domenica 17 febbraio 2013

Er poro Oscar.

C'ha avuto una brutta malattia.
Gli hanno amputato le gambe.
Deve aver sofferto tanto.
Ha faticato ad arrivare lassù.
Sua madre è morta.
Suo padre dice che è a pezzi.
Ha pianto in tribunale.
La caduta degli dei.
Da Blade Runner a Blade Gunner.
Stanno strappando i suoi manifesti.
Gli sponsor sono scappati.
Non ha mai superato quel dolore.
Aveva tanto faticato per avere una vita piena e normale.
Prima lo adoravano tutti, ora sono tutti pronti a giudicare.
Deve essere terribile crescere senza gambe.
Ha sempre lottato per essere "normale".
Si è rovinato la vita.

Alla fine 'sti cazzi di Reeva.
Lei era solo una bella.
Faceva la modella, come tante.
Una delle donne più sexy del pianeta.

Lui l'ha ammazzata, rovinandosi la vita.

Però quella morta ammazzata è lei.

La stampa italiana ha dimostrato ancora una volta, se mai ne avessimo avuto bisogno, di essere disgustosa. 

Che sia femminicidio o meno, trovo ripugnante che si pianga di più la "caduta di un eroe" che la morte di una trentenne.

6 commenti:

  1. Grazie per questo post. Non avrei saputo esprimerlo meglio.

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  2. (La stampa italiana è merda. Nella fattispecie più che in altri contesti, anche)
    Io ci ho riflettuto. E ho concluso che, quando si sfugge al proprio dolore facendo i supereroi di cartapesta, volendo esagerare, si entra in un delirio di onnipotenza che maschera profondissime fragilità. E arriva il giorno in cui il finto equilibrio si spezza, causando rovina e distruzione.
    Pare che Pistorius fosse ossessionato dalla gelosia nei confronti di un altro uomo. Magari perché normodotato.
    Lei era evidentemente, nella sua mente malata, una proprietà, uno strumento, un'attestazione di successo e prestigio. Ne era geloso per quello che rappresentava per lui. Non era una persona, una donna, un essere umano con contorni propri.
    Di base, credo siano sempre queste le pulsioni che agitano la mente di ogni maschio che compie un crimine simile.

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  3. Se questo non è un femminicidio! Oggi decidono pure se scarcerarlo...

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  4. Eh si, lei era così bella, un oggettino praticamente!
    L'ennesima storia terribile di violenza banalizzata.

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