mercoledì 17 giugno 2015

Non dire parolacce.

Ieri ho parlato un po' con un uomo dell'età di mio padre.
Ad un certo punto gli ho detto che spesso usa un linguaggio fortemente sessista e che quando ride di me che glielo faccio notare o si lancia in ardite spiegazioni sul perché è possibile dare della "troia" ad una donna che non ci piace mi manda in bestia.

"Mi sembri una di quelle..."
"Sono una di quelle."

E da qui due ore a parlare.

Quello che ho capito di tutto quel discorso è che la cosa fondamentale per poter permettere ad una femminista di parlare è che lei non si dichiari mai tale e che il femminismo non venga mai nominato. 
Nemmeno per sbaglio, nemmeno per inciso. 
Mai.

"Femminismo" è una parolaccia e le parolacce non si dicono.
È come fare le puzzette o mettersi le dita nel naso: si può fare, ma in segreto, nessuno lo deve sapere, non si deve dire in pubblico.

Oh, volendo puoi dire un sacco di cose anche solo vagamente percepite/percepibili come femministe (che poi, boh, a me a volte pare solo semplice buonsenso), tipo che sei convinta che le nostre diversità anatomiche non debbano, né possano, precluderci niente; che credi tutte e tutti dobbiamo avere gli stessi diritti e gli stessi doveri; che il fatto di essere nata femmina non ti condanna all'asse da stiro e cose del genere.
E su questo in linea di massima in poche/i hanno qualcosa da ridire. Se non altro per non fare la figura delle/dei troglodite/i.

Ma quella parola è brutta e scandalosa e non si deve dire. 
Mai.
Ribadiamolo.
 
Perché quello che trasmetti dicendola è solo odio per gli uomini, rabbia, frustrazione, frigidità. 

I luoghi comuni, si sa, sono duri a morire. 

Quello che ho capito, allora, è che è inutile sbattersi tanto a far notare che no, maschilismo e femminismo non sono "due facce della stessa medaglia". È solo tempo sprecato, perché tanto "la maggioranza delle persone non ti capirebbe", nemmeno ti ascolterebbe, perché il femminismo è percepito "da tutti" come una gabbia, un'ideologia violenta e ti vedono già andare in giro scapigliata e con le forbici in mano a minacciare tagli di pisello in giro per le strade.

Quindi, care tutte, dobbiamo smetterla di dire di voler cambiare la società, di cercare una nuova educazione, di blaterare di rispetto per tutte e tutti e soprattutto di farlo mettendoci in mezzo quella brutta parola: quello che trasmettiamo è solo odio.


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