lunedì 3 febbraio 2014

Ancora sul sessismo pentastellato.

[Segue dal post precedente, pubblicato per intero su Globalist.]



Ieri sera Boldrini è stata ospite di “Che Tempo Che Fa” e lì ha parlato degli insulti sessisti che le sono stati rivolti sulla pagina e sul blog di Grillo. Ha usato le parole “istigazione alla violenza sessista” e ha detto che alcuni di quei commentatori sono "potenziali stupratori", sottolineando come nei commenti di quel blog spesso non si cerchi il confronto politico, ma solo l'offesa e l'umiliazione del nemico di turno. 
Le sue parole, come era prevedibile, hanno infiammato ancora di più la rabbia dei pentastellati, che –basta guardare lo screenshot del tweet di Messora, responsabile comunicazione M5S al Senato (!!) - si sono nuovamente scatenati.

Come si permette la “boldracca” di offendere così gli elettori del moVimento?

Chi si crede di essere, lei che chissà come è finita lì?

E poi ha ragione Messora: stesse tranquilla, è talmente brutta che nessuno la toccherebbe mai.


Niente di nuovo e niente di diverso da quanto venne detto a Federica Salsi, che osò andare a Ballarò ai tempi del proibizionismo grillino e che per questo è diventata immediatamente “una puttana” ed è stata espulsa dal MoVimento. 
Niente di diverso dalle orrende parole riservate a Maria Novella Oppo, a Daria Bignardi, colpevole di aver lasciato parlare Augias o a Lilli Gruber, per aver lasciato che Philippe Daverio criticasse il Movimento 5 stelle (trovate tutto sul blog di Grillo, se avete stomaco).


A tale proposito, una piccola e inutile nota a margine: Augias e Daverio nella rubrica “il giornalista del giorno” sul blog di Grillo sono accusati di essere brutti, vecchi, ladri, mantenuti dai soldi pubblici, attaccati al denaro e alla loro poltrona. Vengono criticate la loro professionalità e credibilità intellettuale, i loro libri vengono bruciati e fotografati tra le risate.


Oppo, Bignardi, Boldrini, Salsi, Gruber e le altre, vengono invece attaccate sul loro aspetto fisico e sulla loro sessualità: sono sfigate perché non scopano, hanno fatto carriera perché la danno a tutti, criticano Beppe perché sono frigide o perché sono lussuriose puttane.


Ora, ditemi che non è un problema più vasto, che non è un problema sociale, che non è il caso di fermarci a riflettere ancora e ancora su cosa sia il sessismo e su come sia endemico anche nella lotta politica del Paese.


Restando al movimento, mi fa pensare il silenzio di Grillo.


Lui per ora non dice niente. 
Interpellato, forse, parlerà di troll pagati dal Partito Democratico per infangare il M5S e poi cambierà subito discorso, tra un “sono morti” e un “vaffanculo”.

È la sua tattica: lancia una bomba, letteralmente mette in bocca ai suoi fedelissimi insulti e minacce varie e poi scompare. 


Me lo immagino comodamente in poltrona, mentre se la ride leggendo i commenti di chi, evidentemente, non si rende conto di essere strumentalizzato a tal punto proprio da chi venera con tanto ardore, mentre capisce ogni giorno di più fino a dove può arrivare la fede cieca ed acritica in un leader.

 

4 commenti:

  1. Anch'io sono schifata da questi atteggiamenti.

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  2. Grillo sta per partire con un tour di spettacoli, i biglietti sono in vendita. Dove continuerà ad aizzare le sue folle, e a far leva sul razzismo, sessismo, ignoranza e complottismo che tanto piace agli italiani. Del resto tanti anni fa si è permesso di criticare la Montalcini per i suoi capelli (disse che non era esperta di nulla se non di lacca per capelli) e la definì "puttana". I video sono su youtube. Niente di nuovo sotto il sole, ma c'è chi lo applaude e paga biglietti per farlo. E nelle sue tasche entrano tanti soldi.

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    1. Eh, Montalcini era una "vecchia puttana" e Bindi una che non scopava.
      Insulti da quinta elementare, in realtà, ma questi ne hanno fatto un programma politico.

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    2. E la differenza è appunto questa: il sessismo che in altri partiti, definiamoli non di destra, corre sotto traccia, informa di sé ogni cosa senza darlo a vedere, ma erutta solo occasionalmente, nel M5S è stato consapevolmente elevato a sistema nella comunicazione e nella propaganda.

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