martedì 28 gennaio 2014

Il mio primo ciclo. Martina e le altre.

Io a 14 anni ero già informata, nessun trauma, niente pastine, un giorno come gli altri. Solo più tardi raccolsi tra le amiche certe voci secondo le quali non avrei mai dovuto lavarmi i capelli durante il ciclo. Alcune di coloro che lo sostenevano erano addrittura donne adulte. [Martina]

Avevo 13 anni ed erano appena iniziate le vacanze estive. Quella terrificante macchia marrone sugli slip per me significava una cosa sola: niente mare, ergo: vacanze rovinate nei secoli dei secoli. Già questo per me era una tragedia, poi ci mancava che mia madre raccontasse a tutti quanti che "ero diventata signorina" e mi imponesse un paio di mutande nere con una specie di materasso che si spostava in continuazione, per completare l'opera. Ho impiegato quasi 5 anni a liberarmi da paure, vergogne e divieti. Eppure la maggior parte di questi tabù non venivano dalla mia famiglia, ma dalle amiche. Ricordo ancora con divertimento quando mio padre tornava dal supermercato con due sacchi di assorbenti per le tre donne di casa, mugugnando perché ne consumavamo troppi. [Anonima]

Il primo ciclo mi è venuto un pomeriggio del 2003, a 12 anni, mentre io, mamma, sorella di 6 anni e nonno eravamo in un centro commerciale in una città vicina.
Nessun preavviso se non un forte fischio alle orecchie e macchioline marroni quando sono andata in bagno. Tornata da mia mamma le ho detto che mi era uscita qualche macchia di sangue (per fortuna un "ero "ciclo a cascata" non mi è venuto prima di un altro annetto), e prima di tornare a casa abbiamo comprato dei bruttissimi salvaslip mattoni messi quella volta e poi buttati via - ringrazio molto che esistessero già i super sottili. C'è stato un "E' diventata signorina/donna" bisbigliato a mio nonno quel giorno per spiegargli il ritorno improvviso al supermercato, ma più di un esclamazione di sorpresa in dialetto da parte sua non ho avuto. L'unica domanda da parte di mia mamma è stata "Sai ora come funziona che puoi rimanere incinta, vero?" (seguito da un "Sì sì" imbarazzato: a casa non si era mai specificato il modo esatto del concepimento, ma avendo avuto mia mamma minacce quotidiane d'aborto per mia sorella lei mi aveva spesso chiesto di "Guardarla lì dentro se la testa della sorellina sta uscendo" quando avevo 5 anni; la scuola e i compagni l'anno prima avevano fatto il resto). L'unica raccomandazione è stata un "Ora devi farti il bidet ogni giorno e lavarti più spesso i capelli, ti diventeranno più grassi per gli ormoni che cambiano". Credo che lei l'abbia detto a mio papà poi la sera, ma non davanti a me e di certo lui non mi è venuto a dire nulla.
Bisogna dire che era da un anno che mi chiedeva ogni tanto se avevo perdite ed era da quando ero piccola che, se entravo in bagno mentre si cambiava, mi chiedeva di buttarle via l'assorbente appallottolato - "Tanto devi abituarti, verrà anche a te il ciclo per anni. E' normale per tutte le donne grandi". L'unica "credenza falsa" che mi ha riportato sul tema era a proposito degli assorbenti interni, che li possono usare solo le donne che hanno già avuto rapporti. Ma non usandoli lei stessa credeva davvero potessero far male a essere inseriti; qualche anno dopo ho scoperto che non era vero e li ho cominciati ad usare per la spiaggia.
Quindi, niente traumi da parte della famiglia! Ricordo solo con odio l'imbarazzo alle medie di dover andare in bagno senza far vedere troppo i pacchettini colorati: i due cretini che cominciavano a prenderti in giro perché avevi le tue cose mi hanno dato fastidio per mesi, i classici idioti dello stampo "Ora che hai il reggiseno te lo slaccio da sopra la maglietta per imbarazzarti, se sento che non ce l'hai urlo a tutti che sei piatta per imbarazzarti". [Anonima]

Se volete condividere le vostre storie: ritentasaraipiufortunato@outlook.it 

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