martedì 28 gennaio 2014

Il mio primo ciclo. Val.

Val è quella delle Signorine, nonché la meravigliosa donna che mi ha regalato l'immagine della campagna (wow, che nome altisonante!) "Il mio primo ciclo. Chi ha paura delle mestruazioni?"

























Il mio primo ciclo non è stato proprio nulla di esaltante e/o doloroso.

Sono una delle pochissime donne fortunate perché  non soffro assolutamente di crampi, dolori o altro.
Il mio sviluppo è stato anche abbastanza tardivo e non ho di certo avuto il dono delle tette ma solo di fianchi belli larghi da divinità primitiva. 

Non so come  ma già sapevo (quasi) tutto sul tema mestruazioni.  Forse perché le mie amichette di gioco avevano delle sorelle più grandi e quindi ormai erano a conoscenza di cosa ti sarebbe capitato prima o poi.

Ricordo solo storie terribili che la mia amica Claudia ci raccontava.
Io e il mio gruppo di amiche del parco, eravamo appassionate di storie Horror e il ciclo mestruale dunque  diventava un ottimo soggetto per un film di Dario Argento.

Pannoloni giganteschi, dolori lancinanti, storie di donne piegate in due, in lacrime.
Donne che non si azzardavano ad uscire di casa, distrutte da crampi, sofferenze indicibili.
Credo  che fu proprio Claudia a introdurmi nel mondo spaventoso del ciclo mestruale.

Non ricordo cosa ho cucinato ieri per cena ma ricordo esattamente cosa successe il giorno delle mie prime mestruazioni.  Ero in bagno perché sentivo una strana sensazione di umido fra le cosce. Avevo circa 11
anni.
Quando controllai la mutandina, trovai alcune chiazze rosse.
Chiamai mia madre ma senza nessun tono drammatico o entusiasta. Come quando dimenticavo la carta igienica.
Mia madre infatti arrivò con un rotolo nuovo, pronta  a lanciarmelo  senza neanche guardarmi (lo faceva per prendermi in giro, faceva sempre questa scenetta seguita dalla frase "Uff..che puzza!!" ).
"Mamma aspetta! Vieni a vedere". Mia madre vide il sangue sulla mia mutandina e senza nessuna emozione, come se mi fossi semplicemente fatta pipì addosso mi rispose "Ah ok, fatti il bidet, ti prendo un assorbente".

Mio fratello era fuori la porta, semi nascosto. Aveva un'espressionefra lo spaventato e il curioso. "Mamma che succede?"
"Niente Ste'..vai in camera tua".
Ma lui restava lì come un fesso, un po' preoccupato per me. Era più entusiasta lui di mia madre. Lei si limitò a chiudere la porta del bagno e a mettere  l'assorbente su una mutandina pulita.
Quando finì questo breve rituale, non ebbi alcuna spiegazione né complimenti o altro. 
Non ricordo cosa accadde dopo, so solo che imparai da sola come mettere un assorbente (per me era proprio facile).
Dopo una settimana circa mia madre mi spiegò che avrei dovuto segnare su un diario il mio ciclo. Così sulla mia mini agenda di Minnie, segnavo il mio ciclo ogni mese, per poi dimenticarmene e spaventarmi per questo. Facevo anche gli incubi di notte perché  non avevo segnato il ciclo del mese precedente. Non avevo alcuna idea del perché dovessi segnarmelo né tantomeno capivo il senso di quel ciclo mestruale.  
La mia amica Claudia ancora non aveva avuto il ciclo e quando glielo dissi con un tono orgoglioso (che mi sorprese, perché per me non era assolutamente un vanto), le dovetti mostrare l'assorbente sporco, calandomi la gonna di jeans  sulle scale del palazzo.  "Visto Claudia? Io non dico bugie!" lei rispose "Non è vero! Lo hai sporcato tu apposta!!" e se ne andò arrabbiatissima. 
Quando dopo un mese anche lei ebbe il suo primo mestruo, me lo mostrò a sua volta nei giardinetti del parco e tutta fiera mi disse "Mamma ha detto che adesso sono signorina!". 
Da lì mi partì un conato di disprezzo per quel termine da adulta (per me la sua famiglia era cafona e bigotta, pertanto il termine "signorina" era altrettanto cafone e volgare). "Noi non siamo signorine, siamo bambine!", tuonai innervosita e presa dal mio spirito battagliero per la difesa dei diritti dell'infanzia (ero
polemica e scocciante anche da bambina). 
Lei rispose quasi piangendo "Non è vero! Siamo signorine!!" . Litigammo di brutto e non ci parlammo per mesi.
Ho capito solo al liceo il senso del ciclo mestruale , grazie alla lezione di Biologia. E soprattutto grazie alle "vrenzole" della mia classe, che amavo alla follia, perché senza peli sulla lingua e senza vezzeggiativi mi dissero con schiettezza  in dialetto "Adesso puoi scopare, però devi stare attenta altrimenti resti incinta subito, quindi fallo venire fuori oppure usa il culo, come fa mia sorella Rita".

Fin. [Val]




Se volete condividere le vostre storie: ritentasaraipiufortunato@outlook.it

2 commenti:

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