venerdì 15 maggio 2015

Di sport, sessismo e lesbofobia.

Pare che durante la riunione del Consiglio di Dipartimento Calcio Femminile dello scorso marzo, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Felice Belloli abbia detto: “Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche”.

I giornali, praticamente tutti, parlano di "gaffe", così come fecero con Tavecchio e le banane dei calciatori di colore.

Solo che secondo il Vocabolario Treccani, gaffe  significa "atto, comportamento, espressione e sim., commessi o detti per goffaggine, inesperienza o anche semplice distrazione, che creano comunque imbarazzo negli altri (corrisponde al termine ital., ormai raro, topica)".

Diciamo che più che di goffaggine, inesperienza, e distrazione, qui mi sembra ci siano in gioco il solito sessismo e una grandissima dose di lesbofobia, oltre che i malcelato disprezzo per qualcosa che è evidentemente considerato poco interessante e remunerativo.

Che il calcio, insieme a molti, moltissimi altri, sia tra gli sport considerati "non da femmine" ce l'hanno detto già parecchie volte.
Ce l'hanno insegnato da bimbette, più o meno in prima media, quando i maschi con cui avevamo giocato a pallone in cortile fino a qualche mese prima non ci volevano più in squadra e ci viene ricordato spesso, anche quando siamo semplicemente tifose. 

Al massimo possiamo parlare di mestruazioni, uncinetto
e dei mille e uno modi di smacchiare il divano.
Cosa ne sanno dopotutto le donne del pallone? 
Devono sta zitte, al massimo possono dire quanto è bono Nainggolan, ma niente di più.

Non capiscono manco il fuorigioco (che poi ad essere sincera non è che ci vuole una gran scienza per capire il fuorigioco. Io, per dire, l'ho capito alle elementari, quando Holly si vide annullare una rete segnata contro la Mambo).

C'è uno stranissimo processo mentale che porta a credere che le donne non solo non possano praticare gli stessi sport degli uomini, ma anche che quando lo fanno non possano aspirare al professionismo, come se per loro (io so' poco sportiva, quindi mi chiamo fuori) sudare, correre, faticare, farsi male fosse un capriccio, un modo come un altro per passare il tempo tra la pulizia del cesso e la ceretta.


Tempo fa, un amico appassionato di Roma, antisessismo e Linus, mi ha fatto leggere la lettera scritta da una calciatrice di Genova a Del Buono, allora direttore di Linus, in merito a un articolo di Beppe Viola sul calcio femminile, definito come "l'attività più kitsch della storia dell'umanità" e "volgare"

Giusto per ribadire che un certo tipo di disprezzo e derisione non è una novità ed è molto più radicato di quanto crediamo.

Parlando di "dilettantismo", le giocatrici della femminile dell' “All  Reds  Rugby  Roma”, hanno lanciato una petizione indirizzata a  Malagò (presidente del C.O.N.I.) per chiedere "Pari diritti per uomini e donne nello sport e nel professionismo sportivo!" Vale la pena leggerla e, per come la vedo io, firmarla.


P.S. Le Femministe Romaniste si vedranno domenica alle 20.45 al CSOA La Strada per guardare insieme Roma-Udinese. Garantiamo turpiloquio, ansia e tifo.








1 commento:

  1. Belloli se ha detto quella cavolata omofoba si deve dimettere. Punto

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