lunedì 27 gennaio 2014

Il mio primo ciclo. Judith, Giusi, Beth, Barbara e Barbara.

Avevo 10 anni, non sapevo ne sospettavo nulla. Ero ospite a casa di amici di famiglia, che avevano due figlie circa della mia età. Avevano abitudini diverse da quelle della mia famiglia, molto esotiche, tipo non andare a letto alle 20,30. Così potei guardare una trasmissione vietatissima: belfagor, il fantasma del Louvre, era l'ultima puntata e ne fui terrorizzata. Al mattino mi svegliai nell'umido, le lenzuolo erano piene di sangue. Pensai: e' venuto belfagor e mi ha ammazzato. La mamma delle mie amiche fu splendida, mi consolo, mi spiego, mi disse che era una cosa normale per tutte le donne, cavolo, quindi ero una donna! Quando la domenica vennero i miei andai loro incontro gridando "sono diventata grande!" E mia madre mi zitti, guardando mio padre e facendomi capire che non era una cosa da dire apertamente. Poi mi informo che da quel momento non ero più una bambina, dovevo stare seduta con le gambe chiuse e stare molto attenta agli uomini. [Judith]


Sapevo tutto. Quinta elementare. Piccola. Nonostante ciò avevo due parvenze di tette, che poi quello sò rimaste, parvenze, che convinsero mia madre a spiegarmi cosa mi sarebbe successo. Ero in un campetto di periferia a giocare a calcio, maschi e femmine insieme e mi viene un mal di pancia che mi ripiega in due. Torno a casa di corsa terrorizzata da un eventuale irrimediabile scagotto e mi ritrovo con le mutande macchiate di sangue. E mi incazzo come un'ape, che per quale motivo quel diventare grande che tanto ambivo mi doveva far stare così male? Chiamo il soccorso rosso, cioè mamma, che mi porta l'inevitabile assorbente formato famiglia che, manco a dirlo, mortifica le mie già ridotte capacità motorie, facendomi incedere come un cow boy che sia avvia al duello fatale. Che altro dire? Era il 15 marzo. Mica solo Cesare c'ha le idi. [Giusi]


Marzo, ore 12, vado in bagno in preda a dei dolori terribili, abbasso i jeans e noto una macchia bella rossa che segna il mio ingresso nel mondo delle "signorine" alla soglia dei 13 anni.Spalanco gli occhi in preda a un forte disagio e invoco il nome di colei che dovrebbe salvarmi:"MAMMAAA....."! La poveretta accorre in mio aiuto e il suo contributo alla causa è quello di scoppiare in un pianto a dirotto porgendomi un mega pannolone.Scena finale, due donne chiuse in bagno a piangere! Lei di gioia, io de' dolori.Contributo paterno "sgrunt" sottolineato da un accenno di sorriso. [Beth]


Primo ciclo a 11 anni. A quanto pare sono stata un'asociale di merda anche con le prime mestruazioni. Non ho detto nulla a nessuno. Avendo una sorella più grande ne avevo già sentito parlare. Mia mamma se ne accorse perchè vedeva un pò troppo spesso carte di assorbenti nella spazzatura e temeva fosse mia sorella ad avere il ciclo più volte al mese. Comunque alla fine mi sono beccata anche un cazziatone perchè avrei dovuto dirlo. Cercavo di evitare quel "sei diventata signorina" unito a sorrisetti maliziosi. Alla soglia dei 32 anni ancora mi chiedo: cazzo c'è da ridere di questi dolori assurdi? Bah... [Rosangela]


Esame orale di terza media. Jeans bianchi comprati per l'occasione. Dopo ci si era organizzati per andare al mare tutti insieme. Non male, eh? [Barbara]


Menarca a 12 anni, ero a scuola e al momento di fare pipì c'era sangue sulle mutandine. Sapevo già di cosa si trattava perché da piccola frugavo gli assorbenti di mia madre, che mi attraevano tantissimo. Fu una mia coetanea a dirmi che 'ora ero una signorina'. [Barbara]


Per raccontarmi le vostre storie: ritentasaraipiufortunato@outlook.it

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