivendo le mie stesse parole: "DODICI donne morte ammazzate in quindici giorni."
Io lo ringrazio. Sì, lo so che è una cosa assurda, ma davvero sento il bisogno di ringraziarlo per aver rilanciato quel post:  Grazie P. Grazie perché il silenzio davanti ai femminicidi è scandaloso. Lo scorso anno sono morte ammazzate 137 donne nell'indifferenza generale.

Pochi minuti, qualche "mi piace" e poi un commento di un altro mio contatto, anche stavolta uomo, che già altre volte aveva riso della mia "deriva femminista":  chissà quanti uomini sò morti nell'indifferenza generale...il femminicidio non l'avevo mai sentito...

Lo ammetto. Sono andata completamente fuori di testa.  Ho dato una rispostaccia acida, ho postato un paio di cose su cosa è il femminicidio e poi mi sono chiamata fuori: non avrei potuto reggere quella discussione. 
Non oggi. 
Non con chi ride di queste cose.
Non dopo aver letto la disperazione del papà di Stefania. 
Non dopo aver letto del marito di Enza, che l'ha uccisa e poi ha mentito per cavarsela.
O di Rosetta, strangolata e buttata per le scale da suo marito. 
O dei sette, otto colpi di pistola che hanno ucciso Grazyna
...
Oggi no, non potevo fermarmi a spiegare che il femminicidio è quella cosa che gli uomini ti uccidono in quanto sei donna.
Non ti uccidono perché hai rubato, perché sei una criminale, per difendersi da te: ti uccidono perché sei nata femmina. 
Ti uccidono perché sei e devi rimanere una cosa che deve stare al suo posto.
Donna schiava zitta e chiava, insomma.


Il concetto di femmicidio si estende aldila' della definizione giuridica di assassinio ed include quelle situazioni in cui la morte della donna rappresenta l'esito/la conseguenza di atteggiamenti o pratiche sociali misogine.”
Femminicidio (feminicidio) è per Marcela Lagarde «La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine -maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale- che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia».
(QUI)
Cosa non è chiaro? 
Quante donne ancora dovranno essere ammazzate perché si inizi a pensare che la violenza di genere non è una strana fissazione femminista? 
Quanto ci vorrà perché un amico che conosco da una vita intera non scriva MAI PIU' una stronzata come "Sabato sera mi stavano per ammazzare, ma mi son salvato. Evitato il maschicidio. I forbiti parlano di tentato ceracidio [ gioco di parole col soprannome]" mentre si parla di donne uccise? Mentre si dice a gente evidentemente ignorante in materia che la prima causa di morte per noi donne è un uomo che ci ammazza?
Come può questa gente, di cultura superiore alla media, di sinistra, che si informa, trovare che l'uccisione di dodici donne in sedici giorni sia un argomento di cui si può ridere? 
Come si può non capire che il sessismo, il machismo, una certa rappresentazione del femminile siano concause di ogni femminicidio?
Possibile che sia tanto complicato capire che se un maschio cresce in un mondo in cui la sola rappresentazione del femminile è quella di una cosa seminuda che si può prendere, toccare, usare e abusare, il suo rapporto con le donne sarà probabilmente viziato da quelle immagini e che lo stesso sarà per una donna, abituata fin da bambina a dover essere bella, disponibile e un po' cretina?
A volte mi chiedo se il mio sia davvero femminismo o semplice buonsenso.

venerdì 13 gennaio 2012

Affari immobiliari

da Militant
Ma sì, era ora!
Quei bravi ragazzi di casademmerdapound, quelli che giocano a pallone, che fanno i tornei e che vivono di volontariato e amore per il prossimo avevano bisogno di una casa in campagna.

Dopotutto via Napoleone III è un casino, c'è un sacco di traffico. 
E poi è troppo vicino a piazza Vittorio, che, come tutti sanno, è zona cinese e quando un cinese comincia a cucinare ti impuzzolisce tutti i panni stesi. 
Per non parlare di quando ci sono le manifestazioni di quei comunistacci brutti, che il SindacoDegliAltri ultimamente si diverte a far passare proprio lì dietro e quelli strillano, strillano che pare che chissà che c'hanno da dì.

Quella comunista giornalista de L'Unità scrive cose strane e si è fissata sulla data della "donazione", insinuando che il casale campagnolo sia una specie di "ricompensa" per la perdita di via Val d'Ala.
Il 24 maggio, infatti, è il giorno in cui Casapound accetta di essere sgomberata dallo stabile di via Val d’Ala.
 [...]
«Abbiamo raggiunto un accordo per sistemare le trenta famiglie occupanti», spiega proprio quel giorno alla stampa il vicepresidente di Casapound, Andrea Antonini, comunicando la notizia dell’avvenuto sgombero. Un’inversione di rotta rispetto a pochi giorni prima, quando, il 18 maggio, il leader di Casapound, Gianluca Iannone, minacciava: «Non ce ne andremo mai da via Val d’Ala». Cosa è successo nel frattempo? Ovviamente, dell’avvenuta consegna del casale nessuno si preoccupa di dare annuncio alla stampa. Il verbale firmato davanti al cancello di via dei Settebagni, scritto a mano e protocollato, attesta soltanto l’effettivo passaggio di consegne, con tanto di chiave affidata nelle mani dei nuovi custodi. Ma fa riferimento a un atto precedente con cui l’amministrazione ha ufficialmente ratificato la decisione di affidare all’Isola delle Tartarughe «numero due fabbricati rurali» con tanto di «area circostante per circa mq 30mila». 

Chissà se ci faranno una discoteca per prendersi a cinghiate nelle serate noiose. O magari un poligono di tiro per i loro intellettuali, ché si sa benissimo che dopo aver tanto letto e pensato uno ha bisogno di svagarsi.

giovedì 12 gennaio 2012

Ipocrisia post mortem.

Succede che a Roma due assassini romani, italiani, rumeni, marocchini (ancora stiamo cercando di capirlo una volta per tutte), ammazzano a pistolettate un uomo e una bambina cinesi e feriscono gravemente la madre.

Succede che il paese intero è sconvolto, senza parole, atterrito.

Diecimila persone in fiaccolata a Roma.
Il SindacoDegliAltri promette una strada.
Altre manifestazioni a Milano.

La foto col faccione bellissimo e sorridente della bimba è ovunque, non c'è giornale che non la mostri.

Succede che tutti davanti alle solite morbose telecamere hanno qualcosa da dire.

Chiamerò mia figlia Joy.
Erano brave persone.
Non davano fastidio a nessuno.
La mamma sorrideva sempre.
Probabilmente a dirlo sono gli stessi che "i cinesi puzzano", "al ristorante cinese non ci vado ché è sporco e ti fanno mangiare il gatto", "i cinesi sono troppi", "i cinesi hanno distrutto piazza Vittorio", "i cinesi se so' comprati tutto"...

Solo che stavolta è morta una bimba e il razzismo teniamolo un momento da parte, che quella era un'anima pura, signora mia. 

Mi viene in mente una scena di un film, credo La Principessa Sissi.
Insomma, lei non mi ricordo dove sta, comunque in Italia, e deve sfilare in mezzo alla folla o qualcosa del genere.
Tutti la schifano: è pur sempre il simbolo dell'oppressore austro-ungarico.
Poi non so da dove spunta fuori la figlia e le due si corrono incontro per abbracciarsi.
A quel punto l'italica folla, che fino a dodici secondi prima avrebbe volentieri fatto fuori la  principessa, comincia ad urlare "Viva la mamma".

Questa ipocrisia mi fa più schifo del razzismo.

mercoledì 4 gennaio 2012

Stronzi

"Stronzi" è in effetti il solo commento sensato. 
Io come al solito tendo ad usare troppe parole, ma la mia amica A. ha ragione: stronzi basta e avanza.

A Roma, il vicesindaco, Sveva Belviso, ha inaugurato 600 mq di cimitero per... boh, non lo so come devo dire.
Loro li chiamano "angeli", "bimbi mai nati", povere creature innocenti uccise dalla donna che più di tutti li avrebbe dovuti amare: la mamma.

"Giardino degli angeli", si chiama e sarà proprio accanto la parte di cimitero nella quale sono sepolti i bambini, quelli nati. 

Macabri, oltre che stronzi.

Un nuovo modo per colpevolizzare le donne che scelgono, per tutta una serie di motivi che a noi non devono interessare, di ricorrere all'aborto.
Ma in fondo il nodo del problema è esattamente questo: donne che scelgono.
Tre parole che ancora terrorizzano al solo pensarle.

Dice Belviso che questa genialata  
"risponde alle richieste di chi vuole assicurare al proprio bambino non nato un luogo di sepoltura che in mancanza di richieste esplicite verrebbe smaltito come rifiuto ospedaliero". 
Bambino? Quale bambino?  Di che mese stai parlando? Occhio, che io a certe sottigliezze ci tengo.
E soprattutto, se non ti faccio una richiesta esplicita, cosa ti da il diritto di procedere a quel macabro rito di sepoltura?
Continua dicendoci che il simpatico progetto  
"non vuole intaccare assolutamente i principi sanciti dalla L.194, quella sull'aborto ma vuole dare una risposta alle richieste di coloro che nel seppellire il loro figlio mai nato intendono restituire valore a quel feto che altrimenti verrebbe violato perché considerato rifiuto ospedaliero".
Ma scusa, non hai detto che questo accade "in mancanza di richieste esplicite"? Sveva, sii più precisa te ne prego. So' puntigliosa ultimamente.

E soprattutto, a differenza dei paladini del feto, io mi preoccupo di più per chi muore dopo essere nat* e per chi rimane in vita.
Mi preoccupo molto di più della donna che ha abortito.
Mi preoccupo molto di più dei bambini nati che muoiono ogni giorno.
Faccio mie le parole delle compagne di Femminismo a Sud: Cimiteri per gli embrioni. I figli dei migranti morti in mare invece li lasciamo ai pesci. Uno dei tanti modi per dare delle assassine alle donne che decidono di interrompere una gravidanza.

Sì, non c'è bisogno di tante parole: stronzi andrà benissimo. 


Leggetevi "Il cimitero dei feti visto da una bimba mai nata, e dalla sua mamma".
Vi sveglierà con un pugno nello stomaco.

martedì 3 gennaio 2012

Ho smesso di fumare

Ho fumato l'ultima Lucky Strike alle 00.21 del 01/01/2012.
Non sono felice di aver smesso, anzi, me rode  e pure tanto.
A me fumare piaceva. 
Mi piaceva il gesto, mi piaceva il sapore, mi piaceva tutto.

Comunque, questo è quanto.
Buon anno.