mercoledì 28 agosto 2013

Cuccette per signora*

Leggo su Il Fatto Quotidiano, nel ghetto rosa "Donne di fatto":

Deutsche Bahn e Obb, ferrovie che collegano il Nordest d’Italia con Monaco offrono 12 postazioni "sicure" alle "damen": mamme con bimbi piccoli, signore che viaggiano sole, studentesse, passeggere anziane o di religioni che impongono la separazione tra i sessi nei luoghi pubblici.
Pare che la "novità" sia nata da un suggerimento delle viaggiatrici.

Merita di essere sottolineata la frase finale dell'articolo, che purtroppo non è firmato:
Gli scompartimenti per ‘damen’ sono un passo in avanti in un approccio culturale che, purtroppo, dato l’aumento di omicidi e violenze sulle donne, deve salvaguardare la sicurezza anche in un semplice viaggio in treno.
Secondo l'autore/l'autrice (cielo, come vorrei sapere chi l'ha scritto!), creare un luogo per donne, separato dal resto del mondo, controllato e controllabile, che nasconde e ghettizza fingendo di "proteggere" è "un passo in avanti  in un approccio culturale che, purtroppo, dato l’aumento di omicidi e violenze sulle donne, deve salvaguardare la sicurezza anche in un semplice viaggio in treno."

Insomma, secondo chi ha scritto l'articolo un passo in avanti è rappresentato dal nascondere le donne, dal rinchiuderle, dall'allontanarle dal resto del mondo.

Facilissimo: le donne non ci sono, quindi non possono essere uccise o stuprate.
Mi pare lineare.

Visto che sono le donne a farsi uccidere e stuprare, basta che si nascondano, che stiano al loro posto, così non potrà succedere niente di male.
La perfezione dell'ipocrisia.

E come ci si comporterà negli uffici, nelle spiagge, in discoteca, nelle case, nelle scuole, nei negozi, in piscina, sulle piste da sci?

Il prossimo passo quale sarà?

Si faranno delle riserve per sole donne?



*Cuccette per signora, Anita Nair, 2009






1 commento:

  1. non è un passo avanti neanche per me, però il fatto delle religioni che prevedono la separazione tra uomini e donne in pubblico da' da pensare: la mia risposta è che in un luogo pubblico di un Paese laico la religione non deve contare (io sono favorevole alla legge francese detta "contro il velo" che in realtà vietava l'ostentazione di simboli religiosi nei luoghi pubblici) da qualcuno però questa mia posizione è avvertita come "non rispettosa verso le altre culture"

    RispondiElimina

Sproloquia pure tu.