mercoledì 29 gennaio 2014

Il Mio Primo Ciclo. Giovanna e Lia.

Sapevo delle mestruazioni da quando avevo 9 anni, grazie a un'amica più grande che mi aveva raccontato come, ogni mese, "ti esce un po' di sangue da là sotto". Tra la fascinazione e il disgusto, mi istruii da sola con un'enciclopedia medica che avevamo a casa, perché ero nerd fin da piccola. Così, quando mia mamma mi fece il discorsetto, sapevo già di che cosa si trattava.
Successe esattamente a 12 anni e 12 giorni, andai in bagno con la mia amica del cuore e trovai quelle macchie marroncine. Un po' mi scocciai perché erano marroncine e non rosse, ma ero felice di averle avute prima di lei che era più grande: anche nella mia scuola c'era la corsa al menarca. Ma avevo paura di essere diventata grande, di non poter fare più le cose da bambina, come se la mia crescita fosse accaduta improvvisamente tra una pipì e l'altra.
Mi vergognavo di dirlo a mia mamma, quindi temporeggiai, portai il cane a fare il vaccino, preparai i biscotti con mamma e amica... insomma, feci tutto il possibile per non pensare che ero grande. Quando finalmente trovai il coraggio di dirglielo, dapprima non mi diede soddisfazione, mi disse "Sai cosa significa? Ok, ne parliamo dopo."
Quando la mia amichetta se ne andò, mi prese da parte, mi spiegò a grandi linee la storia dell'ovulo e dell'endometrio, mi fece vedere come si usavano quei canotti che erano gli assorbenti di 20 anni fa (oddio, sì, sono passati proprio 20 anni!).
Devo dire che mia mamma, oggi 73enne, è molto moderna e aperta. Parla serenamente delle mestruazioni, delle coppette e tutto quanto. Mi ha insegnato, come a tante coetanee, che non potevo toccare le piante (ci crede davvero) ma anche che dovevo lavarmi con ancora più attenzione del solito per non fare cattivo odore.
E poi la sera tutti i familiari furono informati dell'accaduto con mia grande vergogna, mia mamma telefonò anche a qualche zia per dire che ero "diventata signorina"... a posteriori lo ricordo con tanta tenerezza, un piccolo rito di passaggio in una cultura che tende a ignorarli. [Giovanna]

Ricordo come se fosse ora che uscendo dal bagno, dopo che mia mamma lo aveva comunicato a mio papà, mi disse con tono quasi grave (a pensarci oggi mi viene da ridere): "Adesso devi stare attenta a dove metti i piedi!"
E' chiaro che quella frase mi suonò alquanto strana dal momento che ero una bambina tranquilla e sapevo dove mettere i piedi senza inciampare!! Neppure a me fu detto nulla in proposito, anzi, se ne guardarono bene di mettermi al corrente di quello che sarebbe stato il passaggio da bambina a giovane donna. Come se avere il primo ciclo della vita fosse una vergogna o una cosa sporca. 
Oggi il pensiero di tanta ottusità e forse mal conoscenza mi fa sorridere e se avessi avuto un figlia femmina le cose sarebbero andate diversamente. 
Poi, per concludere, la cosa che maggiormente mi diede fastidio è che un episodio comune a tante bambine venisse sbandierato e dato come notizia da prima pagina a parenti, amici, cugini e quant'altro come a dimostrare: Ecco mia figlia è diventata donna! [Lia]


Se volete condividere il ricordo delle vostre prime mestruazioni: ritentasaraipiufortunato@outlook.it 

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