martedì 1 luglio 2014

Sirenetto a chi?

La Repubblica dedica una galleria fotografica a Giorgio Minisini, diciottenne di Ladispoli, campione di nuoto sincronizzato. 
Ovviamente non ha potuto evitare di presentarlo come "il sirenetto", pur sottolineando, poche righe più in basso, come il "sirenetto che batte le donne" non voglia essere chiamato così, magari perché questo appellativo in qualche modo sembra sminuire la fatica, il sudore, il talento di un ragazzo che sta dimostrando (da qualche anno, peraltro) di essere qualcuno.

Anni fa scrissero di lui anche sul Corriere della Sera. Anche quella volta si raccontò del "sirenetto del nuoto sincronizzato".

Diverso invece fu l'approccio del blog syncdifferent, che lo presentava semplicemente come un "sincro-man agonista".

Molto meno "pruriginoso", in effetti, ma decisamente più adatto.

Peccato che uno tra i più importanti (ci piaccia o no) quotidiani nazionali abbia preferito il solito taglio gossipparo che ormai lo contraddistingue.

Peccato perché i successi di Minisini avrebbero potuto regalarci un interessnate articolo sugli stereotipi di genere nello sport, sulla fatica che qualsiasi agonista deve affrontare per poter ottenere risultati, su uno sport che troppo spesso viene raccontato esclusivamente attraverso immagini di trucchi improbabili e acconciature perfette, alla faccia degli sforzi, delle rinunce, del duro lavoro che c'è dietro ognuno di quei gesti perfetti e bellissimi.

Che poi sarebbe bastato andare su wikipedia per sapere che il nuoto sincronizzato maschile è una realtà ormai da anni.

Perfino in Italia.




1 commento:

  1. Porelli, è che gli mancano le parole: casomai, sarebbe "il Tritoncino".

    RispondiElimina

Sproloquia pure tu.