giovedì 28 febbraio 2013

Le matte risate

Stamani leggendo le meravigliose barzellette de La Settimana Enigmistica trovo questa.

Nella mia testa ancora assonnata ho sentito chiaramente la voce della mezzobusto del Tgr Lazio che ho ascoltato distrattamente ieri sera, che diceva più o meno così:
"Rieti: un uomo ha ucciso la compagna a colpi di mattarello".

Ora, La Settimana Enigmistica la leggono/maneggiano un po' tutt*.
Io le barzellette ho cominciato a leggerle da piccola, a casa di Nonnetta, che aveva decine di numeri nel mobiletto in cucina e nel pomeriggio si accendeva una sigaretta e faceva le parole crociate con la Replay blu.

Ecco, immaginate quante persone hanno visto questa vignetta. 


Quanti ragazzini (uso volutamente il maschile) l'hanno trovata divertente.
Immaginate quei ragazzini bombardati di culi, tette, donne trattate come imbecilli o oggetti all'asta ad ogni ora e su ogni canale televisivo.
Provate a capire cosa quelle immagini, quelle parole, quelle battute veicolano.

Ora immaginate che tipo di adulti potrebbero diventare.

E buon divertimento.

domenica 17 febbraio 2013

Er poro Oscar.

C'ha avuto una brutta malattia.
Gli hanno amputato le gambe.
Deve aver sofferto tanto.
Ha faticato ad arrivare lassù.
Sua madre è morta.
Suo padre dice che è a pezzi.
Ha pianto in tribunale.
La caduta degli dei.
Da Blade Runner a Blade Gunner.
Stanno strappando i suoi manifesti.
Gli sponsor sono scappati.
Non ha mai superato quel dolore.
Aveva tanto faticato per avere una vita piena e normale.
Prima lo adoravano tutti, ora sono tutti pronti a giudicare.
Deve essere terribile crescere senza gambe.
Ha sempre lottato per essere "normale".
Si è rovinato la vita.

Alla fine 'sti cazzi di Reeva.
Lei era solo una bella.
Faceva la modella, come tante.
Una delle donne più sexy del pianeta.

Lui l'ha ammazzata, rovinandosi la vita.

Però quella morta ammazzata è lei.

La stampa italiana ha dimostrato ancora una volta, se mai ne avessimo avuto bisogno, di essere disgustosa. 

Che sia femminicidio o meno, trovo ripugnante che si pianga di più la "caduta di un eroe" che la morte di una trentenne.

lunedì 11 febbraio 2013

Il senso dell'italiano medio per il sessismo.

Di quello che è successo in questi giorni si è detto molto e vi rimando al post di Lorella Zanardo, anche se odio dover linkare Il Fatto Quotidiano. Per me la sua presenza lì continua ad essere un mistero (cercate nelle tag  per maggiori info in merito, non ho voglia di scrivere).

Da un paio di scambi odierni su faccialibro, ho capito che:

-Se a fare battute sessiste, volgari, misogine è Berlusconi, allora siamo davanti al Male. 
-Se a fare battute sessiste, volgari, misogine è uno "di noi" -per quanto, come mi ricorda Maria, "uno che fa battute simili non è uno di noi. Punto"-, magari nei confronti di una berlusconiana, allora il problema non sussiste: lei è una bocchinara e noi che ci incazziamo allo stesso modo in entrambe le occasioni non siamo altro che delle mentecatte.

Quindi possiamo, anzi dobbiamo indignarci se Berlusconi chiede ad una donna "quante volte viene" mentre le guarda il culo e la folla adorante applaude e ridacchia, ma non possiamo permetterci di dire che quando Carfagna chiede a Marcorè di scusarsi per una battuta volgare e sessista ha ragione e che Floris, ridacchiando e minimizzando si è comportato esattamente come quella platea.


Prendo appunti, perché la coerenza è nulla, senza un'ottima memoria.

Qui le parole di Giovanna Cosenza.

venerdì 1 febbraio 2013

Lava i piatti, che non voglio scopare.

Illuminante una nuova ricerca che arriva dagli USA, paese in cui una deputata repubblicana arriva a sostenere che se abortisci dopo essere stata stuprata devi essere punita per inquinamento di prove, che spiega che il sesso è migliore se tu fai la serva in casa mentre tuo marito resta a palle all'aria sul divano mentre aspetta che prepari la cena e lavi i piatti del pranzo.

Il dramma è che stavolta la perla non è ospitata dalla colonna destra de La Repubblica o tra i meravigliosi link di "salute" de Il Corriere della Sera, ma da Il Sole 24 ore, giornale che reputavo noiosamente serio.

Ma si sa, certe cose sono davvero bipartisan.
E poi lavare i piatti non piace a nessuno.

La "ricerca" è stata effettuata intervistando 4.500 coppie sposate condotta dall'Università di Washington che ha scoperto che nelle unioni in cui si rispettano le tradizionali differenze di genere, lavori femminili contro lavori maschili, la qualità del sesso risultava anche migliore.

Tradizionali differenze di genere. 
Ovvero le femmine a casa a curare prole e pavimenti, i maschi a guadagnare il pane. 
Non c'è scampo: sei nata femmina, quindi l'essere massaia è la tua indole, è e deve rimanere la tua massima aspirazione.

Devi essere moglie, madre, donna delle pulizie, cuoca, altrimenti il sesso non è soddisfacente e soprattutto tradisci le tradizionali differenze di genere, che ancora nel 2013 ti vogliono muta e silenziosa, totalmente dedita ai lavori di cura della casa e della famiglia.

Niente, non si esce dagli anni '50, dalla signora Cunningham che resta a casa a spignattare per mezzaMilwaukee mentre Howard passa le serate alla Loggia del Leopardo.

Col dovuto rispetto, comincio ad essere sempre più sicura che queste ricerche le faccia un ometto col pisello piccolo e moscio, che deve trovare una colpevole dell'assenza di buon sesso dalla sua vita e per sua (s)fortuna ha sposato una donna che non ha nessuna intenzione di fargli da schiava.