giovedì 30 gennaio 2014

Il mio primo ciclo. Angelica.


Ciao Lola, come promesso, ora che sono tornata a casa e sono davanti al mio computer, posso partecipare a questo momento collettivo molto catartico.
Le mie prime mestruazioni.
Le mie prime mestruazioni furono una tragedia, immane direi. Cioè non successe nulla di tragico in realtà se non il loro arrivo, cosa che non presi molto bene.
Premetto che ero assolutamente preparata, almeno teoricamente, alla questione, mia madre mi aveva descritto per filo e per segno la sua esperienza (traumatica) con tanto di sensazioni di sangue che scende tra le gambe e fastidio assoluto dato dai pannolini che usava. Pannolini, parola che mia madre ancora usa e che io cerco di sostituire con il meno umiliante assorbenti, ma che in realtà descriveva bene le cose che un tempo le toccava usare, veri e propri pannoloni!!
Comunque sarà stata l'immedesimazione con l'esperienza di mia madre, ma certo non è che aspettassi con ansia il momento fatidico.
Fu l'estate tra la mia quinta elementare e la prima media, ancora mi domando perché siano dovute arrivare così presto, ma ve beh... comunque fu durante quell'estate, eravamo nella nostra casa in campagna, io e i mie genitori, io stavo giocando allegramente per conto mio in camera quando percepii qualcosa che non mi tornava, non so esattamente cosa mi spinse a guardarmi nelle mutande, ma ad un certo punto so che le abbassai e trovai una macchia rosso scuro, quasi marrone, e lì il mio cervello si spaccò in due: da una parte sapevo perfettamente cosa fosse, dall'altra dicevo che no che non era così, che mi ero sporcata di cacca e che andando da mia madre ne avrei avuto conferma. E così feci, mi cambiai le mutande e con quelle sporche in mano andai da mia madre (onestamente non ricordo se ci fosse anche mio padre) dicendole che mi ero sporcata di cacca, sperando che lei mi tranquillizzasse dicendomi che sì, mi ero solo sporcata di cacca. Se ci ripenso ora rido da sola della mia assurdità.
Comunque a quel punto mia madre guardò e mi sorrise dicendomi: ma no, ti sono arrivate le mestruazioni, da oggi sei diventata grande!
Ecco, è stato a quel punto che ho iniziato a urlare che non era vero, che non volevo, che non erano le mestruazioni ma era cacca e che io non volevo diventare grande.
Mia madre cercò in tutti i modi di tranquillizzarmi dicendomi che era una cosa bella, che era un passaggio importante, che voleva dire un cambiamento e che i cambiamenti nella vita sono sempre belli, eccetera…
Che poi cosa volesse dire esattamente non lo sapevo, ma il diventare grande era qualcosa che proprio mi faceva venire l'angoscia, che non volevo, che aveva a che fare con una grossa fregatura e basta!
Di ciò che è successo dopo non ricordo nulla (santa censura).
Da quel giorno ho iniziato a vestirmi soprattutto con la tuta, tute giganti che coprissero il seno che cresceva e i pannoloni che portavo quando mi venivano le mestruazioni. Comunque devo dire che la cosa che mi faceva stare male e di cui mi vergognavo era il mio corpo che cambiava, le mie mestruazioni se pur dolorosissime e abbondanti non sono mai state motivo di vergogna, forse mi è più rimasto sto senso di incazzatura e di fregatura!
Solo molti anni più tardi ho iniziato ad amarle come parte integrante del mio essere. [Angelica ]


Se volete: ritentasaraipiufortunato@outlook.it

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