giovedì 28 agosto 2014

Manicure antistupro.

E così hanno inventato lo smalto antistupro, salutato con grida di gioia da tutte le donne del mondo: ora abbiamo La Soluzione!
Sei in discoteca o a cena con un nuovo amico, bevi un drink e il tuo smalto cambia colore. È semplice come un gesto quella che potrebbe diventare una potente arma anti stupro. Lo smalto "intelligente", inventato da Undercover Colors, la prima compagnia completamente dedicata alla prevenzione della violenza sulle donne, cambia colore se la donna assume la cosiddetta "droga dello stupro" o Ghb. Il prodotto, per la cui produzione Undercover Colors sta raccogliendo fondi, è stato messo a punto da 4 studenti della NC State University che hanno unito conoscenze farmacologiche e cosmetica tradizionale. Una vera rivoluzione che potrebbe mettere al sicuro milioni di donne e ragazze. Lo vogliamo in profumeria. Subito.
Finalmente le donne potranno evitare di essere stuprate quando vanno a ballare la sera, nel caso siano state talmente sciocche da accettare un drink da uno sconosciuto (come se non lo avessimo sentito dire per una vita intera che "non si accetta niente dagli sconosciuti").
In pratica questa splendida invenzione cambia colore se un simpatico ragazzotto cui nessuno ha mai spiegato che lo stupro è una cosa brutta mette un po' di Ghb, la "droga dello stupro" nella nostra bibita.
Non vale, ovviamente, se ti stuprano in ufficio, al supermercato, a scuola, a casa, in palestra. Per quello prima o poi ci si attrezzerà con adeguati capi di abbigliamento.

Ora, provando ad evitare acidità e sarcasmo, io non ne posso più.

Smalto antistupro, magliette antistupro, mutande antistupro. Addirittura una "fashion company" la cui missione è permettere alle donne di "prevenire gli assalti sessuali". 
Inventeranno le mutande dentate? Un profumo uomo-repellente? Una crema urticante per l'assalitore?

Insegnare ai maschi a non stuprare non se ne parla, eh?
Certo, certo, non è compito loro, mi pare scontato e non è questo il punto: ben venga lo smalto cambiacolore, ma l'enfasi con cui lo si è accolto mi devasta. 
Io non ne posso più, io vorrei cominciare a sentire parlare di altro.
Anzi, no, non voglio sentirne parlare più: io voglio sapere che si fanno ovunque dei seri programmi di educazione. 
Voglio sapere che nelle scuole si insegna il rispetto reciproco, che si parla di differenza di genere, di affettività, di sessualità consapevole, di rispetto per tutte e tutti.

Lo pretendo.
Sono gli uomini che vanno educati a non stuprarci, non siamo noi che dobbiamo imparare come non farci stuprare.
 
Vivere sempre attente a "dove vai con chi vai come ti sei vestita" non è vivere. 
Vivere dovendo evitare luoghi, orari, strade, non è vivere.
Vivere pensando a cosa mettermi per essere "al sicuro" ogni volta che esco non è vivere.
Vivere pensando che non devo tenere la testa troppo alta, che non devo incrociare gli sguardi altrui, che non devo rispondere, non devo parlare, non devo girare sola la sera, non è vivere.