mercoledì 15 maggio 2013

S'io fossi Angelina.

Il notizione è che Angelina Jolie s'è fatta una doppia mastectomia perché aveva l'87% di probabilità di sviluppare il cancro al seno:
Mia madre ha combattuto il cancro per un decennio, ed è morta a 56 anni. Io ho un gene difettoso, il Brca1, che aumenta in maniera consistente il rischio di sviluppare il cancro al seno e alle ovaie.
La comunità medica "si divide": e senza sise come fai? Senza sise non sei più tu. E poi tanto il cancro può sempre venire altrove. E mica vorrai far diventare una che si fa togliere le sise un modello per le donne? E poi  comunque l'importante è farsi controllare e bla bla bla, ma nessuno che abbia il coraggio di dire una cosa semplicissima: visto che non sappiamo cosa cazzo fare con quei geni impazziti, ci sono donne che preferiscono la mastectomia al rischio e all'incertezza.

Se ci pensate su è questa la cosa veramente grave.

Decenni di ricerca, ma ancora non si sa niente, e ci sono donne che preferiscono operarsi per provare a prevenire la malattia. 

Una donna ogni otto si ammala di cancro al seno. 

E se una di loro dice che per ridurre il rischio di ammalarsi si è sottoposta a doppia mastectomia, il problema sembra essere quanto sei ancora donna senza seno.

E lo dicono medici e oncologi che vivono in un paese che chiude l'Ospedale Evangelico Valdese, centro di eccellenza per la cura del cancro. Solo io vedo l'orrenda ironia della cosa?

Faccio mia la domanda di Amazzone Furiosa:
Se ci fosse una cura, ma una cura vera per il cancro al seno, di quelle a cui ti sottoponi e puoi stare certa di guarire, questa donna avrebbe fatto quello che ha fatto? Sicuramente no! 
E allora forse è questo che vi rode, che il gesto di questa donna fa venire allo scoperto il fatto che del cancro al seno non sapete quasi nulla, che di cancro al seno si continua a morire e che le donne hanno paura. Il re e` nudo. I medici (italiani e maschi) sono nudi.
Quello che da donna, da donna che ha visto le donne che ha amato di più ammalarsi e morire di cancro, quello che mi ferisce profondamente sono i commenti beceri della gente.

"E certo, tanto a lei che cazzo je frega? Quella se fa' fa l'operazione e poi esce più bella di prima."
"Che puttana, l'ha detto solo per farsi pubblicità."
E roba simile (per gli stomaci più forti, dagospia si sta superando).

Ma se invece di una bellissima ricchissima a dire "mi sono fatta togliere i seni perché ho paura di ammalarmi, della chemio, di stare male, magari di morire" fosse stata una donna qualsiasi? La collega, la vicina di casa, la fruttarola sotto casa
Davvero sarebbero stati questi i commenti?

E io?
Se a ottobre la mia dottoressa mi dicesse che ho l'87% di possibilità di avere il cancro al seno, sapendo che con una doppia mastectomia quel rischio scenderebbe al 5%, penserei a quanto sto bene in topless o prenderei seriamente in considerazione l'idea di operarmi?

Non sono certa che la bellezza dei miei seni sarebbe nella top 5 delle mie priorità.






19 commenti:

  1. Mia sorella è morta di cancro al seno.
    Tra le tante cose che le ho detto prima: sei la mia amazzone, sorella!
    Quando nel 2004 mi fu diagnosticata una semplice, semplicisssima, infiammazione ai dotti lattofori di entrambe le sise (pensa te, i dotti... e che roba è? chiesi) dissi al medico: possiamo levar tutto, così mi tolgo il pensiero?
    Ergo, con molte meno probabilità dell' 87 per cento, lo farei.
    Ad occhi chiusi.
    Ad occhi aperti.

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  2. Per come è stata comunicata la notizia, la reazione non pensata di chi ascoltava doveva essere: "E' impazzita?". E difatti lo è stata. Ma bastava riflettere un momento, per dedurre che c'erano due possibilità: o lei è una ipocondriaca paranoica che è stata accontentata da medici compiacenti, oppure il rischio che doveva essergli stato diagnosticato era così elevato, e le possibilità di intervenire in altro modo così limitate, che la soluzione più adeguata che i medici stessi le avranno prospettato era appunto quella adottata dall'interessata. Scartata la prima ipotesi come inverosimile, rimaneva la seconda. Ma appunto, bisognava fermarsi un attimo a pensare, ciò che certe modalità di comunicazione ci incoraggiano ad evitare.

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  3. Angelina Jolie ha fatto una scelta ragionevole e sensata dato che aveva ben l'87% di possibilità di sviluppare la malattia..con questo non giudico chi fa scelte diverse (se mi dicessero che ho un alto rischio di avere un tumore ai testicoli non so se me li farei levare preventivamente)...poi è giusto che i medici facciano presente che ci sono alternative..ma parlare di "rischio emulazione" o che diventi un modello mi pare offensivo per le stesse donne descritte come bambine che corrono a farsi mastectomizzare solo perchè l'ha fatto la Jolie. Bisogna rispettare le scelte di tutti, di chi in caso di rischio altissimo sceglie la mastectomia preventiva e chi invece si affida a controlli periodici. Ed è una scelta individuale e sempre rispettabile anche quella sulla chirurgia ricostruttiva (mi pare che la Jolie abbia optato per quella)

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    1. la cosa importante è che si decida insieme col proprio medico e che si abbia tutte le informazioni per decidere cosa si ritiene meglio per sè

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  4. Perfettamente d'accordo. Senza se e senza ma.

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  5. io infatti la cosa la giudicherei solo ed esclusivamente da un punto di vista medico. infatti capisco la sua paura di ammalarsi, il rischio è molto alto e ha 6 figli a cui non vorrebbe dare questo dispiacere. per questo rispetto la sua scelta e sinceramente non so come giudicarla, non voglio esprimere un parere. però nel suo caso quale sarebbe la probabilità di sopravvivenza, se pure si ammalasse ma la malattia fosse diagnosticata in tempo? insomma una persona con quel rischio si sottoporrebbe ad uno screening senz'altro più accurato rispetto alla persona media. di cancro al seno si guarisce, se si interviene precocemente. è su questo che si dovrebbe ragionare. e quando dico ragionare intendo che la persona che si trova in una situazione come quella dovrebbe valutare cosa preferisce. in fondo in un bilancio rischio/beneficio siamo anche noi a dare un peso diverso a rischi diversi. insomma se come dice Paolo i medici che l'hanno seguita le hanno parlato onestamente e lei ha scelto in tutta libertà, la sua scelta è quella giusta. ma potrebbe essere stata giusta anche la scelta opposta. certo il fatto che si parli sempre di femminilità e di accettazione del proprio corpo ecc. è indice come sempre dell'arretratezza culturale del nostro paese... ovvio che i giornalisti/opinionisti italiani non potendo avere un'opinione scientifica abbassano sempre a questo livello la discussione. è solo il frutto della loro ignoranza. io non so che farei al suo posto, davvero, però la prima cosa che ho pensato è stata: certo, sottoporsi a un intervento, anestesia e tutti i rischi annessi e connessi oltre che alla sofferenza e il dolore che ne consegue (non penso sia una passeggiata, da un punto di vista fisico... sarà che io ho paura pure di un'otturazione dal dentista!), ne varrà davvero la pena? della perdita della femminilità nemmeno mi ero posta il problema, del resto so che non si parlava di asportare interamente i seni (probabilmente tanti nemmeno lo sanno).

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    1. comunque palare anche di accettazione del proprio corpo, non è del tutto sbagliato..una mutilazione è una mutilazione..sul seno poi.
      Non a caso esiste anche la chirurgia ricostruttiva (per chi ne fa richiesta)

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    2. si ma è un solo aspetto della cosa... per i giornalisti italiani sembra essere l'unico.

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  6. via via che cala la fede nel divino, a tener a bada la fifa di morire cresce l'affidamento a MammaMedicina, Il rito si chiama Ricerca, le preghiere sono sigle, marker ecc. ecc,, e invece di accendere un cero ci si espone al bisturi.
    Morire si deve, pensiamo a VIVERE OGGI

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  7. Io mi sono pure stufata di rispondere alla gente, Cosmic Mum qui sopra si chiede un paio di cose a cui ho cercato di dare risposta incazzata da me. Ognuno ha diritto in concertazione con i propri medici a decidere cosa fare. Uno dice: eh, ti ammali, ma lo scopri e ti curi. Sticazzi, ma vi rendete conto come ti devasta una chemio?

    Come ti ammazza l' incertezza? E lo sai che in Italia preferiscono metterti in menopausa precoce con tutto quello che comporta in termini di spese, medicinali e scocciature, piuttosto che farti una cosa semplice come toglierti un utero malato e che non funziona più a 50 anni perché la sacralità del grembo, nevvero?

    La mia vicina grazie agli screening ha scoperto due anni fa che il cancro che le ha devastato mezza famiglia era venuto pure a lei. Due anni dopo è temporaneamente guarita, ovvero sei guarita fino al prossimo controllo e sai che gioia vivere con la condizionale ma non può riprendere il lavoro perché non riesce più a concentrarsi. E mica fa la manager, fa la badante a domicilio per un' organizzazione sanitaria e rischia di scordarsi di somministrare le medicine a un vecchietto.

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    1. non ho capito se a farti incazzare sono le mie domande. che erano davvero domande, nel senso che non lo so e penso che sia giusto parlarne, capire, magari con chi ne sa di più da un punto di vista scientifico. se hai letto tutto il mio commento ho scritto che secondo me se ha scelto in tutta libertà e i suoi medici sono onesti, ha fatto la scelta giusta. ho letto anche il tuo post e l'ho trovato interessante. sono d'accordo con te che un gesto del genere piuttosto che il rischio di emulazione abbia forse indotto alcune donne a controllarsi di più. me compresa.

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  8. e se ci vogliamo chiedere come si vive davvero da paziente di cancro e tutta l' incomprensione che il tuo ambiente ti riserva, io di solito la imparo da questa grandissima donna: http://widepeak.wordpress.com/2013/05/07/ronzando/

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  9. Io ho il terrore più assoluto del cancro: al seno, alle ovaie. Nella mia famiglia non ci sono casi diretti, dunque so che è più che altro una questione di dissidio col mio essere donna, per un sacco di ragioni che non sto qui ad esporre. Eppure non credo che farei una cosa simile, nemmeno se avessi le sue percentuali di rischio (e di fatto mica so se le ho: non ho fatto i suoi controlli sul mio DNA...)
    La Jolie si farà togliere anche le ovaie, ha dichiarato, perché il suo gene difettoso aumenta di molto anche il rischio di cancro ovarico.
    La scelta di mutilarsi in modo così devastante è senz'altro incommentabile. Nel senso, non credo che nessuno ci possa mettere bocca. E' la sua pelle, il suo corpo. Al massimo posso pensare, appunto, che al suo posto non l'avrei fatto mai. Credo.
    Perché, ad ogni modo, tra vivere avendo di molto diminuito (ma non del tutto) il rischio di ammalarsi di cancro, ma mutilata di ogni organo genitale primario e secondario, mutata in modo profondo ed indelebile nella mia identità, e vivere con una spada di Damocle sulla testa, a me pare non ci sia una gran differenza: è un enorme patire in tutti e due i modi scegliendo tra una orribile padella ed un'orribile brace.
    Poi vorrei sommessamente osservare che tutti, qua in terra, siamo costantemente "temporaneamente guariti". E che tutti viviamo con la condizionale. Mica solo quelle che hanno affrontato un cancro conclamato. Non vogliamo pensarci, magari, ma è così.
    Ecco, se la Jolie avesse fatto un atto così definitivo per non pensarci più, l'avrebbe fatto proprio inutilmente. Secondo me.

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    1. Permettimi di rispondere in maniera anonima. A me alcuni anni fa è stato diagnosticata una situazione molto particolare, avevo delle cellule tumorali nella prostata ma queste cellule erano inattive. e potevano restare così per sempre, oppure svegliarsi all'improvviso. Per eliminarle dovevo eliminare la prostata, operazione che porta molto spesso come effetto collaterale l'impotenza, oltre alla infertilità, e con probabilità più basse incontinenza. O controllarmi periodicamente per verificare che non avvenisse nessun risveglio. Ci ho pensato, ed hoconcluso che era meglio vivere mutilato che con la spada di damocle

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    2. Capisco. Però tu stavi in una condizione già più esplicitamente conclamata, mi sembra... Probabilmente in quel caso anch'io ci avrei pensato un po' di più. Anche se davvero queste sono scelte su cui nessuno, al di fuori di chi sta vivendo la situazione, può esprimere con ragionevolezza e cognizione di causa un'opinione, secondo me.

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  10. Di cancro al seno si guarisce, e anche quando è in stato avavnzato ci sono molte cure che allungano di molto la vita, tanto che nelle donne anziane spesso si muore poi per cause diverse. Il punto è rivolegersi a centri specializzati, in Italia meglio se pubblici, dove oramai un approccio multidisciplinare (chirurgia, radioterapia, terapia ormonale e chemio terapia oltre ai nuovi farmaci biologici) offrono alla paziente le migliori opportunità. LA mastectomia bilaterale della jolie è una delle opportunità in caso di diagnosi genetica di portatore di mutazione del gene BRCA1 (87 % di possibilità di sviluppare cancro al seno e 50 % per il cancro dell'oviao nel corso della vita). L'altra opzione è quella di controlli ravvicinati (ogni sei mesi) con Ecografia e Risonanza magnetica.. in questo ultimo caso lo stress psicologico è ovviamente notevole, a fronte però di evitare un intervento pesante-- In ogni caso la traduzioen dell'articolo scritto dalla Jolie sul NYT e un articolo di Veronesi entrambi oggi su Repubblica sono un utile lettura per pacate riflessioni in merito

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    1. Non è solo questione di stress, nelle persone giovani (e la Jolie è giovane) sei mesi possono significare una significativa avanzata del male. Di cancro al seno si guarisce, ma si muore anche, nonostante tutto. Senza contare che se poi ti viene la mastectomia curativa resta una opzione. La scelta delal Jolie è stata senz'altro difficile, perchè mutilarsi non è mai una cosa allegra, però è da rispettare.

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  11. Vabè, prima di tutto il cancro al seno non è di un tipo solo, anzi: può essere sporadico (quello più diffuso e da cui è più facile guarire) o appartenere ad altre categorie più insidiose.

    Normalmente si sospettano forme eredo-familiari quando tre parenti diretti lo manifestano (includo il genere maschile perché, seppure sia solo il 2% dei casi, può presentare carcinoma della ghiandola mammaria)e si propone lo studio genetico.

    Anche qui: non è detto che una forma eredo-familiare sia così grave, dipende da quale tipo di cellule compongono il tumore.
    Effettivamente un paio di tipi non lasciano scampo, c'è poco da fare.
    A quanto ho capito Angelina aveva un rischio aumentato di presentare uno di questi tumori particolarmente aggressivi (i quali presentano il 5% dei casi totali, sono per fortuna piuttosto rari)e non so se abbia fatto bene o no, ma "Di cancro al seno si guarisce"...

    Anche no.

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  12. mia zia invece non è guarita.
    Se avesse potuto scegliere non ho dubbi: via i seni, bombe a mano che possono esplodere in qualsiasi momento.
    Sono assolutamente d'accordo con la tesi secondo cui cio' che piu' fa rodere e' che c'e' chi il seno se lo toglie PENSANDO ALLA PROPRIA SALUTE e mettendo a nudo gli annaspamenti della medicina (chi guarisce3 ha avuto un gran culo, diciamoci la verità). Perchè altrimenti non si spiega come siano tutti compiacenti e invidiosi nel constatare e nel giudicare FIGO chi il seno se lo rifa'!.

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