giovedì 31 gennaio 2013

Di cimiteri, incubatrici e violenza.

Un articolo de L'Espresso a firma di Paola Bacchiddu mi rende edotta circa le normative per la sepoltura dei feti/bambini non nati in diverse città italiane.
Alcune cose le sapevo già, come il fatto che in Lombardia c'è l'obbligo di sepoltura dei "prodotti di aborto". 
"Obbligo" vuol dire che a te che quell'aborto l'hai fatti non c'è bisogno di chiedere niente.

In Lombardia ci sono preti che fanno il funerale religioso ai «bambini mai nati» senza nemmeno consultare le donne che hanno voluto o dovuto interrompere la gravidanza.

Senza nemmeno consultare le donne che hanno voluto o dovuto interrompere la gravidanza.
Mi chiedo se anche altre e altri sentono come me la violenza di quest'azione.
Le donne non vengono consultate, considerate evidentemente ancora una volta alla stregua di incubatrici, meri oggetti incapaci di pensiero.

Voluto o dovuto.

Sì, la sento tutta quella violenza.

La sento come la sente una donna che ha scelto in piena coscienza, la sua coscienza, di non portare a termine una gravidanza.
La sento come la sente una donna che invece quella gravidanza l'aveva cercata, aspettata, desiderata e che ha dovuto rinunciarci.

Gli unici che quelle violenze non le sentono mai e che anzi sono pronti a dare addosso all'una, l'assassina lucida e spietata e all'altra, quella non adatta, non capace, fatta male.
A non sentire quella violenza e quel dolore sono quelli che inscenano funerali e macabre manifestazioni, quelli che dicono che "Non ci trovo nulla di strano. Anche loro hanno diritto ad una benedizione".
Come se la loro benedizione fosse un diritto.
Come se non si potesse schifarla, quella benedizione.
Come se non esistessero l'ateismo fiero e convinto, le altre religioni, il bisogno di tempo per elaborare qualcosa che si è dovuto o voluto affrontare, spesso sole.
Sole.
Magari in una stanza con altre donne, madri, con i loro bimbi in braccio.
Magari tra gli insulti di qualche obiettore.
Magari dopo essersi sentita gridare assassina fuori dall'ospedale da qualche bravo timorato di Dio.

Ma in fondo i più fieri prolife sono proprio questo.

Sono quelli che ti sputano addosso tutto il loro odio, alla faccia di pietas e caritas.
Sono quelli che hanno la ricetta della Vita Giusta, la Loro Vita, quella fatta di sofferenza e morte in nome di un Dio che non è il tuo.



domenica 6 gennaio 2013

Viva viva la Befana!

Io alla Befana ho sempre voluto bene.
A lei ho sempre lasciato latte e biscotti.
Mamma me li faceva mettere sul tavolo della cucina a via Ostiense, quella verde e la mattina la Befana s'era sbafata tutto, ma della calza non c'era mai traccia.
Pianti, urla e il riso sotto i baffi di mamma e papà, che mi accompagnavano in giro per casa per vedere se magari la vecchia non aveva voluto diverstirsi nascondendola per farmi un dispetto.
E infatti la trovavamo sotto il letto, dietro le tende, nell'armadio...

Un anno, dopo aver trovato la calza, papà mi portò nella stanzetta che usavamo come deposito e sotto la finestra c'era un'enorme pila di libri. 
I ragazzi della via Pal, L'isola del tesoro, Pel di carota, 20.000 leghe sotto i mari... una meraviglia.

Quest'anno non ho mia madre a farmi la calza piena zeppa di liquirizia e dirmi di non esagerare, che poi mi cresce il culo e mi sento male e lasciane un po' anche per A., porta in ufficio.

E allora ci hanno pensato il mio compagno, la mia Amica e mio papà, che me lo immagino mentre riempie il pedalino di liquirizia mangiando le mie rotelle.

Senza di loro non avrei avuto la mia calza.

E tante, tante cose.

sabato 5 gennaio 2013

Noi vs Medioevo

E niente, dice che loro fanno una dodici ore di preghiera "in riparazione ad aborto ed eutanasia" ogni primo sabato dei mesi dispari davanti agli "ospedali abortisti" e te non è che puoi tirarti indietro.

Stamani erano anche a Roma, davanti all'Umberto I, il Policlinico.
Erano in sei: cinque uomini e una donna, cosa che se non mi facessero schifo mi farebbe sorridere. Tra l'altro, giuro che le facce dei detti uomini erano facce da "luoghi comuni".

Hanno distribuito volantini deliranti e raccolto firme per abrogare la Legge 194 (ho visto fermarsi non più di cinque persone al banchetto,  ma magari mi sono persa qualcosa).



Noi eravamo (solo) otto (ammetto che avevo sperato che qualche collettivo/associazione/qualcosa si sarebbe presentato, ma vabbè) e ad ogni volantino consegnato eravamo pronte a dire la nostra.
Interessante notare che la maggior parte dei volantini qui sopra li hanno consegnati in mani maschili, in mani cioè di gente che mai si troverà a dover decidere se portare avanti o meno una gravidanza.

Dal megafono troppo basso del povero Giorgio sono uscite parole ridicole.
"Aborto, pillola del giorno dopo, RU486, pillola anticoncezionale" sono stati citati in un unico simpatico calderone che straparlava di vita che comincia dal concepimento ("nessuno può negare che Gesù Cristo era il figlio di Dio non appena nel grembo della santa vergine Maria").

La Legge 194 è stata chiamata "male assoluto voluto dai radicali che uccide i bambini fin nel grembo materno".
Povero Giorgio, si vedeva che avrebbe voluto risponderci mentre gli parlavamo di diritto di scelta, di libero arbitrio e soprattutto dell'inopportunità di stare a dare spazio a uno col pisello che vuole decidere dell'utero altrui.
Ma il suo "superiore" gli ha detto di stare calmo e non rispondere e lui è stato obbediente. Ah, ma si vedeva che stava fremendo, pora stella.
Era talmente arrabbiato con noi che quando se n'è andato (abbiamo resistito di più noi, loro sono andati via alla spicciolata prima che scadesse il loro permesso di volantinare lì davanti) non ha nemmeno risposto ai nostri saluti.

Comunque, mi ripeto, pare che 'sta boiata la faranno ogni primo sabato dei mesi dispari.

Che facciamo, ci prepariamo per la prossima puntata?


 QUI qualche foto.