mercoledì 25 giugno 2014

Cosa sarà* - Di femminicidio, mestruazioni, camomilla e "problemi reali".

Il post precedente pubblicato su Globalist non è piaciuto a qualcuno che si firma "negazionista del femminicidio" o "negazionista confesso".

Per colpa del mio "grido di rabbia" uno è stato lasciato dalla moglie, che lo schifa in quanto femminicida.
La stessa sorte sarebbe toccata a suo cognato, sempre per colpa del mio "latrato".

Il "grido di rabbia" di Lorenza Valentini non è stato inutile.
Proprio ora è iniziato il "cambio di cultura alla base".
Mia moglie ha letto questo manifesto, è furiosa anche lei, e ha divorziato. Giustamente odia me in quanto uomo e quindi femminicida per natura e cultura. Odia anche mio figlio decenne in quanto femminicida futuro. Odia suo padre, femminicida anche lui... e anche la madre perché ha convissuto con un femminicida per 40 anni senza reagire. Mia cognata, convinta da mia moglie, da ora odia suo marito, femminicida, e ha cacciato di casa il sedicenne moroso femminicida della figlia, mia nipote.
Adesso io e mio cognato, femminicidi, siamo qui in cucina, a farci da mangiarementre: ne porteremo un po' anche al femminicida suocero e al femminicida genero, il bimbo femminicida laverà i piatti. Insieme ci malediremo per l'odio che abbiamo suscitato con il nostro essere maschi (e quindi femminicidi). Ci guarderemo nel profondo, e ci sarà chiaro che noi, proprio noi, dal Pleistocene abbiamo continuato ad ammazzare donne, stuprarle e massacrarle, tanto che esse si sono estinte. E tutto perché siamo maschi e dai maschi ci è stato insegnato che la donna va uccisa e violentata (anzi prima violentata, poi uccisa). È narrato in tutte le storie, è scritto su tutti i libri... è nel nostro DNA. Non troveremo alibi, ma accoglieremo con fiducia questo cambio culturale, che arriva adesso, finalmente dopo millenni di stupri e violenze, grazie a Lorenza Valentini, la Paolo di Tarso (Paola di Tarsa) della religione del "genere".
Colei che con l'odio riscrisse la storia dei sessi.
Un altro mi accusa di godere di ogni femminicidio, perché mi permetterebbe di soddisfare il mio amore per lo splatter e la mia "fame di visibilità".
Oltre al reato di femminicidio adesso costei vuole anche il reato di "negazionismo del femminicidio". Cosa sarà il prossimo? Concorso esterno in femminicidio? Favoreggiamento del negazionismo di femminicidio"?
Il femminicidio è un po' in ribasso da sei mesi a questa parte e lo spazio in prima pagina della povera Valentini (e anche delle altre giornaliste specializzate in femminicidio) si riduce: deve rilanciare.
Anzi, meno male che un pazzo ha sterminato la famiglia: finché c'è sangue c'è speranza per questa moderna schiatta di opinion leaders.
Loro non si pentono di certo a buttarsi sui cadaveri delle donne per soddisfare la loro fame di visibilità, di odio e di titolazzi splatter. Anche questa è una pratica sociale truculenta.

Uno mi consiglia di curarmi, di bere camomilla e di "non scrivere col ciclo mestruale", perché abbiamo problemi ben più gravi e "REALI" di un centinaio di donne ammazzate ogni anno, poche rispetto al resto del mondo, quindi di che ci lamentiamo?
Siamo isteriche arriviste con la licenza di uccidere. Nientemeno.
curatevi, bevete molta camomilla ed evitate di scrivere quando avete il ciclo mestruale. l'italia è il paese AL MONDO con minor numero di "femminicidi" http://www.unodc.org/.../en/data-and-analysis/homicide.html Abbiamo moltissimi problemi REALI per cui indignarci, non ci servono quelli inventati da isteriche arriviste. Ad esempio io trovo aberrante il diritto di aborto libero senza nessun vincolo; licenza di uccidere che il movimento femminista ha ottenuto. Pensate a tutti quei poveri bambini che non sono nati per l'egoismo e la cattiveria di moltissime donne, OMICIDI VERI non INVENTATI
Chissà cos'è che vi (uomini e, ahimè, donne) spaventa così tanto quando sentite o leggete la parola "femminicidio".
Chissà cos'è che vi sovrasta al punto di spingervi in negazioni al limite del ridicolo, ad insultare, ad irridere, spesso a minacciare chi quella parola invece la dice con forza.

Me lo chiedo spesso e giorni fa il mio amico Lorenzo ha provato a darmi/darci una risposta:

Proviamo con l'elenchino, al volo proprio.
1) Nomina il femminile, e questo già al maschio potere costituito dà fastidio.
2) Specifica una modalità/motivazione per un reato che non può piacere a chi femmina non è.
3) Rende ambiguo/generico/superficiale il termine "omicidio", cosa che può essere intesa come una perdita di valore.
4) Introduce un nuovo simbolo che evidentemente non è "maschio", cosa che nell'immaginario virile certo non può essere considerata positiva.
5) Si prende spazio e visibilità sui media, costringendo il maschio lettore a occuparsi di cose ritenute "di donne" anche fuori dagli spazi rosa.
6) Catalizza l'interesse di un pubblico finora silenzioso, costringendo il lettore uomo a farsi qualche domanda - e magari a dover rispondere.
7) Introduce forzatamente, per il solo motivo di esistere ed essere usato, questioni di genere nella cronaca.
Così, al volo.
Forse vi fa paura scoprirvi intrisi fino al midollo di quella cultura machista, maschilista e violenta che è causa delle discriminazioni e della violenza di genere, che troppo spesso in Italia si traducono, appunto, in femminicidio. 

Vorrei poter credere che la vostra negazione e la vostra derisione derivino dall'orrore che nasce dalla comprensione di essere parte di quella cultura, di sguazzarci e -in fondo- di avervi trovato un posto comodo. 
Magari per non ammettere di essere pieni di quell'orrore siete portati a negarlo e a ridere di chi lo denuncia.
Una sorta di rimozione, insomma.

Se fosse così, forse, ci sarebbe una speranza. 
Magari vi svegliereste una mattina e provereste ribrezzo per la società che ci circonda e magari comincereste a lottare per cambiarla e renderla migliore, per tutte e tutti.

Chissà cos'è che vi spinge a negare che esiste un problema che parte dalla rappresentazione del femminile e che spesso si conclude in qualche casa di qualche anonima famiglia "per bene" o in un qualche Centro Antiviolenza che lavora nonostante la latitanza dello Stato, la carenza di fondi e strutture, o ancora in un funerale a telecamere accese e nei dibattiti in prima serata tv.

Invece la foga che mettete nel dire, spesso con scarse argomentazioni, ammettiamolo, che no, il femminicidio non esiste e se esistesse discriminerebbe i maschi, che allora dobbiamo parlare anche del "maschicidio", delle madri che uccidono i figli, che questa cosa del femminicidio è una balla inventata dalle femministe che scomodano un "patriarcalismo da soap opera che non è mai esistito" (sic.), mi puzza.
Puzza di complicità con un sistema che ha scientemente messo qualcuno sul gradino più alto del podio senza che ci sia nemmeno stato bisogno gareggiare, ma solo in virtù di un pene.
Siamo oggettive: quando si comanda si sta bene, perché mai mettere in discussione lo status quo?


http://tmblr.co/Z73_Aw1C3XEgm

* Dalla-De Gregori- Ron,  1979 "a dare la morte per un pezzo di pane o un bacio non dato"

4 commenti:

  1. non so se ciò che ha fatto Lissi avesse a che fare con la "rappresentazione" del femminile e non piuttosto col fatto che era non solo un uomo infantile nel senso peggiore del termine e incapace di assumersi qualunque responsabilità ma anche malvagio

    RispondiElimina
  2. l'infantilismo di tanti uomini che non vogliono assumersi le responsabilità derivanti dal diventare adulti e scegliere di farsi una famiglia, è fin troppo legittimato dall'addossare tutto il peso della gestione famigliare sulle sole spalle della donna....rappresentare la donna come quella che sogna il matrimonio e i figli fin da bambina,quella che nella famiglia trova la sua più alta realizzazione e che se invece della nidiata di figli preferisce far carriera (la classica domanda a Miss Italia: cosa sceglieresti tra carriera e famiglia? domanda che a un uomo non viene mai posta) è una malvagia arrivista,finisce col far pensare ai maschi che loro sono esenti dalle responsabilità della vita adulta, e quando ci si ritrovano dentro si sentono persino legittimati a scrollarsela di dosso.....ecco cosa ha a che fare Lissi con la rappresentazione del femminile

    RispondiElimina
  3. Risposte
    1. Ah, finalmente un commento costruttivo.
      Grazie e torna presto.

      Elimina

Sproloquia pure tu.