martedì 9 luglio 2013

Shhh! Non fargli pubblicità. Di sfoghi e critiche.

Le reazioni di tante e di qualcuno alle parole di Cubeddu hanno portato molte e molti a dire quello che ci viene detto sempre in questi casi: "ignoratelo, così gli state facendo pubblicità".

Ce l'hanno detto quando La Russa, in perfetta sintonia col suo capo, sosteneva che le donne di sinistra sono delle cozze.

L'hanno ripetuto quando Toscani ha fatto quell'orrendo calendario per il consorzio Vera Pelle Conciata al Vegetale.

L'hanno detto ancora quando Massimo Fini  chiamava "vispe terese sculettanti" tre ragazze aggredite in Abruzzo (due di loro vennero uccise, una dopo essere stata stuprata. "Le inchiappettò", furono le testuali parole di Fini).

Ce lo dicono ogni volta che ci troviamo a dover spiegare cosa sia a spingerci a protestare contro un certo uso del corpo femminile nelle pubblicità o in televisione, quando stigmatizziamo parole e immagini usate dai media per parlare alle e delle donne.

Ormai pare che criticare qualcosa o qualcuno, citando le altrui argomentazioni per cercare di portare avanti un'idea e un discorso di senso più o meno compiuto si sia trasformato in un semplice "fare pubblicità".

E allora ecco che arriva puntuale l'esortazione: tizio ha detto che le donne sono tutte mignotte?
Ignoralo!
Caio sostiene che una quattordicenne con gli shorts non può lamentarsi se poi la stuprano?
Ignoralo!
Quel fotografo famoso dice che le donne italiane fanno schifo perché non si depilano?
Ignoralo!
E via di seguito.

Ma fateci caso: l'invito ad ignorare per "non fare pubblicità" sembra valere solo se sei una donna che sta parlando di sessismo, se sei una donna che sta criticando le esternazioni di chi fa discorsi misogini, violenti, sessisti.

Sulle donne si può dire tutto il peggio, ma guai a criticare quel peggio: troverai sempre qualcuno che ti dirà che così stai facendo pubblicità, che fai "il loro gioco", che è "quello che vogliono".

E poco importa se hai in testa mille idee che girano e la necessità di parlare, di spiegare e di spiegarti. 
Meglio il silenzio, chissà, magari il sessismo sparirà da solo.

2 commenti:

  1. se ci fosse stato il silenzio magari ci saremmo lamentati "ma perchè nessuno reagisce?" e giù a parlare di "coscienze addormentate" eccetera.
    e a quel fotografo va spiegato che le donne si depilano o meno per ragioni tutte legittime che non lo riguardano

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  2. "La cosa peggiore non è la cattiveria dei malvagi ma il silenzio dei giusti", Martin Luther King.

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