domenica 4 maggio 2014

Continuate a marciare affanculo.

Per il terzo anno di seguito sono stata alla Marcia per la Vita. 
Che poi fino a ieri non volevo andare, avevo cose da fare e una mattinata al parco col cucciolo era parecchio allettante. Poi però non sono riuscita a perdermela, certe cose sono più forti di me.

Non ho molte considerazioni da fare: quello che penso di questa gente l'ho scritto già.

Striscioni e cartelli sono sempre i soliti, c'era quello che dice che "aborto, divorzio, eutanasia sono il pianto di Maria", quelli che "ogni aborto è un bambino morto", i vari pupazzetti ricoperti di vernice rossa spacciati per bambini abortiti e via dicendo.


Tantissimi preti, tantissime suore, qualche medico col camice bianco e il nome in bella mostra (ma col nome dell'ospedale nascosto da un cerotto). 
Tantissimi stranieri: Ucraini, Spagnoli (molto applauditi perché loro sì che sono avanti), Africani, Polacchi, qualche anglofono, uniti contro aborto, divorzio, eutanasia, omosessualità e coppie di fatto. Sì, prorio "coppie di fatto", non solo "coppie gay", perché quando si tratta di medioevo questi cominciano dall'inizio.


Ho incontrato un solitario Borghezio, Meloni con gli amici e una Colosimo sorridente mentre intorno a loro si parlava di omicidio legalizzato, si blaterava di "droga, aborto, eutanasia, ecco l'Europa della massoneria" e si chiedeva di "rinnovare la Costituzione, ma per difendere l'embrione", che nella follia antiabortista di questa gente è uguale a un bimbo di sei mesi.





Preti e suore saltellavano allegri coi loro cartelli in mano cantando "chi non salta non è di Maria" o "se ti senti solitario prega il rosario", tra un Padre Nostro e un Ave Maria.


I fascisti di Militia Christi, a parte gli slogan classici ("Dal Colosseo dei martiri, ai papi di san Pietro! La marcia per la vita non torna indietro!", "Donna che hai abortito, per te non è finita! Vieni insieme a noi e marcia per la vita!"), se la sono presa con i medici: "medico abortista sei peggio di un razzista" e ammetto che sono scoppiata a ridere. 
Fortunatamente tutti erano molto gioiosi -dopotutto non bruceranno tra le fiamme dell'inferno, loro- e nessuno mi ha notata.

Sono andati festanti e sorridenti dal Papa, che visto che è molto avanti e sta finalmente riformando la Chiesa, conducendola a passi rapidi verso il nuovo millennio, "scavalcando la politica italiana a sinistra", li ha benedetti raccomandando loro di andare avanti.


Intanto, in Italia ricorrere all'ivg è sempre più difficile, dato il numero di medici, infermieri, ostretrici/che che si dichiarano obiettori.
In alcune regioni si arriva ben oltre l'80% di personale che si rifiuta di applicare una legge dello Stato, che addirittura decide di non assisterti a procedura iniziata, magari preferendo vederti morire. Ci sono ospedali in cui il numero degli obiettori causa il blocco dei reparti e si è obbligati a chiedere aiuto ad altre strutture.
E nonostante l'AIFA abbia affermato che la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo, ottenere la ricetta è ogni volta una lotta, che continua davanti al farmacista che pretende di obiettare anche lui e poco importa se la vita è la tua.

Finalmente, dopo più di due ore in mezzo a pazzi ultras cattolici, crocifissi, madonne, scout canterini e suore saltellanti, ho respirato un po' di aria fresca, trovando sulla strada di casa lo striscione delle Cagne Sciolte.




Qui ci sono altre fotine.

1 commento:

  1. grazie per il 'vivace' resoconto... (# iotemeno vince :)
    ora retwitto, ciao

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