lunedì 20 aprile 2015

Di sciacalli, ipocriti e razzisti.

Boldrini, parlando con un partigiano che sosteneva fosse l'ora di abbattere tutti i simboli del fascismo, nell caso specifico l'obelisco del Foro Italico, ha risposto che quantomeno si potrebbe cancellare l'orrenda schifosa scritta "Mussolini dux".
Il delirio.

Boldrini vuole buttare giù l'obelisco!
Boldrini come l'Isis!

Come al solito, quando si parla di Boldrini, si annebbiano viste e vanno in pappa cervelli. A destra e a sinistra, indifferentemente.
Potrebbe dire di essere intollerante al lattosio e subito i giornali titolerebbero "Boldrini contro il latte, pronto decreto presidenziale per proibirlo". E abboccherebbero in tante/i.

I fascisti, ovviamente, si sono scatenati, in nome di una "memoria" selettiva e fasulla, che si inventano volta per volta, secondo le comodità del momento.

Giorgia Meloni si è superata, condividendo su twitter e facebook una foto capace di mostrare, con pochissime parole, tutta la sua arroganza e il suo classismo.

Sbaglia -volutamente- obelisco: prende quello dell'EUR, in cui quel nome infame non compare e chiede se butteremmo giù "l'architettura fascista", l'EUR, appunto, o quella "socialista", Corviale.
Il "Serpentone" come esempio del mostro da abbattere, del brutto, del degrado, di qualcosa che non merita di esistere, con buona pace di chi ci abita.
Forse non sa, Giorgia Meloni, che a Corviale, nonostante decenni di menefreghismo e latitanza della "politica", c'è un gran fermento.
Non sa, o non le interessa, che ci sono associazioni di cittadini di Corviale che lavorano per la riqualificazione del loro palazzo, nonostante promesse non mantenute, assenze colpevoli e stigmi decennali.
Non lo sa, non le interessa e ci sputa sopra, chiedendo al "popolo della rete" se preferisce Gesù o Barabba, il duce del fascismo o un palazzo che ospita ottomila famiglie.
Il tutto pur di attaccare l'odiata Boldrini.








E poi l'orrore dei migranti morti in mare, il Mediterraneo ridotto ad un'enorme, infinita tomba.
Settecento, dicono.
Ma se anche fossero stati dieci, tre, uno soltanto, sarebbe comunque una tragedia immane, che dovrebbe colpirci tutte e tutti, indistintamente e che invece ancora una volta solletica i sentimenti più beceri, il razzismo più schifoso, l'ipocrisia più pericolosa.

Lacrime fasulle, indignazione a comando, proposte di "soluzioni" che lasceranno morire altre centinaia, migliaia di esseri umani. Con la Bossi-Fini ancora in piedi, i CIE pieni di uomini, donne e bambini privati di libertà e dignità. Trattati come cose da spartirsi nei giochi politici, come carne che porta soldi.

E ancora il finto cordoglio, le belle parole, le bare, i funerali di stato. 
In attesa delle prossime morti.

E però chiudiamo tutto, impediamo loro di partire, lasciamo che muoiano lontano dalle nostre belle coste, respingiamoli, lasciamoli annegare. Tanto so' negri, che ci vengono a fare qui, che non c'è lavoro nemmeno per noi?

La colpa di quelle morti sarà sempre di qualcun altro e noi potremmo continuare a blaterare, come un Salvini qualsiasi.

Ecco la politica italiana.
Lacrime e bugie, ipocrisia e sciacallaggio.
Sempre e comunque.

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