giovedì 13 marzo 2014

Di Dante, cortocircuiti, tette e famiglie tradizionali.

La notizia è vecchia: ci sono delle minorenni che si prostituiscono e dei ricchi decisamente maggiorenni che le pagano.

Delle ragazze sappiamo praticamente tutto. E quello che non potevamo sapere è stato inventato, riempito di luoghi comuni strappalacrime.

Come scrive Gad Lerner: "La faciloneria con cui il giornalismo è andato alla caccia delle ragazzine e delle loro mamme è pari solo alla protezione riservata ai professionisti danarosi che se ne approfittavano."

Ma ora escono fuori i nomi di chi quelle ragazze le pagava.
E pare siano bei nomi.
Tra questi, c'è quello di Mauro Floriani, ex finanziere, pezzo grosso delle Ferrovie dello Stato. Floriani è pure il marito di Alessandra Mussolini.
E la notizia sembrano essere i venticinque anni di matrimonio (celebrato a Predappio e "consumato" nella stanza di nonno Benito e nonna Rachele) di un fascista con una fascista. 

Oh, sia chiaro, ho sorriso anche io. La prima cosa che ho pensato leggendo i titoli dei quotidiani è stata: questo è Dante. Il "contrappasso" non potrebbe essere spiegato meglio di così.

Il family day, la famiglia tradizionale, meglio fascista che frocio, mamma e papà vs genitore 1 e genitore 2, i froci non possono adottare che poi si rotolano nel letto, il gay pride è una carnevalata, castrazione per i pedofili.

E poi il nome di tuo marito esce nelle indagini per un giro di prostituzione minorile.

E in effetti è tutto molto ironico.
Insomma, sono anni che blateri di famiglia tradizionale e di "valori" e mo' ti arriva 'sta tegola in testa. 
Dai, fa oggettivamente ridere.

E però.

Però sui social network la notizia viene spesso accompagnata da foto di lei seminuda, di ricordi dei tempi in cui posava per Play Boy e via dicendo.
E per me questo è disgustoso.
Non perché io voglia in alcun modo difendere Alessandra Mussolini: nulla è più distante da me che credere che una vagina ci renda sorelle.
Ci sono donne che disprezzo profondamente e Mussolini è una di quelle, non solo per il nome che porta.
È omofoba, fascista, razzista. È tutto ciò che mi disgusta in una persona e certo il genere cui appartiene non me la farà risultare più simpatica.
Ma gli insulti sessisti che sto leggendo in giro a commento della notizia mi fanno altrettanto schifo.

Soprattutto perché si parla tanto di lei e poco di lui.

Come all'inizio: si parlava delle ragazze, delle loro famiglie, dei loro voti a scuola, dei loro vestiti e si taceva bellamente su chi le pagava per fare sesso.

Non vedete anche voi un cortocircuito?


2 commenti:

  1. d'accordo al 100%. ma perchè in questo paese si discute degli argomenti sempre andando "fuori tema?". forse davvero non siamo abbastanza intelligenti.

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  2. Condivido, non riesco a capire come sia possibile, per tante donne, non riuscire a distinguere tra l'insulto sessista e misogino che, rivolto a qualsiasi donna, in quanto tale colpisce anche me, dalla pretesa di solidarietà ad una donna misogina, sessista, omofoba e co-firmataria di una legge che regolarizzerebbe i papponi.

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