mercoledì 17 settembre 2014

Della necessità di una nuova educazione.

Giorni fa scrissi un post sul nuovo miracoloso smalto antistupro.
In quell'occasione, come in molte altre, ho sottolineato come sia ormai sempre più importante pensare ad un serio programma di educazione, a partire dalle scuole.
Ho scritto, e lo ribadisco, che
Voglio sapere che nelle scuole si insegna il rispetto reciproco, che si parla di differenza di genere, di affettività, di sessualità consapevole, di rispetto per tutte e tutti.

Lo pretendo.


Sono gli uomini che vanno educati a non stuprarci, non siamo noi che dobbiamo imparare come non farci stuprare.
Tra i commenti a quel post, diverse persone hanno scritto che queste mie parole sono "inaccettabili e di una violenza inaudita", perché sottintenderebbero che per me gli uomini sono tutti stupratori. (Qui)
Come risposto lì, un'idea simile è talmente tanto lontana da me che trovo offensivo che me la si possa attribuire.

Ogni volta che si parla della necessità di un'educazione all'affettività e a una sessualità consapevole basata sul rispetto, ci si ritrova a doversi difendere dall'accusa di sostenere che gli uomini sono per natura tutti stupratori.

Come detto altrove, io penso che esista una cultura nella quale siamo immerse e immersi, che si chiama patriarcato e che è responsabile di ogni violenza e coercizione sulle donne e che fino a quando non le si opporrà un'altra cultura che parli di rispetto delle differenze, di uguaglianza nei diritti e nei doveri, allora non cambierà niente.

Continuare ad opporre a queste richieste (che grazie al cielo non sono solo uno strano parto della mia mente, ma anzi sono state portate in Parlamento) uno stantio "non tutti gli uomini" è inutile e fa scivolare ogni dibattito in merito in un continuo "io no/lui no" che non porta a nulla. 

Quello che è sempre più urgente fare è:
promuove(re) il cambiamento nei modelli di comportamento socio-culturali di donne e uomini per sradicare i pregiudizi, i costumi, le tradizioni e le altre pratiche basate sull’idea di una differenzazione delle persone sulla base del genere di appartenenza o su ruoli stereotipati per donne e uomini, in grado di alimentare, giustificare o motivare la discriminazione o la violenza di un genere sull’altro. (QUI)
Eccola, l'educazione. E da nessuna parte è scritto che "gli uomini sono per natura tutti stupratori".

Poi leggo di un ventenne che, lasciato dalla ragazza, la getta dal terrazzo e poi si butta a sua volta.

Leggo stralci della lettera che ha scritto prima di ucciderla e di suicidarsi.

Dice che voleva che lei soffrisse, che provasse "terrore prima di dire addio a tutto".

Di nuovo un uomo che non accetta un "no", un uomo che non accetta che una donna voglia andarsene, un uomo convinto che quella era roba sua, che doveva essere punita per averlo lasciato, che meritava di soffrire, di perdere tutto.
Di nuovo un uomo che vede una donna come un oggetto di proprietà, una cosa che non ha diritti nemmeno sulla propria esistenza. 

Ecco a cosa serve l'educazione.

Serve a far crescere tutti e tutte nella consapevolezza che l'altro/a da noi non è una nostra proprietà, che i suoi bisogni, le sue aspirazioni, le sue scelte sono legittime e devono essere rispettate, anche quando lo/la allontanano da noi.

Serve, anche, ad impedire a giornalisti e opinionisti vari, di scrivere boiate come "raptus" davanti ad una simile notizia.

E se in questo volete continuare a leggere una mia "misandria" o la prova del mio "nazifemminismo", allora il problema è più grave di quanto io possa immaginare.

13 commenti:

  1. non è la diversità tra uomo e donna il problema,quella può essere una ricchezza ma il vedere questa diversità come inferiorità o superiorità.
    Per quel ragazzo non c'era educazione che tenesse. E' gente che non sa o non vuole gestire la propria sofferenza (legittima) e pian piano affrontarla e superarla ma la responsabilità dei gesti che compiono è loro

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    1. Non si può dire che educazione non conta. La stessa sofferenza, in tal caso, era determinata da un insieme di storie e narrazioni con le quali leggiamo i fatti della realtà. E l' educazione della principessa e del valoroso principe azzurro, porta, quasi inevitabilmente, anche a questo.

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  2. Bando all'ipocrisia per favore: noi uomini ci faremmo ogni donna minimamente arrapante che incontriamo. Se non mettiamo in pratica quello che vorremmo è a causa di condizionamenti educativi, proibizioni sociali, conseguenze legali. Che però funzionanano fino ad un certo punto: ad esempio non bastano a considerare il primo diniego come definitivo. Solo le cosce serrate e gli schiaffoni sono, per gli uomini con le rotelle a posto almeno, il no definitivo.
    Non è colpa nostra se l'ormone detta la sua legge alla nostra psiche, se siamo inseminatori folli per natura, se siamo soggetti al potere di attrazione del corpo femminile.
    Se noi uomini fossimo liberi da questa schiavitù (e ci sarebbero mezzi chimici o chirurgici in grado di liberarcene) quando mai ci verrebbe in mente di imbarcarci nelle fatiche del matrimonio e della procreazione? Di farci catturare da un bel paio di tette e/o da un bel culo per sobbarcarci l'onere di mandare avanti una famiglia?
    Di questo le donne dovrebbero essere edotte, dovrebbero essere coscienti del potere che esercita il loro corpo sugli uomini. E dovrebbero esercitare questo potere in modo consapevole, senza fingere che non esista.
    Una donna dovrebbe sapere che se va in giro strizzata in abiti scomodissimi per valorizzare al massimo le sue attrattive sessuali, ne sia consapevole o meno, lo voglia o no, lancia tutto intorno un richiamo di natura inequivocabile.
    Imparino anche le donne a rispettare gli uomini, tenendo conto di come sono fatti.

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    1. Anonimo (17 sett) fai veramente pena e schifo... Parli come se voi uomini foste delle bestie per natura sottoposte ad un istinto ingestibile e fuori controllo... Le tue tesi sono quelle che molti 'maschi' come te (e sottolineo maschi, non uomini) utilizzano per giustificare gli stupri. Innanzitutto l' uomo non è un animale, e ha la capacità di ragionare, di controllarsi e di gestire le proprie azioni. Il vero problema è la mancanza di rispetto reciproco tra i sessi e di educazione, la perdita dei valori...e il considerare le donne e il loro corpo come oggetto sessuale e non come un altro essere umano libero e indipendente da sè. Volente o nolente, d'accordo o meno, questa cultura esiste e permea la società in cui viviamo. Oggi tutto è consentito, non ci sono più dei veri limiti, divieti, si può fare e infrangere tutto... L'uomo rifiutato o abbandonato si sente avvilito dalla donna (che nei secoli passati e nella nostra cultura patriarcale è sempre stata considerata inferiore e sottomessa) e si riappropria del senso di potere e dominio nei confronti della donna uccidendola o usando violenza su di lei. La verità è che l' Uomo ha sempre fatto schifo, ma gli uomini di oggi fanno ancora più schifo... Guardacaso le donne non si sognerebbero mai di compiere simili efferatezze come quelle che compiono gli uomini sugli altri esseri viventi.. e se avete qualcosa da obbiettare mi potete portare l'esempio di una su un milione... Le donne non sono nè superiori nè inferiori rispetto agli uomini, sono semplicemente MIGLIORI... Ecco tutto...

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    2. Lola, non te la prendere per il mio modo provocatorio di affrontare la questione. Premesso che non so nemmeno come ci sono capitato qui: in genere mi occupo di discussioni di tutt'altro tipo, sono stato catturato dalla tua tesi sulla necessità di educare i maschi. Dove per "educare" sembra che tu voglia intendere "addestrare", o "ammaestrare", secondo una concezione pseudofemminista di concepire i rapporti tra i sessi.
      Una concezione che fondamentalmente si regge sulla negazione, o sulla diminuzione, di una verità fondamentale: noi umani siamo animali, siamo organismi soggetti all'imperativo naturale della riproduzione, come tutti i viventi. L'istinto riproduttivo è talmente primitivo e fondamentale che ci accomuna ai lombrichi e con altri viventi ancora meno evoluti di loro.
      Guarda che carini...
      http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f6/Mating_earthworms.jpg/1024px-Mating_earthworms.jpg

      Questo per dire che il richiamo sessuale in sé non è per nulla educato, anzi: è maleducatissimo e, a volte, anche violento. Gli individui di alcune specie (qualche volta anche gli umani lo fanno) mettono a repentaglio la loro stessa vita per seguire questo istinto.
      Certo, noi umani siamo evoluti: abbiamo imbozzolato questo istinto selvaggio in una serie di condizionamenti che ci consentono di vivere in società anche molto complesse. Ma bisogna fare attenzione, perché a volte la necessità di dominare l'istinto con norme e condizionamenti di vario genere può spingersi fino alla sua negazione, e allora saltano fuori le nevrosi e talvolta le psicosi. E la negazione può diventare violenza brutale.
      L'istinto lo si può e lo si deve controllare, ma negarlo è ipocrita e controproducente.

      Per dire: puoi essere certa che il tuo ragazzo, o marito, guarderà il culo o le tette di qualunque bonazza gli passi a tiro. Senza darlo a vedere, ovviamente: per non offenderti, perché il sesso è una cosa e l'amore è un'altra cosa, ma lo farà.

      E lo stesso farai anche tu, in modo diverso, meno esplicito, più complesso: perché sei femmina, e la missione biologica delle femmine è più complessa. Ad iniziare dalla scelta del maschio più adatto per finire al parto e alla cura della prole.
      I maschi hanno una missione biologica molto più semplice: possedere e inseminare quante più femmine possibile. E anche nelle specie monogamiche come la nostra permane questo istinto primitivo alla promiscuità. Anche nelle donne, eh?

      Dunque non ha senso proporre una educazione dei maschi, e anche delle femmine, a partire dalla negazione di una realtà istintiva primaria come l'attrazione sessuale: è ipocrita, nevrotizzante, controproducente.
      Ha invece senso farlo a partire dal riconoscimento pieno della natura profonda di maschi e femmine, perché solo in questo modo uomini e donne possono rispettarsi per ciò che sono.

      Il pistolotto mi è uscito un po' lungo. E prima che parta la strigliata farò bene ad allontanarmi. Ciao.

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    3. Mi sa che nella foga del pistolotto hai saltato tutta la parte in cui si parla di educazione. Non mi pare di aver scritto da nessuna parte che voglio "ammaestrare" gli uomini né tantomeno negare "l'attrazione sessuale".

      Per quanto riguarda il "finire al parto e alla cura della prole", sappi che ci siamo evolute/i. Chi più, chi meno.

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    4. Fiuuu! Mi aspettavo di peggio.

      Ti saluto con una clip che a me piace. E' una delle tante metafore della passione erotica. E, se osservi con attenzione, troverai che contiene anche un po' di violenza.

      https://www.youtube.com/watch?v=Gcxv7i02lXc

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    5. Sei un miserabil e probabilmente stupratore.

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  3. Gentile anonimo, e' interessante anche il risvolto femminile della sua teoria: gli ormoni femminili (in particolar modo il progesterone) che si innalzano prima del ciclo, dando vita alla sindrome premestruale, secondo la sua teoria dettano legge sulla ragione. Alchè se ne deduce che una donna non evira e tritura uomini imbecilli durante il premestruo solo ed esclusivamente per buona educazione e condizionamenti culturali. Lorena Bobbit era maleducata. Gli uomini dovrebbero essere edotti di questo, ed evitare, durante il premestruo, di provocare donne incazzose con commenti come questo: maschi, se voi andate in giro a dire minchiate quando a me gia mi girano, ve la siete cercata

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  4. ciao, ho letto il tuo post. Io non trovo le tue parole offensive nei confronti degli uomini, però intravedo altri tipi di problemi, che riscontro spesso nei blog che trattano i temi sulla violenza di genere, il femminismo eccetera. Il punto più problematico è l'idea che il patriarcato sia solo un sistema culturale, o socio-culturale. Ciò che si è fatto è stato sostituire la natura con la cultura, e sebbene il commento sopra di anonimo e di molti altri che provano a parlare di natura e istinti sia confuso, è anche ingenuo pensare che il patriarcato sia causa di tutto (a proposito suggerisco un paio di libri: donne e uomini di Raffella Rumiati; Sesso ed evoluzione di Andrea Pilastro. E in generale di studiare meglio Darwin, con l'ausilio di testi di Pievani, Dawkins, Gould, Diamond, perché spesso leggo di "missione biologica"; se c'è una cosa che ci ha insegnato Darwin è proprio che l'evoluzione non ha alcun fine. Inoltre "evoluzione" sta per "cambiamento": non ci si può evolvere più, meno, peggio, meglio). Dire gli uomini sono stupratori per natura o per cultura è ugualmente sbagliato. Dire che sono stupratori per natura e cultura si avvicina un po' alla verità. Il fatto è che siamo portati a pensare in maniera essenzialistica. Comprese le varie interpretazioni della natura, da Hobbes a Rousseau. Abbiamo per secoli pensato ai comportamenti come dovuti a delle forze, delle energie, a un qualcosa che va sfogato. Ogni tipo di comportamento può essere messo in atto, a seconda della condizione in cui si trova una persona. Se prendiamo l'uomo più mite del mondo e lo mettiamo in una certa condizione sarà in grado di compiere ogni violenza, per cui dirsi gli uomini (e le donne) sono o non sono violenti non ha molto senso. Se uno vuole fare un discorso genealogico, non che sia indispensabile, è opportuno capire che ciò che chiamiamo patriarcato è un insieme di comportamenti che si sono evoluti nel tempo e che poi si sono strutturati in sistemi culturali, di valore ect; ma ricondurre le violenze a un tempo x e a una cultura x non ci porta a capire granché. Osservare le altre specie animali è utile in questo, scimpanzè, gorilla, oranghi, bonobo eccetera, hanno tutte strutture sociali differenti e simili alle varie sviluppate da quelle umane (per dire, ci sono anche scimmie in cui sono le femmine in gruppo a vessare i maschi) . Tutto ciò comunque non è indispensabile. Il concetto di educazione va benissimo, ma a partire dalla consapevolezza che non siamo lavagne bianche, o tabule rase. Se uno osserva i cambiamenti della nostra società occidentale vede come a fianco dell'educazione nel tempo sono cambiate le condizioni sociali. Le donne hanno acquisito nel tempo la possibilità di istruirsi, di lavorare fuori casa, di viaggiare, di essere più o meno indipendenti. Questo ha avuto delle conseguenze molto più che l'educazione. Se un uomo cresce in una società in cui la donna è "libera" ha più probabilità di considerarla libera, indipendentemente da un'educazione sessuale sentimentale. L'unica cosa che non apprezzo molto è l'idea di urgenza e un po' di fatalismo (non cambierà nulla fino a che non faremo x) e il discorso che fa perno su un caso di cronaca. Sia perché l'educazione e un sistema di valori migliore è auspicabile a prescindere dai casi di cronaca e dall'efficacia che avrebbe nel prevenirli; sia perché ciò che fa arrivare qualcuno ad uccidere una donna non è solo un condizionamento culturale, le cose non sono legate in maniera così diretta e causale.

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    1. Caro brown, col rifermento all'evoluzionismo il suo intervento estende e completa il mio raffazzonato contributo. Direi che tra l'uno e l'altro abbiamo utilmente aperto a Lola una finestra alla quale affacciarsi per mettere alla prova le sue convinzioni.
      Francamente non credo ne approfitterà: è troppo più comodo e sicuro credere che il maschio si sia fatto da sé, che abbia liberamente scelto e imposto il patriarcato per sottomettere la femmina ed esercitare su di lei il suo potere vessatorio.

      Come ogni ideologia semplificatrice che crea stereotipi ai quali ridurre le persone reali, il Femminismo crea certezze e rende facile e univoco il pensiero dei suoi adepti. E' difficile per essi abbandonare questa rassicurante comodità.
      Purtroppo, per queste sue caratteristiche fondamentali il Femminismo è anche vagamente fascistoide.

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    2. http://isites.harvard.edu/fs/docs/icb.topic1001965.files/Course%20Materials_Week%205/Evolution%20of%20Patriarchy%20Smuts%201995.pdf

      Questo è uno studio di Barbara Smuts, che prova a unire la prospettiva evolutiva con quella femminista. Non so se leggi l'inglese, comunque non di difficile comprensione, e ci sono cose che si collegano in parte a ciò che dici e a quanto espresso da Lola. In particolare analizzando le diverse forme di coercizione maschile nei primati non umani e in differenti società umane si vede come possa cambiare radicalmente il comportamento degli individui. Ogni ideologia è a rischio, e come espresso da Smuts stessa l'ideologia patriarcale potrebbe essere stata la prima forma di ideologia. Come lei conclule, la teoria evolutiva può aiutare a far luce sul passato, e insieme a quella femminista può aiutare a far luce sul futuro.

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    3. Ho letto molto rapidamente, per una comprensione più approfondita sarà necessaria una lettura più attenta, ma credo comunque di aver rilevato una mancanza nell'elaborato della Smuts in merito ai rapporti tra i sessi: l'ambiente non è sufficientemente valorizzato.
      La pressione evolutiva è principalmente determinata dall'adattamento all'ambiente. Prestanza fisica e aggressività maschile (compresa quella rivolta alle femmine) hanno una funzione positiva o negativa in rapporto all'ambiente. In particolare per quanto riguarda la competizione per assicurare le risorse necessarie a garantire la sopravvivenza della specie.
      Nelle società umane più estese ed evolute il ruolo del maschio, la sua maggiore possanza fisica e la sua aggressività, non rappresentano più un vantaggio evolutivo, sono invece un pericolo potenziale. Non solo perché all'interno di questo ambiente sono un elemento incontrollabile e potenzialmente distruttivo rispetto all'ordine sociale, lo sono quando queste tendenze maschili vengono trasposte nel comportamento di quell'individuo collettivo che è la società umana evoluta.
      Per questo mi auguro che sempre più in futuro siano le donne ad infondere all'individuo collettivo il loro specifico femminile, assumendosi la responsabilità del loro potere Oggi la potenza della società umana evoluta può distruggere la Terra, che invece va curata, conservata e amata. Non più conquistata e soggiogata.
      Tuttavia, anche se l'ambiente in cui sono immersi uomini e donne è profondamente mutato, sopravvivono gli antichi condizionamenti. Per questo suggerivo a Lola di tenere conto dei caratteri ancestrali che ancora sopravvivono nelle persone di sesso maschile, che vanno gestiti e non negati, anche nell'ambiente determinato da una società complessa ed evoluta.

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