venerdì 28 novembre 2014

Il mio primo ciclo. Anonima.



Il mio primo ciclo l'ho avuto a 15 anni, era un pomeriggio durante la settimana e quando sono andata a fare pipí ho visto la macchia. Nessuno mi spiegò nulla, sapevo già tutto la parte scientifica per la scuola. Quando lo dissi a mia madre lei diventò rossa e mi disse che tanto sapevo già. Da noi le mestruazioni sono un grande tabù quindi non ci fu nessuna festa anzi l'argomento fu evitato. Mentre ero di sopra sentí mia madre dirlo a mio padre e fu molto imbarazzante anche perché lui non le rispose e non mi disse mai nulla, quel giorno fui ignorata. Imparai presto a nascondere gli assorbenti, a lavarmi i vestiti macchiati in segret e a buttare gli assorbenti solo fuori casa e mai nella pattumiera. Ancora oggi con i miei lo faccio. Ho iniziato a viverle normalmente soltanto con il primo fidanzatino che fu molto dolce. Ancora ho il trauma ben impresso ma credo che forse andando a vivere via riuscirò a viverla meglio.

Anonima



Per raccontare le vostre prime mestruazioni: ritentasaraipiufortunato@outlook.it  

mercoledì 26 novembre 2014

Il problema del maschio italiano.

No, davvero, tocca capire che tipo di problema abbiano i maschi italiani con le donne.

Con le donne "di successo" e con quelle "normali".
Con tutte quante le donne, di ogni colore, età, estrazione sociale.
Con quelle che hanno raggiunto posizioni importanti e di successo sul lavoro, con quelle che studiano, con quelle che vendono frutta e verdura e con quelle che fanno le istruttrici di nuoto, con le bionde, le ricce, le magre, le grasse.
Proprio con le donne in quanto tali.

Sono seria, è arrivato il momento di capire che problema ci sia alla base di quello che leggo e ascolto ogni giorno.

Perché se quando per la prima volta in Italia una donna finisce nello spazio i commenti sono centrati sulla sua capacità di parcheggiare, le battute scomodano la "cagna Laika" e gli aggettivi sono tutti per il suo aspetto fisico, allora un problema c'è ed è grave.


Non è solo un'incredibile mancanza di senso dell'umorismo, è proprio un problema serio, serissimo e comprenderlo per affrontarlo è un dovere per tutte noi e per tutti quegli uomini che nonostante siano pisellomuniti riescono a non considerare le donne come delle cose un po' sceme che al massimo possono lavare i piatti e stirare (dopo aver fatto un paio di pompini per ottenere in cambio qualcosa, ovviamente).



 







Che poi forse, molto banalmente, il problema sono io, che ancora mi stupisco davanti a certe cose, quando il Dipartimento per le Politiche Antidroga ha tra gli "esperti" della Consulta nazionale antidroga, "istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche antidroga", uno come dj Aniceto, autoproclamatosi "dj antisballo" e "individuatore di zoccole nel mondo dello show business" che mentre inneggia al latte contro la droga riesce a trovare il tempo per twittare che una donna che fuma camminando "è una..." o che dà della troia a una ragazzina coi capelli blu.


Amici uomini che non siete così, che quando avete visto Cristoforetti col tutone da astronauta avete pensato "abbada! Che grandissima!"; voi che quando vedete un'adolescente coi capelli blu ripensate alle liti con i vostri genitori per quell'unica frezza verde fatta al liceo, fate qualcosa!

Amici!
Aiutate i vostri simili ad uscire dallo stereotipo che li ingabbia, aiutate noi a capire cosa c'hanno questi nel cervello.

Vi prego, se non siete come loro, ditelo.
Ditelo spesso, sempre, ad ogni occasione.

Perculate senza pietà il vostro compagno di calcetto che fa le battute sulla squadra femminile che gioca nel campo accanto, spiegate al vostro collega che la vostra capa non l'ha data a chiunque per raggiungere la posizione che ha, dite al vicino di casa che le battute su quella del terzo piano che guida una moto di grossa cilindrata non solo sono ridicole, ma sembrano nascondere complessi insoluti, fate presente al papà dei vostri bimbi che la maestra d'asilo non è un porno soft con Alvaro Vitali.

Insomma, fatevi carico anche voi di aiutare i vostri amici maschi a non essere così stronzi, ché non possiamo fare sempre tutto noi: abbiamo altro a cui pensare.

Tipo che sta per chiudere il Repartino per l'IVG del Policlinico Umberto I di Roma (a meno che il Direttore Generale Alessio non mantenga quanto promesso alle Compagne di Io Decido che sono andate a dirgli la loro).

mercoledì 19 novembre 2014

I'm lady like.

Il bello del PD è che finalmente le donne che porta al potere sono diverse da quelle cui siamo state tristemente abituate per decenni.

Negli ultimi venti anni la destra non ha fatto che dire (a ragione!) che le donne di sinistra sono dei cessi a pedali, tristi, sporche, sgraziate. Brutte. E noi donne di sinistra non abbiamo fatto niente per dimostrare che qualche bonazza è anche qui.

C'è voluto il Rottamatore in tutto il suo vigoroso e giovane splendore per distruggere finalmente questa terribile tradizione. 

Grazie a lui finalmente il centrosinistra sta cambiando verso, anche e soprattutto esteticamente.

Nilde like style
Basta con le gonne troppo lunghe e le pettinature troppo austere Nilde like!

Guardatela, con questa faccia da maestrina di periferia, la collana dozzinale, il vestito da bancarella, la ricrescita.

Noi non vogliamo essere così.
Finalmente il PD prende il toro per le corna, non si nasconde davanti al pressante problema della bellezza in politica e senza paura risponde ai problemi delle donne di oggi, per bocca di una donna giovane, bella, realizzata e sempre in ordine, cui tutte noi guardiamo con adorazione e un pizzico di invidia.

Bella, intelligente e preparata, come lei stessa si descrive: Alessandra Moretti.

Già a settembre Moretti ci aveva spiegato l'importanza della bellezza in politica, senza peraltro dimenticare la parità di genere, perché lei è una che a certe cose mostra di tenerci tantissimo: «Capisco che al pubblico maschile faccia piacere vedere una bella ragazza in costume, ma immagino che il pubblico femminile sarebbe contento di vedere anche i politici nei loro momenti privati».

Infatti!

Noi donne bramiamo foto intime di Giovanardi, Di Battista, Di Maio, Alemanno, Marino, D'Alema... noi non aspettiamo altro!

Mentre facciamo i conti col lavoro che non c'è, con l'emergenza casa, con la monnezza che ci soffoca, insomma, con quelle cose noiose di tutti i giorni, noi abbiamo un solo pensiero in mente: i momenti privati dei politici.

Altro che gender gap, obiezione di coscienza, disoccupazione. 
Noi vogliamo vedere le foto di Renzi che mangia il gelato seduto su uno scoglio in riva al mare guardando tramontare il sol dell'avvenire. Vogliamo Fassina nudo e Salvini sotto la doccia.

E poi basta, davvero, è ora di dire senza paura che «La bellezza è un valore, anche in politica», perché è il nostro biglietto da visita.
Ancora con quelle storie su onestà, integrità, moralità. Ancora palle su cultura, preparazione, capacità.

Roba vecchia, trita, demodé.

Io mentre guardo e riguardo il video di Alessandra Moretti.
E se però dovesse esservi sfuggita la lezione di settembre, Alessandra è pronta a ribadire i concetti portanti della sua idea di estetica politica in un video istruttivo e finalmente definitivo (?) sull'argomento, che ogni donna dovrebbe vedere in loop.

La politica, care, deve essere prima di tutto lady like, che vuol dire accompagnare i figli a scuola di corsa, saper fare bene la pasta al pomodoro, non mettere gli occhiali da sole e andare dall'estetista ogni settimana.
Bisogna prenderci cura di noi, amiche.

Basta alla donna di sinistra con baffi e peli in ogni dove.

Non è lady like.

Sì, lo so che qualcuna di voi non ha tempo per andarsi a fare la ceretta ogni settimana perché c'è il presidio contro lo sgombero di una casa occupata da famiglie che altrimenti vivrebbero per strada, c'è da manifestare contro l'obiezione di coscienza che in alcuni casi supera il 99% del personale medico nelle strutture pubbliche, o perché c'è da contestare fascisti e omofobi che fanno finta di leggere in piedi per impedire che tutte e tutti abbiano gli stessi diritti.
Ma non è una buona scusa, care mie.

Se volete fare politica e stare al passo coi tempi, dovete farvi almeno i baffetti. E no, non parlo di decolorare, ma proprio di estirpare, altrimenti non vale.

Sì, va bene, qualcuna obietterà che con gli stipendi di merda che prendiamo (se li prendiamo) non ci sono i soldi per fare meches e tinta ogni settimana e che un po' di ricrescita è meglio della pancia vuota, ma così si dimostra solo la propria triste pochezza.

Siate lady like, amiche!

Nel mio piccolo, io mi adeguo e per essere al passo coi tempi e avvicinarmi quanto più mi è possibile ai nuovi canoni di bellezza, Alessandra mi ha regalato la depilazione dei peli del naso.
 



P.S. Lo sapete perché Livia Turco ha pianto parlando del calo di iscritti nel PD? Perché nel suo armadio da ex comunista ha trovato solo completi marroncini e castigatissimi.